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Siviglia: cosa vedere in 2 giorni

Siviglia, la capitale dell’Andalusia, ricca di fascino e di sole, è una delle mete da non perdere in un viaggio in Spagna. Per conoscerla occorrerebbe passarci molto tempo, viverla nel quotidiano, magari prendere parte alle celebrazioni della Settimana Santa, tuttavia anche un veloce week-end o due giorni nel mezzo di un viaggio più lungo (come ho fatto io durante il mio viaggio nella Spagna del Sud) sono utili per darci un’idea della città e delle sue attrazioni principali, senza che necessariamente tutto si trasformi in un tour de force!

Ecco dunque alcune indicazioni utili e pratiche sui monumenti principali e sulle passeggiate più piacevoli alla scoperta di Siviglia:

  1. Plaza de España a Siviglia

    Plaza de España: se avete letto i miei post precedenti su Siviglia avrete capito che è il mio luogo preferito della città; questo grande spazio, una piazza con un canale nel mezzo, chiusa da palazzi porticati e aperta sul verdissimo Parque Maria Luisa è il posto adatto per una passeggiata di solo piacere. Realizzata per l’Esposizione Ibero-americana del 1929, celebra la Spagna attraverso la rappresentazione su azulejos delle sue città. Nella piazza, infatti, si trovano tante panchine quante sono le città e ognuna mostra un episodio storico, lo stemma e la carta geografica della regione. Il posto migliore in cui imparare la geografia spagnola. L’architettura e la concezione degli spazi strizzano l’occhio alla cultura araba che tante tracce ha lasciato in Andalusia, e ai caratteri tradizionali delle arti decorative, come gli azulejos artistici, appunto.

  2. Un patio del Real Alcazar

    Real Alcazar: il palazzo reale di Siviglia fu dapprima dimora dell’emiro arabo, poi passò ai Cristiani, che mantennero tracce molto evidenti dell’architettura araba creando uno stile particolare, il mudejar. Il Real Alcazar si compone di vari edifici giustapposti e collegati da giardini e patii. Alcuni sono più propriamente arabi e ricordano molti aspetti del Palacio di Nazaries dell’Alhambra di Granada, con archi tutti decorati con trame sottilissime, fontane e azulejos variopinti alle pareti: un incanto fermarsi ad ammirarli tutti; altre ali del complesso sono più recenti. Una di queste ali ospita un vero e proprio museo degli azulejos, nel quale si ripercorrono le forme, i colori, le decorazioni e i materiali di queste particolarissime piastrelle di arredamento, che in certi casi diventano davvero oggetti d’arte. Un grande giardino, sul retro, per quanto curato, con vialetti e aiuole, è simile ad un lussureggiante giardino dell’Eden.

  3. La Cattedrale: di fronte al Real Alcazar sorge la Cattedrale: visto che gli orari di apertura lo consentono, potete visitarli di seguito, dato che si trovano sulla stessa piazza. La cattedrale era, neanche a dirlo, l’antica moschea, così come il campanile, la Giralda, era l’alto minareto. Edificio imponente, gotico ed esorbitante, al suo interno custodisce alcuni capolavori come la pala d’altare in oro nella quale sono rappresentate le storie di Cristo, e come il monumento funerario di Cristoforo Colombo, che a Siviglia passò alcuni anni della sua vita. Il patio degli aranci è un ordinato luogo di pace che risente dell’influenza dei giardini arabi, ma la vera attrazione è la Giralda: non ha scalini, ma 34 piani di salita lungo un piano inclinato. Ogni piano ha finestre su tutti i lati, per cui man mano che si sale si vede la città e il tetto e le guglie della cattedrale, sino ad arrivare in cima, dove la vista spazia a 360° su Siviglia.
  4. Una delle sale arabe del Real Alcazar

    Lungo il Guadalquivir: una passeggiata lungo il fiume di Siviglia può essere molto piacevole. Si può iniziare dalla Torre de Oro, che fu una torre di controllo militare fin dall’età araba, quindi passare sull’argine opposto dove inizia il quartiere di Triana, con i suoi bar e ristorantini lungo il fiume, con vista sul panorama della città, e dove si trova il mercato coperto. Questa è anche una buona zona per cenare, mentre sconsiglio vivamente di mangiare in zona cattedrale: troppi locali di dubbio gusto e dubbia qualità hanno snaturato totalmente la piazza. Viene il malumore a mangiare in uno di essi.

