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12 prodotti tipici della cucina calabrese che devi mangiare quando vai in Sila

Se ti nomino la cucina calabrese tu subito pensi al peperoncino e alla n’duja. Beh, non stai sbagliando, ma la Calabria è molto variegata dal punto di vista culinario. In questo post ti racconto di ciò che puoi mangiare in una zona particolare: ti parlo dei 10 prodotti tipici (con qualche ricetta bonus) che devi mangiare quando vai in Sila.

cucina calabrese

Non ho scritto questo post da sola, ma ho chiesto aiuto ad un vero esperto, un silano doc. Puoi fidarti ciecamente dei suoi consigli, come mi fido io.

Immaginati la scena: una tavola apparecchiata con affettati, formaggi, pane casereccio, olive, e altre specialità. No, la n’duja non c’è, non è tipica della Sila. Ma scommetto che non la rimpiangerai. Pronto per assaggiare la cucina calabrese della Sila?

cucina calabrese

Una tavola apparecchiata direttamente da una cena in Sila: nient’altro da dichiarare?

Rosa marina

Il cosiddetto caviale del Sud tradizionalmente consiste negli avannotti delle alici, la cosiddetta sardella, di cui ora per legge è vietata la pesca: ultimamente quindi la sardella è stata sostituita dai bianchetti. Questi pesciolini vengono aggiustati con sale e peperoncino dolce e piccante e lasciati a macerare. Ne risulta una pasta abbastanza morbida e rossa, più o meno piccante a seconda del tipo di peperoncino e addizionata, a seconda delle aree, con finocchietto. Per servirla viene aggiunto dell’olio e consumata sul pane.

I formaggi

Caciocavallo silano: la sua forma allungata lo distingue da tutti gli altri formaggi. Viene appeso alla pertica ad asciugare, legato e sostenuto da lacci che gli conferiscono una forma caratteristica. Si trova sia fresco che stagionato. È di latte di mucca, la placida vacca podolica che pascola nei prati della Sila in estate: sicuramente la incontrerai lungo la Via delle Vette, e ti dovrai fermare per farla attraversare. Sempre che non abbia voglia di fermarsi in mezzo alla strada per un po’. Il caciocavallo è ottimo alla piastra: fa una crosticina superficiale, ma al centro rivela un cuore morbido… e incandescente: masticare con cura!

vacca podolica

La vacca podolica, tipica della Sila, dal cui latte si ricava il tipico caciocavallo silano

Pecorino crotonese: non è propriamente silano, ma siccome d’inverno gli armenti che solitamente pascolano in Sila si spostano verso il mare, quindi verso lo Jonio, ecco che non deve stupire che il pecorino crotonese sia considerato un prodotto tipico anche sull’altopiano. Più o meno stagionato, è uno dei pecorini più rinomati sulla piazza.

Ricotta affumicata: la ricotta fresca che noi tutti conosciamo, ottenuta nelle cosiddette fiscelle, delle formine allungate che le conferiscono la caratteristica forma tubolare, viene fatta essiccare su degli stenditoi in vimini e affumicata tradizionalmente col legno del caminetto.

Protìro: è un piccolo caciocavallo con sorpresa che fa sì da conservare il burro per lungo termine. Una volta fatto il burro, quello in eccesso veniva conservato in una sorta di “bottiglia” di pasta di caciocavallo che viene chiuso in alto e lasciato stagionare. Un caciocavallo dal cuore tenero, insomma.

prodotti tipici calabria

Nella mia dispensa non manca mai: caciocavallo, sarsizza, capocollo, pancetta e soppressata

Del maiale non si butta via nulla

L’allevamento del maiale in Calabria rappresentava fino a pochi decenni fa uno dei mezzo di sostentamento delle famiglie dei paesi della Sila e della presila. Ogni famiglia cresceva il suo maiale per poterlo poi macellare e ricavarne i salumi. Nulla andava perduto, perfino i peli sulla schiena, i più lunghi, venivano usati dai calzolai per cucire le scarpe!

Capocollo: è un pezzo di carne intero che viene passato nel sale e nel pepe e avvolto in una sorta di pellicola naturale che lo ricopre, quindi veniva steccato e legato stretto alla pertica per la stagionatura.

cucina calabrese

vruccule e rape e sarsizza, ovvero cime di rapa broccoletti) e salsiccia. Rigorosamente silana.

Sarsizza: salsiccia di fegato, salsiccia piccante e salsiccia dolce. Di questi tre tipi esiste sia la versione fresca che quella stagionata, che è simile, per consistenza e per come viene consumata, ai salami cui siamo abituati nel resto d’Italia. La salsiccia fresca invece viene cotta con le lenticchie, con le cime di rapa o arrosto; stagionata a fettine come il salame.

