Baci (artistici) per San Valentino

San Valentino, festa degli Innamorati, fa sempre parlare di sé. Quest’anno ne parlo anch’io, proponendovi un tour virtuale tra le opere d’arte più note che hanno come soggetto il bacio: baci mitologici, baci passionali, baci talmente famosi da essere divenuti essi stessi simbolo dell’amore. Pronti? Seguiamo allora la freccia di Cupido, e vediamo dove ci porta.

A.Canova, Amore e Psiche

Amore e Psiche, A. Canova

1) Antonio Canova, Amore e Psiche, Paris, Musée du Louvre: questo gruppo scultoreo è uno dei più celebri al mondo in tema d’amore ed è sicuramente l’opera più nota di Canova. Scultore neoclassico, nei suoi marmi infonde una morbidezza e una grazia senza uguali. Il bacio che si scambiano i due giovani innamorati, Amore e Psiche, che nel mito sta a significare quanto sia irrazionale l’amore, è tutt’altro che passionale: è delicato, a fior di labbra, di una dolcezza senza eguali. Il Museo del Louvre, che lo ospita, non ha bisogno di presentazioni: uno dei musei più grandi e importanti del mondo, accoglie una summa dell’arte di tutti i tempi, da quella egizia a quella greca, alla pittura del Rinascimento Italiano (la Gioconda, tanto per dire, e la Vergine delle Rocce di Leonardo) alla grande pittura francese dell’800. Ci vuole una giornata intera per visitarlo tutto.

Il Bacio, G. Klimt

Il Bacio, G. Klimt

2) Gustav Klimt, Il Bacio, Wien, Österreichische Galerie Belvedere: un’altra notissima icona del bacio, quest’opera appartiene alla cosiddetta arte secessionista che si sviluppò a Vienna ad opera di alcuni artisti, tra cui Klimt, in antitesi all’Accademia. Il suo fondo oro e a fiori, il contrasto tra i volti così realisticamente resi, e gli abiti decorati come fossero un mosaico, fanno di questo dipinto una delle opere più amate dal grande pubblico. Il Museo del Belvedere di Vienna ospita la più grande collezione di arte austriaca. Di Klimt, oltre al Bacio, è esposto anche l’altra notissima sua opera: la Giuditta.

Il bacio, F. Hayez

Il bacio, F. Hayez

3) Francesco Hayez, il bacio, Milano, Pinacoteca di Brera: anche il bacio di Hayez è arcinoto. I due innamorati, lei di spalle, lui il viso nascosto in quello di lei, il piede su un gradino pronto ad andar via, sono ritratti nel momento dell’addio, o dell’arrivederci, prima della partenza: scene che molte di noi hanno sperimentato spesso e volentieri, quando l’amato (o l’amata) è sul treno ad aspettare l’ultimo momento utile prima del fischio del capotreno, perché ogni ulteriore momento è utile per l’ultimo appassionato bacio. In realtà questo dipinto è divenuto il manifesto dell’arte romantica italiana, per i suoi richiami ai moti risorgimentali, ed ebbe grande successo proprio durante il Risorgimento. La Pinacoteca di Brera è un’importante galleria che accoglie principalmente capolavori dell’arte veneta e lombarda, cui vanno aggiunte opere come lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, la Pala Montefeltro di Piero della Francesca, la Cena in Emmaus di Caravaggio e Il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo. Attualmente il Bacio di Hayez è in mostra sempre a Milano, ma alle Gallerie d’Italia in Piazza della Scala, ancora per pochi giorni, fino al 21 febbraio, in un’esposizione dedicata proprio a Francesco Hayez.

A Meeting Place, P. Day

The Meeting Place, P. Day

4) Paul Day, The meeting place, London, St. Pancras Railway Station: a proposito di partenze in treno, e di saluti appassionati mentre il convoglio è già quasi in movimento, questa statua in bronzo sistemata nella stazione di St. Pancras a Londra è quella che meglio rappresenta il momento dell’addio, o dell’arrivederci, prima di un lungo periodo di separazione. La Stazione di St. Pancras è una stazione della rete ferroviaria londinese. Ogni giorno migliaia di persone transitano dai suoi binari, salgono e scendono dai treni, si disperano per una coincidenza persa, si danno appuntamento con altre persone. La statua di Paul Day rappresenta insieme la partenza, l’addio, la gioia dell’incontro, la disperazione della separazione e la promessa di ritrovarsi ogni volta.

