Ostia antica: 7 cose da sapere sulla città che fu la “Porta di Roma”

Ormai è un anno che mi sono trasferita, ho cambiato vita e lavoro, e mi trovo ad Ostia antica. Lavoro proprio nell’area archeologica di Ostia antica. Per la precisione, oggi festeggio 1 anno esatto dall’assunzione e quindi quale occasione migliore per parlare del mio luogo di lavoro?

Vi racconto l’area archeologica di Ostia antica attraverso 7 cose fondamentali da sapere sia per organizzare la propria visita che per visitarla in modo consapevole.

ostia antica 7 cose da sapere

1 – Informazioni pratiche su Ostia antica

  • raggiungere Ostia antica: la soluzione più comoda è il trenino Roma-Lido, che nei giorni feriali passa all’incirca ogni 10-15 minuti. Alla Stazione di Ostia antica occorre uscire, salire e scendere il cavalcavia, proseguire diritto, attraversare il viale dei Romagnoli e proseguire ancora, infine piegare a sinistra, tanto siete già all’interno del perimetro del parco. Per chi arriva in macchina è previsto un parcheggio in viale dei Romagnoli 717, varcato il cancello sulla destra. Un addetto vi indicherà dove parcheggiare. Per non avere dubbi su come arrivare: Come arrivare ad Ostia antica
  • Biglietto: l’intero costa 10 euro, il ridotto 5. Se pensate di tornare più volte in un anno è meglio fare la Fidelity Card, che costa 25 euro, ovvero un ingresso e mezzo. Già se tornate due volte ve la siete ripagata. Sul sito web del parco trovate poi tutte le gratuità e agevolazioni del caso.
  • percorsi per portatori di handicap. Si può accedere al parcheggio interno, ma naturalmente bisogna fare il biglietto, anche se gratuito, nel bookshop che è distaccato rispetto ai tornelli. All’interno sono predisposti dei percorsi a passerella appositi per i visitatori con mobilità ridotta.
  • bagni e caffetteria: c’è una caffetteria nel centro dell’area archeologica, alle spalle del Foro. I bagni si trovano qui oppure alla biglietteria fuori dall’ingresso agli scavi. Occorre saperlo prima di morire per la pipì nel bel mezzo della passeggiata archeologica.
Horrea epagathiana ostia antica
Gli Horrea Epagatiana, uno dei monumenti meglio conservati di Ostia antica: dovevano essere magazzini destinati ad accogliere merci di lusso provenienti da ogni parte del Mediterraneo

2 – Breve storia di Ostia antica

Ecco innanzitutto la prima cosa da sapere su Ostia. Ostia in latino deriva da ostium, bocca. Si riferisce alla bocca, cioè alla foce del Tevere, sulla quale un tempo sorgeva, prima che inondazioni ed avanzamenti della linea di costa la allontanassero di 4 km circa dal mare. In età repubblicana Ostia aveva un porto fluviale e probabilmente anche marittimo, ma in età imperiale poco più a Nord, dove ora sorge parte di Fiumicino, l’imperatore Claudio fece realizzare un grande porto che fu ulteriormente ampliato dall’imperatore Traiano. Siamo tra il I e il II secolo d.C. e Portus, così viene chiamato, diventa il porto più importante del Mediterraneo.

ostia antica capitolium
Il Capitolium, tempio principale di Ostia, visto dalla terrazza sopra il caseggiato di Giove e Ganimede, alle spalle del Foro

Ma torniamo ad Ostia. Non si sa con precisione quando fu fondata. O meglio. Le fonti attribuiscono la fondazione addirittura al re Anco Marcio intorno al 620 a.C. In realtà, però, i ritrovamenti archeologici non risalgono più indietro nel tempo del IV secolo a.C., quando fu fondato un castrum, ovvero un insediamento rettangolare, cinto di mura in grandi blocchi squadrati, come centro fortificato sulla foce del Tevere. Questo è il primo nucleo da cui si sviluppa Ostia in età repubblicana (IV-I secolo a.C.).

In età imperiale Ostia vede il massimo splendore, soprattutto sotto l’imperatore Adriano e poi di nuovo sotto la dinastia dei Severi: il II secolo d.C e l’inizio del III segnano il momento della massima espansione urbana: la maggior parte degli edifici visibili oggi risalgono a questa fase.

thermopolio ostia antica
Il Thermopolio della via della Casa di Diana è il meglio conservato di Ostia: un’antica osteria, con bancone in marmo e pareti affrescate con le pietanze, un po’ come le lavagne del menù delle trattorie d’oggi
amore e psiche ostia antica
Il gruppo scultoreo di Amore e Psiche, che dà il nome alla domus in cui fu rinvenuto

Le cose cambiarono in età tardoantica, III-IV secolo d.C.

