Tangeri: le 10 cose da sapere prima di partire

Città particolare, Tangeri. Città di frontiera, a suo modo, è il porto di arrivo in Marocco per chi proviene dalla Spagna. I viaggiatori sfruttano il breve collegamento marittimo che unisce i due versanti delle Colonne d’Ercole, e si fermano solitamente in città non più di un giorno, per proseguire il loro viaggio attraverso il Marocco. Oppure, se viaggiano attraverso la Spagna, scelgono di fare un’escursione di là dallo Stretto di Gibilterra e in giornata riescono a visitare Tangeri e tornare a Tarifa, o Algeciras.

Artigianato locale in uno dei mercati di Tangeri

Artigianato locale in uno dei mercati di Tangeri

Tangeri non è una città facile, soprattutto se si è viaggiatori abituati alle città europee o occidentali. Vi è il modo di visitare la città (e sono in tanti che scelgono di fare così) in gruppi organizzati, con una guida che porta a vedere i punti di interesse principali, i mercati più caratteristici e accompagna a fare shopping nei bazar convenzionati. Il modo migliore per visitare la città, però, è fare da soli. Ecco allora 10 cose da sapere su Tangeri per chi vuole visitarla da solo, in giornata.

  1. Scorcio di Tangeri

    Scorcio di Tangeri

    Tangeri è raggiungibile dalla Spagna da due porti, Tarifa e Algeciras. I traghetti da Algeciras arrivano al porto Tangeri-Med, che rimane un po’ fuori dalla città e che invece è adatto per chi sfrutta il passaggio da Tangeri come punto di partenza per l’esplorazione del Marocco. Chi vuole visitare la città vecchia in giornata deve invece prendere il traghetto al porto di Tarifa. Non serve portare la macchina, anzi. La città si gira tranquillamente a piedi. Il biglietto A/R costa sui 67 €, comprensivo di passaggio ponte. Con un piccolissimo e invitante sovrapprezzo si può aderire ad uno dei gruppi organizzati di cui sopra.

  2. Mi raccomando portate il passaporto! A bordo dovrete compilare e consegnare un fogliolino d’ingresso al Paese, e stessa cosa dovrete poi fare al ritorno al porto di Tangeri. Entrambi i fogliolini vi vengono forniti al momento dell’acquisto del biglietto; se non si compilano, molto semplicemente non si sbarca in Marocco.
  3. Se decidete di viaggiare da soli, appena sbarcati verrete subito individuati da una serie di perdigiorno tangerini che si offriranno per 5 € o simili di accompagnarvi per la città. Una tecnica precisa e standard per scoraggiarli non c’è. Ciò che vince è un fermo, ma cortese no, continuando ad andare avanti. Potrà capitarvi un osso più duro degli altri; in quel caso dovrete avere molto sangue freddo e tanta pazienza. Alla fine vi prenderà a male parole, ma poi non lo vedrete per il resto della giornata.
  4. Tangeri, scendendo dalla Kasbah

    Tangeri, scendendo dalla Kasbah

    Il centro storico di Tangeri, la Medina, si gira abbastanza agevolmente: una via abbastanza larga, in salita, conduce dalla porta nelle mura rivolte al mare fino in cima dove si apre una serie di due piazze che fanno, per così dire, da confine tra la città vecchia e la città nuova. Lungo questa via comincerete a incontrare i primi negozi e il primo grande mercato, il Grand Socco. Ma la città è piena di mercati, è anzi essa stessa un immenso mercato.

