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Mugello: 5 cose da fare che non tutti conoscono

Il Mugello è la meta ideale per la classica gita fuoriporta della domenica; è un territorio piuttosto vasto e variegato: offre natura, cultura, buona tavola e buon vivere, prodotti del territorio, passeggiate e panorami mozzafiato, trekking e musei. Insomma, il Mugello sa dare tante possibilità, a seconda dei gusti di ciascuno.

Ultimamente sono andata spesso in Mugello, e non mi ha mai stancato, proprio perché ogni volta ho scoperto un aspetto nuovo, curioso e interessante di questa terra. Tra tutte le mie gite, ho individuato 5 esperienze che il Mugello offre e che però, son sicura, non tutti conoscono. Vediamo quali sono.

Scoprire il passato contadino al museo della civiltà contadina di Casa d’Erci

Quest’oggetto strano è una lavatrice a manovella, modello tedesco, prima che si evolvesse in un elettrodomestico

Bello, bello, bellissimo. Per arrivare a Casa d’Erci, a Grezzano, vicino Borgo San Lorenzo, occorre prendere una via stretta, lasciare la macchina e inoltrarsi a piedi per la stradina che attraversa un gruppetto di case e poi costeggia il fiume. Poco più avanti si trova l’ingresso del museo. È una casa antica, in pietra, su due piani. Il biglietto (che comprende anche la vicina dependance e le passeggiate nei boschi all’intorno) costa 3 €, ma l’esperienza di viaggiare a ritroso nel tempo non ha prezzo. Si inizia con la vita contadina vera e propria: gli oggetti e i macchinari tradizionali per l’uva e il vino, poi per coltivare il grano, quindi una rapida guida ai cereali coltivati nella zona. I vari lavori manuali, come il muratore e il fabbro. Il tutto condito da fotografie d’epoca alle pareti, per riportarci i volti reali di un tempo che non è più. Oggetti di scuola, piatti e vasi che rimontano fino all’età medievale, e poi la stanza più bella, al piano terreno: la cucina. Un grande camino, con un curioso sistema per la cottura del girarrosto, una bella credenza, un tavolone nel centro della stanza, macinini da caffé, un fiasco di vino: tutto ci riporta indietro nel tempo, la sensazione è incredibile.

La cucina d’altri tempi ricostruita nel Museo Casa d’Erci di Grezzano

L’esposizione nasce da una mostra fatta decenni fa in una scuola del Mugello dedicata già all’epoca (anni ’70) agli oggetti di un tempo. Riuscì tanto bene che poi non si ebbe cuore di buttare via tutto. Alle volte le cose belle, e utili nascono così, per caso.

Percorrere la Via del Latte e fermarsi al Forteto o al Palagiaccio per merenda

Fame? Voglia di qualcosa di buono?

Se ci fate caso, girando in macchina per il Mugello, troverete tante indicazioni di strada con scritto “La via del Latte”: il Mugello, terra fertile di pascoli e di campi di fieno, ospita tante fattorie e aziende agricole basate sull’allevamento dei bovini. Spesso l’odore inconfondibile del letame ristagna per km nell’area, ma vi dirò che non c’è niente di più sano.

Oddio, parlo di puzzi quando invece dovrei parlare di cibo! La filiera del latte nel Mugello è decisamente corta: dal produttore al trasformatore e infine al consumatore in poche semplici mosse. Due realtà in particolare meritano attenzione: il Forteto e il Palagiaccio.

Vi viene fame? Ecco una selezione dei prodotti del Palagiaccio, direttamente dal sito web palagiaccio.com

Il Forteto è una comunità agricola con un punto vendita/hamburgeria che vende prodotti del territorio, salumi, carni, latticini, ma anche frutta e verdura: un supermercato a km 0 cui si aggiunge l’hamburger di chianina che si può gustare qui accanto. Nei pressi si trova anche un grande punto vendita di piante e sementi e un parco/area picnic.

La Bottega di Fattoria de Il Forteto. Credits: Forteto.it

Il Palagiaccio è una realtà molto nota nell’area del Mugello e di Firenze: latticini di qualità, dallo yogurt ai formaggi, passando per tutti i possibili e immaginabili derivati del latte. Ha punti vendita in Firenze (uno in zona piazza Dalmazia) e vende i propri prodotti in particolari supermercati fiorentini (alla Cooperativa di Legnaia a Scandicci, per esempio). La sede mugellana è una fattoria storica che risale fino al XIII secolo! Nel suo punto vendita ha anche l’angolo del gelato. E che fai, non lo prendi un gelato a km zero, fatto con il latte delle mucche che senti muggire qui dietro?

Commuoversi al Museo della II Guerra Mondiale a Ponzalla

Poco fuori da Scarperia, lungo la strada che sale verso il passo del Giogo e lungo la Linea Gotica, si incontra un piccolo ma importante museo, dedicato interamente alla II Guerra Mondiale.

