Hidden Tuscany: le Valli Nascoste tra Vaiano e Vernio e la ghiacciaia nella Montagna Pistoiese

Fuori dai consueti circuiti turistici, fuori dagli itinerari delle gite fuoriporta, c’è una Toscana nascosta, tutta scoprire. Andiamo ad esplorare le Valli Nascoste, itinerari tra natura e paesini minuscoli lungo la Val Bisenzio, tra Vaiano e Vernio, quindi ci trasferiamo nella Montagna Pistoiese, in località Le Piastre, dove sorge la splendida Ghiacciaia della Madonnina ed un bel sentiero nella natura.

Hidden Tuscany: Le Valli Nascoste

val bisenzio
Lungo la Val Bisenzio, tra Vaiano e Vernio

Da Prato risaliamo il corso del fiume Bisenzio. La città finisce e lascia il posto ad una bella strada lungo la quale si alternano paesini e panorami eccezionali, scheletri di archeologia industriale (le vecchie fabbriche del tessile) e il fiume che scava la stretta valle.

Vaiano, Carmignanello, Mercatale San Quirico, Vernio. Queste sono le località principali, lungo la strada che potenzialmente arriva fino a Bologna, superato l’Appennino, che sorgono lungo il corso del fiume Bisenzio.

villa guicciardini di Usella
Villa Guicciardini di Usella

Si tratta di piccoli borghi, inframmezzati da qualche monumento storico notevole, come Villa Guicciardini, tipica villa toscana del Seicento, o come il Castello di Cerbaia, splendida rocca medievale che ancora domina il territorio. Un territorio che tra l’altro è ricco di storia, come ho avuto modo di scoprire qualche anno fa in occasione di una passeggiata archeologica sulla Calvana, la montagna che chiude la Val Bisenzio. Proprio l’Anello della Calvana, tra l’altro, è uno dei trekking più consigliati nella zona, ed è di diritto una delle 10 cose da fare a Prato.

Giunti a Vernio, la strada si biforca. Da un lato si prosegue verso Montepiano e l’Emilia Romagna, dall’altra si ripiega nell’interno, e ci si addentra nelle Valli Nascoste.

Le Valli Nascoste: Luicciana

Luicciana è un paesello di poche case, pochissime anime, una chiesa, una pizzeria (di livello) e tante, tante, opere d’arte contemporanea.

luicciana
Luicciana, una delle case che espongono le opere d’arte del museo diffuso di arte contemporanea

Ebbene sì. Luicciana, frazione di Cantagallo (da non confondere con l’autogrill Cantagallo lungo l’A1 tra Firenze e Bologna!), è un paese che dimostra come “dal letame (meglio, dalla Guerra) nascono i fior“: trovandosi infatti lungo la Linea Gotica durante la Seconda Guerra Mondiale, ovvero lungo il fronte appenninico sul quale si combatterono aspre battaglie tra Tedeschi da un lato e Alleati e Partigiani dall’altro, fu distrutta dalle rappresaglie naziste di soldati nazisti totalmente a briglia sciolta che siccome non potevano far nulla contro l’avanzata alleata se la prendevano con qualunque cosa trovassero a tiro. Quindi distrussero il piccolo borgo di Luicciana.

Luicciana fece fatica a riprendersi, anche perché la posizione così isolata, tra i monti, lontano dalla via principale lungo il Bisenzio, ne impediva la ripartenza sia economica che sociale. Un vero borghetto di campagna, solo la chiesa medievale di San Michele a controllare il panorama. Poi, verso gli anni ’80, Luicciana cominciò ad ospitare opere ed installazioni di artisti contemporanei, fino a diventare a tutti gli effetti un museo all’aperto di arte contemporanea.