La ricetta: vruccule e’rape e sarsizza (Broccoli di rapa e salciccia): si tratta delle classiche cime di rapa (altrimenti note, a seconda della regione, come broccoletti) stufate con la salsiccia, che conferisce profumo e sapore. Certo, più la salsiccia è piccante, più l’intero piatto risulta piccante e più è aromatica, più l’intero piatto è aromatico.

Soppressata: è ricavata dai pezzi più nobili del maiale. Quella tipica ha solo il sale e non il peperoncino, anche se poi si trova in entrambe le versioni. Dolce o piccante che sia, è legata con lo spago, ed è una prelibatezza delicata, una leccornia tipica.

Prosciutto: ogni maiale restituisce due prosciutti. Innanzitutto il prosciutto è messo a mollo in salamoia in un tino insieme alla pancetta e viene curata la parte intorno all’osso (il prosciutto in Sila non viene disossato), e viene massaggiato in modo che il sale penetri all’interno e non faccia sciupare il prosciutto. Dopo questo passaggio in salamoia nel tino il prosciutto viene asciugato, lavato con l’aceto e passato nel peperoncino in polvere, in modo da fare una patina al di sopra. A questo punto il prosciutto è fatto.

cuccìa

La cuccìa, a base di grano cotto e carne di maiale

Pancetta (vusciulu): Il vusciulu è tradizionalmente riservato alla fresa: scaldato sul fuoco, il grasso si scioglieva e veniva colato sul pane e mangiato accompagnato con cipolla di Tropea. Questa è un’esperienza da fare nel bosco, naturalmente nelle aree attrezzate che si trovano in Sila.

Al momento della lavorazione del maiale, tutto quello che rimaneva andava a finire nel paiolo e veniva consumato in parte subito, in parte era conservato nei tinielli, contenitori cilindrici smaltati in terracotta.

Frisuli: ormai quasi impossibili da trovare, sono le parti magre che si staccavano durante la cottura delle rimanenza nel paiolo. Queste assumono la consistenza di un patè e si spalmano sul pane. Per chi ama il genere sono una goduria.

La ricetta: Cuccìa: è un piatto tipico di alcuni paesi della presila, a base di grano cotto e resti di maiale. L’osso del prosciutto, al quale rimaneva attaccata un po’ di carne, veniva bollito insieme alle cotiche del maiale. Il grano veniva messo in ammollo, poi lessato, quindi veniva unito ai resti di carne dell’osso di prosciutto, passato nel forno e servito.

Patate da’Sila

L’altopiano silano si presta alla coltivazione delle patate. Le patate da’ Sila, le patate della Sila, sono una cultivar tipica di queste parti. L’altitudine, unita alla bontà del terreno, regalano una patata gialla che viene venduta a cassettate dai tanti camioncini che si possono incontrare qua e là nei paesi della Sila e della presila.

patate sila

Patate prodotte in Sila vendute al supermercato

La ricetta: pasta e patate: un piatto povero, ma squisito, è la pasta e patate, un piatto tipico dei Montanari perché semplice da cucinare. Presuppone infatti l’utilizzo di una sola pentola nella quale vengono cotte le patate e poi la pasta, calcolando la giusta quantità d’acqua. Alla fine della cottura in una padella a parte veniva arrostito il peperoncino e la cipolla e il tutto veniva versato come condimento sopra la pasta e patate. Ma il touch of class era dato dalla ricotta affumicata grattata sopra, che dava il giusto sapore. Anche oggi si può riproporre quest’antica e umile ricetta. La resa è degna della tavola di un re.

La ricetta: Patate m’pacchiuse: Le campionesse in tavola. La loro realizzazione è tanto semplice quanto efficace. Eppure sono davvero in pochi coloro che la sanno preparare col giusto criterio. Ricordate la padella di cui sopra, in cui si arrostivano peperoncino e cipolla? Bene, in quella stessa padella i montanari preparavano le patate m’pacchiuse, ovvero patate tagliate a rondelle che venivano lasciate lì in padella a rosolare e rosolare e che per naturale cottura alla fine si attaccavano una all’altra. Ebbene, più le rondelle di patate sono attaccate le une alle altre e arrostite, più sono buone, avevi dubbi?

patate mpacchiuse

Un piatto completo di patate m’pacchiuse, carne, salsiccia piccante, caciocavallo alla piastra: il pranzo dei campioni in Sila!

Bene, ti ho messo appetito? Dei dolci, casomai, ne parliamo la prossima volta 😉

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