Archivio tag | villa medicea cerreto guidi

Itinerari d’arte in Toscana: la villa medicea di Cerreto Guidi

Era una casina di caccia, la Villa Medicea di Cerreto Guidi. Voluta da Cosimo I de’ Medici, era il luogo in cui il Signore di Firenze veniva a svagarsi, lontano dalla città, andando a caccia nelle sue terre, nei suoi boschi, nei suoi territori: siamo nei pressi del Padule di Fucecchio, area da sempre ricca di fauna.

Per questo la Villa ospita il Museo Storico della Caccia e del Territorio, insieme a una bella e importante collezione artistica risalente al Cinque-Seicento.

Nonostante sia una casina di caccia, non sorge isolata, ma in cima al borgo di Cerreto Guidi, sui resti dell’antico castello dei Conti Guidi, una famiglia medievale nobile che in Toscana diede impulso alla costruzione di molti borghi e castelli e che ricoprì spesso ruoli politici e storici importanti, nel bene e nel male, nei confronti di Firenze.

Il salone principale al primo piano della villa

L’accesso alla villa è incredibilmente gratuito. Il percorso di visita si articola su due piani, più il giardino che guarda sul vasto panorama circostante.

L’interno della villa è un gioiello, un susseguirsi di piccole stanze una più preziosa dell’altra, vuoi per gli arredi, vuoi per le pareti affrescate, vuoi per i dipinti e per gli oggetti da collezione. Al pianoterra è notevole la camera da letto di Isabella d’Aragona, e il Salottino delle Dame, con le pareti affrescate con bei paesaggi classicheggianti, ma a mio parere le sale migliori si trovano al primo piano.

Il Salottino delle Dame, pianoterra della villa medicea di Cerreto Guidi

Salita la rampa di scale, incontriamo due ballatoi. Nel primo alcuni resti di decorazioni architettoniche medievali che non hanno a che fare con la Villa, ma che io adoro: capitelli figurati antichi, appartenuti alla collezione medicea. Perché, come scoprirò nelle sale successive, anche qui, lontano dalla bella e colta Firenze, i Medici si circondavano di antichità, delle quali erano grandi estimatori. Una sala in particolare, chiamata non a caso, la Sala dell’Archeologia, accoglie alcuni reperti archeologici (tra cui il coperchio di un’urnetta cineraria etrusca femminile, per esempio, come se ne possono vedere anche al Museo Archeologico Nazionale di Firenze) mentre alle pareti si susseguono affreschi bellissimi ed evocativi rappresentanti l’Antico Egitto, il Colosseo, e altri panorami archeologici, il tutto sotto l’austera supervisione delle Muse: l’ispirazione all’antico è forte e potente. Nella sala successiva invece la collezione si concentra sulle armi bianche (una katana giapponese e varie spade preziosamente cesellate fanno bella mostra di sé) mentre in quella successiva sono le armi da fuoco a catturare l’attenzione: tra le pistole pure una pistola da bambini, chissà se un giocattolo o semplicemente più piccola: siamo nel XVII secolo, in fondo, e l’educazione del “giovin signore” era sicuramente diversa da quella dei bimbi attuali.

Uno degli affreschi della Sala dell’Archeologia nella villa medicea di Cerreto Guidi

Il ballatoio affrescato

Il secondo ballatoio è a mio parere l’ambiente più bello di tutta la villa: le pareti sono affrescate illusionisticamente con un paesaggio antico in rovina, ruderi semidiroccati di palazzi antichi, che danno un senso di austerità, ma anche di decadenza, in linea con la corrente pittorica ruinista che nel Sei-Settecento si diffuse in Italia. La villa dopo essere stata di proprietà dei Medici continuò ad essere usata per lungo tempo. A completare l’atmosfera antichizzante alcune opere d’arte antica, statue in marmo e rilievi. L’insieme risulta molto elegante, per nulla pesante o eccessivo. Da qui si gode, poi, una bella vista sul giardino e sul Montalbano, l’area collinare nei pressi della quale sorge Cerreto Guidi.

Proseguendo da questo ballatoio, una sorta di anticamera, nella quale è esposto un presepe in statuette di legno e un dipinto di Andrea Mantegna, immette in un affaccio sulla chiesa del borgo di Cerreto Guidi, alla quale la villa si appoggia: da qui, non visti, i signori della villa potevano assistere alle funzioni religiose in tutta tranquillità, senza subire la calca dei fedeli.

Il giardino non è particolarmente grande: aiuole ben disegnate, da autentico giardino all’Italiana e statue in terracotta che rappresentano le stagioni sono l’aspetto più rappresentativo di questo spazio verde, che guarda sul panorama delle colline del Montalbano e allo stesso tempo isola dal resto del borgo che si stende ai piedi della villa.

E vediamolo, questo panorama: fatto di vigneti che si stendono a perdita d’occhio. Siamo nella zona vinicola del Montalbano, ma da qui la strada più veloce per raggiungere Firenze passa per Fucecchio e per l’Empolese. Il panorama cambia, in men che non si dica ci ritroviamo a risalire il corso dell’Arno. Una bella valle, chiusa tra alture dominate da castelli: Fucecchio, San Miniato, poi Montelupo e Signa. Territori intrisi di medioevo e di Rinascimento, territori ancora fortemente poetici e tradizionali, territori che vale la pena di approfondire, in una bella gita domenicale.

Lasciando Cerreto Guidi verso Empoli, il territorio di dolci colline è coltivato a vigneti. Sullo sfondo si individua l’inconfondibile torre di San Miniato

Annunci