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Pompei: 7 cose da sapere per organizzare il proprio viaggio

Pompei, la città romana più famosa della storia, dopo Roma, ovviamente, è meta ogni anno di milioni di turisti. Costoro vengono da tutto il mondo per vedere i resti di questa tranquilla cittadina che se ne stava pacifica all’ombra del Vesuvio quando, nel 79 d.C., il vulcano eruttò sommergendola per sempre sotto una spessissima coltre di lava.

Il foro di Pompei

Di Pompei non si seppe più nulla e si sarebbe saputo poco se lo studioso Plinio il Vecchio non fosse morto proprio sotto il Vesuvio durante l’eruzione, incurante del pericolo perché doveva studiare il fenomeno del vulcano in eruzione.

Rimasta sepolta per tutta l’antichità e il medioevo e più, Pompei iniziò a tornare in luce verso la fine del Settecento. La sensibilità culturale dei regnanti Borboni, che seguiva in questo l’amore per l’antiquaria tipico delle grandi corti italiane a Roma, a Firenze, a Venezia, fece sì che si inaugurasse una stagione di scavi prolifica e favolosa: i cunicoli scavati nella lava portavano alla luce statue e oggetti preziosi, pitture parietali, mosaici, restituivano, insomma, un’immagine di una città romana come non la si conosceva. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, MANN, custodisce le opere più importanti e interessanti che furono scoperte all’epoca e che ben raccontano questa città romana.

1. Come raggiungere Pompei?

Ecco una cosa fondamentale da sapere: Pompei non è così facilmente raggiungibile. Non è né vicina a Napoli né a Salerno. Si trova a metà strada lungo due direttrici ferroviarie: la circumvesuviana e la linea metropolitana Napoli-Salerno. Quest’ultima in particolare è la vecchia linea ferroviaria Napoli-Portici, la più antica d’Italia, che passa da Pietrarsa e dal suo museo nazionale della ferrovia: se decidete di fermarvi qui nessuno si offenderà. La linea, tra l’altro, è bellissima, sul mare, affacciata sul golfo di Salerno e sui piccoli porticcioli che rendono così meraviglioso il nostro Mediterraneo. La stazione Pompei si trova in centro al borgo in cui sorge il Santuario della Madonna di Pompei. Poco più avanti c’è l’ingresso agli scavi lato Anfiteatro.

Il panorama dal treno per Pompei

La Circumvesuviana viaggia su una linea interna che va a Sorrento e che ferma a Pompei e Pompei Villa dei Misteri. Anch’essa è una linea ferroviaria piuttosto antica, che risale al 1890.

Il terzo modo per raggiungere Pompei è in macchina, via autostrada.

2. Biglietti!

Pompei è di competenza statale. Pertanto la prima domenica del mese l’ingresso è sempre gratuito. Gli altri giorni il biglietto intero costa 13 € ed è valido la giornata intera. Se si vuole, si può fare un biglietto cumulativo di 22 € che dura 3 giorni per entrare anche a Ercolano, Pozzuoli, Oplonti e Stabia: se riuscite a sopravvivere alla full immersion archeologica è molto conveniente.

3. Muoversi a Pompei

Dal sito web della Soprintendenza di Pompei si può scaricare la mappa della città romana con tutti i punti di interesse, in modo da poter pianificare la visita. In ogni caso, la mappa viene fornita all’ingresso insieme al biglietto.

Una caupona, ovvero una “tavola calda” di Pompei lungo via dell’Abbondanza

Quello dal lato dell’Anfiteatro è uno degli ingressi al parco. Sulla destra ci troviamo per l’appunto l’antico edificio da spettacolo, che un tempo ospitava gli spettacoli dei gladiatori, e sulla sinistra troviamo la Palestra Grande, un’ampia area nella quale un tempo si allenavano i gladiatori prima degli spettacoli e che oggi invece ospita le mostre temporanee (l’ultima, Pompei e i Greci, ha inaugurato pochi giorni fa).

L’anfiteatro si trovava in posizione decentrata rispetto alla città, ma da qui in pochi minuti si raggiunge la via principale di Pompei, via dell’Abbondanza, con le sue case signorili, le taverne, e numerosi edifici ancora in restauro. Si può percorrere il basolato romano dell’antica via,oppure il marciapiede a ridosso degli edifici, che è stato recentemente adattato ale esigenze anche del pubblico diversamente abile o in carrozzina: è il progetto Pompei per tutti e, di fatto, è molto comodo.

Pompei, uno scorcio di via dell’Abbondanza

4. Paesaggi
Pompei, come tutti i parchi archeologici, è immersa nel paesaggio e vive del suo rapporto col paesaggio. Cercate sullo sfondo l’inconfondibile silhouette del Vesuvio, all’ombra del quale la città sorgeva finché il vulcano non decise di esplodere segnandone il destino.Paesaggio è anche l’integrazione degli edifici antichi col verde circostante, è riportare all’antico splendore i giardini delle domus, ricreando ambienti lussureggianti e piacevoli come dovevano essere per le matrone pompeiane.

Il giardino della domus di Venere nella conchiglia

6. Mitoraj
Nell’ampia piazza del foro, le grandi statue dell’artista Igor Mitoraj prendono il posto delle antiche statue che un tempo dovevano ornare lo spazio pubblico principale della città. Antico e contemporaneo si compenetrano e si equilibrano. I puristi dell’archeologia forse storcono il naso; personalmente a me l’effetto piace molto.

Una delle statue di Mitoraj nel foro di Pompei

7. Mostre temporanee
Un’intera città da visitare e vogliamo perdere tempo a visitare una mostra? Sì, perché le mostre sono sempre degli approfondimenti utili e interessanti che aiutano a scoprire aspetti meno noti e più particolari del sito in cui ci troviamo. La mostra in corso attualmente, Pompei e i Greci, per esempio, parla di una Pompei che non è quella di epoca romana rimasta per sempre sotto la lava del Vesuvio, ma di una fase precedente della città, quando i Romani ancora non c’erano e quando il Sud Italia era un luogo in cui si incontravano persone, culture e tradizioni e in cui la cultura greca era un linguaggio comune.

Reperti rinvenuti nel porto antico di Neapolis e in mostra a “Pompei e i Greci”

Questo è solo un post introduttivo su Pompei; prossimamente vi prometto altri post dedicati alla città più sfortunata dell’antichità.