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Blogtour a Castelfalfi

Il primo blogtour non si scorda mai… quello cui Viaggimarilore ha partecipato il 24 agosto a Castelfalfi organizzato da Yelp Firenze ha più di un motivo per restare ben impresso nei nostri cuori… Ve lo racconto, perché ne vale la pena!

Ultimo sabato d’agosto, ultime occasioni per godersi il sole, il caldo e una giornata all’aria aperta. 6 blogger e yelper riunite insieme, alcune accompagnate dai propri partners, per conoscere una realtà che sta diventando giorno dopo giorno più grande e interessante nel cuore della Toscana: il Toscana Resort Castelfalfi . Ebbene sì, un blogtour d’élite, in compagnia di alcune blogger che nel loro campo sono vere autorità: Elena Farinelli di Io amo Firenze, Michela Simoncini di Comunicami, e poi Georgette Joupe di Girl in Florence, Bonnie di Perfect Italy Wedding, Simona, La testimone di Nozze  e, naturalmente Kristina Grankaric, Yelp Manager per Firenze, l’organizzatrice della giornata, insieme a Cecilia Sandroni (?), Public Relations Manager di Castelfalfi.

Il panorama dalla terrazza delle piscine di Castelfalfi

Il panorama dalla terrazza delle piscine di Castelfalfi

È proprio Cecilia che ci accoglie alle 10 del mattino all’Hotel La Tabaccaia, l’hotel 3 stelle del complesso. Ci illustra che cos’è Castelfalfi: un giorno di qualche anno fa il signor TUI AG (un tour operator tedesco) decise di acquistare un borgo in quasi totale abbandono per trasformarlo in un tempio del turismo di élite nel cuore delle colline toscane (non vi sbagliate: qui siamo in Valdera, guai a chiamarla Valdelsa!): oltre all’hotel 3 stelle, una serie di appartamenti ricavati nel borgo, in vendita (finora hanno acquistato solo stranieri, mancano proprietari italiani…), il ristorante/pizzeria Il Rosmarino e un ristorante stellato nel castello (ora in restauro) del borgo, 4 piscine per tutti i gusti e tutte le età e un infinito campo da golf da 18+9 buche.

Oggi vedremo e proveremo praticamente tutto! E cominciamo con la mattinata in piscina. Le piscine guardano su un’amplissima veduta delle colline toscane che in questa stagione sono bruciate dal sole, e che si spandono davanti al nostro sguardo fino all’orizzonte. Le piscine non sono riservate esclusivamente ai clienti del Resort, ma sono aperte al pubblico, anche se i prezzi, certo, non sono proprio economici. Ma è indubbia la pace e la tranquillità in cui le piscine sono immerse, e sicuramente se si vuole passare una giornata rilassante a mollo nell’acqua è più facile farlo qui che in un’affollata piscina comunale…

La piscina del Resort Castelfalfi

La piscina del Resort Castelfalfi

Il pranzo è un menù degustazione del ristorante del Resort Il Rosmarino, dove lo chef Francesco Ferretti mescola gli ingredienti del territorio creando dei piatti stuzzicanti. Tra antipasti a base di salumi, formaggi e coccole (frittelline di farina di ceci), tris di primi, tris di secondi e tris di dolciumi, il tutto innaffiato da vino Rosso Toscano prodotto nei vigneti della Tenuta Castelfalfi, abbiamo trascorso un bel momento conviviale, tra chiacchiere, calici sempre pieni e forchette tintinnanti.

il tris di secondi al ristorante Il Rosmarino, di Castelfalfi

il tris di secondi al ristorante Il Rosmarino, di Castelfalfi

Ma il pomeriggio ci riserva un’esperienza speciale: un tour nel GolfClub Castelfalfi. Innanzitutto ci vengono spiegate alcune regole molto generali, riguardo il campo, il gioco, la buona educazione dei giocatori, la sacca e le mazze da golf… ho capito da subito che è troppo complicato per me, mentre una cosa è semplicissima: guidare il caddy! Ed è pure divertente! Ha solo il freno e l’acceleratore, e il volante per sterzare: facilissimo!

