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#LaMiaCasa: i 5 luoghi del mondo dove mi sento a casa

Roberta del blog Vieni via di qui ha proposto un’idea interessante: ha messo per iscritto i 5 posti del mondo in cui si sente a casa, o vi si è sentita la prima volta che vi ha messo piede, sentendovisi a suo agio come se in realtà li conoscesse da sempre, inventando l’ashtag #lamiacasa.

Enrica di Attimi e pillole di viaggio ha risposto all’invito a scrivere un post analogo. L’invito è rivolto a ognuno di noi blogger (non necessariamente di viaggi). E così lo accolgo anch’io e racconto i 5 luoghi del mondo che potrebbero essere tranquillamente #LaMiaCasa. Il tema in effetti non mi è così estraneo. Ci sono dei posti del mondo nei quali appena ho messo piede ho detto “non vorrei più partire!” oppure luoghi nei quali sono stata che mi fanno brillare gli occhi non appena li sento nominare o ne vedo un’immagine; infine ci sono luoghi nei quali ho vissuto o che ho frequentato a lungo, nei quali davvero ogni volta che torno mi sento a casa.

il mondo la mia casa

  1. #LaMiaCasa è Genova, dove ho vissuto durante gli anni universitari, e dove ogni volta che torno (sempre più di rado, ahimè) mi si allarga al cuore e cammino sospesa a mezz’aria. Di Genova amo i vicoli, in particolare quelli che gravitano intorno al Porto Antico, da via Luccoli a Piazza Banchi e via San Luca, e poi ancora in Sottoripa, dove il panino era obbligatorio in pausa pranzo dalle lezioni, e poi ancora la stessa via Balbi, dove ha sede la mia facoltà: Balbi 4, sede di Lettere e Filosofia, un Palazzo dei Rolli così decadente, oggi, eppure ancora affascinante. Ma soprattutto i vicoli stretti, chiusi da palazzi medievali che da fuori sembrano fatiscenti, ma che al loro interno rivelano tutta la loro austerità e lo splendore del tempo che fu, quando Genova era una gloriosa Repubblica, e il portico di Sottoripa, con le sue friggitorie che sanno di antico e gli archi a sesto acuto che nobilitano le facciate. La Superba, non a caso.
  2. #LaMiaCasa è Roma, la capitale. Ma non tanto la capitale d’Italia, quanto la capitale dell’Impero. Da archeologa, amo l’area dei Fori Imperiali, la lunga via che conduce al Colosseo mentre da una parte e dall’altra le colonne e le strutture ancora in piedi raccontano una storia millenaria di cui tutti noi siamo eredi. Ho frequentato Roma per 3 anni durante il dottorato, e appena potevo facevo una scappata in centro per godermi un po’ della bellezza che la città possiede. Non solo i monumenti antichi, sia chiaro: è tutta Roma che mi attrae come una calamita, che amo alla follia, nella quale desidero tornare il prima possibile, anche se ultimamente (ahimè) mi ci reco molto di rado.
  3. paris#LaMiaCasa è Parigi. Eh sì. La prima volta che vi misi piede, nel 2003 durante l’interrail, mi innamorai della Ville Lumière. Vi sono tornata più volte, l’ultima ancora pochi mesi fa, e non mi stanca mai. Nonostante la grandeur francese mi urti un pochino, è proprio la grande monumentalità del centro che mi attrae. Ma poi ci sono dei luoghi cui non potrei rinunciare, e nei quali torno ogni volta: come la sala da té di Mariage Frères nel Marais. Ci fu un momento, verso la fine della mia carriera universitaria, in cui pensai di andare a vivere a Parigi per qualche mese. Poi non lo feci, e un po’ mi dispiace. Se l’avessi fatto, avrei potuto/voluto fare due cose: uno stage al Louvre (e per quello ci poteva eventualmente essere la possibilità) oppure lavorare proprio nella sala da té: e quest’ultimo era un sogno cui ogni tanto ripenso con dolcezza.
  4. Burj Khalifa Dubai

    Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo

    #LaMiaCasa è Dubai. Ah, Dubai! Dubai mi ha stregato! Le sue contraddizioni mi sono rimaste nel cuore. Questo è il luogo che mi fa illuminare la mente e gli occhi ogni volta che ne sento parlare. Ah Dubai! E non saprei dire se è l’esoticità del Souk delle spezie, o la modernità del Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo. È una sensazione, piuttosto. Ah sì, e poi c’erano i dolcini. Marca Vivel, casomai qualcuno passando da Dubai volesse farmi un pensierino…

  5. #LaMiaCasa è Brisbane. Non ho molto da dire su questa città, visto che vi ho trascorso solo una mattinata, l’ultima in terra australiana. Ma tanto mi bastò all’epoca per dire “Io qui ci vivrei!“: forse il clima così piacevole, forse la città moderna ma non eccessiva, forse le promesse della Gold Coast così vicina… fatto sta che mi bastò pochissimo per sentirmi a casa.

Il mio elenco potrebbe andare avanti, a pensarci bene. Perché sono appena tornata da un viaggio in Spagna nel corso del quale ho trovato due cittadine nelle quali mi sono sentita a casa: una è Tarragona, piacevolmente adagiata sul Mediterraneo, orgogliosa del suo glorioso passato romano, ancora ben presente nel tessuto urbano; e soprattutto Tarifa, la punta più a Sud d’Europa, il luogo in cui Mediterraneo e Atlantico incrociano le loro correnti, il punto più vicino all’Africa. Una cittadina di mare tranquilla, con accanto le spiagge più lunghe e più belle di Spagna. Uno di quei luoghi che ti fanno dire, quando devi ripartire, “No, vi prego, lasciatemi qui“.

Genova: le tante sorprese di Palazzo Rosso

Shame on me!

Vergognati Marina: hai vissuto per anni a Genova e in Liguria e solo pochi giorni fa, di passaggio, e con la scusa di un pomeriggio umido e freddo, hai finalmente deciso di visitare Palazzo Rosso!

Quante volte quando vivevi a Genova, sei passata da via Garibaldi, già Via di Strada Nuova, via sulla quale affacciano i Palazzi dei Rolli Genovesi, tra cui Palazzo Bianco e Palazzo Tursi, oltre a Palazzo Rosso? Esatto, tutti i sacrosanti giorni che andavi e tornavi da casa alla facoltà in via Balbi e viceversa. Mai, mai hai pensato di entrare a dare un’occhiata. E cosa ti sei persa finora!

Si può visitare Palazzo Rosso con un biglietto di 9 € valido anche per Palazzo Tursi e Palazzo Bianco (di fronte e accanto sulla stessa strada). Il primo piano nobile di Palazzo Rosso è una pinacoteca, il secondo piano nobile è uno splendido susseguirsi di stanze ancora affrescate e arredate come ai tempi della famiglia Brignole-Sale che qui aveva la sua dimora, e infine vi è l’accesso al tetto, da cui si gode la Superba vista panoramica sulla città, a 360°.

panorama Genova

La superba vista su “La Superba” 😉

Palazzo Rosso fu edificato tra il 1671 e il 1677. Appartenne alla famiglia Brignole-Sale fino al 1874, quando la Duchessa di Galliera decise di donarlo, insieme alla collezione di arte, a Genova col duplice intento di “accrescere il decoro” della città, e insieme di farne un monumento alla sua casata.

Il palazzo è molto simile, nell’architettura, ad altri palazzi genovesi: nella struttura, anche se più in grande, mi ha ricordato proprio la la sede della facoltà di Lettere di Genova, in via Balbi 4: un ingresso aperto, con l’ampio scalone sulla destra che fa accedere al piano superiore. Il piano superiore si sviluppa intorno ad un ballatoio rivolto verso l’interno. Le finestre delle stanze che affacciano su via Garibaldi mostrano la bellezza nascosta del giardino sopraelevato di Palazzo Tursi, di fronte a noi.

