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Provenza: 3 itinerari per l’estate

La Provenza è una regione ricchissima e variegatissima. Decidere di andare alla sua scoperta vuol dire addentrarsi in tanti paesaggi diversissimi. Dal mare alla montagna, dalla natura alla cultura ecco tre itinerari assolutamente estivi in Provenza:

Camargue

Cavalli bianchi che galoppano sulla spiaggia al tramonto, tori neri come il carbone che pascolano in lande brulle e paludose; un paesino colorato che si adagia al sole lungo il mare; i fenicotteri rosa come le saline lungo la costa. La Camargue è colore, è un’opera d’arte, è una regione dove la natura e l’uomo convivono senza darsi noia, nel rispetto e nella pigrizia reciproci.

Saintes-Maries-de-La-Mer è il capoluogo: un villaggio di pescatori con una chiesina, una piazzetta centrale con i negozietti e le bancarelle e tanti ristorantini dove gustare il coquillage (piattate e piattate di frutti di mare) della laguna o la carne di toro, il tutto annaffiato dall’elegante rosé dei vins de sables, prodotti nelle vigne tra Saintes-Maries-de-la-Mer e Aigues Mortes.

Assolutamente da non perdere, se vi piace la natura, è il Parc Ornithologique du Pont de Gau, un’oasi naturalistica nella quale trovano casa i fenicotteri rosa, altre specie di uccelli palustri e addirittura le cicogne, che è così raro incontrare al giorno d’oggi! Naturalmente riuscite a vedere i fenicotteri, così come i cavalli allo stato brado e i tori sonnacchiosi anche negli acquitrini e nei campi lungo la strada. Potete fermarvi e ammirarli in tutta la loro sublime bellezza: nessuno vi farà andar via.

Se siete attratti dalla vita degli uomini, sappiate che intorno al 14 luglio ogni anno Saintes Maries de la Mer ospita la Feria du cheval: una festa di origine gitana che rende il cavallo assoluto protagonista tra sfilate, spettacoli e manifestazioni varie. Segnatela in agenda, perché vale il viaggio.

Se volete un’idea per un itinerario di 4 giorni in Camargue potete prendere spunto da questo percorso: Sotto il sole della Camargue

cavalli bianchi pascolano allo stato brado in Camargue

Lavanda

Il colore è il lilla, il suono è il ronzio fortissimo delle api, il profumo è quello inconfondibile della lavanda. La prima metà di luglio in Provenza è il periodo della fioritura della lavanda. Essa è coltivata, in campi e campi a perdita d’occhio, in una zona dell’Alta Provenza, compresa tra Manosque, Valensole, Gordes e Sénanque. Ad ogni curva della strada, in questo paesaggio dolcissimo, trovate di che meravigliarvi e stupirvi. I campi sono aperti, se volete calarvi proprio in mezzo ai filari potete farlo tranquillamente. Paura delle api? No, tranquilli: fanno il loro lavoro, non si curano di nessun’altra cosa.

Valensole è una delle mete fondamentali e d’impatto, con le sue distese tutte lilla. Ma la meta finale del percorso non è da meno: è l’Abbazia di Sénanque, in una piccola valle chiusa tra le montagne poco oltre il village perché di Gordes. Questo è uno dei luoghi più fotografati di Francia: un grandissimo campo lilla di lavanda è chiuso, sullo sfondo, dall’architettura medievale dell’abbazia. Da lasciare a bocca aperta. E, di nuovo, vale la pena di essere arrivati fin qui.

Plateau du Claparèdes, Provenza

Un campo di lavanda lungo il Plateau du Claparèdes

Se poi oltre al lilla vi piace il rosso, Roussillon, il villaggio dell’ocra, è ciò che fa per voi: un paese in case rosse per l’ocra del terreno e un percorso naturalistico nel bosco dove la terra è rossa in un modo indescrivibile: c’è poco da fare: dovete venire fino qui per rendervi conto.

Se volete un’idea per un itinerario di due giorni sulla scia della lavanda potete prendere spunto qui: un sabato coloratissimo in Provenza ; una domenica coloratissima in Provenza.

