Archivio tag | grattacieli dubai

Dubai: 7 miti da sfatare

Il mio viaggio a Dubai risale a qualche tempo fa, e nei post che ho dedicato a questa magica città (qui vi dico quali sono le 10 cose da sapere prima di partire) ho sempre cercato di far emergere le sue anime che convivono: quella della città tradizionale accanto alla città proiettata nel futuro. Tuttavia leggo spesso in giro che molti luoghi comuni sono duri a morire, messi in giro, tra l’altro, da gente che a Dubai non ci ha mai messo piede. Ho deciso allora di sfatare in questo post 7 falsi miti che riguardano Dubai.

1) Dubai è una meta da ricchi

Falso!

Dubai è una meta per tutte le tasche. Il suo turismo è legato ancora molto al mondo arabo, nel senso che Dubai è sempre stata, diciamo, “la spiaggia” dell’Iran e degli altri paesi limitrofi. Tolte le grandi attrazioni luxury, Dubai offre a tutti identiche possibilità. La vita non costa molto diversamente dall’Europa, quindi noi non avvertiamo troppo la differenza di prezzo. Nei mall si trova da mangiare anche a basso costo mentre, ovviamente, le boutiques di alta moda hanno, come in Europa e resto del mondo, prezzi proibitivi per la maggior parte dei comuni mortali.

Anche le escursioni nel deserto, una delle grandi attrazioni di Dubai, sono a prezzi abbordabili. Del resto non bisogna nemmeno fare troppa strada a bordo delle jeep: Dubai è circondata dal deserto.

Dubai

Un quartiere di Dubai visto dalla terrazza At the Top del Burj Khalifa

2) A Dubai ci sono solo alberghi di lusso

Falso!

Certo, gli hotel di lusso come il Burj-al-Arab, l’Atlantis Hotel e l’Armani Hotel nel Burj Khalifa sono quelli che fanno notizia, ma vi assicuro che vi sono hotel adatti a tutti e che guardando su Booking o Trivago o altri siti di comparazione dei prezzi degli hotel si trovano molte buone possibilità nel quartiere di Deira (controllare) ben collegato al resto della città dalla metropolitana e dai taxi.

3) Si può fare shopping solo nei mall

Falso!

dubai shopping festival

Manifesto dello Shopping Festival 2012 al Dubai Mall

Accanto ai due grandi Mall, il Dubai Mall e il Mall of the Emirates, più noti per le loro boutiques di alta moda e per le loro attrazioni incredibili come la pista da sci o l’acquario che per altro, a Dubai ci sono molte altre possibilità di shopping. A Jumeirah c’è Madinat Jumeirah, un mall concepito come giardino arabo con tanto di fiume interno, ponticini e costruzioni in stile. I negozietti all’interno sono botteghe, negozi di souvenir e di abbigliamento o altro, in una cornice molto piacevole. Da lì, tra l’altro, si vede il Burj-al-Arab, l’hotel a forma di vela, che si trova molto vicino. In città, poi, nel grande quartiere di Deira, (controllare) si trovano altri centri commerciali e piazzette di mercati che danno il meglio di sé durante lo shopping Festival di febbraio.

Lo shopping, se così vogliamo chiamarlo, più entusiasmante, però, è quello nei souq. Qui si può mercanteggiare col vecchio negoziante, si possono acquistare stoffe, spezie, pelli e scarpe, gioielli nel souq dell’oro: un modo diverso, ma tradizionale, di concepire e di vivere il commercio nel mondo arabo.

4) Dubai non è una città culturale

Falso!

bastakija

il quartiere di Bastakija, Dubai

Chi lo dice non sa che a Dubai, nella città vecchia, a Bastiakija, si trova il Dubai Museum, dedicato alla storia di Dubai e alle sue tradizioni popolari, con ricostruzioni e diorami che raccontano gli antichi mestieri e passatempi, come la pesca delle perle nel golfo persico, un lavoraccio che oggi non si pratica più, ma di cui è giusto mantenere la memoria.

