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Venezia val sempre un giretto

Sono stata mercoledì a Venezia per motivi di lavoro, e avevo pensato che fosse un’ottima idea andare proprio in occasione del Carnevale: non di Giovedì Grasso, ma comunque nel periodo in cui la città si riempie di gente in maschera che è un piacere ammirare e incantarsi a guardare. Purtroppo, diversamente da quanto mi aspettavo, la città non era così brulicante di maschere. Per dir la verità non c’erano neanche quelle folle di turisti che mi aspetterei in un periodo così clou per Venezia. Risultato: pochi personaggi in maschera, ma possibilità di girellare per le calli senza l’uggia della troppa folla che non scorre.

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La mia meta della giornata era il Museo Archeologico Nazionale di Venezia, sito nel Palazzo delle Procuratie Nuove in piazza San Marco. Pur essendo un museo nazionale, condivide con il Museo Correr, museo civico, l’ingresso e il biglietto. Il risultato è che solo in pochi tra i visitatori del Correr si accorgono di stare visitando anche il Museo Archeologico da un certo punto in avanti. Il museo (che ha un blog sul quale informa delle sue attività, uno tra i pochi musei italiani ad aver scelto lo strumento blog come mezzo di comunicazione col pubblico) tra l’altro ha una storia importante, perché è uno dei primi musei pubblici d’Europa, grazie alla donazione di due collezionisti veneziani, Domenico e Giovanni Grimani, che vollero lasciare in eredità alla città di Venezia la propria collezione di opere d’arte antica, greca e romana. Ciò avvenne già a fine Cinquecento e il Museo ha sede in quest’ala degli edifici di Piazza San Marco da quell’epoca. Una lunga storia da raccontare, e una bella collezione d’arte antica da scoprire.
Dal museo si gode una bella vista su piazza San Marco, che in questi giorni è allestita per il carnevale con un teatrino di legno sul quale si susseguono spettacoli e intrattenimenti.
Visto che in giro si vede poca gente travestita, preferisco andare a pranzare e poi a ritornare verso la stazione passando per zone che mi sono meno familiari, fuori dal solito classico tragitto che passa accanto o attraverso Rialto.

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Per pranzo sono stata alle Zattere, un tratto di passeggiata affacciata sul canale della Giudecca  (da cui, mi dicono, si gode di una vista privilegiata sull’ingresso in Laguna delle navi da crociera…). Dopo il pranzo mi viene consigliato di prendere il “gianduiotto” alla gelateria Da Nico: un bicchiere colmo di panna montata nel quale viene immersa una bella fetta di mattonella al cioccolato e nocciole, il gianduia che dà il nome a questa coppa-bomba. Inutile dire quanto sia godurioso, e in una giornata calda come questa fa proprio bene al cuore!

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Uno squero, rimessa per la costruzione di gondole

Passeggio per le Zattere, che sono poco note ai turisti e quindi più vissute dai veneziani, quindi mi inoltro attraverso calli e sestieri che mi portano a scoprire uno “squero”, la rimessa in legno dove costruiscono le gondole, e poi scorci nuovi e incantevoli. Che poi trovatemi uno scorcio di Venezia che non sia incantevole: un affaccio su un canale, una facciata di un palazzo, un campanile in lontananza, ogni volta che si gira lo sguardo non si può restare insensibili alla bellezza. Perché di bellezza si tratta.

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E allora me ne torno al treno, alla Stazione di Venezia S.Lucia per raggiungere la quale bisogna attraversare un ponte su Canal Grande. E questo sì che è sempre la stessa vista che rivedo tutte le volte, ma non c’è niente da fare, ogni volta mi incanto a contemplare questa visione e torno verso casa con gli occhi pieni di bellezza. Perché di bellezza si tratta.