Genova Palazzo Tursi

Il giardino di Palazzo Tursi visto dal Primo piano di Palazzo Rosso

Il primo piano nobile è adibito a pinacoteca: una collezione di dipinti del Quattro-Cinque-Sei-Settecento, sia di pittori genovesi, quali Luca Cambiaso e Bernardo Strozzi, che di pittori noti a livello italiano o internazionale, come Palma il Vecchio, Perin Del Vaga, Veronese, Guido Reni, il Guercino, Albrecht Dührer e Rogier Van Der Weyden.

Genova Palazzo Rosso

Il pavimento in una delle sale del secondo piano nobile di Palazzo Rosso

Il secondo piano nobile è meraviglioso: tra pavimenti in marmo intarsiato che creano geometrie lussuose e ricchissime, pareti affrescate e volte che aprono su mondi allegorici dove vivono gli dei e gli eroi, le Virtù e le Stagioni, il Barocco non è mai stato così intenso; e pensare che l’idea che tutti hanno dei Genovesi è quella di gente avara col braccino corto, che vivrebbe al buio per non spendere in illuminazione: ebbene, qui direi che questo mito è sfatato! Un assistente alla vigilanza particolarmente innamorato delle sale che controlla, ci racconta qualche curiosità che altrimenti ci sarebbe sfuggita: la Sala dell’Autunno (che si può visitare in modalità virtuale sul sito dei Musei di Genova) ad esempio, era concepita fin dall’inizio per accogliere i dipinti che tutt’oggi vi sono esposti!

Genova Palazzo Rosso

La Sala dell’Autunno a Palazzo Rosso

E non parliamo di robetta da nulla, ma di opere di Guido Reni e del Veronese, che furono acquistate dagli esponenti della Famiglia Brignole-Sale e per le quali furono predisposti, dipinti sulle pareti, proprio gli spazi appositi nei quali appenderle. Così ai curatori del Palazzo/Museo di oggi è stata risparmiata la fatica di dover scegliere quali opere esporre e come! 🙂

Genova Palazzo Rosso

La Loggia delle Rovine di Palazzo Rosso

Ma la cosa che mi ha colpito di più è senz’altro la Loggia delle Rovine o “Del Tempio di Diana”: una loggia che sul lato interno affaccia sul palazzo e sul lato esterno affaccia sui tetti delle case dei vicoli di Genova, il quartiere più antico della città, e che su un accesso e sull’altro e sul soffitto è affrescato magnificamente, in uno stile superbamente barocco, dove è all’ordine del giorno l’illusione ottica e l’invenzione: è dipinto un paesaggio di rovine antiche, animato da cani, scimmiette e puttini. Detto così sembra una cosa normale, come ce ne sono tante, ma la bellezza sta nel fatto che osservando le rovine si scoprono tantissimi dettagli che indugiano sul senso di degrado e di distruzione: così dai muri scrostati si intravvedono i mattoni, le statue di amorini hanno le braccia rotte e si intravvede l’anima di metallo che le regge insieme… e inoltre, laddove non arriva la pittura, interviene lo stucco: così in un angolo sono inzeppati dei mattoni come se stessero crollando, ad indicare un antico arco in rovina… Mi sono persa entusiasta ad osservare ogni minimo dettaglio di questa insolita loggia. Ma il bello, il veramente bello deve ancora venire. E arriva alla fine del giro del secondo piano nobile, quando veniamo invitati a prendere l’ascensore per salire sul tetto.

Genova Lanterna

La Lanterna si riflette su una finestra del tetto di Palazzo Rosso

Da quassù l’impressione è incredibile: siamo sul tetto di uno dei palazzi più belli di Genova, e la vista spazia a 360° su tutta la città: la collina di Carignano, il mare, il porto antico, poi ancora, sotto di noi, Palazzo Tursi e i Palazzi di Strada Nuova… laggiù in fondo, piccolissima, ma riconoscibilissima, la Lanterna, il faro simbolo di Genova. Sarà che amo questa città, ma vederla così dall’alto, coglierla tutta insieme con un solo sguardo è una cosa meravigliosa. Una vista che a raccontarla non si riesce a trasmettere, un sentimento che nasce dal cuore, viscerale, che ti fa restare lì a bocca aperta e non ti farebbe più andar via, nonostante il vento che tira quassù in questa giornata di umido che penetra dentro le ossa. Mi verrà il raffreddore, forse, ma ne sarà valsa la pena.

