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Assisi in un giorno – 2) la città di San Francesco

Lasciamoci alle spalle la piana di Santa Maria degli Angeli e dirigiamoci con l’auto verso quella montagna che sembra sbucare dal nulla e che è stata scelta fin dall’età romana per ospitare una città. L’antica Assisium è ancora evidente nelle colonne della fronte del tempio di Minerva, oggi convertita in chiesa cristiana, e nei resti archeologici dell’antico foro, sul quale anche il tempio affacciava. Poi il tempo fece il suo corso e Assisi divenne una città medievale umbra come tante, con le sue vie in salita, un abitato che si adagia sulla sua altura, che ne segue il pendio, che ne asseconda le asperità. Vie strette e vicoli, case in pietra, mura cittadine e porte maestose dalle quali accedere.

Assisi

Assisi

Si entra ad Assisi a piedi, dopo aver lasciato l’auto nel grande parcheggio sotterraneo a pagamento appena fuori le mura. Non lasciatevi distrarre dai troppi negozi che vendono souvenir tra il sacro e il profano: la tazza a forma di fraticello beone accanto al rosario con l’effigie di San Francesco, per esempio. Ma osservate le case, le vie, cercate le chiese. Perché qui ogni chiesa è legata a San Francesco.

Il Cristo di San Damiano

Il Cristo di San Damiano

Santa Chiara, per esempio, è la chiesa dedicata alla Santa che più seppe comprendere Francesco e che è sepolta qui, nella cripta. La chiesa, bianca, spoglia, ospita in una cappella laterale un Crocefisso fondamentale nella vita del Santo: il Cristo di San Damiano, quello che gli suggerì di restaurare la Porziuncola. È un bellissimo crocifisso ligneo a fondo dorato, com’erano i crocifissi del Duecento e, appeso al soffitto a volta della sua cappella, riceve le preghiere dei fedeli in un continuo viavai di folla.

Assisi è molto frequentata. Il turismo più o meno religioso ha trasformato questo borgo facendolo ahimè scendere da quell’aura di purezza e santità che nell’immaginario tutt’ora lo avvolge. Tanta gente e tanto vociare, tanti negozi e ristoranti dai nomi evocativi. Assisi ha un po’ perso la sua purezza, e questo dispiace: se è vero che il turismo e tutto ciò che gli ruota intorno è quello che più permette a borghi come questo di sopravvivere, è anche vero che snatura il luogo e lo rende più simile a un lunapark che altro. Quest’impressione me l’ha fatta anche Gubbio, sempre in Umbria, o San Gimignano, in Toscana, o ancora San Marino.
Ma il luogo più importante, punto di arrivo di ogni percorso che si snodi attraverso il borgo, è la doppia basilica di San Francesco d’Assisi: costruita sull’estremità di una grande terrazza fortificata, ha due accessi, uno dall’alto che conduce alla Basilica Superiore, l’altro dal basso che conduce alla Basilica Inferiore.
Se la Basilica Superiore è la più nota per la sua bellezza artistica, quella Inferiore non è meno spettacolare. È solo più piccola e bassa e meno illuminata. Del resto questa è la chiesa della preghiera e del raccoglimento: nella sua cripta è accolta la tomba di San Francesco, circondato dalle tombe di alcuni dei suoi più fidi compagni, come Frate Leone o San Ruffino.
La basilica superiore è un capolavoro della storia dell’arte medievale: le pareti sono affrescate da Giotto con le storie della vita di Francesco: alcune di esse sono stranote al grande pubblico, come la predica agli uccelli, altre sono capisaldi della storia dell’arte medievale, come la rappresentazione prospettica della città nella scena in cui Francesco scaccia i diavoli. Ogni scena rappresenta un episodio e noi osservandolo è come se leggessimo un racconto: ed è effettivamente questo il senso dell’opera di Giotto.

L'interno della Basilica Superiore di San Francesco d'Assisi

L’interno della Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi

Ripensare ad Assisi mi strappa sempre un sorriso: forse perché ci sono stata la prima volta a 12 anni e mi ricordo ancora luoghi, colori e sensazioni (addirittura ricordo l’hotel nel quale dormii in camera con la mia amica Gloria, la quale aveva paura che nella stanza ci fossero i topi e non mi fece chiudere occhio): sono affezionata ad Assisi, se ci si può affezionare ad una città in cui non si è vissuto. E credo di aver trasmesso questo affetto alle persone con le quali di volta in volta ci sono tornata. Ora ho provato a raccontarla anche a voi, e spero di avervi trasmesso ugualmente l’affetto che provo per lei.