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Mestre: la porta di Venezia

Qualche post fa avevo dedicato spazio al modo per visitare Venezia in modo low cost. Non avevo però detto il più ovvio dei metodi low cost per soggiornare in Laguna: dormire a Mestre. Perché, se Venezia è cara, gli hotel Mestre sono economici, sicuramente più economici. Perciò, perché non partire da qui per organizzare il proprio week-end nella città più poetica d’Italia?

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La Laguna di Venezia vista dal treno che va a Venezia S.Lucia

Mestre è di fatto la porta di Venezia, tappa di transito imprescindibile per chi si reca nel capoluogo veneto, sia in macchina che in treno. Tutti i treni infatti, AV compresi, fermano a Mestre prima di concludere la loro corsa alla stazione di Venezia S.Lucia. Il tratto di treno, poi, non è così lungo, una decina di minuti al massimo, e il percorso è molto bello, tra l’altro, nel mezzo della laguna, con rare isolette disabitate e infestate da canneti, ambiente naturale tipico di queste parti a Nord del delta del Po: prima di perdersi tra le calli e i sestieri di Venezia, non può che fare bene un’immersione nell’ambiente naturale lagunare. Potete dunque decidere di prendere il treno, anche un semplice regionale che, proveniente da Trieste o da Venezia e dovendo terminare la sua corsa a Venezia S.Lucia, ferma per forza alla stazione di Venezia-Mestre. La stazione di Santa Lucia, ormai in Venezia, affaccia direttamente su Canal Grande, e siete così pronti per buttarvi nella mischia.

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La vista su Canal Grande sul ponte appena fuori dalla stazione di Venezia S. Lucia

L’altra opzione per raggiungere Venezia da Mestre è andarvi in macchina: da Mestre esiste una lunga e diritta via che attraversa la Laguna – parallela alla ferrovia – che termina a Venezia in uno dei parcheggi di Piazzale Roma; la macchina naturalmente va lasciata qui, d’ora in avanti ci si muove a piedi per ponti e calli o in vaporetto sui canali. A mio parere, però, dato che l’auto in Venezia è inutilizzabile, non ha senso andare sino a Piazzale Roma con la macchina: tanto vale, allora, parcheggiare a Mestre, dove costa sicuramente meno e dove il collegamento via treno è talmente comodo da non far rimpiangere la comodità delle 4 ruote.

Naturalmente la sera, terminati i propri giri, occorre tornare sulla terraferma: se avete lasciato l’auto a Mestre, è bene sapere che i treni terminano le loro corse dopo mezzanotte (alle 00.36, per essere precisi..), mentre da Piazzale Roma partono i bus notturni, linea N (per gli orari è bene informarsi preventivamente a Piazzale Roma…).

Una soluzione che attuammo io e Lorenzo ormai 8 anni fa, in occasione della prima volta in cui ci recammo a Venezia, fu proprio di arrivare col treno a Mestre, qui sistemarci in un hotel poco distante dalla stazione, quindi di recarci a Venezia in treno. Girammo per Venezia tutto il giorno; a sera, dopo cena, tornammo sulla terraferma, stanchi ma felici della bella giornata trascorsa tra calli, campielli, ponti e canali.

E se poi vi va, un giro a Mestre può essere sicuramente una piacevole sorpresa: la città è ricca di monumenti, a partire dai Forti che circondano la città e continuando con le ville venete che una volta sorgevano nei dintorni e che oggi sono inglobate nella conurbazione. Perché, al contrario di quello che si può credere, Mestre non è la periferia di Venezia, ma una città a sé, con una sua propria storia e tradizione. Riconoscerla come a sé stante rispetto a Venezia è il migliore omaggio che si possa fare a Mestre quando vi si soggiorna.

Perdersi a Venezia

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E’ il mio consiglio: perdetevi a Venezia! Lasciatevi guidare dai vostri piedi e da nient’altro per le calli, sui piccoli ponti, sui canali…lontano dai soliti percorsi turistici potreste scoprire angoli incantevoli di una città unica al mondo. L’ho sperimentato sulla mia pelle, vi potete fidare!