Cultura è anche biologia: in questo il parco marino dell’Atlantis a Palm Jumeirah è la risposta, con un acquario interessante perché propone la fauna acquatica e gli ecosistemi del Golfo Persico, oltre ad altri ecosistemi marini del mondo.

Cultura è anche religione: la visita alla Grand Mosque di Jumeirah non è semplicemente un entrare-vedere-uscire da un monumento, ma prendere parte ad una visita guidata che spiega i riti e la religione mussulmana ai visitatori di credo non islamico; un ponte nella direzione della conoscenza reciproca, necessaria per ogni tolleranza (e tra l’altro mi chiedo se nel mondo cristiano ci sia il corrispettivo in cui una visita guidata si prende la briga di spiegare ai turisti i fondamenti della cristianità)

Cultura è ricerca scientifica, che rimane in sordina, ma che lavora con i suoi ritmi e con i suoi progetti per ottenere risultati. A Expo2015 si sono visti alcuni aspetti di questa ricerca, destinata a trovare nuove forme di colture in regioni desertiche e a scarsità d’acqua.

5) Dubai è una città senza storia

Falso!

Dubai una sua storia ce l’ha, anche se non particolarmente antica. Il Dubai Museum ha il compito di raccontarla attraverso le sue ricostruzioni e l’esposizione anche dei risultati di scavi archeologici realizzati in occasione della costruzione di quartieri ed edifici.

Il quartiere di Bastiakija è il quartiere storico di Dubai: le sue torri del vento sono la caratteristica architettonica principale, concepite in modo da far circolare aria fresca nelle torride giornate qui sul Golfo Persico. Questo quartiere, chiuso rispetto al resto della città, è un mondo a parte, calmo, tranquillo, pacifico.

6) Dubai è solo lusso ed esagerazione

Falso!

Burj Khalifa Dubai

Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo

Dubai è la città dei record: prima l’hotel più alto del mondo, il Burj-al-Arab, poi il grattacielo più alto del mondo, il Burj-khalifa, poi il grande quartiere strappato al mare a forma di palma, il Palm Jumeirah, poi l’arcipelago a forma di planisfero le cui isolette sono abitabili da chiunque (facoltoso) voglia acquistarne una. E la lista potrebbe continuare e continuerà. Ma vedere solo il lusso,  l’esagerazione, l’ostentazione dietro tutto ciò è un po’ riduttivo. È vero, se l’emiro di Dubai non avesse tanti soldi da spendere non avrebbe trasformato questo angolo di deserto arabico in un’attrazione; invece ha voluto circondarsi di cose belle, e per farlo ha chiamato architetti, urbanisti, ingegneri, chiunque fosse in grado di realizzare i suoi svariati sogni. Pensate di essere un architetto, di avere un progetto che costerà milioni di dollari e di trovare il committente che non vede l’ora di farvelo realizzare. Dubai è la città degli eccessi perché c’è il grattacielo più alto del mondo? Ok, ma dietro quella costruzione c’è studio, ricerca, un team di architetti tra i più bravi del mondo che si sono messi lì a realizzare un edificio perfetto e da record. E allora ben venga l’esagerazione, se serve a raggiungere e superare sempre nuove frontiere della fisica e della scienza.

7) A Dubai le donne devono vestirsi “in un certo modo”

Falso!

A Dubai ogni donna si veste come vuole, o meglio, com’è abituata a vestirsi a casa propria. Le Occidentali vanno in giro tranquillamente senza velo, che non è né imposto né consigliato. Le donne arabe, a seconda della loro etnia e provenienza, indossano il loro soprabito tipico e/o il velo secondo quanto sono abituate a fare. Ma fanno shopping nei mall come le Occidentali e possono indossare sotto la loro veste tacchi a spillo tanto quanto fanno le Occidentali in Europa o America. Nessuna differenza, dunque. A Dubai, a Jumeirah, c’è una spiaggia per sole donne, ma in generale non è un problema andare al mare per le donne a Dubai: il costume da bagno, intero o bikini che sia, potete indossarlo tranquillamente in tutte le spiagge (qui un articolo sulle spiagge più note di Dubai).