Tutto il paese si presta: i muri delle case accolgono rilievi e pitture, gli angoli delle strade sostengono sculture; opere in ceramica, ferro, gesso, marmo, affreschi danno vita alla strada principale, alle facciate degli edifici, agli spiazzi. Il museo di Luicciana nasce ufficialmente nel 1983. Artisti pratesi e toscani, principalmente, si impegnano con 40 opere, destinate ad aumentare, e soprattutto a rimanere, nel corso del tempo e fino ad oggi.

panorama da luicciana
Il panorama dalla chiesa di San Michele a Luicciana

Per chi vuole ristorarsi, prendere un caffé, un aperitivo o un pezzo di schiacciata, la Pizzeria di Luicciana è l’unico, ma validissimo luogo in cui fermarsi. Se si vuole mangiare la pizza a cena occorre prenotare per tempo perché il pizzaiolo lavora la pasta da pane in funzione di quanta gente verrà a cena. Un modo ottimale per non sprecare e per avere la garanzia di un prodotto sempre genuino.

Le Valli Nascoste: Castello

Questa è bella: c’è un piccolo paesello, un po’ più su di Luicciana, che si chiama Castello. Solo che il castello non c’è. O meglio, c’era, ma è andato completamente distrutto nel corso dei secoli. Oggi si intravvede qualche tratto di muro e poco altro, mentre su uno sperone si innalza una piccola chiesa, la Chiesa di Castello.

Montagna toscana
Un campo coltivato a iris a Castello, fraz. Cantagallo (PO)
castello cantagallo
La Chiesa di Castello a Cantagallo

Siamo nel cuore più nascosto della montagna pratese, territorio di sentieri CAI e di poche case e qualche campo coltivato. In primavera, ad esempio, si coltivano gli iris lilla, che colorano di una nuvola romantica l’intorno. Giungere qui in macchina, comunque, dà la sensazione di non essere i benvenuti. Infatti è meglio salire i sentieri CAI per sentirsi giustamente autorizzati a calcarne il terreno.

La Chiesa non è altro che una piccola pieve con il classico portico davanti all’ingresso per consentire il riposo di pellegrini e viandanti. Una piccola costruzione in pietra, rigorosamente chiusa, ma carica di fascino.

Migliana

Migliana non è nelle Valli Nascoste, ma si trova a metà strada, e a mezza costa, tra Prato, Vaiano e Luicciana. Ha due particolarità: la prima è costituita dai suoi boschi di castagni che in autunno sono la gioia di chiunque passi da queste parti; la seconda, ma ben più importante è data dai cantuccini prodotti dal Forno Santi di Migliana.

Migliana è un piccolo centro costituito da poche case, un Circolo Arci, un bar, un ristorante e un Forno. Il ristorante di Migliana non a caso si chiama La Castagna ed è una vera istituzione da queste parti: cucina tipica, arricchita dai prodotti locali, castagne e funghi, apprezzata da molti, tanto che è consigliabile sempre prenotare.

castagneto Migliana
Nel cuore del castagneto a Migliana

Poi c’è il Forno Santi di Migliana. Una vera istituzione da Prato in su. Ha l’aspetto di una qualsiasi panetteria/alimentari di paese, solo che in mezzo al piccolo locale c’è il bancone su cui si dispongono i biscotti: biscotti di Prato al cioccolato bianco, al cioccolato fondente, ai fichi, alle mandorle, alle albicocche secche. Non sono cantuccini secchi come quelli classici del Biscottificio Mattei a Prato o come di Branchetti Biscotti (di cui ho parlato qui), ma sono morbidi, di dimensioni più grandi, e se decidono di contenere pezzettoni di cioccolato, fichi o altro lo fanno con assoluta serietà. Una goduria vera, che non finisce qui. Sì, perché il forno di Migliana ha anche la possibilità di una sala dove poter consumare una merenda al volo: una schiacciata ripiena di prosciutto oppure un vero e proprio tagliare di salumi accompagnato da vino rosso locale. Davvero non sapete dove fermarvi la prossima volta che venite su da queste parti?