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In genere vi sono due percorsi principali per giungere dalla stazione Santa Lucia a San Marco, che passano entrambi per il Ponte di Rialto. Un terzo percorso giunge verso San Marco passando per l’Accademia. Al di fuori di questi percorsi, e già quello per l’Accademia è poco battuto dai turisti, potete riuscire a camminare per una città diversa, quasi deserta: i turisti infatti, cartina o gps alla mano, naso alzato verso i muri delle case a vedere le frecce che indicano i principali monumenti, difficilmente si staccano dai percorsi più battuti. E in effetti a Venezia vale la regola che dove si assembra più gente si è vicini ad un grosso punto di interesse. Così il mio consiglio è: per una volta, fuggite dalla calca, girate da soli, senza farvi guidare da nessuno, e le sorprese non si faranno attendere.

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Innanzitutto gli scorci sui canali: sono la cosa più poetica e più caratteristica di Venezia: dai ponticini che collegano le piccole, piccolissime isolette che compongono la città, si aprono improvvise finestre su particolari architettonicamente poetici: l’acqua, la luce, i muri e le finestre dei palazzi, le gondole, creano in sempre nuove composizioni immagini ogni volta capaci di farci emozionare.

venezia gondoliere

I ponti sono la caratteristica principale di Venezia; per questo architetti come Santiago Calatrava e Carlo Scarpa hanno voluto realizzare il proprio personalissimo ponte. Ma mentre quello di Calatrava, vicino a Santa Lucia, è perfettamente evidente e riconoscibile, il piccolo ponte di Carlo Scarpa è una chicca che pochi individuano, giusto chi si reca alla Fondazione Querini Stampalia.

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Il ponte realizzato da Carlo Scarpa a Venezia

Poco distante, Palazzo Grimani è un gioiello di arte e architettura veneziane discosto rispetto ai consueti percorsi turistici. Percorrerne le sue sale vuol dire ammirare gli splendidi stucchi e affreschi ai soffitti, le splendide sale che dimostrano il gusto per un’arte raffinata e colta dei membri della famiglia Grimani, che dal ‘500 arredò e portò a splendore questo palazzo, che è un edificio unico per la storia e l’architettura di Venezia, affascinante per l’aspetto culturale, artistico e storico, e, a restauro appena concluso, finalmente aperto come museo di se stesso e di poche, selezionatissime opere, esemplificative del gusto collezionistico cinquecentesco.

palazzo grimani

la Tribuna, già all’epoca destinata ad accogliere la collezione archeologica dei Grimani

Palazzo Grimani non è poi così lontano da San Marco, ma pochi hanno voglia di arrivare fin qui. Un vero peccato, perché la visita dei suoi interni vale davvero la pena.

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una delle volte affrescate e stuccate di Palazzo Grimani

Cambiando area, nei pressi dell’Accademia la bellissima chiesa gotica di Santo Stefano in Campo Santo Stefano vi stupirà per i suoi interni, soprattutto per quel particolarissimo tetto a chiglia di nave che le conferisce uno slancio tutto particolare, e per l’esterno, col suo bel campanile pendente.

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il soffitto a chiglia di nave della chiesa di santo stefano

Un’altra chiesa, poi, vi stupirà, da tutt’altra parte della città: è Santa Maria Gloriosa dei Frari, una grande chiesa che ospita al suo interno tra le altre opere la famosa Pala dell’Assunta di Tiziano del 1518 – che illumina letteralmente l’altare – e il monumento funebre a Canova del 1827, essenziale nelle sue forme, una liscia piramide in marmo bianco con una porta centrale sulla quale dovrebbero vegliare due angeli dormienti.

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La Pala dell’Assunta di Tiziano in Santa Maria Gloriosa dei Frari

Questi sono solo pochi spunti, ma altri ne possono venire: basta sapersi guardare attorno, avere curiosità e voglia di spendere tempo per la scoperta di qualcosa di nuovo. Perdetevi a Venezia, e troverete bellissimi ricordi da portare con voi.