  5. Bere una caña: la caña è una birra piccola, e in Spagna è l’aperitivo migliore che si possa fare, perché toglie la sete e mette allegria! A Siviglia abbiamo individuato due posti dove poterla prendere senza pentimenti: a Triana in uno dei bar lungo il fiume, con vista sulla città, e in centro, nella piazza della chiesa di San Salvador dove la Antigua Bodeguita serve la caña accompagnandola con le olive più grosse che la storia ricordi. Roba da ubriacarsi solo per mangiare le olive!
  6. Il panorama di Siviglia dalla sommità della Giralda

    Il flamenco a La Carboneria: non potete andar via da Siviglia senza essere stati a La Carboneria. Un locale al quale da fuori non dareste due lire, molto bohemien e volutamente dimesso, offre tutte le sere spettacoli di flamenco al pubblico. Fuori c’è anche un piccolo giardino dove ingannare l’attesa prima dello spettacolino. Si tratta di esibizioni molto intime, come se la ballerina, il cantante e il chitarrista si esibissero per se stessi e non per un pubblico. Si ha anzi quasi la sensazione di assistere a qualcosa di unico e autentico. E una giornata a Siviglia non potrebbe concludersi meglio.

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Innamorarsi di Plaza de España a Siviglia

Io amo Plaza de España. La amo fin da quando la vidi nel 2003: ampia, spaziosa, aperta, fantasiosa.

Plaza de España a Siviglia

Plaza de España a Siviglia

L’ho amata nuovamente quest’estate quando sono tornata a Siviglia. Nella città dell’Alcazar, della Giralda, delle architetture moresche, questa piazza è una sintesi perfetta dell’architettura sivigliana dei primi decenni del Novecento: un’architettura che conosce, apprezza, rielabora in forme nuove e magistrali tutta la storia architettonica della città e non solo, della Spagna.

Realizzata per l’Esposizione IberoAmericana del 1929, la Plaza de España doveva rappresentare esattamente ciò che il suo nome diceva: la Spagna. Non solo, con la sua forma semicircolare, rappresenta l’abbraccio della Spagna e delle sue colonie (dice wikipedia); rivolta verso il fiume Guadalquivir, indica la rotta da seguire per arrivare in America.

Un altro scorcio di Plaza de España: in evidenza le balaustre dei pontini sul canale

Un altro scorcio di Plaza de España: in evidenza le balaustre dei pontini sul canale

Si fa presto a dire piazza, perché è chiusa da un grande arco di cerchio di edifici sotto i quali passa un ampio porticato che regala continui scorci. Nel mezzo della piazza vi è un piccolo canale, attraversato da eleganti pontini con le balaustre in azulejos bianchi e blu. Ovunque, sotto il porticato, sono ricordate tutte le città di Spagna. Il rosso del mattone è preponderante, mentre le decorazioni in azulejos, coloratissime e barocche, danno un tocco di vivacità unico nel suo genere.

La cosa più particolare di tutto il complesso architettonico è la serie di panchine poste sulla piazza al di sotto del porticato: in ordine alfabetico, rappresentano le 48 province spagnole. Per ognuna di esse è rappresentata sul pavimento la carta geografica, e sulla parete un episodio della storia della città capoluogo, nonché lo stemma. Tutto, rigorosamente, in azulejos.

In una giornata di sole, Plaza de España è un luogo di luce e calore; di fronte, i grandissimi giardini ombrosi del Parque Maria Luisa ne fanno un’oasi di bellezza e piacere. Troverete qualche ballerina di flamenco che si esibisce all’ombra davanti a un pubblico di curiosi; troverete frotte di turisti che si siedono sulla panchina della città da cui provengono, o che hanno visitato (l’abbiamo fatto anche noi…); troverete qualcuno che naviga placidamente sul canale e troverete ragazzi in bicicletta che scorrono velocemente, ma qui davanti si fermano per scattarsi una foto.

Una delle panchine decorate ad azulejos di plaza de España

Una delle panchine decorate ad azulejos di plaza de España

Dovendo scegliere tra le piazze più belle del mondo, credo che Plaza de España possa rientrare a buon diritto nei primi posti della mia classifica personale. Ha un solo difetto: è staccata dal resto della città. Le piazze sono luoghi di incontro che si formano all’incrocio di strade e direzioni, sono il punto in cui ci si ferma prima di rimettersi in marcia, sono centri di vita sociale e quotidiana. La piazza è uno spazio aperto nel mezzo del reticolo delle vie, e che sia monumentale, commerciale, civile o religiosa, ha sempre uno scopo. Plaza de España, invece, non è progettata nella città per la città, ma è un po’ fine a se stessa, celebrativa e autocelebrativa, staccata dalla vita di Siviglia. Ecco, se devo fare un appunto è proprio questo: è una piazza che non ha mai avuto, perché non è il suo scopo, un valore sociale.

Ma forse il suo bello è proprio questo.