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Oggi a pranzo… schiacciata! Quella della Consuma

Un bel sabato di sole, forse il primo sabato caldo che la stagione ci sta regalando. Molti sono andati al mare, noi invece abbiamo deciso di uscire a pranzo per una tappa un po’ particolare: il passo della Consuma, a cavallo tra le province di Firenze e di Arezzo, che collega il Valdarno Superiore con il Casentino.

Siamo partiti da Firenze e passando da Rosano ci siamo diretti oltre Pontassieve a prendere la Strada Statale 70, che da Palaie sale verso il Passo. La strada è molto bella: dolci curve che nel tratto più basso, tra Palaie e Diacceto, attraversano vigneti che si stendono a perdita d’occhio sulle colline circostanti, dopodiché, man mano che si sale di altitudine, il vigneto lascia il passo al bosco, sul versante occidentale del Pratomagno.

Paesaggi Toscani lungo la Strada della Consuma

Paesaggi Toscani lungo la Strada della Consuma

La strada è talmente bella che da 50 anni vede correre la Coppa della Consuma, che quest’anno ha come protagoniste delle auto d’eccezione: le porsche, nientemeno! Questo perché il 2013 è il cinquantenario della Porsche 911: e quale migliore occasione della Coppa della Consuma per celebrare l’evento? Non vi direi tutto questo se non fosse che la gara si svolge proprio questo week-end. Sabato ci sono le prove generali mentre domenica, si corre la gara vera e propria. Mentre saliamo, infatti, vediamo passare qualche bella porsche che comincia a prendere confidenza con le curve, mentre qualche curioso abitante del posto si apposta in qualche punto strategico per veder passare le belle, rombanti e lussuose macchine.

Noi, invece, con la nostra tranquillità che ci consente di goderci il panorama e il caldo sole di giugno, arriviamo tranquilli al passo della Consuma. Dunque saliamo tra vigneti e casali, dapprima, poi ci inoltriamo nei boschi di faggi, castagni, querce e conifere che contraddistinguono queste montagne. Sopra di noi il cielo disegna elaborate coreografie di nuvole bianche.

Paessaggi Toscani: vigneti vicino a Nipozzano

Paessaggi Toscani: vigneti vicino a Nipozzano

Attraversiamo il paese della Consuma. Poco oltre, raggiungiamo la nostra meta: lo chalet “Il Valico” che, in un ampio spazio a parcheggio che è anche un belvedere e che costituisce il passo vero e proprio, fornisce ristoro ai viandanti, o meglio, a motociclisti, bikers o semplici guidatori della domenica e famiglie con bambini, che si fermano per la nota schiacciata della Consuma.

La schiacciata della Consuma è una specialità assolutamente toscana: di solito viene farcita con prosciutto e pecorino, ma si può mangiare anche nella variante coi funghi porcini, che pare sia una vera prelibatezza. Noi la prendiamo classica, crudo e pecorino: la schiacciata è sottile ma croccante, riempita al punto giusto, e considerato che son quasi le 2 del pomeriggio, addentarla è una vera soddisfazione. Ci sono molti avventori oggi allo chalet, per la maggior parte motociclisti che si fermano per una breve pausa prima di ripartire per nuove fantastiche curve.

Ed eccola la schiacciata della Consuma: una bontà che intender non la può chi non la prova!

Ed eccola la schiacciata della Consuma: una bontà che intender non la può chi non la prova!

Mi soffermo a guardare il panorama, che da qui guarda sul Casentino perdendosi a vista d’occhio sulle colline boscose della regione. Ritornando verso casa, la strada è chiusa per via delle prove della Coppa della Consuma. Veniamo deviati su una strada alternativa che inoltrandosi nel bosco attraversa il Parco di Vallombrosa, bosco piuttosto fitto, dove a stento filtra il sole, che culmina nell’Abbazia di Vallombrosa, immersa nel verde. Da qui la strada ridiscende verso Firenze. Noi seguiamo per Donnini, da qui sulla via Aretina che da Incisa porta verso a Pontassieve e infine per questa via giungiamo nuovamente a Firenze. Gita breve, ma intensa, e decisamente golosa!

