Archivio tag | ilaria del carretto

Zuccarello, il borgo medievale più medievale che c’è!

Si chiama Zuccarello, ed è un piccolo borgo nell’entroterra di Albenga (SV). È uno dei borghi del Ponente Ligure da non perdere. È noto per il suo bel ponte medievale a schiena d’asino e per il borgo, il cui corso centrale è caratterizzato da bassi e ombrosi portici. Sulla montagna, al di sopra, del borgo, il castello da secoli vigila affinché nessuno porti la guerra in questa stretta valle.

Albenga è il grande centro sulla costa. In età medievale ha un certo rilievo, e ne sono testimoni la bella cattedrale romanica, il battistero monumentale paleocristiano accanto, le sue alte torri e i palazzi signorili che qua e là si innalzano nel centro storico. Albenga è il centro che amministra una piccola pianura, l’unica vera pianura del Ponente Ligure, la Piana d’Albenga, fertile e ricca di coltivazioni specifiche di queste parti: la vite per la produzione del vino pigato, l’olivo per l’olio, e poi il carciofo di Albenga e l’asparago violetto, una produzione, questa, che si è guadagnata il Presidio Slow Food.

Ma la terra di Liguria, si sa, è difficile che si lasci distrarre da un po’ di terra pianeggiante. Così ecco che subito alle spalle della città, risalendo il torrente Neva, responsabile dell’esistenza della Piana, del resto, le aspre colline tornano a farsi pressanti e a diventare sempre più rocciose e strette le une alle altre. Cisano sul Neva è l’ultimo vero borgo di pianura. Poco oltre, risalendo fino a che il Neva non è che poco più di un torrentello, incontriamo Zuccarello.

Il ponte medievale di Zuccarello (SV)

I portici di Zuccarello

Per me Zuccarello è il ricordo di una gitarella alle scuole medie quando si studiava il medioevo. Ci sono tornata poi in età adulta altre due volte: una decina di anni fa, e poi recentemente. Sempre, la cosa che rimane impressa è il ponte medievale, che non è poi così ampio, ma impressiona ugualmente. L’altra cosa che caratterizza il borgo è la strada con i portici. Portici bassi sorretti da pilastri e colonne in pietra piuttosto spessi e pesanti. Si scopre, però, che inizialmente i portici erano in legno, e che solo in un secondo tempo furono sostituiti da evidentemente più resistenti colonne in pietra. La pietra, poi, proviene da qui vicino: prima di giungere in paese, infatti, si incontra una grande cava, ed è molto probabile che lo sfruttamento della pietra locale risalga piuttosto indietro nel tempo.

Per raggiungere il castello occorre prendere un sentiero in salita che porta fuori dal paese e si inerpica su per la collina fino ad arrivare in cima, dove lo sguardo spazia anche fino al mare.

Non si può lasciare senza Zuccarello senza aver reso omaggio a lei, Ilaria Del Carretto.

Il monumento funebre a Ilaria del Carretto in Lucca. Credits: informagiovani-italia.com

Forse questo nome non vi è nuovo: Ilaria Del Carretto, infatti, nata a Zuccarello, era figlia dei locali nobili Del Carretto, i quali sapevano muoversi bene sullo scacchiere “internazionale” dell’epoca, tanto che erano in ottimi rapporti con i Duchi di Milano. Ilaria andò in sposa a Paolo Guinigi duca di Lucca e si trasferì in Toscana. Diede al duca due figli, ma dando alla luce la secondogenita morì di parto. Era il 1405. In pochi conoscerebbero forse la sua storia, se Paolo Guinigi non avesse commissionato ad un grande artista del suo tempo, Jacopo della Quercia, il monumento funerario alla giovane moglie defunta: sul suo sarcofago, Ilaria è rappresentata dormiente, composta e vestita, sdraiata, con gli occhi chiusi. Ai suoi piedi, la veglia un cagnolino. Sulla cassa, degli angioletti reggono dei festoni. Una composizione molto sobria e triste, che commuove per la giovinezza della fanciulla e la sua compostezza. Il monumento si trova nella Cattedrale di San Martino a Lucca. A Zuccarello, invece, la giovane Ilaria accoglie chi arriva in paese appena fuori dalla porta: la sua statua diventa per noi quasi una guida che ci accompagna a scoprire questo borgo medievale ligure.

Annunci