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Dubai. Diario di un week-end da Mille e una Notte 4/02/2012 – parte IV

Dalla tradizione alla modernità più sfrenata…

Prendiamo la metro che attraversa tutta la città a Ovest del Creek: alla nostra destra, a Nord, dunque, Jumeirah con le sue spiagge e i grattacieli (ma siamo piuttosto lontani da Jumeirah Road: le distanze sono decisamente dilatate in questa città), alla nostra sinistra, dunque a Sud, verso l’interno, è un susseguirsi dei grattacieli più importanti per la vita economica dell’Emirato. Le stazioni della Metropolitana parlano chiaro: passiamo davanti al Financial Centre, al World Trade Centre, alle due torri gemelle degli Emirates Towers e finalmente arriviamo alla nostra meta: Dubai Mall-Burj Khalifa.

L’uno è il centro commerciale più grande del mondo, l’altro è il grattacielo più alto del mondo, con i suoi 828 m di altezza. Due edifici da guinness dei primati l’uno accanto all’altro. Ci buttiamo subito in esplorazione. Il Dubai Mall è immenso, che ve lo dico a fare? Tre piani di boutiques di lusso, da Gucci a Jimmy Choo a Manolo Blanhik a Piaget a Cartier, a Bloomingdale, tre piani di negozi più a buon mercato, come Zara o Benetton, tre piani tra negozi di scarpe, di elettronica, di caramelle, di gioielli, di cioccolatini, ristorantini. C’è una pista di pattinaggio, una cascata finta da cui si tuffano omini robotici a volo d’angelo, un acquario immenso con tanto di squali, di mante e di sub tutti insieme appassionatamente. E, ben nascosto, c’è l’ingresso per il Burj Khalifa (ma noi ancora non lo sappiamo). Usciamo all’esterno, dove la terrazza dà su una laguna d’acqua cristallina che la sera si anima con gli spettacoli delle fontane luminose. Da qui giriamo intorno al Burj Khalifa, perché cerchiamo l’ingresso: troviamo però l’ingresso all’Armani Hotel, dal quale veniamo elegantemente ma perentoriamente allontanati (perché? Forse non abbiamo l’aspetto di due potenziali ospiti dell’hotel?;-) ). Cerchiamo l’ingresso perché dobbiamo salire al 124° piano del grattacielo più alto del mondo per poter spaziare con lo sguardo su tutta Dubai. Lo troviamo, finalmente, dopo molto peregrinare: è dal piano interrato del Dubai Mall, accanto alla Food Court. Ci facciamo convertire la prenotazione in biglietto, quasi fuori tempo massimo (sono le 16.33 per l’ingresso alle 16.30), ma la signorina all’ingresso ci blocca: la nostra prenotazione è per domani! Nooo! Incredibile! Un errore da pivelli! Una distrazione madornale! Non è da noi sbagliare in modo così grossolano! Lorenzo non si capacita, lui sempre così maniacale nell’organizzazione dei viaggi! Impariamo la lezione: le cose vanno ricontrollate non una ma 100 volte. Non è successo nulla di grave, per carità, ma abbiamo perso quel paio d’ore che avremmo magari potuto impiegare utilmente in altro modo, visto che domani ci tocca tornare.

E vabbé, anche i migliori sbagliano, torneremo domani.

downtown dubai

All'esterno del Dubai Mall

Il cambio di programma in corso d’opera ci reindirizza allora verso un altro centro commerciale da record: il Mall of the Emirates. La sua caratteristica principale, ciò che lo rende unico al mondo, è Ski Dubai, la famosa, famosissima pista da sci ricostruita al suo interno, con tanto di neve vera, impianto di risalita a skilift e seggiovia, pista per lo slittino e rifugio. Un versante alpino ricostruito in tutto il suo splendore, in scala quasi 1:1 per proporzioni, e assolutamente partecipato da un folto pubblico di curiosi, di bambini, di adulti che vogliono sciare sulla pista più assurda del mondo, ai quali viene fornito tutto l’abbigliamento necessario: tuta da sci, doposci e eventualmente scarponi, sci e racchette.