Panorama Genova

IL CENTRO STORICO PIU’ GRANDE D’EUROPA? È A GENOVA! – parte III: Strada Nuova

Parallela a via Lomellini è via Cairoli, appena fuori dal centro storico. Ha una sola funzione: grazie al palazzo della Meridiana immette in via Garibaldi, già Strada Nuova, sede dei più bei palazzi genovesi; qui si trovano infatti Palazzo Tursi, sede del palazzo comunale, Palazzo Bianco e Palazzo Rosso, che con i loro musei e le loro pinacoteche costituiscono il polo d’attrazione artistica e museale forse più importante della città. Anche questa via è Patrimonio dell’Umanità UNESCO per la seguente motivazione: l’influsso che questo patrimonio urbanistico e architettonico ha esercitato, tanto da diventare esempio e riferimento per molti paesi, è al tempo stesso testimonianza di una città – la Genova seicentesca – che seppe raggiungere la vetta della potenza politica ed economica in campo continentale. Si legge infatti nella targa posta all’inizio della strada, che definisce la via come il modello di identità sociale ed economica che ha inaugurato l’architettura urbana di età moderna in Europa:

“[La via] conserva spazi urbani di epoca tardo rinascimentale e barocca, fiancheggiati da oltre cento palazzi di famiglie nobiliari cittadine.”

Genova Strada Nuova

Genova, Strada Nuova

Impossibile parlare nel dettaglio di tutti i palazzi, per cui citerò i principali:

Palazzo Bianco: costruito tra il 1530 e il 1540 per Luca Grimaldi, passò poi ai Brignole-Sale. Il palazzo ospita un’importante raccolta di pittura europea, italiana e genovese dal XVI al XVIII secolo, nella quale spiccano opere dei fiamminghi Hans Memling, Gerard David e Jan Provost, Rubens, Van Dyck, un capolavoro di Caravaggio (“Ecce Homo”) e il più bel dipinto del genovese Alessandro Magnasco, il “Trattenimento in un giardino d’Albaro”.

Palazzo Doria-Tursi: eretto a partire dal 1565, e sede del Municipio dal 1848. E’ l’edificio più maestoso della via, unico edificato su ben tre lotti di terreno, con due ampi giardini a incorniciare il corpo centrale. La facciata è caratterizzata dall’alternarsi di materiali di diverso colore: il rosa della pietra di Finale, il grigio-nero dell’ardesia, il bianco del marmo di Carrara. Il palazzo rappresenta il culmine del fasto residenziale dell’aristocrazia genovese.

genova strada nuova

Palazzo Tursi, Strada Nuova, Genova

Palazzo Rosso: Costruito a partire dal 1670 su progetto di Pier Antonio Corradi. La facciata dell’edificio, eccezionale documento della qualità abitativa delle residenze genovesi, presenta una decorazione con elementi tridimensionali dipinti di rosso, da cui il nome con il quale è abitualmente designato il palazzo. Ai piani superiori è esposta la raccolta del palazzo che vanta opere di Van Dyck, del Veronese, di Guido Reni, di Guercino, di Bernardo Strozzi. Al secondo piano nobile, che ha conservato il carattere dell’appartamento abitato dai Brignole-Sale, i capolavori pittorici e gli arredi settecenteschi sono esposti entro sale affrescate da Domenico Piola, da Gregorio De Ferrari e da altri pittori del Seicento genovese.

