Diario di viaggio: lungo le strade della Spagna del Sud – Tarifa

7/06/2016

In questa splendida giornata di sole, perdersi per i vicoletti intricati del centro è l’unica possibilità per godersi la città. Oltre ad essere Città dei musei, con un’offerta culturale vastissima, ha un passato storico di non poco conto: lo testimonia l’Alcazaba, la fortezza mussulmana che domina la baia e, sul suo pendio, il teatro romano, ancora in buone condizioni. È una città la cui conoscenza andrebbe approfondita in più di una mattina. Pranziamo al Mercado Central, brulicante di vita e vivacissimo. Quando ripartiamo ancora non sappiamo che la prossima meta sarà quella di cui ci innamoreremo perdutamente.

Tarifa. Fino al momento di progettare il viaggio neppure sospettavo l’esistenza di questa cittadina, che invece è importante per più di un motivo: innanzitutto è sullo stretto di Gibilterra, ed è il punto più a sud d’Europa; in secondo luogo assicura il collegamento con Tangeri, porta del Marocco.

Dalla strada verso Tarifa si vede l'Africa: una grande emozione

Dalla strada verso Tarifa si vede l’Africa: una grande emozione

Giungere a Tarifa nel pomeriggio mi costa una rinuncia: saltiamo Gibilterra, tappa cui tenevo tantissimo, ma cui preferisco dire no. Attraversiamo, da Malaga ad Algeciras, località turistiche più o meno note, come Marbella ed Estepona. Gibilterra la riconosciamo da lontano: un promontorio alto, quasi una montagna che scende nel mare. E poi, quando finalmente puntiamo verso Tarifa, il panorama ci rivela la vista più ovvia, che però ci si presenta come una sorpresa: la costa africana. È laggiù, è vicinissima. E la voglia di attraversare lo stretto e di sbarcare a Tangeri si fa più forte che mai.

Tarifa, piazza del Vento (un nome particolarmente adatto!)

Tarifa, piazza del Vento (un nome particolarmente adatto!)

Tarifa ci accoglie col sole e col vento. Un vento fortissimo, che impedisce quasi di camminare, che quasi sposta di peso. Ma l’atmosfera, di tranquilla cittadina di mare con le sue casette bianche, quasi sospesa, ci entusiasma. Acquistiamo i biglietti del traghetto per Tangeri per domani, poi andiamo verso la Playa de los Lances, dove il vento fortissimo è una pacchia per chi pratica kite surf. Nonostante la sabbia, finissima, che ci piove addosso da ogni parte, affrontiamo il corridoio che porta fino all’Isla de las Palmas, il punto più a sud d’Europa.

Raggiungere una frontiera del genere mi galvanizza, nonostante la difficoltà a camminare e le onde che per un pelo non mi schiaffeggiano da una parte, lato Mediterraneo, e dall’altra, lato Oceano Atlantico. Sì, qui è dove le correnti si incrociano e si mescolano. Qui è dove, a una folata di vento più forte delle altre, urlo, ma di gioia.

Scendiamo anche in spiaggia (fare il bagno è improponibile): 10 km ininterrotti; dopo Los Lances c’è Valdevaqueros, poi Bolonia, quindi Punta Paloma: il paradiso per surfisti e kite. Rintontiti dal vento ci rifugiamo nel bar del Polideportivo, che sta lì vicino. Dos cañas, por favor. E queste due birrette sono il giusto brindisi a questo luogo favoloso. Per caso, poi, entriamo in un negozio di souvenir gestito da italiani: ci suggeriscono dove andare a mangiare, cosa vedere, ci danno consigli su Tangeri. Ci chiediamo cosa possa spingere due torinesi a trasferirsi qui, ma la risposta è davanti ai nostri occhi: se ti piace il mare, magari fai surf e vuoi vivere di surf, se ami i ritmi lenti e sereni di questa cittadina, se non hai legami con l’Italia la risposta è: perché no?

Completiamo il giro del borgo, ci perdiamo per le sue stradine bianche nelle quali non troviamo riparo dal vento. Per cena torniamo al Polideportivo. E qui mangiamo la frittura più buona, abbondante ed economica di sempre. Accanto a noi un solo tavolo occupato da surfisti romagnoli. Come li riconosciamo? Dall’accento, ovviamente. E dall’aspetto: capello lungo arruffato dal sale, pelle cotta da l sole, t-shirt e costume, ciabatte: un po’ come Patrick Swayze in Point Break.

surfisti a Playa de los Lances, Tarifa

surfisti a Playa de los Lances, Tarifa

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