  5. Se è facile orientarsi nella vie principali, addentrarsi nei vicoletti della Medina e della Kasbah vuol dire finire in una dedalo di viuzze strette che, se non si fa attenzione, portano direttamente in casa di qualcuno. Le casette, tra l’altro, sono bellissime da vedere: bianche, con la parte inferiore del muro dipinta in azzurro o in giallo, a seconda della zona. È facile perdersi da queste parti e l’unica cosa è fare affidamento sull’aiuto, cordiale, degli abitanti del quartiere.
  6. Se arrivate col primo traghetto del mattino, troverete una città ancora addormentata. Il fuso orario in Marocco è due ore indietro rispetto al fuso europeo, per cui se in Spagna sono le 10 del mattino, a Tangeri sono ancora le 8. Ma piano piano la città si sveglia, i mercati cominciano ad animarsi. Questo è il momento in cui, al mercato del pesce, vedrete i gatti randagi mangiare le lische che i venditori scartano, oppure vedrete il macellaio che porta a spalla un quarto di bue. Man mano che passano le ore invece la città esce dal torpore e si trasforma in un immenso caotico mercato.
Tangeri, botteghe lungo la strada fuori dalla città vecchia

Tangeri, botteghe lungo la strada fuori dalla città vecchia

  1. Non è necessario cambiare gli euro in dirham. A Tangeri accettano indistintamente euro o dirham, la moneta locale, ma applicano un cambio molto vantaggioso per loro, tuttavia accettabile per noi, perché i prezzi sono per la maggior parte stracciati. Attenzione però alle fregature, perché molti cercheranno di spillarvi più quattrini del dovuto, con la scusa che non riescono a fare bene i conti… a naso, comunque, riuscirete a capire quando si tratta di fregatura e quando invece il prezzo è tollerabile. Una cosa: dimenticatevi il gusto arabo per la contrattazione, perché i negozianti tangerini non amano contrattare, non con gli stranieri almeno.
  2. Tangeri

    Tangeri verso mezzogiorno

    Non fatevi impressionare dal caos. Verso mezzogiorno la città diventerà un unico grande mercato. Gente per strada, banchini improvvisati, donne che stendono per terra la loro merce… tutti vendono e tutti comprano a Tangeri. La situazione, così caotica, è però ciò che fa di Tangeri una città araba autentica, con la gente che cammina e che vocia, le auto e i motorini che si fanno strada rombando in mezzo alle gambe dei passanti. Tra il Grand Socco e gli altri mercati, nelle due grandi piazze, è un brulicare infinito di gente. Procedete comunque con la vostra tranquillità, soffermatevi a guardare le ceste piene di foglie di menta e di erbe varie, i mazzi di cipolle, le cianfrusaglie più strane. Oppure annusate, nelle piccolissime botteghe, le spezie coloratissime, osate chiedere e fatevi preparare un mix a base di curcuma, zenzero e cannella.

  3. Scorci di Tangeri

    Scorci di Tangeri

    Se andate a Tangeri in giornata, per rientrare poi in Spagna, almeno un té alla menta dovrete berlo. Ve lo servono bollente, in un bicchiere di vetro alto e stretto riempito di foglie di menta profumatissime. Il té è molto zuccherato, come vuole tradizione, e di un bel colore ambrato. Ve ne innamorerete all’istante.

  4. Nonostante la gran confusione, non esiste il pericolo di essere derubati, né avrete mai la sensazione che qualcuno stia puntando alla vostra borsa. Gli unici, fastidiosi, individui, sono coloro che cercheranno a tutti i costi di vendervi qualcosa o si offriranno di accompagnarvi per la città, ma non rischierete mai di essere derubati. Tangeri è una città caotica, ma non dovete temere per la vostra sicurezza.

Questi sono i 10 consigli che mi sento di potervi dare dopo aver trascorso una giornata a Tangeri. Prendendo il primo traghetto del mattino da Tarifa e il traghetto delle 17 (ora locale) da Tangeri avrete trascorso un intera giornata in un universo totalmente diverso da quello cui siamo solitamente abituati.

Tangeri è la porta del Marocco. Sono rimasta sulla porta, questa volta, ma vi assicuro che non vedo l’ora di passarla e di andare oltre, per scoprire le altre città di questa terra così lontana così vicina.

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