Il panorama dal Passo della Consuma

Il panorama dal Passo della Consuma

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Travalle, la campagna dove meno te l’aspetti

Il bel week-end di sole che si è appena concluso, primo anticipo di primavera, ha spinto molti a mettere il naso fuori di casa e a fare qualche bella gita fuoriporta più+ o meno lunga. Noi abbiamo pensato di riprendere una consuetudine che avevamo avviato l’anno scorso, ovvero andare alla scoperta dei dintorni di Firenze: fuori dalla città, e dalle vicine Sesto Fiorentino, Calenzano, Prato, si stendono le colline, i campi coltivati, si innalza il Monte Morello e il monte della Calvana, c’è tutto un mondo di piccoli borghi incantati e semisconosciuti, ma molto molto piacevoli.

Travalle

Travalle

Per questa domenica pomeriggio abbiamo scelto la piccola contrada di Travalle, sopra Calenzano. Una zona ricca di prati, di oliveti e di casolari isolati che si arrampicano sulle pendici del monte della Calvana. Una serie di strade sterrate tra i campi, i casali e gli oliveti consente di fare lunghe passeggiate e infatti oggi troviamo un sacco di gente, di famiglie con bambini, di coppie col cane, di gruppi di persone che semplicemente fanno un giro. E’ tutta gente che abita nella zona e che viene qui a passare il pomeriggio. Poi ci siamo noi, che siamo venuti a esplorare questo angolo di paradiso a due passi da Firenze.

Un gregge di capre a Travalle

Un gregge di capre a Travalle

Innanzitutto, appena arrivati, ci imbattiamo in un gregge di capre che placidamente bruca l’erba, accompagnato da un bel cane da pastore che si distrae con i cani al guinzaglio della gente che passeggia: ma niente paura, perché le capre sanno esattamente dove fermarsi e poi il cane da pastore sta comunque attento a richiamarne l’attenzione al momento opportuno.

Travalle

 La passeggiata è lunga, costeggia olivi e prati, passa davanti alla  villa di Travalle, una tenuta di proprietà della famiglia Strozzi che fece costruire un grandioso complesso a vocazione agricola – di cui rimane funzionante la fattoria, mentre la villa è visitabile su prenotazione telefonica – nel XVII secolo. Da fuori non si percepisce esattamente l’architettura, che è racchiusa da alte mura, ma certo merita il giardino all’Italiana… chissà che prima o poi non torneremo per visitarlo!

Segni delle attività agricole a due passi dalla città: questa è Travalle

Segni delle attività agricole a due passi dalla città: questa è Travalle

La zona è nota ai fotografi, agli appassionati di fotografia e vede spesso gruppi amatoriali di fotografi che vengono qui per fare “pratica”: il luogo in effetti è magico, piacevole, esprime pace e bellezza, ha tutto quello che un fotografo, soprattutto un fotografo di paesaggi, può desiderare…

Travalle

La passeggiata continua verso le colline, dove si trovano un paio di casolari immersi negli olivi. Da quassù la vista spazia su ampie distese coltivate. Sembra incredibile che a pochi km da qui ci sia la città, anzi la zona industriale gravitante su Firenze. E allora godiamoci questo inedito angolo di paradiso finché tramonta il sole.

Pasquetta nei dintorni di Firenze

Come avevo annunciato, io e Lorenzo abbiamo dedicato Pasquetta 2012 ad un’attività che ultimamente ci sta piuttosto a cuore: approfondire la conoscenza dei dintorni di Firenze. Il capoluogo toscano, cuore della cultura e dell’arte italiana, sorge in una conca al limitare dell’Appennino, le cui propaggini da queste parti, il Monte Morello, regalano un paesaggio dolce, vario, dove natura e cultura si fondono amabilmente, e da cui spesso con lo sguardo si può vagare su Firenze, a cercare la Cupola del Brunelleschi e la cupola, più piccola ma ugualmente riconoscibile, di San Lorenzo.

Negli scorsi giorni avevamo già fatto un giro di ricognizione alle pendici di Monte Morello, passando da Serpiolle, Cercina, oppure dall’altra parte, dal lato di Sesto Fiorentino, andando verso Santa Maria a Morello e salendo fino all’abbandonato Borgo di Morello.

Oggi abbiamo cominciato con un lauto pranzo al ristorante “I Ricchi” di Cercina: alla buona cucina abbina una vista da urlo sulle colline, vista che spazia fin quasi a Fiesole, e che incontra uliveti, prati, casolari, e ancora colline, a perdita d’occhio.