In concomitanza con una generale crisi dell’Impero, anche Ostia si contrae e comincia a perdere l’importanza che aveva avuto nei secoli precedenti: da Ostia infatti passava tutto il grano e tutte le merci che, arrivate a Portus, risalivano il Tevere fino alla Capitale. Con i nuovi assetti economici dell’impero, che vedono spostare l’asse verso Oriente e Costantinopoli, Roma perde l’importanza centrale che aveva avuto nei secoli precedenti e di conseguenza tutta l’economia territoriale ne risente, a partire da Ostia.

La città però non viene abbandonata: anzi, diventa la sede di bellissime domus, case aristocratiche di famiglie ricche e altolocate, che realizzano per sé splendide dimore, riccamente decorate. Un caso tra i tanti è quello della domus di Porta Marina, con una stanza interamente rivestita di lastre marmoree (oggi la ricostruzione si trova al Museo delle Civiltà di Roma, EUR), l’altro altrettanto noto è la domus di Amore e Psiche, con la statua dei due teneri amanti che commuove chiunque la veda.

3 – i mosaici di Ostia antica

Ostia antica è famosa soprattutto per i suoi mosaici. Principalmente si tratta di mosaici a tessere bianche e nere, eleganti nei loro disegni. Ci portano in mondi lontani, in paesaggi sottomarini popolati da pesci e creature fantastiche con le pinne, oppure in mondi mitologici, o tra animali e decori geometrici e floreali.

Difficile fare una classifica dei mosaici da non perdere. Però vi dico i principali.

  • Terme di Nettuno: lungo il Decumano massimo, salite in cima alla terrazza delle terme di Nettuno: da lì potete godere della vista degli splendidi mosaici a soggetto marino che decoravano i pavimenti: in un grande ambiente, che poi era una piscina, si trova il dio Nettuno circondato da figure marine reali e fantastiche; in un ambiente accanto c’è Anfitrite, sposa del Dio Nettuno, anch’essa su un cocchio di cavalli marini circondata da figure fantastiche. Immaginate come doveva essere immergersi nell’acqua e vedere sul fondo letteralmente nuotare queste figure: una meraviglia.
  • Piazzale delle Corporazioni: alle spalle del teatro, un lungo corridoio su tre lati (un tempo porticato) sul quale affacciavano gli uffici di molte sedi di armatori, di scaricatori di porto, di commercianti provenienti da ogni parte del Mediterraneo (Francia, Spagna, Africa mediterranea). Le piccole singole sedi di ciascuno sono ancora lì, indicate dal mosaico pavimentale su cui è scritta la provenienza e la professione, e dal disegno che accompagna: una nave che entra in porto, il faro di Portus, un delfino, un’anfora e una palma, un elefante? Ognuno ha la sua insegna pavimentale, com’è giusto che sia.
piazzale delle corporazioni
Una delle piccole sedi di corporazione nel piazzale delle corporazioni di Ostia: due navi entrano in porto, simboleggiato dal faro, mentre in mare aperto un delfino nuota tranquillo
  • Terme dell’Invidioso: lungo la Semita dei Cippi (oltre il teatro, una traversa che scende verso Sud) si incontrano le Terme dell’Invidioso, così dette perché sul pavimento a mosaico, oltre ad alcune figure di mostri marini e di delfini con i denti aguzzi, c’è la raffigurazione di un pescatore con due pesci e di un ragazzetto su un altra barca che gli fa le corna, con la didascalia “inbidiosos“: il ragazzetto è invidioso della pesca abbondante del pescatore, ovvio, e questo episodio è stato riportato sul pavimento di una bottega – probabilmente una pescheria – antistante le terme
  • Taberna dei pescivendoli: questa sì che è una pescheria: vasconi in marmo per il mantenimento del pesce vivo e pavimento a mosaico con la raffigurazione di un delfino e l’iscrizione “Inbide calco te”: invidioso, ti calpesto. Il delfino era un concorrente dei pescatori di Ostia, evidentemente…
taberna dei pescivendoli
“Invidioso, io ti calpesto” recita l’iscrizione rivolta al delfino, antagonista nella pesca ai pescatori di Ostia
  • Terme di Porta Marina: oltre la Porta Marina, che sanciva l’uscita dalla città verso il mare, si trova il complesso delle Terme di Porta Marina. Si tratta di un impianto termale molto grande, in un ambiente dei quali si trova un’interessante rappresentazione di atleti di varie discipline sportive, con una tavola che espone i premi per le varie discipline
  • Terme dei Sette Sapienti: una splendida aula circolare ha il pavimento decorato da un mosaico a tessere bianche e nere con raffigurazioni vareigatissime: anomali selvatici, uomini, scene di caccia, il tutto intervallato da girali vegetali e compromesso da restauri successivi, anche se di età antica. Il tutto è davvero molto suggestivo.
  • Terme dei Cisiarii: lungo la strada asfaltata, sulla via del ritorno verso l’uscita, ci si affaccia all’impianto termale della corporazione dei cisiarii, i portatori di carro. Sul pavimento del grande ambiente a mosaico sono raffigurate figure marine, ancora una volta e quattro telamoni, cioè statue che sorreggono architetture, per disegnare, con l’illusione dell’acqua, l’ambientazione di un baldacchino sommerso. Molto ben riuscito.
terme dei cisiarii
Una delle figure che animano il pavimento delle terme dei Cisiarii: un ittiocentauro, metà uomo metà pesce