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Venezia low cost? Si può fare!

Venezia é ritenuta, probabilmente a ragione, una delle città più care d’Italia. La sua fama mondiale, unita al suo isolamento e alle sue peculiarità, la rendono una delle città che più attira turisti dall’intero pianeta: dagli Stati Uniti agli Emirati, dalla Russia al Giappone a Israele, l’elenco delle nazionalità e delle lingue che si possono sentire per le calli e in Piazza San Marco é piuttosto lungo, e la vocazione turistica di Venezia si riflette, tra le varie cose, anche e soprattutto nei prezzi alti, per molti ma non per tutti, di hotel, ristoranti, mezzi di trasporto.
Eppure anche a Venezia le soluzioni low cost sono a portata di mano (soprattutto in questo momento di relativa calma tra il Carnevale e Pasqua). Prendiamo per cominciare gli hotel: su un sito come booking.com per esempio potreste trovare (così era fino a qualche giorno fa) un’offerta vantaggiosissima per un hotel 4 stelle del calibro dell’hotel Principe, in rio Terà Lista di Spagna, comodissimo per la sua posizione vicino alla stazione di S.Lucia, con accesso e vista sul Canal Grande (90€ la doppia, comprensiva di tassa di soggiorno). Booking.com é un’ottima fonte per offerte hotel, basta solo avere la pazienza di spulciare gli annunci e la fortuna di capitare nel periodo “giusto”.

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La vista su Canal Grande dall'hotel Principe

Passiamo al cibo. Se lo spritz, l’aperitivo tipico veneto, a base di vino bianco, aperol oppure campari e soda, riesce a costare 2 euro (non é uno scherzo!), per pranzare o cenare la questione é più complicata. La prima difficoltà sta nell’individuare i ristoranti o i bar turistici, ed evitarli, e distinguerli da quelli invece frequentati anche dai veneziani. In secondo luogo, se volete spendere veramente poco e non volete cenare o pranzare al ristorante, ecco due idee che possono fare al caso vostro: innanzitutto esistono delle osterie che oltre a servire piatti caldi per cena come una normale osteria, serve al banco piatti freddi di stuzzicherie a poco prezzo. In zona Rialto ce ne sono almeno due, uno lungo Ruga degli Oresi sotto i portici della piazza su cui affaccia l’Arciconfraternita di San Cristoforo e della Misericordia, l’osteria Pesador, l’altro lungo la vicina Calle del Figher, l’Osteria Antico Dolo, dove un piattino di assaggi di baccalà, sarde in saor, crostini e filetti di pesce accompagnati da spritz e/o vino bianco costa 8€, frequentato principalmente da giovani dal marcato accento locale. Per il dopocena lo spritz é d’obbligo: e si può rimanere in zona, nel Sestiere San Polo, dove Muro Rialto é un moderno pub che serve spritz in bicchieri generosi a soli 2€ (altrove in Italia lo stesso spritz costerebbe come minimo 6€!).

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A pranzo, invece, non si può rinunciare al classico tramezzino veneziano, famoso per essere strapieno (e anche strabuono!). Il posto migliore, e frequentato persino dai gondolieri in pausa pranzo, é la Birreria Forst, in Calle de le Rasse, vicino al Ponte dei Sospiri. Qui i tramezzini, 3€ l’uno, di pane nero con semi di finocchio, sono riempiti variamente con porchetta, manzo, tacchino e verdura, e sono un’esperienza che vale la pena di fare.
Infine una chicca low cost che vi permette allo stesso tempo di togliervi uno sfizio e di accorciare le distanze attraversando un canale: esiste un servizio di traghetto fatto su gondola che collega il centro di Venezia, per capirci l’area più prossima a San Marco, con la zona della Chiesa della Salute e di Punta della Dogana. Dall’approdo delle gondole di Santa Maria del Giglio si sale in gondola e alla modica cifra di 50 centesimi (sì, di 50 centesimi!) si attraversa il canale: 3 minuti, non di più, ma l’esperienza, soprattutto se non siete mai saliti in gondola, é di quelle che danno soddisfazione! E la Chiesa della Salute é meravigliosa, oltre alla vista spettacolare che regala.