Andiamo poi a Cercina, della cui bella chiesina dedicata a Sant’Andrea ci siamo già innamorati nella nostra precedente escursione. Ne approfittiamo, oggi, per fare una breve passeggiata nei dintorni, per vedere da altri punti di vista la bella e antica chiesa, e ci inoltriamo lungo un sentiero sul quale incrociamo un piccolo gregge di pecore e capre e, più in là, una vera e propria fattoria, credo, con mucche, cavalli, galline… è bello poter vedere che esistono ancora, a pochi passi da casa, luoghi di questo tipo.

Cercina

Quando abbandoniamo Cercina, scendiamo lungo via delle Masse, la via che, inoltrandosi tra campi, oliveti, casolari che in questo periodo mostrano superbi pergolati viola di glicine, torna verso Firenze. E qui, è ormai pieno pomeriggio, dedichiamo le restanti ore di sole alla visita dei giardini delle ville medicee aperte in occasione di Pasquetta, di Castello e della Petraia.

Entrambe le ville, insieme a Villa Corsini, sorgono in una bella posizione, poco elevata rispetto alla città, distante quel tanto che basta per consentire alle nobili famiglie che di generazione in generazione si avvicendarono nella proprietà, a godersi l’ozio e il riposo lontano dal clamore del centro urbano. Veri paradisi in terra, palazzi d’arte all’interno e con splendidi giardini all’esterno, sono tutt’ora un tesoro nascosto e poco noto rispetto all’immenso patrimonio culturale di Firenze. A maggior ragione vale la pena di visitarle.

Villa della Petraia Firenze

Villa della Petraia, Firenze

La villa Reale di Castello è la sede dell’Accademia della Crusca. La costruzione della villa risale al ‘500, e fu da subito corredata di un ampio giardino a terrazze al cui centro campeggia una bella fontana decorata dalla scultura in bronzo di Niccolò Ammannati raffigurante Ercole e Anteo. Il giardino, che Vasari definì come il più ricco, il più magnifico e il più ornato giardino dell’opera, aveva anche un bellissimo ninfeo, la Grotta degli Animali, realizzata dal Giambologna e dalla sua scuola, con le pareti e il soffitto decorato a mosaico di conchiglie e con gruppi animali di ogni specie. Nel parco retrostante una fontana è decorata con una statua in bronzo realizzata da Bartolomeo Ammannati e raffigurante un vecchio rabbrividente, personificazione di Gennaio. Vedere il giardino in una giornata di sole come questa è uno spettacolo che fa bene agli occhi, anche perché sono molti i fiori che stanno sbocciando in questa stagione. La primavera è arrivata anche qui.

villa di castello firenze

Il giardino della Villa di Castello, Firenze

La villa della Petraia è poco distante. Esisteva già come edificio fortificato quando fu trasformata in villa di piacere a fine ‘500. Anch’essa ha un bel giardino a terrazze con fontana e splendida vista su Duomo di Firenze e Campanile di Giotto, ma più che per l’esterno, ricco di aiuole fiorite a tulipani, merita visitare la villa per vedere gli interni, le stanze affrescate e arredate, nelle quali ben si legge lo scorrere del tempo e il passaggio di proprietà dai Medici ai Lorena e poi, a fine ‘800, ai Savoia, Vittorio Emanuele II e consorte.

villa della petraia firenze

Villa della Petraia, Firenze

Si conclude qui, sulla terrazza della villa della Petraia, con la vista su Firenze, nella luce calda di questo tardo pomeriggio di primavera, la nostra Pasquetta 2012.

VACANZE DI PASQUA IN TOSCANA

Le vacanze di Pasqua si stanno avvicinando. Sempre troppo brevi, qualcuno dirà, ma bisogna riconoscere che anche se si hanno pochissimi giorni a disposizione si può approfittare per uscire di casa e andare a zonzo alla scoperta di luoghi poco conosciuti. Del resto, “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”, e aggiungo io “dove vuoi”.

Vi proponiamo il tour pasquale in Toscana che io e Lorenzo abbiamo fatto a cavallo di Pasqua 2010. Ci siamo concessi una tre-giorni totalmente toscana, un po’ rovinata dal maltempo che soprattutto domenica e in parte lunedì ci disturbò un pochino.

Questo il programma:

Nei post che seguono, giorno per giorno ci sarà il resoconto, secondo il consueto stile di Viaggimarilore!