Sénanque

L’abbazia di Sénanque, immersa nella lavanda

Mare e Croisette

Chi non conosce Cannes? Il suo Festival del cinema attira ogni anno i più grandi attori di Hollywood, confermandosi l’evento mondano/cinematografico più importante al mondo dopo la Notte degli Oscar. La sua passeggiata a mare, La Croisette, se da un lato ci mostra ampie spiagge libere, dove ognuno può scendere a fare il bagno, dall’altra parte ci abbaglia gli occhi con i grandissimi hotel di lusso che tanto hanno ispirato negli anni la fantasia di registi, di cantanti e anche, la nostra, perché no. Chi non vorrebbe un vodka martini in camera, affacciato al terrazzo vista mare della sua camera d’hotel mentre scende la sera?

isole Lérins

Isole di Lérins, una delle calette e, sullo sfondo, la costa francese

Non tutti sanno, però, che a poca distanza da Cannes, raggiungibili velocemente in battello, si trovano le Isole di Lérins. Si tratta di due isole, percorribili a piedi in pochissimo tempo, una delle quali ha ospitato una fortezza militare e l’altra un monastero medievale. Le isole sono note per le loro calette e le loro spiaggette e infatti sono in molti che vi si recano per una gita di un giorno comprensiva di passeggiata nella natura con possibilità di pic-nic (in alternativa c’è anche un ristorantino), di passeggiata culturale nel forte o nell’abbazia, e naturalmente di tuffo nel mare cristallino di queste parti.

La Provenza è ricchissima di meravigliose spiagge e calette. Ma le Isole di Lérins sono intime, isolate, permettono davvero di rilassarsi al bel sole del Sud della Francia.

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Provenza mon amour: il nostro tour della Provenza

Vi è mai capitato di ammirare un paesaggio dipinto e di trovarlo talmente bello da provare il desiderio di saltarvi dentro, un po’ come Mary Poppins? A me capita molto spesso, le pitture di paesaggio mi fanno proprio quest’effetto, mi mettono addosso la curiosità di voler scoprire cosa c’è in fondo a quella strada che va dietro la collina, cosa si nasconde nel bosco, cosa c’è oltre la montagna, e via di seguito. Più il paesaggio del dipinto è realistico, più mi viene voglia di tuffarmici dentro. Così, ora che sono tornata da poco dalla Provenza, risistemando le foto ho visto questa, e mi sono fermata un secondo.

provenzamonamour

Ho scattato questa foto alla vetrina di un atelier di Avignone. Ho scelto questa, ma avrei potuto fotografarne molte altre, perché in Provenza è pieno di piccole gallerie e di ateliers dove i pittori espongono, per venderli, i loro dipinti. Spesso si tratta di paesaggi, paesaggi provenzali, eseguiti con lo scopo di regalare un ricordo suggestivo a chi è ora in Provenza e, una volta tornato a casa vorrà rivedere quei luoghi con aria sognante…

I ricordi, si sa, sono nebulosi, i dettagli piano piano scompaiono e presto dimentichiamo, a meno che non riguardiamo le nostre foto, la maestosità di certe cattedrali, il cielo minaccioso che ci accompagnava durante il percorso, l’ordine preciso dei filari di vite e i sassi nel terreno. Dimentichiamo certe distese di olivi e i tetti rossi delle case, non ricordiamo se un vicolo che abbiamo percorso è in salita o in discesa e dove porta, non riusciamo a riabbracciare con lo sguardo l’intero panorama sul mare che si vede dalla sommità del monte.

Ho scelto quest’immagine, a mio parere significativa, per segnare qui l’intero itinerario del nostro tour della Provenza 2015. L’abbiamo percorso a fine settembre/inizio di ottobre, costruendolo giorno per giorno, senza aver preventivato nulla all’inizio, senza sapere neanche quando saremmo rientrati. Solo la pioggia avrebbe potuto farci tornare indietro e così è stato: il giorno dopo il nostro rientro in Italia, infatti, è avvenuta l’alluvione a Cannes; noi fino al giorno prima percorrevamo quei territori…

Ecco dunque il nostro itinerario, raccontato brevemente giorno per giorno, con la speranza che possa incuriosirvi o darvi qualche stimolo e qualche suggestione:

Il porto di Montecarlo

Il porto di Montecarlo

  1. Varchiamo il confine in mattinata e giungiamo nel Principato di Monaco, prima imprescindibile tappa del nostro percorso. Parcheggiamo a Montecarlo nel centralissimo parcheggio sotterraneo antistante il Casino. Da qui ci muoviamo a piedi, percorrendo tutta la passeggiata che scende verso il porto, il porto stesso e risaliamo lungo un sentiero che porta all’ingresso della città vecchia di Monaco, a lato del castello dei principi Grimaldi. Varchiamo l’arco di accesso e ci troviamo davanti il castello e la piazza antistante da cui si dipartono i vicoletti del borgo. Giungiamo sul lato opposto del promontorio, dove ampi giardini filtrano la vista sul mare, dopodiché ridiscendiamo e percorriamo a ritroso il percorso verso la macchina, soffermandoci, di tanto in tanto, ad ammirare il panorama, che è tutto particolare: il porto turistico i palazzi e i grattacieli e la città che si arrampica lungo la montagna che incombe alle spalle.
    • Ripartiamo e ci rechiamo a Eze Village, piccolo village perché nell’entroterra di Monaco, noto per la fabbrica dei profumi Fragonard e soprattutto per essere un bellissimo borgo medievale arroccato, caratterizzato da vicoletti e case in pietra. Il borgo (di cui ho già diffusamente parlato qui) ospita botteghe carinissime di artigianato vario, e due resorts da favola (in uno dei quali, Château Eza, ho avuto in passato il privilegio di poter dormire e pranzare). In cima alla collina si trova un orto botanico e i pochi resti del castello, punto panoramico davvero mozzafiato.
    • Riprendiamo poi la via per Cannes. Qui parcheggiamo accanto al Palazzo del Festival del Cinema. Facciamo una passeggiata sul mare fino al porticciolo e a salire alla città vecchia, il Suquet, dove visitiamo la bella chiesa fortificata (nella quale gli ex-voto sono dei piccoli velieri appesi al soffitto di una cappella laterale) e facciamo un giro nei vicoli su cui affacciano ristorantini piuttosto pretenziosi. Ancora un giro nella città bassa e sulla Croisette, passando davanti ai meravigliosi Grand Hotel, dai quali escono maggiordomi in livrea e auto di lusso. Per la notte troviamo su Booking.com un Ibis Budget Hotel a Saint-Maximin-la Sainte-Baume, nostra prima tappa di domani. E fu sera e fu mattina, il primo giorno.
  2. A Saint-Maximin-la-Sainte-Baume visitiamo la splendida cattedrale gotica. Non solo è un gioiello di architettura medievale, ma accoglie le spoglie, meglio le reliquie, di Santa Maria Maddalena che leggenda vuole abbia trascorso gli ultimi anni della sua vita in eremitaggio in una grotta nei dintorni (la Sainte-Baume). Nella chiesa si trova anche una splendida pala d’altare che narra le storie di Cristo e merita un’ammirata osservazione il Coro, in legno mirabilmente lavorato. La cripta, piccolissima, con i suoi sarcofagi scolpiti a bassorilievo di età romana ha un che di arcano. Il borgo di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume è un tranquillo e assolato paesello che sorge intorno alla chiesa: 3 strade parallele con negozi e bar scendono dalla cattedrale fino ad un’altra piazza. Questo è il centro, né più né meno. Accanto alla chiesa si trova il palazzo del comune che sorge all’interno di un monastero che era affiancato alla chiesa e del quale è visitabile gratuitamente il bel chiostro, oggi sede dell’ufficio turistico e di un hotel di lusso.
    Avignone - Il Palazzo dei Papi di notte