Solo in un caso le donne Occidentali devono indossare il velo: quando visitano la Grand Mosque. Allora sì, il rispetto per il luogo sacro impone il velo e i piedi scalzi. Ma tolto questo luogo, le donne a Dubai vestono come pare loro.

DownTown Dubai

Burj Khalifa – At the Top

burj khalifa

È il grattacielo più alto del mondo, una torre alta 828 m della quale si fatica a vedere la cima quando vi si è sotto. Il Burj Khalifa è un grattacielo da Guinness dei Primati: oltre ad essere davvero il grattacielo più alto del mondo, è anche quello dotato di punto panoramico più alto del mondo – il 124° piano – al quale si accede tramite l’ascensore più veloce del mondo – per scalare i 124 piani ci mette appena 1 minuto. È stato costruito anche in un tempo ragionevolmente breve, da gennaio 2004 a gennaio 2010, con ritmi di lavoro forsennati (che qui si svolgono soprattutto di notte, date le alte temperature diurne), nel bel mezzo di Downtown Dubai, accanto ad un altro edificio da Guinness dei Primati, il Dubai Mall, il centro commerciale più grande del mondo.

burj khalifa

A malapena si vede la sommità del Burj Khalifa…

Si accede al Burj Khalifa proprio dal piano interrato del Dubai Mall. Qui c’è la biglietteria (ma per evitare di non trovare posto si possono acquistare i biglietti online), poi un lungo percorso porta sino all’ascensore, e da qui la salita fino al 124° piano è un attimo. At the Top, la terrazza panoramica, è senza dubbio sconsigliata a chi soffre di vertigini, anche se la vista è decisamente particolare: perché il panorama che si presenta ai nostri occhi è quanto mai bizzarro: una città che si stende sotto di noi a 360° a macchia di leopardo, con aree intensamente urbanizzate, aree ancora in mano al deserto, aree in costruzione. In fondo, da un lato, il Golfo Persico, nel quale si intravvedono – spesso c’è foschia – i simboli della Luxury Dubai: Palm Jumeirah, con l’inconfondibile sagoma dell’Atlantis Hotel sull’estremità più lontana, il Burj al Arab, il famoso hotel a forma di vela, già esso stesso un Guinness dei Primati perché è l’hotel più alto del mondo, e The World, quell’arcipelago artificiale di isole a forma di planisfero che stimola senz’altro la fantasia dei più.

Dubai

Un quartiere di Dubai visto dalla terrazza At the Top del Burj Khalifa

Sotto il Burj Khalifa prende forma Downtown Dubai, con i suoi eleganti grattacieli (lillipuziani, però, visti da quassù) che racchiudono una bella lagoon, il Dubai Lake, che dalle 18 in avanti, la sera, delizia chi passeggia da queste parti o fa shopping al Mall con un bello spettacolo di fontane, luci e musica. Tutto questo è The Park, perché ruota intorno al Burj Khalifa, vero e proprio punto di riferimento (e non potrebbe essere altrimenti!)

downtown dubai

Downtown Dubai vista dalla terrazza At the Top del Burj Khalifa

Il Burj Khalifa ospita l’Armani Hotel, ma naturalmente è vietato entrarvi – a meno che non abbiate un invito! La sua forma affusolata, che parte con una base larga che pian piano si affusola man mano che sale, costituita da vari lobi che sembrano giustapposti, nella sua struttura vuole ricordare, molto geometrizzato, il disegno di un fiore, l’Hymenocallis, un fiore che popola il deserto locale, quindi non estraneo alla cultura dell’Emirato. Alla sua costruzione, progettazione e realizzazione hanno lavorato circa 12mila persone, anche questo un numero da record. Il Burj Khalifa è sicuramente una delle meraviglie del nostro tempo, un simbolo delle capacità tecniche e architettoniche che si possono raggiungere quando le tecnologie più avanzate e i progetti più ambiziosi si incontrano con una disponibilità di risorse finanziarie e territoriali com’è Dubai in questo momento. Simbolo della modernità e dell’incontro tra civiltà occidentale e mediorientale, il Burj Khalifa affascina ogni giorno migliaia di persone, non soltanto turisti, attratte dal pensiero che tutto sommato, non siamo così lontani dal veder realizzata per davvero la biblica Torre di Babele.