Questi tre palazzi sono uniti in un unico polo museale, ma anche gli altri palazzi che si affacciano su Strada Nuova non sono da meno, sono splendidi capolavori dell’architettura residenziale del Seicento genovese abbelliti all’interno da opere pittoriche eccezionali e di grandissimo pregio.

musei di strada nuova

IL CENTRO STORICO PIU’ GRANDE D’EUROPA? È A GENOVA! – parte II: Sottoripa e il Porto Antico

Sottoripa, Genova

Sottoripa vista dal Porto Antico

Ci troviamo sotto Porta di Vacca. Se da qui invece che entrare in via del Campo andiamo nella direzione opposta, verso Ovest, si entra in via Prè, che oggi ospita negozietti e ristorantini etnici, vicolo strettissimo che sbuca, in fondo, sulla Commenda di Prè, uno splendido complesso religioso costituito da due chiese, che oggi ospita manifestazioni culturali come la grande mostra archeologica sui Liguri, svoltasi nel 2004.

Il vero centro storico patrimonio dell’umanità inizia però nei vicoli veri e propri.

Infilandosi in via del Campo e percorrendola tutta si sbuca in piazza Campetto. Noteremo che già qui i palazzi che si affacciano su questo vicolo hanno un non so che di antico e solenne. I palazzi di fatto all’interno nascondono splendide scale abbellite da colonnine di sostegno: una volta, e parlo di secoli fa, dovevano essere bellissime. Oggi devono recuperare la bellezza di un tempo, e dio solo sa se riusciranno, un giorno. A piazza Campetto conduce anche l’altro ingresso al centro storico, la larga via Lomellini, che costituisce la seconda delle due strade che si dipartono dalla zona della Nunziata. Da questa piazzetta uno stretto vicolo porta ai portici che danno sul mare, ovvero in Sottoripa, i cui splendidi palazzi, di cui non è possibile avere piena percezione finché vi si cammina al di sotto, sono splendidi a vedersi dalla sopraelevata (croce e delizia della città, odiata dai genovesi perché taglia il panorama del mare, ma ottima possibilità per chi la percorre di vedere palazzi altrimenti invisibili): le murature sono un puzzle di taglia e cuci, di arcate richiuse e finestre riaperte, di rattoppi e di decorazioni, di bifore e merlature, una meraviglia per chi un minimo ama l’architettura, in particolare medievale.

genova sottoripa

Genova, Sottoripa

La prima parte dei portici di Sottoripa ospita banche, la seconda ospita bar e ristorantini; se la prima parte è poco trafficata, la seconda è un continuo via vai di gente, quasi da Suq arabo tanta è la confusione e tante sono le etnie con cui si può venire a contatto. Sembra quasi che l’antico porto sia ancora qui di fronte, attivo con i suoi scambi e le sue urla. Invece oggi qui, in piazza Caricamento, c’è il grande spazio del Porto Antico,  realizzato in occasione del 1992, 500enario della scoperta dell’America, quando per le Colombiadi fu regalato al mondo intero l’acquario e tutta la banchina e  lo spazio dei magazzini del cotone. Di antico qui è rimasto solo palazzo San Giorgio, che  fu la sede originaria del Banco di San Giorgio, una delle prime forme di istituzione bancaria sviluppatasi nell’Italia dei Comuni. Nelle sue sale il palazzo ospita le statue dei donatori al Banco di San Giorgio a partire dal XV secolo. La parte medioevale venne ampliata di varie aggiunte, sino al blocco sul fronte del mare, affrescato da Lazzaro Tavarone nel 1610 con il San Giorgio in alto.

palazzo san giorgio

Palazzo San Giorgio

Palazzo San Giorgio si staglia da solo, unica vestigia del passato, di fronte alla Sopraelevata, che permette di cogliere ancora meglio la sua facciata mirabilmente affrescata, e a 2 metri dall’ingresso sotterraneo alla metropolitana (stazione S. Giorgio, appunto). Proprio nel corso degli scavi effettuati per la metro venne in luce la banchina del porto antico, quello vero, cui attraccavano le navi colme di merci che solcavano il Mediterraneo e rendevano ricca la Superba Repubblica di Genova grazie ai contatti commerciali fin con la Crimea e col principe Vlad III (c’est à dire il Conte dracula!). Tutte le vicende relative all’antico porto si trovano raccontate al poco distante MUMA, il Galata Museo del Mare e della Navigazione interamente dedicato a Genova repubblica marinara e patria di Cristoforo Colombo.