    Avignone – Il Palazzo dei Papi di notte

    • Nel primo pomeriggio ci spostiamo ad Avignone. Qui facciamo un giro per il centro, ci imbattiamo in un mercatino dell’antiquariato in Place Saint-Jean-le-Vieux, quindi proseguiamo ed incontriamo la bizzarra chiesa gotica di Saint Pierre, a sole due navate delle quali la seconda aggiunta solo nel XIX secolo. Da qui al Palazzo dei Papi il tragitto è veramente breve. Arriviamo alle spalle del palazzo, sbuchiamo sulla piazza assolata ed entriamo. La visita al Palais des Papes dura 3 ore circa, ma ci vogliono tutte per poter apprezzare l’intero edificio e i panorami che si vedono dall’alto della sua torre. Facciamo una passeggiata piacevole ai Jardins des Doms: un parco pubblico panoramico, che un tempo ospitò il primo nucleo insediativo degli abitanti della zona, in posizione sopraelevata sul Rodano che scorre sopra di noi, ed un primitivo castello del quale rimane quasi solo il ricordo. Oggi c’è un piacevole laghetto con le papere e una bella vista sul resto della città. Concludiamo la serata cenando nella centralissima Place de l’Horloge in uno a scelta tra i numerosi ristorantini assolutamente turistici, dopodiché facciamo un giro sulla piazza del Palazzo dei Papi e fino ad uscire dalle mura a vedere il Pont d’Avignon al chiaro di luna. E vi dirò che anche la sera questo luogo ha il suo fascino. Dormiamo in una bettola, è il caso di dirlo, nella centrale Rue Jean Jaurés, accanto al Teatro dell’Opera. Hotel Alizea, sconsigliato.
  3. A metà mattina lasciamo Avignone per andare a Châteauneuf-du-Pape, residenza estiva dei papi durante il periodo avignonese, ma soprattutto luogo di produzione di una serie di vini, tra cui il pregiatissimo Châteauneuf-du-Pape, per l’appunto, e i vini che vanno sotto il nome di Côtes-du-Rhône. Ci attira il paesaggio, dolce e “pettinato” a vigne, e ci interessa fare qualche assaggio (e perché no, qualche acquisto). Il borgo è pieno di cantine tra le quali scegliere e inoltre, all’inizio del paese, c’è il museo del vino, Musée du vin Brotte, che poi non è altro che una tra le tante cantine sociali che però offre ai potenziali clienti la possibilità di scoprire la storia della produzione vinicola nella zona, dalle caratteristiche del terreno e di quello che i francesi chiamano “terroir” sino ai macchinari più moderni. Troviamo poi, sulla via del ritorno, un castello in mezzo ai vigneti che si presta quale set fotografico di tutto rispetto: non è il castello dei papi, quello è ormai diroccato, ma è semplicemente un ristorante che gode di una location splendida, il luogo in cui chiunque di noi vorrebbe abitare.
    Il Village Perché di Gordes

    Il village perché di Gordes

    • Inebriati dal vino, andiamo, percorrendo la strada provinciale, a Gordes, set del film “Un’ottima annata”. Qui visitiamo il castello all’ingresso del borgo, nel quale ci colpisce il bellissimo camino scolpito (un camino che prende tutta la parete, mica roba da poco!) e facciamo un giro per i vicoli in salita e in discesa, soffermandoci ad ammirare un panorama che spazia sulle colline circostanti per km e km. Il borgo è molto caratteristico, ma la cosa più bella è il panorama che regala a chi vi arriva: un paese abbarbicato alla sua altura, baciato dal sole e circondato da oliveti. Ripartiamo alla volta di Aix-en-Provence, dove arriviamo in serata, dopo aver percorso nuovamente un tratto di strada nella campagna prima di prendere l’autostrada. Alloggiamo fuori Aix, in un sobborgo in un residence molto valido, a dispetto delle apparenze, Le Clos de Celony.
  4. Ci dedichiamo all’esplorazione di Aix-en-Provence; ci colpiscono i mercati che si aprono non appena una piazza o una strada più larga lo consentono, ci colpiscono le vie strette popolate di negozietti e di bistrot, ci colpisce l’aria sonnolenta e al tempo stesso vivace (oddio, com’è possibile?) della città. Percorriamo disordinatamente il centro, facendoci guidare a caso dai nostri passi, raggiungendo comunque la cattedrale gotica di Saint-Saveur. Chi è interessato può seguire qui i percorsi del pittore Cézanne, se proprio si vuole un itinerario. Noi invece abbiamo preferito andare a caso.
    • Nel primo pomeriggio ci mettiamo in marcia. Vorremmo raggiungere in serata Saint-Tropez, per questo percorriamo la Plaine des Maures che dall’autostrada ci porta verso il mare. Qui facciamo tappa, del tutto inaspettata, a La Garde-Freinet, in tutto simile ad un borgo di montagna, individuiamo un hotel ma decidiamo di proseguire, hai visto mai che più verso il mare troviamo qualcosa. Troviamo un borgo anche più bello, Grimaud, dove però l’unico hotel è chiuso. Dall’alto del castello di Grimaud individuiamo il mare e Saint-Tropez, ma è tardi ormai per poter scendere fin laggiù. E passiamo la serata splendidamente a La Garde-Freinet cenando al ristorante Le Carnotzet e dormendo al Fraxinois.