Formiamo una bella comitiva e partiamo, all’esplorazione del grande campo da golf. Un campo che, per me che non me ne intendo, è decisamente bello, perché mi pare benissimo integrato nel paesaggio circostante delle dolci colline toscane, tra laghetti, prati e tratti di bosco. Ci fermiamo ogni tanto, poggiamo i nostri piedi sul green – un’erba tagliata cortissima –, siamo decisamente tutti incantati! Per me c’è l’effetto novità, e la consapevolezza che non ci ricapiterà più visto che non siamo propriamente tipi da golf…

Golf tour al Golf Club Castelfalfi

Golf tour al Golf Club Castelfalfi

Al rientro ci vengono mostrate alcune camere standard dell’hotel La Tabaccaia, dopodiché un breve tour all’interno del borgo, nel quale sono ricavati gli appartamenti in vendita – alcuni già venduti, altri in ristrutturazione, altri ancora in attesa di un proprietario – e dove si trovano alcune botteghine, com’è giusto che sia in un paese che vuole tornare a nuova vita, seppur con questa formula di turismo “diffuso”. Arriviamo fino alla rocca, il castello in restauro, dal quale si gode una bella vista sui campi da golf e sulle colline che spazia fino a Volterra, ci assicurano.

Dite che abbiamo finito? Ma assolutamente no!

Torniamo al Ristorante Il Rosmarino, dove Alessia ci propone un wine tasting: degustazione dei vini prodotti con le uve dei vigneti della Tenuta Castelfalfi. Il Rosso Toscano lo abbiamo già ampiamente gustato a pranzo, ora assaggiamo invece il Chianti, di cui ci viene fatto notare il colore rubino e il profumo di ciliegie e frutta matura, e il Poggionero, che ha colore e profumo più intenso, con note speziate, ed incontra maggiormente il mio gusto.

Alle 19.30, in contemporanea con tutta la Toscana, brindiamo ad Arcobaleno d’Estate con un altro vino, sempre della Tenuta, I Fuochi, ancora più robusto e intenso degli altri 2.

L’ultima esperienza di questa ricchissima giornata è il Pizza making: il pizzaiolo Andrea ci racconta i segreti della (sua) pasta perfetta, con il lievito madre che non lo abbandona mai, con le giuste dosi di farina e acqua che ormai fa a occhio, con la pasta che deve riposare 18 ore, ma soprattutto con il sorriso e la passione di un ragazzo che ama il suo lavoro e trasmette il suo entusiasmo agli altri. Ci insegna a stendere la pasta, che sembra facile, ma non lo è, e a stendere la salsa, che sembra facile, ma non lo è: insomma fare la pizza sembra facile, ma non lo è! E la prossima volta che andremo in pizzeria sapremo che dietro una “semplice” pizza c’è un grande grandissimo lavoro. Infine la sfida: ci dividiamo in squadre, per fare la pizza di yelp! Chi farà quella che somiglia di più al logo? Eccola qui:

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Anche Andrea propone la sua pizza Yelp: vince naturalmente lui, per acclamazione! E poi la pizza è davvero buona, e mai come stasera ci rendiamo conto che la pasta fa la differenza!

Alcuni passi salienti del pizza making nella pizzeria del Ristorante Il Rosmarino a Castelfalfi

Alcuni passi salienti del pizza making nella pizzeria del Ristorante Il Rosmarino a Castelfalfi

La giornata si conclude dunque in allegria, tra una fetta di pizza e l’altra.

E i tuoni in lontananza, sulla via del ritorno, ci annunciano che l’estate si sta concludendo…

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Gita domenicale in Valdelsa: chi viene con noi?

Lo so, il caldo di questi giorni mette a dura prova le nostre energie. Ma allora forse è ancora più bello prendere l’auto – tanto c’è l’aria condizionata! – e via, partire per una bella gita fuoriporta, che non sarà troppo lunga, dura appena il pomeriggio, ma ci fa scoprire qualcosa dei luoghi dietro casa nostra che non conoscevamo. Poi torniamo a casa, li raccontiamo su questo blog e chissà, magari invogliamo qualcuno della zona a farsi un giro, oppure qualche viaggiatore che vuole vedere qualcosa di diverso dai percorsi turistici più gettonati. Naturalmente, poi, questo è un percorso four-seasons, non siete obbligati a ripercorrerlo per forza al 10 di luglio sotto i 40° e un sole cocente…

Partenza da Firenze, si prende la superstrada Firenze-Siena con uscita a Tavernelle Val di Pesa. Tanto vale che lo dica subito: questa non è una gita tanto culturale quanto paesaggistica: si percorrono le colline toscane per vedere principalmente i paesaggi di vigneti e di dolci pendii, di uliveti e di verdi cipressi. Ogni tanto ci si ferma, perché qualcosa vale la pena di una visione un po’ più approfondita, e poi via, si riparte per altri superbi panorami.