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Assisi in un giorno – 1) Santa Maria degli Angeli e la Porziuncola

Assisi senza San Francesco non sarebbe Assisi. Sarebbe un borgo umbro come tanti, molto simile, se lo si guarda da distante, alla vicina Spello. Eppure Assisi ha un’aura tutta sua che le deriva dalla sua storia, dall’essere stata la città nella quale si è svolta la maggior parte della vita e delle opere di San Francesco.

Assisi

Assisi

La storia la sanno tutti: giovane cavaliere figlio di un ricco mercante di Assisi, Francesco si spoglia dei suoi averi e decide di vivere nella più totale povertà per meglio rendere gloria a Dio e servizio agli uomini. Fonda una Regola che riceve l’approvazione papale, lega indissolubilmente il suo nome a quello della storia della Chiesa e dell’Italia intera. E la piccola Assisi diventa quasi una città santa, meta di pellegrinaggi dal Medioevo a noi, Città della Pace non a caso.

Si arriva ad Assisi dalla piana, dove sorge l’abitato di Santa Maria degli Angeli. Questo piccolo villaggio, possiamo chiamarlo così, si sviluppa intorno alla cinquecentesca basilica di Santa Maria degli Angeli, la quale è una bella, maestosa, ariosa custodia per uno tra i luoghi più sacri della cristianità: la Porziuncola.

La Porziuncola Credits: Turismoumbria.net

La Porziuncola. Credits: Turismoumbria.net

La Porziuncola è una minuscola antichissima cappella che si trovava in stato di abbandono quando all’inizio del XIII secolo Francesco ricevette in sogno dal Cristo di San Damiano (un crocefisso di XII secolo oggi esposto nella chiesa di Santa Chiara in Assisi) di restaurarla. Da allora divenne uno dei luoghi cardine della vita di Francesco, che qui costituì l’Ordine dei Frati Minori e che sempre qui concesse a Chiara di fondare un ordine monastico femminile, quello delle Clarisse. La piccola cappella suscita un certo effetto, vuoi perché molti fedeli vi giungono da ogni parte del mondo a pregare, vuoi perché contrasta terribilmente con la grande mole della Basilica di Santa Maria degli Angeli che la contiene. E in effetti, vederla lì nel centro della grande aula bianca della Basilica, la rende ancora più minuta: è a malapena una stanzina in pietra, con un altare sul fondo e la facciata esterna dipinta nella sua parte superiore, quando ormai era diventato luogo santo, pochissimi anni dopo la morte di Francesco.

La Basilica di Santa Maria degli Angeli

La Basilica di Santa Maria degli Angeli

Poco distante, un altro luogo antico, il cosiddetto Transito, è proprio la piccola costruzione in pietra dove Francesco morì. Anch’essa fu decorata non appena fu considerata luogo santo e pittori e artisti di un certo rilievo vi hanno legato il loro nome. Qui, in questo piccolo vano Francesco compose gli ultimi versi del suo Cantico delle Creature, il Laudato Sii, in cui loda Dio per “Sora nostra Morte corporale“: la morte che sopraggiunge quando lui è ancora giovane, ma il suo corpo provato dalla vita dura che si è imposto e dalle ferite delle stigmate.

Fuori dalla Basilica si trova invece il Roseto, che all’epoca di Francesco era parte del bosco nel quale i frati vivevano e dove, narra la leggenda, i rovi, toccati da Francesco, si trasformarono in rose senza spine. Una vicina cappella, la cappella delle rose, inizialmente era la capanna in cui viveva Francesco. Tutti questi luoghi fanno parte di un percorso di pellegrinaggio che si snoda all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli. Chi viene animato da intenzioni di preghiera, presso la Porziuncola riceve l’Indulgenza del Perdono, ovvero la remissione dei peccati: una richiesta che, si narra, fu proprio San Francesco a chiedere a Dio e poi al papa.

Un itinerario che voglia conoscere Assisi non può saltare la Porziuncola, intimamente legata alla storia del Santo che ha reso Assisi la città che è. Incredibile come una sola persona possa creare le sorti di un’intera città. Una città piccola, che però è nota in tutto il mondo. Andremo a visitarla nel prossimo post.