La Montagna Pistoiese: la Ghiacciaia della Madonnina a Le Piastre

La Montagna Pistoiese è terra di storia e di storie. Appena superata Pistoia, inerpicandosi su per la strada in direzione dell’Abetone, si incontrano località degne di attenzione. Una di queste è Le Piastre, ed è proprio qui che ci fermiamo, lungo la via, attratti da una struttura circolare col tetto a punta: una ghiacciaia. La Ghiacciaia della Madonnina.

ghiacciaia della madonnina
La Ghiacciaia della Madonnina

La Ghiacciaia della Madonnina è l’unica sopravvissuta integralmente di un comparto di quattro ghiacchiaie poste lungo la valle del Reno. Il complesso si componeva di tre ghiacciaie troncoconiche, di una ghiacciaia a pianta quadrangolare, di due laghi, uno a destra e uno a sinistra del fiume, e di una gora, cioè un canale di alimentazione. Nella zona si trovano alcune sorgenti le cui acque andavano a riempire i laghi; le bassissime temperature e il sole scarso consentivano in inverno la formazione del ghiaccio naturale.

In sostanza cosa succedeva? Quando in inverno il lago ghiacciava, esso veniva rotto e conservato nelle ghiacciaie; i laghi erano in stretta connessione col fiume: la gora incanalava l’acqua, mentre un foro per lo scarico del troppo pieno restituiva al fiume l’eccesso. Un sistema assolutamente compatibile con l’ambiente circostante.

ghiacciaia della madonnina
Il fiume Reno presso la Ghiacciaia della Madonnina

La Ghiacciaia della Madonnina colpisce l’attenzione di chi percorre la via che da Pistoia sale verso San Marcello Pistoiese; essa è il fulcro di una bella passeggiata nel verde che oltre alla ghiacciaia comprende anche un mulino e le tracce di una carbonara, una struttura cioè che veniva realizzata per trarre carbone. Tutto il percorso è messo in sicurezza, curato, provvisto di illuminazione e soprattutto spiegato da pannellistica che restituisce al passante la storia del luogo in cui si trova.

L’Ecomuseo della Montagna Pistoiese

montagna pistoiese
Il fiume Reno – Ecomuseo della Montagna Pistoiese

La Ghiacciaia della Madonnina è il fulcro dell’Itinerario del ghiaccio dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese. L’Ecomuseo è un museo diffuso, che si basa, nel caso specifico della montagna pistoiese, su sei itinerari specifici che vanno alla scoperta del territorio pistoiese secondo sei inclinazioni: oltre al ghiaccio abbiamo l’itinerario del ferro, quello della pietra, quello naturalistico, quello dell’arte sacra e quello della vita quotidiana. Inoltre esiste l’itinerario per Mountain Bike, dedicato agli appassionati del genere. Un modo efficace per scoprire la montagna pistoiese e per far vivere un territorio che è molto più della strada che da Pistoia porta alle piste da sci dell’Abetone.

Una Toscana nascosta, diversa, una Toscana che non si rivela subito, ma che va disvelata pian piano. lungo strade lontane dai classici percorsi, su tracciati lenti, che indulgono sui dettagli e approfondiscono ciò che di bello appare intorno. Le Valli Nascoste nel territorio di Cantagallo e la Montagna Pistoiese sono solo due tra gli esempi che la Toscana rivela. Tu quali altri percorsi mi sai segnalare di questa splendida Hidden Tuscany?

6 risposte a "Hidden Tuscany: le Valli Nascoste tra Vaiano e Vernio e la ghiacciaia nella Montagna Pistoiese"

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  1. Conosco abbastanza bene la Toscana per quanto riguarda tutte le sue destinazioni più famose, invece non sapevo nulla di questi posti nascosti, che adoro tra l’altro! Quindi la prossima volta che visiterò questa regione non mancherò di inserirli in itinerario!

  2. Indicazioni molto interessanti, grazie. Io amo molto l’appennino (soprattutto in autunno) e conto spesso di “svalicare” (io abito in Emilia) dalle parti del pistoiese.

    1. E’ una terra intrigante ed effettivamente poco battuta. Devo dire che negli ultimi anni grazie all’Ecomuseo della Montagna Pistoiese qualcosa si sta muovendo a livello di iniziative volte a far conoscere il territorio.

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