La pace del paesaggio e la guerra del cannoncino: il Mugello è stato teatro di guerra durante la II Guerra Mondiale

Il Mugello fu, nell’estate e autunno del 1944, teatro di tantissimi scontri lungo la Linea Gotica, una sorta di fronte di guerra fatto di rifugi, fortificazioni e accampamenti in zone impervie. Più che una guerra era una guerriglia, fatta di scaramucce, di assalti e di ritirate, estrema difesa dell’esercito tedesco contro tutto e contro tutti.

Materiali recuperati lungo la Linea Gotica ed esposti al museo di Ponzalla

Dopo un bel filmato d’epoca che racconta la Liberazione a Firenze (e prima la terribile Battaglia di Firenze, il 13 agosto 1944), le sale del museo ci portano, attraverso ricostruzioni e vetrine dense di oggetti della vita quotidiana dei soldati di ambo i fronti, nel Mugello del ’44. Il pensiero che quei sentieri del CAI che oggi in tanti percorriamo alla ricerca di more e di fiori di sambuco, quand’è la stagione, siano stati luogo di massacri e di orrore per tanti giovani, di qualunque fazione essi fossero, fa stringere il cuore. Gli oggetti esposti, dal rancio al caffé alle sigarette, dal rasoio per farsi la barba agli occhiali da vista ai preservativi e alle bottiglie di cocacola, dalle pistole al soldatino di piombo, giocattolo o portafortuna di un soldato, ci parlano di uomini costretti dagli eventi a farsi la guerra, quando in realtà avrebbero voluto essere altrove, a casa propria, con la famiglia, a non rischiare ogni giorno la vita. Gli oggetti sono stati raccolti laddove i soldati di entrambi gli schieramenti avevano l’accampamento, oppure dove si sono compiuti gli attacchi e gli eccidi. Sale addosso una tristezza indicibile. Ma è un male necessario, perché dobbiamo imparare dai drammi del passato.

Il latte e la coca cola: gli oggetti della vita quotidiana lungo la Linea Gotica

Entrare nella fucina del coltellinaio a Scarperia

Scarperia è nota per la sua secolare e tradizionale produzione di coltelli. Ancora oggi, camminando per le vie del centro storico, ci si imbatte in numerosi negozi di coltelleria che fanno capo ad altrettanti coltellinai del borgo. Si tratta di oggetti di gran pregio, che possono raggiungere cifre anche cospicue: dietro c’è un lavoro di alto artigianato da non sottovalutare.

Coltelli in esposizione in una bottega nel centro storico di Scarperia

Per avere un’idea della storia di questa tradizione, occorre visitare, dentro il Palazzo dei Vicari, il Museo dei Ferri Taglienti: storia e geografia dei coltelli, produzioni particolarissime come i coltelli d’amore, che i fidanzati si regalavano nel Medioevo sia come pegno d’amore che come monito; coltelli decorati, coltelli dai manici intagliati, coltelli di produzione francese, coltelli di produzione calabrese: il mondo della coltellineria è molto più vasto di quanto non si pensi.

A corredo della visita al museo bisogna andare nella fucina del coltellinaio, che si trova lì accanto: l’incudine su cui veniva battuto l’acciaio, il mantice accanto al caminetto, gli strumenti del mestiere si trovano tutti riuniti in questo ambiente buio e piccolo: una vera e propria fucina, dove il mastro coltellinaio domava sapientemente il metallo per renderlo una lama sottile e implacabile.

Farsi ispirare dall’arte e dal paesaggio nella Casa natale di Giotto

Il panorama dalla Casa Natale di Giotto a Vicchio

Vicchio è il borgo che diede i natali al pittore Giotto di Bondone. Poco fuori dal paese, una casa in pietra vicino ad un altro gruppo di case è stata individuata come casa natale del pittore. Oggi essa ospita un museo didattico di Giotto: non ci sono le sue opere, ovviamente (provate voi a portarvi la Cappella degli Scrovegni o la Basilica Superiore di Assisi, entrambe affrescate da lui), ma riproduzioni che hanno l’intento di riunire virtualmente insieme tutta l’opera di questo pittore così moderno per essere medievale.

Fuori dalla casa, un bello spazio aperto guarda il panorama del Mugello. Sembra proprio un dipinto. Andrebbe incorniciato, questo dipinto naturale. Ed ecco che infatti troviamo delle cornici vuote rivolte verso il panorama offerto dalle montagne e dal cielo: sono altrettanti quadri. Perché la natura è di per se stessa un capolavoro. A Vicchio si trova anche il cosiddetto Ponte di Cimabue. Cimabue fu il maestro di Giotto.

Ecco, queste sono le 5 esperienze un po’ diverse dal solito che il Mugello offre. E voi ne consigliate delle altre? Quali? Sono curiosa di conoscerle!

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