Dubai, la metropoli del cambiamento

Nel 2004, e a seguire nel 2006, il fotografo tedesco Peter Bialobrzesky si recava a Dubai per fotografare la città del cambiamento, per cogliere la metropoli in espansione, le gru che ruotano vorticosamente sulle cime di grattacieli in costruzione, mentre appena fuori dal cantiere il deserto incombe. La situazione non è poi molto diversa da quella che abbiamo visto noi a Dubai a febbraio 2012: il concetto è lo stesso: cantieri, isole di grattacieli che si ergono qua e là in mezzo al deserto, moderne oasi di cemento e acciaio; cambiano solo i soggetti: i grattacieli in costruzione nelle foto del 2004-2006 oggi sono già vecchi, superati da nuovi più alti e più lussuosi grattacieli.

Bialobrzesky Dubai

Il paesaggio urbano di Dubai in continua evoluzione in una delle foto di Peter Bialobrzesky

Vedere le foto di Bialobrzesky e quelle scattate da noi a febbraio 2012 permette di leggere effettivamente il processo di trasformazione di una megalopoli come è la nuova Dubai, la Dubai dei centri commerciali e finanziari, la Dubai per cui Dubai è famosa nel mondo. È proprio il suo essere in continua evoluzione, un eterno cantiere a cielo aperto, una continua fucina di nuove ambiziose idee architettoniche che fa di Dubai un caso interessantissimo per chi si occupa di urbanistica e anche per chi ama le metropoli e ne è affascinato. Solo una cosa resta immutata dal 2004 al 2012: il deserto che lambisce i cantieri, con i camion che trasportano sabbia che si muovono come tanti piccoli lillipuziani alla base dei grandi scheletri di questi giganti dell’edilizia contemporanea. Le gru che girano nella notte – e in effetti, col caldo di quest’area del mondo, si lavora meglio e di più di notte che di giorno – nelle foto di Bialobrzesky creano come vortici di luce, vortici che non possono non far pensare alla crescita vorticosa della città sia in altezza – e il Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, non a caso si trova a Dubai – che in larghezza.

Bialobrzesky

Peter Bialobrzesky, Dubai 2004

Dubai è significativa, insieme alle altre grandi megalopoli del mondo moderno, in particolare asiatico, del particolare momento urbanistico globale che viviamo: città tutte uguali, grandi quartieri di grattacieli che invadono spazi prima vuoti, com’è nel caso di Dubai, oppure prima occupati da quartieri residenziali casomai decadenti e poveri, come avviene a Manila o a Bangkok: ovunque è distruzione del vecchio, espressione dell’edilizia e dell’urbanistica locale, a favore di una ricostruzione che rende i paesaggi urbani sempre più uguali gli uni agli altri.

downtown dubai

Le gru sono sempre in funzione, anche oggi, a Downtown Dubai

Questo post nasce da alcune mie riflessioni a margine della mostra fotografica “Urban Changing”, di Peter Bialobrzesky, che abbiamo visitato nel corso di “Fotografia Europea” a Reggio Emilia. Nel caso di Dubai la città dei grattacieli è nuova, non distrugge l’antico, meglio il tradizionale, ma è un’alternativa ad esso. Molto peggio per l’identità culturale in quelle città dove per far posto al nuovo si distrugge il preesistente. Paesaggi urbani bellissimi, non c’è che dire, ma implacabili nel loro inarrestabile processo di crescita esponenziale.