Ogni paesaggio, dice l’antropologo Marc Augé, esiste solo per lo sguardo che lo scopre. I paesaggi che ci sembrano i più naturali debbono tutti qualcosa alla mano dell’uomo. Queste due affermazioni sono assolutamente vere per le colline toscane che stiamo percorrendo: i vigneti così regolari sono talmente armonici nel loro contesto che sembra siano lì da sempre, sembrano quasi naturali, mentre è il lavoro di anni, anche di secoli dell’uomo, che ha dato a questi luoghi quest’aspetto. E il paesaggio si rivela nella sua bellezza a chi la sa o la vuole cogliere, dietro ogni curva, oltre ogni dosso, si apre tra due filari di cipressi, si nasconde dietro una cascina.

valdelsa

Vigneti nella Valdelsa

Usciti dalla Firenze-Siena a Tavarnelle, dunque, ci inoltriamo lungo la strada che segue il pendio collinare, tra vigneti e oliveti. Sfioriamo senza fermarci Tavernelle Val di Pesa, dopodiché scolliniamo e ci inoltriamo nella Valdelsa. Qui tocchiamo Barberino Val d’Elsa. Ci fermiamo un attimo ad ammirare il panorama, saliamo alla chiesa, borgo medievale che ha mantenuto intatto il suo aspetto originale, con le mura costruite con le pietre della vicina Semifonte, distrutta dai Fiorentini nel 1202. Ci fermiamo lungo un belvedere, e saliamo alla chiesa di San Bartolomeo, ricostruita in forme neogotiche nel XX secolo, e da cui si domina una splendida vista sulle colline.

Barberino Val d'Elsa

La chiesa di San Bartolomeo, a Barberino Val d'Elsa

Riprendiamo la via, e ci dirigiamo alla Pieve di Sant’Appiano, chiesa romanica tra le più antiche, se non la più antica, della zona, dato che è nominata come possedimento del Vescovo di Firenze dal 990. Il crollo del campanile ha distrutto completamente la navata di destra. Si vede benissimo infatti la differenza delle murature, tra il campanile e l’abside, per esempio. Fuori dalla chiesa, nello spazio davanti alla facciata, si innalzano alcuni grossi pilastri con tanto di capitelli scolpiti, tutto ciò che resta del battistero esterno alla chiesa, distrutto da un terremoto: tutto ciò dà un senso di “rovina”, di antico, che è molto suggestivo.

sant'appiano

La pieve romanica di Sant'Appiano

Finora le strade sono deserte. Mentre andiamo via, però, sopraggiunge a Sant’Appiano un bus di turisti. Ma costoro, dando le spalle alla pieve, fotografano il panorama. Che merita, per carità, ma non è la sola cosa degna di interesse qui intorno.

Riprendiamo la via, e ci dirigiamo verso Petrognano, lungo la via che porta a Certaldo. Petrognano ha l’aspetto di un borgo rurale sospeso nel tempo: qui tutto pare essersi fermato al Medioevo/Rinascimento (gli edifici sono infatti dei secoli XIII-XV), sia perché lungo la via in questa domenica non passa nessun’altra auto oltre alla nostra, sia perché il luogo appare deserto, cosicché l’illusione di essere in un luogo d’altri tempi è completa. Era il contado della distrutta Semifonte: distrutto il castello, sopravvissero le case del borgo fuori le mura.

Superata da poco Petrognano, incontriamo una chicca che pochi conoscono: la cappella di San Michele Arcangelo, che sorge sul sito dell’antica Semifonte, quella stessa distrutta dai Fiorentini nel 1202, e che ha una particolarità che la rende unica, anzi una copia: la sua cupola, che si nota fin da lontano, è la riproduzione in miniatura della Cupola del Brunelleschi del Duomo di Firenze. Fu costruita dall’architetto Santi di Tito nel 1597. Vederla, per chi non se l’aspetta, fa uno strano effetto: è come avere un senso di dejà-vu senza però capire perché…

San Michele Arcangelo

La cupola di San Michele Arcangelo

La strada che conduce a Certaldo è semplicemente meravigliosa: colline e colline di vigneti e uliveti, paesaggio mai identico a sé stesso. Si fa fatica a credere che Firenze sia comunque poco distante: qui sembra tutto un altro pianeta! Protagonista la vita contadina, seppur evoluta nelle macchine agricole che si vedono ricoverate qua e là negli stabili adibiti a rimessa.