Genova Porto Antico

IL CENTRO STORICO PIU’ GRANDE D’EUROPA? È A GENOVA! – Parte prima: via Balbi

Genova ha un primato. È il centro storico più grande del mondo, la sua rete di vicoli e antichi palazzi medievali che si affaccia sul mare da un lato e che è delimitata dai palazzi signorili di Strada Nuova di via Balbi e dalla sede del Governo, Palazzo Ducale, nonché dal complesso ecclesiastico di Sant’Agostino più a est, è talmente unica nel suo genere da essersi meritata l’inserimento nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Fino a qualche anno fa girare nei vicoli, soprattutto dopo una certa ora, era da folli, sconsiderati, incauti, scriteriati: la peggior malavita vi albergava, se si percorreva via Prè e i suoi dintorni non si era sicuri di uscirne incolumi. Ora questa etichetta si è decisamente stemperata, con fatica e con una grande operazione di bonifica resasi necessaria quando Genova nel 2004 è stata la capitale europea della cultura. Da allora i vicoli sono diventati più sicuri. Da allora i vicoli sono diventati meta turistica.

Il centro storico a girarlo tutto è veramente infinito. Il percorso può partire dalla stazione ferroviaria di Principe. Da qui ci si immette in via Balbi, via su cui affacciano i palazzi seicenteschi oggi sede della Soprintendenza archeologica e delle facoltà di giurisprudenza e di lettere: splendidi palazzi con cortili ariosi, ampi saloni affrescati, scaloni che un tempo furono calcati da personaggi importanti della storia genovese. Palazzo Reale, per esempio, la sede della Soprintendenza, ha uno splendido cortile che si apre come una finestra sul porto di Genova e sui tetti delle case di via Prè. Il palazzo poi è uno splendido gioiello di arredo barocco aperto al pubblico. La facoltà di Lettere e Filosofia è ospitata invece nei palazzi al civico 6, 4 e 2 di via Balbi: sono senza dubbio splendidi esempi di architettura signorile seicentesca ma, eccezion fatta per Balbi 2, che è appena stato restaurato, avrebbero bisogno di una rinfrescatina perché l’assidua frequentazione da parte di studenti non sempre molto rispettosi sta rovinando un vero Patrimonio fatto anche di affreschi oltre che di colonne e di begli scaloni.

via balbi genova

Via Balbi 5, sede della facoltà di Giurisprudenza

Prendiamo Balbi 4, ad esempio: varcato l’ingresso si accede in un cortile, oltre il quale si trova un giardino coltivato ad agrumi ed un ninfeo davvero molto bello. Salendo lo scalone si accede ai piani superiori, al piano nobile, sede di alcune biblioteche di dipartimento, con i soffitti, le pareti, le volte, affrescate: cornici splendide per studiare! In particolare il dipartimento di Latinistica e quello di Storia dell’Arte (e quale sennò?) hanno le decorazioni pittoriche più pregiate. Un onore poter studiare in una sede come questa!

genova via balbi

Uno scorcio di via Balbi

Alla fine di Via Balbi la strada si apre in Piazza della Nunziata, un ampio slargo che costituisce un tutt’uno con l’adiacente Largo Zecca. Sulla Piazza si affacciano edifici di pregio come il palazzo dei rolli, il palazzo Lauro e la chiesa della SS. Annunziata del Vastato, di origine barocca ma con la facciata rifatta in stile neoclassico. Da qui si possono prendere due strade: l’una porta direttamente verso il mare, e permette di entrare nel centro storico attraverso l’imponente Porta di Vacca, da cui parte la famosa via del Campo, celebrata a più riprese da De André; l’altra dalla Nunziata immette nel cuore dei vicoli attraverso la larga via Lomellini. Una terza infine, inizialmente parallela a via Lomellini, porta al cuore dei palazzi signorili, ovvero in via Garibaldi, già Strada Nuova, lungo cui sorgono i palazzi più belli del centro.