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Itinerari di Liguria: da Sestri Levante a Moneglia

Ho scoperto una strada bellissima, anzi, più che bellissima davvero incredibile: collega Riva Trigoso con Moneglia e poi con Deiva Marina. L’ho scoperta pochi giorni fa, dovevo raccontarvela subito.

sestri levante

Prima di parlarvi della strada, però partiamo dall’itinerario. Lasciamo l’autostrada a Sestri Levante, a Ovest, esploriamo la sua splendida Baia del Silenzio, arriviamo a Riva Trigoso, da qui percorriamo questa strada che corre adiacente (ma vedremo come) alla linea di costa, giungiamo a Moneglia, ci rimettiamo in moto fino a Deiva Marina, dalla quale risaliamo per riprendere l’autostrada.

Una scoperta e una meraviglia continua. Partiamo.

Sestri Levante – la Baia del Silenzio

Sestri Levante è una tranquilla località di mare lungo la riviera ligure di Levante, a est di Genova. Viene chiamata “la città dei due mari” perché il suo centro storico si allunga su una penisoletta, che termina poi con un’altura protesa in acqua, che letteralmente separa due baie una dall’altra. L’una è quella che ospita il porticciolo, rivolta a ovest sul Golfo del Tigullio, l’altra, davvero pittoresca, è la Baia del Silenzio.

baia del silenzio

Baia del Silenzio Sestri Levante

La storia del borgo, prima insediamento romano e prima ancora Ligure, risale indietro nel tempo di 2500 anni almeno, ma è nel Medioevo che assume importanza per la sua posizione sul mare, a controllo di ben due baie, che ne fanno una roccaforte importante della Repubblica di Genova.

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Palazzo Fascie Rossi, sede del museo archeologico e testimone dellattentato del 4 novembre 1920

Nel centro storico, il Museo Civico Archeologico racconta la storia del borgo dalle origini ai secoli più recenti, in un bellissimo palazzo storico, Palazzo Fascie Rossi, che fu testimone, nel 1920 di un tremendo attentato: durante le celebrazioni del 4 novembre 1920 un anarchico scagliò una bomba sulla folla uccidendo 13 persone. Oggi una targa sul palazzo commemora quel tragico evento.

Percorrendo la via principale del centro storico si sbuca sulla piazza allungata dominata dalla chiesa di Santa Maria di Nazareth. Se ci si infila qui in uno dei vicoletti sulla sinistra… beh, in fondo al vicoletto si rimane di sasso: si scende direttamente in spiaggia! Non una pedana, non una passerella, solo i nostri piedi e la sabbia. Tirate in secca ci sono delle barchette coloratissime, mentre tutta la stretta fascia di spiaggia è chiusa dagli edifici variopinti che affacciano direttamente sul mare. Di fronte, il promontorio che separa Sestri Levante da Riva Trigoso. Benvenuti nella Baia del Silenzio.

La Baia del Silenzio non la si può spiegare a parole (forse è per questo che si chiama così), bisogna vederla! In una giornata di sole, poi, con i colori accesi dalla luce, è uno spettacolo unico di estrema vivacità. Non a caso è considerata uno dei luoghi più belli, e delle spiagge più belle, della Liguria. Dopo esserci stata ho capito perché.

baia del silenzio

Baia del Silenzio, Sestri Levante

Da Riva Trigoso a Moneglia: storia di una strada che fu ferrovia

Poco oltre Sestri Levante c’è il piccolo borgo di pescatori di Riva Trigoso. Esso si inserisce in una piccola baia protetta. Ma da qui inizia un lungo tratto di scogliera piuttosto frastagliato e battuto da mareggiate e tempeste. Sarà che sono passata di qui proprio durante una mareggiata, ma lo scoglio dell’Assêu, in mezzo al mare, schiaffeggiato dai flutti, mi ha fatto pensare di trovarmi in Normandia o in Bretagna, piuttosto che in Liguria.

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Lo scoglio dell’Assêu, lungo la spiaggia di Riva Trigoso

Ho avuto modo di osservarlo a lungo, l’Assêu: sì, perché qui lungo la strada c’è un semaforo che consente il passaggio delle macchine in senso alternato, e che torna verde ogni 10 minuti. Perché una cosa del genere? Semplice, perché da qui in avanti, fino a Moneglia, si percorre la strada un tempo appartenuta alla vecchia ferrovia. Per la maggior parte in galleria, tra l’altro.