Non ci fermiamo a Certaldo, che avevamo già visitato in passato, per cui ci limitiamo ad attraversare il borgo medievale che diede i natali a Boccaccio con destinazione Castel Fiorentino.

Qui ci fermiamo in un paese arroccato che alle 4 del pomeriggio è ancora addormentato in una siesta necessaria oggi con questo caldo. Castel Fiorentino è nota per il suo patrimonio artistico, indissolubilmente legato al pittore Benozzo Gozzoli (a sua volta famoso per aver dipinto la Cappella dei Magi in Palazzo Medici-Riccardi a Firenze), autore di due tabernacoli cui è dedicato il BEGO- Museo Benozzo Gozzoli a Castel Fiorentino.

Il nostro giro volge quasi al termine. Per tornare a Firenze continuiamo il percorso attraverso i colli, lungo la via Volterrana. Sfioriamo Montespertoli, Montegufoni, di cui vediamo dall’esterno il castello che ha una storia piuttosto antica – se ne hanno notizie sin dal XII secolo, e che oggi è riconvertito in una residenza storica (motivo per cui non osiamo avventurarci nell’esplorazione). Salta subito agli occhi, dell’edificio, la torre del 1547 che richiama la Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio a Firenze: sembra proprio che il contado di Firenze nel XVI secolo guardasse parecchio al suo capoluogo, anche dal punto di vista architettonico: omaggio ai Signori di Firenze, la cui autorità era riconosciuta anche in campo architettonico, o semplice voglia di imitazione da parte dei signorotti locali? Il dubbio effettivamente viene, e può darsi che la verità sia nel mezzo.

Castello di Montegufoni

Il castello di Montegufoni con la sua torre

Attraversiamo ancora Cerbaia, lungo la via Volterrana, poi, ormai in territorio comunale di Scandicci, la sorpresa: scolliniamo verso Firenze, e lo scopriamo perché è proprio la Cupola del Brunelleschi, inconfondibile, che ci saluta e ci accoglie da lontano. Scendiamo costeggiando ancora vigneti, fino all’altezza della Certosa. Poi entriamo al Galluzzo, e infine, arrivati a Porta Romana, siamo ormai alle mura della città.

Torniamo nella calda, bollente Firenze che è tardo pomeriggio, accaldati, ma contenti di questa nuova gita fuori porta che ci ha permesso di conoscere qualcosa in più del nostro bel territorio.

Le colline toscane: uno dei paesaggi più belli del mondo

Forse non ce ne rendiamo conto, perché spesso siamo abituati a non prendere in considerazione, quando non addirittura a bistrattare, il nostro territorio, ma c’è un paesaggio italiano che tutto il mondo ci invidia: le colline toscane.

colline toscane

Non è un caso se esistono fior di film e romanzi, oltre ai numerosi esempi reali, secondo i quali lo straniero, solitamente anglosassone, inglese o statunitense che sia, lascia la sua vita nella frenetica metropoli e apre un’azienda qui, oppure, più semplicemente, qui ristruttura un antico casale e ne fa la sua residenza per vacanze, il suo locus amoenus in cui si rifugia lontano dal lavoro. Il paesaggio toscano è unico nel suo genere: dolci colline verdi di prati o di vigneti, filari di cipressi che indicano la via padronale che arriva fino alla cascina e la cascina così caratteristica, ne riconosceresti l’architettura rurale in mezzo a mille.

paesaggio toscano

Qua e là sullo sfondo, un antico castello o un antico borgo medievale ci ricorda un passato di comuni e signorie, di cavalieri e di battaglie, di dame, di artisti e di poeti, di pellegrini lungo la via Francigena giungevano a Roma.

Il paesaggio ondulato, verde, e regolare delle colline toscane in estate è animato dalle enormi balle di fieno lasciate a seccare al sole, mentre non è infrequente scorgere qualche campo giallo di girasoli, una meraviglia estiva e solare.

paesaggio toscano

Buona parte della Toscana è caratterizzata da questo paesaggio, anche se esso è caratteristico soprattutto del Chianti. Allora basta uscire da Firenze, imboccare la via Chiantigiana e farsi trasportare lungo le Strade del Vino. Vi farete cullare dal paesaggio, dalla splendida forma che ha preso la natura di comune accordo con l’uomo: quando c’è equilibrio c’è bellezza.