Ski Dubai

Ski Dubai, Mall of the Emirates

Passiamo al Mall of the Emirates il resto del pomeriggio, e qui ceniamo, in un ristorantino libanese molto carino e frequentato da arabi – il che per quanto mi riguarda è una garanzia – dove mangiamo  una bella composizione di kebab alla modica cifra di 90 dirham, il che equivale a 9 euro a testa, non male per una cena a base di carne!

mall of the emirates

Mall of the Emirates

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Dubai. Diario di un week-end da Mille e una Notte – 5/02/12 parte III

Sul tetto del mondo

Riprendiamo il bus, che ora abbandona la “palma”, torna sulla terraferma ed entra nell’interno, per raggiungere il Mall of the Emirates. La strada che percorre ora attraversa agglomerati di grattacieli, come Internet Dubai, il quartiere dove hanno sede la Microsoft e l’IBM, tanto per dirne due, ora attraversa aree di cantiere, in questa infinita città/periferia/città lunga chilometri e chilometri. Non scendiamo al Mall of the Emirates, ci facciamo portare al Dubai Mall da dove, oggi sì, accederemo al Burj Khalifa. Pranziamo, finalmente, alla food court del Mall, in un chioschetto libanese (ormai ci siamo affezionati alla cucina libanese) e in un lampo giunge l’ora dell’ascesa al 124° piano del grattacielo più alto del mondo.

Burj Khalifa Dubai

Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo

Se il grattacielo è da guinness, l’ascensore non è da meno: percorre in 1 minuto i 124 piani, mentre noi, storditi e increduli, osserviamo lo scorrere velocissimo dei numeri sul display. Arrivati in cima con le orecchie tappate, possiamo finalmente sporgerci a guardare il panorama. Tira un vento freddo e fortissimo quassù, che non ci impedisce, comunque, di guardare in basso. Fa impressione. Fa impressione sia perché così in alto non ci siamo mai stati, sia perché ci rendiamo conto che la città sotto di noi non ha forma: si stende piuttosto a macchia di leopardo, qui un agglomerato di grattacieli, lì un cantiere, più in là altri grattacieli, poi aree vuote, quindi ancora quartieri di grattacieli, aree vuote e più in là il deserto. Non sembra esserci un programma urbanistico definito, ecco. Questo è  almeno ciò che si coglie da quassù per quanto è possibile spingersi con lo sguardo; naturalmente non vediamo fino a Deira, che è troppo lontana da qui e che, essendo più “antica” ha una forma compiuta. Qui sotto, con l’eccezione di DownTown Dubai, dove ci troviamo noi, vale la regola dell’indefinito e del non finito, tra gru, aree spianate, scheletri di grattacieli e grattacieli nuovi di zecca. Verso il mare lo sguardo riesce a spaziare fino all’inconfondibile Burj-al Arab e alla palma, di cui si indovina a malapena la forma, data la spessa foschia che annebbia il tutto. Indoviniamo anche, dritta davanti a noi, la presenza di The World, l’arcipelago artificiale a forma di planisfero in cui ogni singola isola corrisponde ad uno stato o parte di esso, un altro esempio di dove può arrivare la fantasia quando incontra finanziamenti illimitati.

Dubai

Downtown Dubai dal 124° piano del Burj Khalifa

Restiamo quassù fino al tramonto sul Golfo Persico, ma il momento in sé è offuscato nel vero senso della parola dalla fitta foschia, tanto che quando il sole va giù non lo vediamo tuffarsi in mare, ma piuttosto sprofondare nella nebbia. Peccato, avrebbe potuto avere il suo fascino. Ci consoliamo pensando che comunque è sempre così. La foschia è una costante da queste parti. E, caro emiro, puoi aver costruito la città più bella del mondo, ma se non riesci a goderti un tramonto ti mancherà sempre qualcosa.

dubai at the sunset

Dubai at the sunset

Quando scendiamo è ormai sera. La piazza antistante il Dubai Mall si fa fitta di gente, e il perché lo scopriamo subito: alle 18, poi alle 18.30 e via di seguito si anima uno spettacolo meraviglioso di fontane che lanciano i loro fiotti d’acqua a tempo di musica. Spettacolo insieme commovente e opulento, mentre cala la notte sul Burj Khalifa e su DownTown Dubai.

burj khalifa

Burj Khalifa at the sunset