      Il centro storico di Mentone

      Il centro storico di Mentone

  5. La sveglia ci accoglie con una pioggia torrenziale. Arriviamo a Saint-Tropez sotto un vero nubifragio che non ci fa godere appieno la visita al borgo, un borgo che gravita su un bel porticciolo e che ha, come tutte le località di mare viste fin qui, un centro storico fatto di vicoli e strade strette su cui affacciano negozi. La differenza tra Saint-Tropez e il Suquet di Cannes o la città alta di Monaco è che qui i negozietti sono boutiques di alta moda perché, ricordiamoci, Saint Tropez è ancora oggi una meta del turismo di lusso.
    • La pioggia battente non ci consente di fare altro e ci avviamo verso il confine con l’Italia. Una tregua nella forza della pioggia ci invoglia però ad un ultimo guizzo: usciamo a Mentone, città di confine; attraversiamo la parte pedonale e percorriamo gli splendidi vicoli del centro storico, la città alta dalla quale si domina la vista sul porto e sul promontorio ormai italiano; Mentone è in tutto e per tutto un borgo di mare ligure, e in effetti la Storia ci insegna che se non fosse stato per Cavour e per gli accordi presi con la Francia durante la II Guerra di Indipendenza italiana a metà ‘800, Mentone sarebbe ancora in Italia. Il nostro itinerario termina dunque con Mentone dopodiché, sotto la pioggia, rientriamo in Italia.

Questo è stato il nostro itinerario in Provenza. Vi piace? E voi cos’altro avreste voluto fare o vedere in un vostro giro in Provenza? C’è qualche meta particolare che vi ispira o di cui siete innamorati? Scrivetelo nei commenti!

Un tour en Cote d’Azur! vol 5 = Cannes

Ricordate la pubblicità della Citroen C3 gold by Pinko di qualche tempo fa? La bella Naomi Campbell sfreccia in macchina suscitando gridolini di meraviglia (lo slogan “Oh my Gold”) per tutta Cannes. Già perché lo spot più snob della TV è girato nella città più snob di Francia, Cannes appunto. La Croisette, ovvero la passeggiata a mare su cui si affacciano le boutiques più ricercate e gli hotels più chic, il Palazzo del Cinema, che ogni anno ospita il Festival di Cannes…Cannes nel mondo è conosciuta per questo, per il forte legame che unisce cinema, mondanità e bella vita da ricchi.

Passeggi lungo il mare e non puoi non rimanere affascinato dai bei palazzi che ospitano grandhotel come il Carlton, vai verso il porticciolo e non puoi non ammirare i panfili attraccati qui. Eppure, se ti volti verso Ovest, sulla rocca, c’è ancora qualcosa che non è stato fagocitato dal glamour imperante: è la parte antica della città, quella meno conosciuta eppure più vera, probabilmente.

Si arriva a Cannes dopo un’ora di autostrada dal confine con Ventimiglia. Lo svincolo autostradale si trova in realtà ben lontano dal centro e dalla Croisette, il che permette di attraversare una città grande, certo, e ricca di contrasti: come i lavavetri e i vagabondi ai semafori che chiedono l’elemosina. Nella città più snob della Costa Azzurra evidentemente c’è spazio anche per queste cose che sembrano effettivamente cozzare con l’idea che noi abbiamo di città da ricchi.

cannes

Si arriva finalmente sul mare, dove si trovano da un lato i begli alberghi e le boutiques che affacciano sulla spiaggia, poi il Palazzo del Cinema, il Casino della Croisette e quindi il porto, presso il quale sono aperti una serie di parcheggi sotterranei costosissimi. Da qui le scelte sono varie:

  1. andare a caccia di vip lungo la Croisette (consigliato a maggio in occasione della Palma d’oro),
  2. andare nella città vecchia (consigliato per chi vuole andare fuori dai soliti schemi sempre e comunque),
  3. sfruttare Cannes come base di partenza per andare a farsi una gita alle vicinissime isole di Lérins (consigliate d’estate per il mare, ma ancora di più in una calda giornata d’autunno, quando c’è poca gente e l’isola sembra davvero deserta). Sul porto alcune compagnie di battelli offrono la possibilità di fare il trasbordo, che dura 1/4 d’ora, permettendo così di poter passare una splendida giornata in quello che potrebbe essere definito un paradiso naturalistico a poca distanza dalla costa più blasonata di Francia. Il panorama che si gode dalle isole di Lérins è pazzesco infatti: km e km di grattacieli che si affollano sulla costa francese. Poi ti giri, vedi i pini intorno a te sulla tua isola e ti rilassi.

Se volete respirare un’atmosfera chic Cannes è il posto giusto. Così com’è il posto giusto per fare una bella gita nella natura, con pic nic annesso e, perché no?, anche un bel tuffo nell’acqua limpida della Costa Azzurra.