Il Bacio, o Amore profondo come i sepolcri, Auguste Rodin

Il Bacio, o Amore profondo come i sepolcri, A. Rodin

5) Auguste Rodin, Il bacio o Amore profondo come i sepolcri, Paris, Musée Rodin: ecco, se c’è un bacio che si possa opporre a quello di Canova, è senz’altro questo: alla dolcezza innocente dei due giovani amanti mitici fa riscontro l’appassionato fondersi l’uno nell’altra di questi due amanti, alcuni tratti non finiti, altri che rivelano una potenza e una sensualità da lasciare a bocca aperta. Se mai mi sono commossa davanti ad un’opera d’arte è stato proprio davanti ad essa, quando la vidi esposta a Roma in mostra. Il Musée Rodin è interamente dedicato all’artista francese, anche se espone opere di alcuni pittori impressionisti e di Van Gogh e nasce dalla volontà dell’artista, che alla sua morte donò allo stato francese tutte le sue opere perché fossero esposte nell’edificio nel quale egli trascorse gli ultimi anni della sua vita.

Amore e Psiche, età romana

Amore e Psiche, Ostia

6) Scultore romano, Amore e Psiche, Ostia Antica: anche passeggiando per un parco archeologico, tra rovine di antichi edifici, decorazioni architettoniche in marmo e pavimenti in mosaico, ci si può imbattere in un bacio. La piccola scultura rappresentante Amore e Psiche, in un cubicolo, camera da letto, della casa di Ostia che proprio dalla scultura prende il nome, rappresenta i due giovani innamorati quasi come fossero bambini: Amore sembra più un puttino, e Psiche una bambina. Trasmette una dolcezza che è rimasta immutata nel tempo. La scultura nel parco archeologico è una copia, ma l’originale è nel vicino Antiquarium. Il parco di Ostia Antica, a pochi passi da Roma offre un’esperienza che Roma non dà: la possibilità di percorrere strade ed entrare in edifici di una città romana rimasta immutata nel tempo, con i suoi templi, le botteghe, le terme, il teatro, le case. È un parco molto ampio, in cui è piacevole passeggiare, oltre che ammirare le rovine degli edifici antichi: i suoi pini disegnano un paesaggio che personalmente trovo molto romantico.

Les Amant, R. Magritte

Les Amant, R. Magritte

7) Magritte, Les Amants, New York, MoMA: sono velati, i volti dei due amanti, come se il loro dovesse essere un bacio negato, o come se non si conoscessero affatto. Ha il sapore di un appuntamento al buio, oppure di una fiducia reciproca che fa sì che non servano gli occhi per riconoscere l’oggetto del proprio amore. Oppure di un’angoscia profonda. Magritte, con i suoi contrasti, ci porta sempre in un mondo in cui niente è come sembra e tutto rimanda a qualcosa d’altro, o all’illusione di qualcosa d’altro. Il MoMA di New York è un’istituzione museale tra le più importanti del mondo. La sua collezione di arte moderna e contemporanea è tra le più ricche e importanti del mondo; in più è un grande centro di laboratorio di arte contemporanea e si è aperto ai newyorkesi come luogo di incontro e di socialità: esattamente quello che un museo dovrebbe fare.

Eduardo Kobra, Kissing sailor, New York

Kissing sailor, E. Kobra

8) Eduardo Kobra, Kissing sailor, Chelsea, New York: celeberrimo questo coloratissimo esempio di street art che decora l’esterno di un edificio di New York nel quartiere “artistico” di Chelsea. Ben visibile dalla High Line, colpisce per la vivacità dei suoi colori che non possono non colpire l’immaginazione: sembra quasi un’esplosione, l’esplosione delle mille sensazioni euforiche che un bacio regala, soprattutto se coglie alla sprovvista ed è un affascinante sconosciuto ad afferrarti, giurandoti con la pressione delle sue labbra che tu sei l’unica per lui. Anche se sai benissimo che salperà domattina…

L’amor che move il sole e l’altre stelle è una grande fonte di ispirazione per gli artisti di tutti i tempi. Il bacio, la sua espressione più evidente colpisce ugualmente l’immaginazione e l’arte è piena di baci. Voi ne conoscete altri? Segnalateli nei commenti! Costruiamo così insieme un atlante del bacio nell’arte! 🙂

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