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LA RAMBLA DI BARCELLONA: IL RITROVO DEGLI ARTISTI DI STRADA

Vi piacciono gli artisti di strada e volete vedere il luogo d’Europa dove se ne trovano di più? È proprio a Barcellona che dovete andare!

Barcellona, La Rambla

A Barcellona gli artisti di strada si ritrovano sulla Rambla, il lungo viale alberato che da Plaça de Catalunya arriva sino al Monument a Colom, la statua di Cristoforo Colombo che guarda verso il mare aperto. La Rambla, lunga arteria che divide i due quartieri del Raval e del Barri Gotic, è una splendida e piacevole passeggiata che dal centro nevralgico della città arriva fino al mare. Passeggiando sotto i suoi alberi ombrosi, oppure sedendosi a prendere una bibita o una cerveza ad uno dei baretti che si affacciano lungo la via, non si può fare a meno di osservare, e di venire coinvolti dai singoli spettacoli degli artisti di strada. Sono tantissimi, e ognuno presenta le proprie peculiarità: ci sono le statue viventi, travestite nei modi più strani, più divertenti, con lo scopo di suscitare un sorriso e curiosità: i bambini in particolare rimangono affascinati da queste figure assolutamente immobili e truccatissime. Una fotografia ricordo è d’obbligo, a questo punto!

Ma non ci sono solo gli uomini-statua a rallegrare la Rambla: c’è chi canta, c’è chi suona, c’è chi dipinge, chi fa il mimo, il burattinaio e chi fa il giocoliere… la casistica è molto varia.

la rambla

Voglio ricordare due episodi che mi sono rimasti nel cuore lungo la Rambla: il primo risale a qualche annetto fa: eravamo a sorseggiare una birretta in uno dei locali lungo la Rambla. Davanti a noi scorreva la folla dei passanti. Tra di essi passeggiava un tipo strano, munito di bombetta, che faceva scherzi a chiunque, donne, uomini, bambini, anziani… a ciascuno di loro faceva una sorta di candid-camera: imitava la camminata strana di un ignaro signore, ne imitava un altro come se fosse l’ombra, faceva finta di voler mangiare il gelato ad un bimbo, abbaiava improvvisamente facendo trasalire la fanciullina distratta di turno, il tutto fra l’ilarità generale del pubblico seduto nel dehors del locale. Alla fine dell’improvvisato spettacolino il nostro “comico di strada” giustamente passava tra i tavoli a riscuotere il prezzo del biglietto.

L’altro episodio riguarda uno degli spettacoli dal vivo che io apprezzo di più gli spettacoli improvvisati cui può capitare di assistere, tra ovvero la breakdance in mezzo alla strada: in fondo, basta uno stereo e l’abbigliamento adatto. Quella volta lo spettacolino si era svolto in fondo alla Rambla, vicino al monumento a Cristoforo Colombo: un gruppo di ragazzi americani aveva letteralmente catalizzato l’attenzione dei passanti offrendo uno spettacolo di breakdance: evoluzioni in aria, velocità, ritmo e acrobazie: una meraviglia per gli occhi. C’era persino il presentatore, che chiedeva l’offerta, coinvolgeva le ragazzine, si esibiva con gli altri in qualche acrobatico salto mortale a suon di musica tecno.

Per concludere, gli artisti di strada si trovano dappertutto, non solo nelle grandi città ma ovunque ci sia da fare festa e ovunque ci sia tanta gente. A Barcellona, però, la loro presenza fa parte del carattere della città. Un’ulteriore conferma della poliedricità e dell’apertura della capitale catalana, capitale dei giovani e di chi ha voglia di mettersi in gioco.

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Barcellona: diario di un last minute – 2: domenica catalana

8-10-07

L’aeroporto di Gerona è ben servito da autobus che portano direttamente in centro a Barcellona, ad Arc de Trionf. Un’oretta o poco più di viaggio, poi la metro e infine risaliamo in Plaça de Catalunya, da dove ha inizio la Rambla. Fortuna (o maestria nella scelta? )vuole che il nostro hotel si trovi proprio in prossimità della Rambla e così il nostro primo impatto con la città è già quello più vivo e più vero della multicolore, variopinta, vivace, allegra passeggiata più famosa della Spagna. Ne percorriamo solo un breve tratto, perché prima abbiamo un appuntamento importante: è la prima domenica del mese, e a mezzogiorno in Plaça de S. Jaume si assiste, o meglio si ascolta, il Concerto dei Carillò, carillons la cui musica invade la piazza e le vie limitrofe: un modo carino per darci il benvenuto.

Approfittiamo della prima domenica del mese anche per un altro evento: oggi infatti il Museo Picasso ha ingresso gratuito! Come non approfittare? Il museo mostra gli aspetti di Picasso che pochi conoscono: le opere delle origini, ritratti e paesaggi che veramente nulla hanno a che fare con le opere più conosciute. Solo una piccola sezione, infatti, è dedicata al periodo blu, al periodo rosa e al cubismo, mentre si lascia spazio alle ceramiche e alle opere dell’ultimo periodo di attività, in particolare a quelle ispirategli dal dipinto “Las Meninas” di Velasquez, tela che già di per sé ha un eccezionale valore e che si carica ancor più di significato nel momento in cui Picasso la fa oggetto delle sue rielaborazioni.

Las Meninas, Picasso

Picasso, Las Meninas. Barcellona, Museo Picasso

È passata da un po’ l’ora di pranzo, ma noi, affamati, andiamo nei pressi di santa Maria del Mar, la più bella delle chiese gotiche della città, e ci infiliamo nel ristorante Origen 99,9%, dove la percentuale indica la quantità di piatti tipici catalani presentata nel menù. Lo 0, 1 % è costituito da cantuccini e vin santo, rielaborati con nome spagnoleggiante. E qua mangiamo piatti tipici della cucina catalana annaffiati da sangria bianca, una delizia per il palato e per la gola assetata.

Ci buttiamo poi nella Rambla, dove veniamo rapiti dalla folla, dagli artisti di strada con i loro travestimenti, con le loro trovate geniali, dai ballerini di breack dance che raccolgono intorno a sé un pubblico foltissimo di gente che applaude estasiata.

la rambla

La Rambla

Proseguiamo verso il Port Vell, la passeggiata a mare di Barcellona che ospita il centro commerciale MareMagnum e ristoranti. Un’imponente opera di urbanistica realizzata per le Olimpiadi del 1992. Un saluto alla statua di Cristoforo Colombo che dall’alto del suo monumento indica la rotta per le Americhe, quindi risaliamo verso la Cattedrale, attraversando una ragnatela di vicoli che svelano ristorantini, piccole botteghe, negozietti, cervecerie e tapas bar. La cattedrale è splendida, l’ottimo risultato che si ottiene quando il gotico (dell’architettura) incontra il barocco (delle decorazioni nelle cappelle): in una parola magniloquenza, in quanto gli eccessi del barocco sono stemperati e tenuti a freno dalla maestosa austerità del gotico. Il piccolo chiostro (che ospita simpatiche paperelle) sembra più un giardino arabo che altro, con le sue palme snelle e le fontanelle. Andiamo alla ricerca di tapas e ci imbattiamo in un localino dietro la rambla, Irati, che serve le tapas secondo uno stile a buffet: paghi la birretta che bevi e mangi una serie di bocconcini gustosissimi, quanti ne vuoi e come li vuoi. Molti tapas bar a Barcellona funzionano così, a tutte le ore del giorno.