Una galleria lunga e stretta, inframmezzata qua e là da qualche interruzione: in macchina percorriamo il tratto di ferrovia, costruito con notevoli problemi e disagi tra il 1872 e il 1874. Quando si costruirono le ferrovie liguri, negli anni ’60-’70 dell’800, prevalse l’idea di costruire una linea il più possibile vicina al mare onde evitare di realizzare troppe gallerie troppo lunghe, cosa che avrebbe comportato notevoli costi. A questo si aggiunse una motivazione turistica: i borghi di mare liguri, all’epoca meta ambita degli esponenti dell’alta società inglese che qui venivano a svernare, con il treno sarebbero stati più facilmente raggiungibili.

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Percorrendo la lunga galleria tra Riva Trigoso e Moneglia, sul tracciato dell’ex-ferrovia

La storia, piuttosto travagliata, di questo tratto di ferrovia costiera, è raccontato molto bene sul sito web di Riva Trigoso. Qui ricordo i punti salienti: i lavori, tra il 1872 e il 1874, si protrassero più del dovuto perché mentre si scavavano le gallerie, le forti mareggiate e il conseguente dissesto idrogeologico del promontorio creò fratture alle pareti rocciose e mise in forse l’esecuzione stessa delle opere. Questa linea, necessaria al giovane regno d’Italia per collegare Torino e il Nord Italia con Roma e con il mare, in realtà funzionò fino al 1932. A quell’epoca si optò per un nuovo percorso, lievemente arretrato, che però non avrebbe risentito delle difficili condizioni geologiche della costa. A Moneglia la ferrovia si vede bene: è davvero vicina al vecchio tratto, ma dista quel tanto che basta a non rischiare smottamenti. La prosecuzione di questa linea ferroviaria, oltre Deiva Marina e Framura, nelle Cinque Terre è stata convertita in pista ciclopedonale.

L’impressione, durante l’attraversamento, è incredibile. La galleria è stretta e buia, illuminata da qualche raro faro ogni tanto; talvolta si aprono delle arcate, come vere finestre sul mare, però si passa troppo velocemente per poter apprezzare il panorama là fuori. Ma tanto lo abbiamo apprezzato già a Riva Trigoso. E lo apprezziamo a Moneglia.

Moneglia, un gioiello incastonato nella sua baia

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Uno dei carrugi del centro storico di Moneglia

Il nome Moneglia deriva dal latino ad monilia, “ai gioielli”. In effetti un piccolo gioiello lo è: si apre in quella strettissima valle tra due promontori, Punta Moneglia e Punta Rospo, formata da un piccolo fiume, il torrente Bisagno. Storicamente, anche questo abitato, come Sestri Levante, risale ad epoca ligure e poi romana, ma vede il suo apice in età medievale. Per Moneglia, il momento di maggior gloria è la partecipazione alla Battaglia della Meloria al fianco di Genova contro Pisa, nel 1284. Un rilievo di età medievale, sul fianco della chiesa parrocchiale di Santa Croce, racconta quell’episodio. La chiesa. e Moneglia con lei, doveva essere importante, se al suo interno si trovano opere del pittore genovese Luca Cambiaso, attivo negli anni centrali del Cinquecento (alcune sue opere si trovano a Palazzo Rosso a Genova), e dello scultore genovese Anton Maria Maragliano, attivo nella prima metà del Settecento (autore, tra l’altro, dello splendido presepe esposto al Museo del Presepe di Imperia).

Moneglia è un borgo ligure come tanti: caruggi (i vicoli) e case antiche, alcune con portali d’ingresso in ardesia scolpiti che risalgono al XV e al XVI secolo. La cosa particolarissima è che la montagna è immediatamente alle spalle dell’abitato, e sembra che gli edifici vi si appoggino contro, mentre sotto la ex-ferrovia sul mare, alcune delle arcate, aperte, conducono in spiaggia e sono ricovero di barche, altre sono chiuse e ospitano negozietti o localini. Si può risalire lungo Punta Rospo, entrando nei giardini pubblici e risalendo la fortificazione, dalla quale si gode una bella vista sul golfo.

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Il piccolo golfo di Moneglia visto da Punta Rospo

Da Moneglia si può proseguire, imboccando di nuovo la stretta strada – ex ferrovia che prosegue fino a Deiva Marina. Da qui si risale lungo il fiume fino ad andare a riprendere l’autostrada, oppure la via Aurelia, che qui, dopo aver percorso tutto l’interno dello Spezzino, comincia finalmente ad avvicinarsi al mare.

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