4 – Condomini dell’antichità: le insulae

caseggiato del larario
Una delle insulae di Ostia: il caseggiato del Larario, così detto perché nel cortile si trova un piccolo altare per i dei Lari, protettori della casa (in foto, al centro, l’edicola sacra dei Lari)

Le insulae sono dei veri e propri condomini, caseggiati su più piani per appartamenti che ospitavano più famiglie. a Ostia se ne trovano tantissime: sulla strada affacciano con delle botteghe, come oggi i negozi che si aprono al piano terra dei palazzi; poi si poteva accedere tramite corti interne e scale interne agli appartamenti e ai piani superiori.

A Ostia si trovano veri e propri quartieri residenziali. Tra questi, l’area delle cosiddette Case a Giardino, un complesso residenziale quadrangolare sorto intorno ad uno spazio vuoto, una sorta di grande corte o giardino, è la più significativa. Molte delle insulae conservano ancora le pitture parietali, affrescate sui muri in mattoni e che spesso raffigurano muse, divinità o paesaggi e architetture fantastiche. A Ostia è documentata la pittura parietale (quella stessa per cui Pompei è tanto nota) per buona parte dell’età imperiale, dal I al II e III secolo d.C., ben oltre quindi l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che sigillò Pompei sotto i lapilli.

5 – Le Terme, ovvero i Romani al bagno

terme del Nettuno
Terme del Nettuno, il Mosaico principale

A Ostia resterete impressionati dalla quantità di Terme che si incontrano: terme pubbliche, come le terme del Foro; terme private o appartenenti a sedi di corporazioni, come le terme dei Cisiarii. E poi le Terme di Nettuno, le Terme dell’Invidioso, le Terme dei Sette Sapienti, le Terme del Faro, le Terme di Buticosus, le Terme Marittime e le Terme di Porta Marina sono solo alcune.

Tutte hanno i pavimenti decorati a mosaico in alcuni ambienti; tutte raccontano la necessità dei Romani di avere un proprio spazio di relax e igiene che al tempo stesso era luogo di incontri e relazioni pubbliche.

Annesse alle Terme del Foro, troverete un ambiente tanto familiare quanto sconcio: le latrine, ovvero i gabinetti che non erano, come oggi, separati, ma open space. Praticamente il civis romanus che andava alle terme e che aveva bisogno di dare sfogo alle proprie funzioni corporali si ritrovava a farlo accanto ad altri cives romani nelle sue stesse condizioni.

6 – La più antica sinagoga

Nel punto più lontano del percorso di visita, laddove un tempo c’era la spiaggia, sorge la più antica sinagoga fuori da Israele nell’Occidente Mediterraneo: la Sinagoga di Ostia antica, da quando è stata scoperta una trentina di anni fa è diventata luogo di culto privilegiato per la comunità ebraica di Roma e non solo, ed è al centro di iniziative nel Giorno della Memoria e non solo. Un monumento che è un primato e che racconta una storia, quella dei primi tempi della diaspora ebraica dopo la Guerra Giudaica, altrimenti poco distinguibile e poco nota.

Per approfondire: La sinagoga di Ostia antica su Generazionediarcheologi.com

7 – Libri su Ostia antica

Libri su Ostia antica ne sono stati scritti tanti, ma io ne consiglio tre per approfondire la visita alla città romana.

  • Guida archeologica di Ostia, di Carlo Pavolini. Per stomaci forti e motivati. Per coloro che vogliono visitare palmo palmo la città e ogni singolo edificio o lacerto di muro. La guida si rivolge principalmente agli addetti ai lavori, tuttavia è un’utile base per far capire a tutti in quale punto di Ostia ci troviamo.
  • La vita quotidiana a Ostia, di Carlo Pavolini. Più divulgativo, questo volume prende in considerazione la società ostiense nel suo complesso: urbanistica, commerci, attività produttive, religioni, arte e necropoli. Leggerlo consente di farsi un’idea davvero ampia sulla città antica
  • I mosaici di Ostia, di Angelo Pellegrino. Una guida tematica, dedicata solo ed esclusivamente ai mosaici di Ostia. Settoriale, ma efficace a far comprendere un aspetto della cultura artistica e della quotidianità di Ostia in età imperiale.
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4 risposte a "Ostia antica: 7 cose da sapere sulla città che fu la “Porta di Roma”"

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  1. Credo che trovarsi personalmente in questi luoghi sia spettacolare: non mi scorderò mai quando ho girato per le aree archeologiche di Roma … rimasi senza fiato per la loro bellezza e maestosità! E devo dire che ho un debole per i mosaici.

    Ed è una grande novità scoprire che ad Ostia antica ci sia la più antica sinagoga fuori da Israele.

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