Quanto è importante un panorama: la Torre di Melissa

La percezione che noi abbiamo quando visitiamo o semplicemente vediamo un monumento, un palazzo storico, un sito archeologico è per forza di cose diversa da quella che quel monumento, palazzo storico, sito, ci avrebbe dato se l’avessimo visto in un momento in cui esso era vivo, vissuto, abitato. Perdiamo, nella visita di un monumento storico, la percezione della contemporaneità e della quotidianità; non abbiamo idea, se non per quello che possiamo immaginare e ricostruire, di ciò che succedeva al suo interno o al suo esterno, di come si vivesse all’epoca, di come fosse inteso quel luogo. Cambia la percezione innanzitutto del luogo stesso: quello che per delle persone un tempo poteva essere un’abitazione oggi è un luogo di storia, che visitiamo con l’attenzione e l’interesse che i luoghi storici ci suscitano.

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La terrazza sommitale della torre di Melissa


Queste sono riflessioni scontate, per cui perdonatemi l’ovvietà. Tuttavia, però, mi sono salite alla mente più forti che mai quando, sulla terrazza della torre di Melissa (KR) contemplavo il panorama. Un panorama che si apre a 360°, spaziando dal mare, che occupa tutto il nostro orizzonte visivo per quasi 180°, km di costa, paese di Torre Melissa compreso, e che si perde dietro qualche collina coltivata a vigneti. Siamo nel territorio del Cirò, del resto. Alle nostre spalle, invece, le dolci colline bruciate dal sole che cala oggi sono dominate dalle pale eoliche che girano seguendo la molle lentezza dei venti di questa calda stagione.
La luce si riverbera particolarmente arancione sulle pietre della muratura della torre, si sfuma sull’erba che sembra incendiarsi, colora di rosa il cielo sul mare, mentre le pale eoliche sembrano degli scheletri neri che danzano in controluce.
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Pale eoliche al tramonto. Questa la vista dalla Torre di Melissa


Sono rapita.
La Torre di Melissa regala, l’avrete capito, una vista stupenda. Quella che un tempo era una torre di difesa, oggi è un meraviglioso punto panoramico. Ed è proprio questo il punto.
Una volta, quando la torre era in funzione con lo scopo per il quale era stata realizzata, chi saliva qui in cima alla terrazza non contemplava il panorama, ma scrutava l’orizzonte con attenzione, e probabilmente con una punta di inquietudine. Non era un turista, era una guardia armata, una sentinella con l’incarico di dare l’allarme in caso di attacchi da parte dei Turchi, che nel Cinquecento infestavano le coste dello Jonio.
La costa crotonese ben si prestava alle incursioni turche, e infatti lungo il litorale era (ed è) tutto un susseguirsi di torri e torrette di avvistamento, di bastioni di difesa più o meno grandi e monumentali. Quello de Le Castella è senza dubbio il più grande e suggestivo della zona. Ma anche la torre di Melissa non scherza.
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La Torre di Melissa


É una torre a pianta circolare, su due piani più un terrazzo sommitale, dal quale si gode a 360° la vista sul territorio circostante e sul mare. Nelle poderose pareti in muratura si aprono finestre e feritoie, dalle quali i difensori attaccavano i turchi invasori. La parte inferiore è a scarpa, per rendere ancora più solida l’intera struttura e in più sostenuta da contrafforti a intervalli regolari. La scelta si è rivelata sensata, visto lo splendido stato di conservazione in cui è arrivata fino a noi. Nella corte centrale campeggia un pozzo, risorsa idrica per gli armigeri costretti a montare la guardia qui giorno e notte.
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Il panorama sul mare


Al piano inferiore si aprono varie stanze nelle quali oggi è ospitato un museo delle tradizioni contadine: strumenti da lavoro, per l’agricoltura, l’allevamento, l’artigianato, ma anche oggetti d’uso comune e quotidiano, per la cucina, la mensa, il letto. Oggetti che venivano utilizzati ancora fino a pochi decenni fa nei paesi di tutta la Calabria e che testimoniano di un passato non troppo lontano, ma ormai scomparso. In una stanza a destra dell’ingresso una raccolta di sculture realizzate in conchiglie da un artista locale. Senza dubbio, però, la cosa più interessante è salire fino in cima alla torre, e godere della vista.

Quella che un tempo fu una torre di difesa, dunque oggi è un meraviglioso punto panoramico. Una volta il panorama non era qualcosa di cui si godeva, ma qualcosa che andava scrutato, e che non si guardava con piacere e meraviglia, ma con attenzione e preoccupazione. Il panorama al tramonto, che oggi per noi è magico e romantico, una volta era terribile perché passato quell’ultimo raggio di sole sarebbe piombata l’oscurità e il nemico avrebbe potuto avvicinarsi indisturbato, non visto, e cogliere di sorpresa i difensori della torre. Oggi no. Al calar della sera si accendono le luci, e la torre illuminata si mostra a chi percorre la strada in uscita da Torre Melissa. Niente Turchi questa notte, possiamo dormire sonni tranquilli.

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