VACANZE DI PASQUA IN TOSCANA – 3: PASQUETTA AD ANGHIARI E IN VAL DI CHIANA

Anche oggi il tempo non è dei migliori, ma il nostro serratissimo programma prevede di spingerci ben lontano, e da tutt’altra parte della Toscana rispetto ai giorni precedenti: questa mattina si punta verso Anghiari, oltre Arezzo e quasi vicino all’Umbria. Il territorio è collinare, a tratti boscoso, addirittura si passa un valico, mentre il cielo sempre più plumbeo non promette niente di buono. Comunque in questa parte della Toscana scordatevi i vitigni estesi, le dolci colline e i casali stile pubblicità del Mulino Bianco. Qui l’ambiente è decisamente più montano, sarà anche per via del tempo atmosferico, comunque è qualcosa di diverso dall’idea che noi tutti abbiamo di Toscana.

Anghiari si trova nelle cosiddette “Terre di Piero”. Piero è Piero della Francesca, il pittore che proveniva da queste terre e che ha lasciato memoria di sé ad Arezzo, a Sansepolcro e in altri borghi medievali della zona. Anghiari è invece importante per la famosa battaglia di Anghiari, combattuta nel 1440 dai Milanesi contro una coalizione di Fiorentini che risultò vincitrice. Questa battaglia, a sua volta, deve la sua importanza alla rappresentazione che ne fece Leonardo da Vinci in Palazzo Vecchio, e che poi andò perduta. Ora, siccome tutto ciò che fece Leonardo è oro, anche un affresco perduto può dare notorietà e gloria ad un borgo che altrimenti sarebbe come tanti in Toscana e Umbria. Si arriva ad Anghiari dall’alto, e fa impressione vedere che il borgo si sviluppa lungo il fianco di una collina con una pendenza imbarazzante. L’accesso al borgo, ai suoi vicoli e ai suoi pertugi è da piazza Garibaldi, che a qualcuno sarà nota perché qui Leonardo Pieraccioni ha ambientato il mercato nel suo film “Una moglie bellissima”. Da qui si diparte un reticolo disordinato di vicoli in salita, in discesa, torti e ricoperti di muschio su cui si affacciano antiche case con le pareti a vista in pietra e mattoni, inframmezzate alle chiese. Già, questa è una particolarità di Anghiari: piccole chiesette si affacciano sulla pubblica via senza quasi segno di distinzione dalle altre case. Tutto è costruito in continuità. Si scorgono alcune chicche: il Museo della Misericordia, un piccolo museo gratuito che illustra la storia delle Opere di Misericordia di Anghiari attraverso documenti d’archivio, lettighe e quant’altro possa riportarci ai tempi in cui le ambulanze non esistevano. Quasi di fronte si trova la chiesina più strana che possa capitare di vedere: è la Badia-Abbazia di S. Bartolomeo, una chiesina antichissima, la prima chiesa cristiana di Anghiari, che ha una particolarissima pianta asimmetrica: entrando, l’altare non è immediatamente davanti a te, ma è posto di sbieco e le navate convergono l’una verso l’altra..semplicemente strana!

anghiari

uno scorcio del borgo di Anghiari

Dato che una discreta pioggia si stava abbattendo sulle nostre teste, abbiamo deciso che era giusto giusto ora di pranzo! A pochissimi km da Anghiari, tornando verso Arezzo, si trova l’Osteria della Pergola, anch’essa segnalata dal Mangiarozzo 2010: ottimo rapporto qualità-prezzo, credo che quell’anatra in porchetta rimarrà a lungo nella mia memoria!

Invece che proseguire per San Sepolcro, patria di Piero della Francesca, decidiamo di scendere verso Cortona. La strada, che supera un valico appenninico, attraversa boschi e tutto sembra fuorché una provinciale toscana, sbuca alle spalle di Castiglion Fiorentino. Risalta il Castiglion, appunto, la rocca fortificata da cui prende nome il borgo, e che domina il territorio circostante, la Val di Chiana, per km. Avvicinandoci a Cortona, la strada costeggia la zona del Sodo: qui si trovano due grandi tumuli etruschi, tombe principesche che si elevano come due grosse cupole coperte di alberi e di verde nella piana circostante. Chi ha l’occhio allenato le riconosce; per tutti gli altri c’è il Museo Archeologico in Cortona, città che tra l’altro ha la cinta di mura che risale proprio ad età etrusca.

E così, con un breve giro a Cortona vanno a chiudersi queste vacanze di Pasqua all’insegna della cultura e della gastronomia toscana.