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La vista dell'approdo dalla gondola low cost!

Questi sono i nostri piccoli consigli per rendere più piacevole ed economica la permanenza a Venezia, piccoli accorgimenti, piccoli segreti che vale la pena conoscere…

ABANO TERME: NON È UN PAESE PER VECCHI

Il titolo non vuole essere offensivo, semplicemente nasce dall’osservazione che la maggior parte delle persone che si incontrano per strada, lungo la graziosa passeggiata pedonale del centro, sedute ai tavolini del bar a sorseggiare cappuccino o prosecco, a seconda dell’ora, e in hotel, sono tutti attempati signori e signore che, giustamente, vengono qui, in uno dei tanti alberghi a disposizione, a fare un bel soggiorno termale. La percentuale di “over 60” che si incontra è notevole, ed è proprio la vocazione turistica della cittadina che la comporta: il centro è formato da hotel su hotel che si susseguono senza posa, pochissimi ristoranti, panchine lungo la passeggiata e poco altro. Ma ciò non toglie che Abano sia vivibile anche per fasce d’età più basse: e infatti la sera, se vai a prendere lo spritz e se vai a cena in pizzeria (al Quinto Elemento) la situazione cambia, compaiono i giovani che non hanno pensione completa in hotel. Abano Terme è la classica cittadina da relax: potresti stare ore seduto al tavolino dell’Art Café e non accorgertene, potresti passeggiare nei giardini e nella via pedonale, se vuoi uscire, oppure puoi sfruttare il pacchetto termale che sicuramente il tuo hotel offre. Inoltre Padova è vicina, ben servita (tranne quando piove!) di autobus, per cui nulla impedisce di andarsi a fare una gita fuori porta nella città di Sant’Antonio.

È già la seconda volta che veniamo ad Abano, è il secondo anno di fila, noi che sommati insieme non arriviamo a 60 anni. Perché anche se c’è poco da fare e se è una città rilassata e addormentata, ogni tanto fa bene staccare dallo stress di tutti i giorni ed è bello prendersi un momento per sé. L’anno scorso eravamo venuti qui per Higan, la manifestazione di cultura orientale che si tiene ad Abano ogni anno. Quest’anno Higan c’è già stato, ma noi abbiamo sfruttato Abano e la sua pace come base d’appoggio per andare a Venezia a visitare la mostra “Roma e i Barbari”. Perché non andare più vicino? A Mestre? Semplice, perché costa molto di più anche per dormire in una bettola e perché, ripeto, avevamo voglia della serenità che trasmette Abano Terme.

abano terme

Abano Terme, quindi, a dispetto dell’apparenza, non è un paese per vecchi: è un paese per chi, stanco delle corse di tutti i giorni, vuole fermarsi e ricaricare le pile. Non solo, ma gli “over 60”, abbiamo visto, ritrovano la giovinezza: e l’immagine del vecchietto tedesco che faceva il provolone con belle signore sull’autobus da Abano Terme a Padova, e ritorno, mi rimarrà sempre scolpita nel cuore! Chissà che non siano le cure termali a fare quest’effetto? Abano è talmente semplice e tranquilla che ti ci affezioni; forse è proprio questo il segreto del suo successo: l’atmosfera è così serena e familiare che sembra quasi di essere a casa.

Non è un paese per vecchi. È un paese per coloro che amano se stessi.

Burano, arcobaleno veneziano

Poche parole, tanti colori: ecco un breve reportage da Burano, l’isoletta che con le sue casette colorate ci ha conquistato il cuore, in una splendida giornata di dicembre, in cui il sole faceva brillare e vibrare particolarmente le facciate variopinte.

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Dai canali lievemente fumosi e nebbiosi di Venezia al tripudio di colori di Burano passano soltanto 40 minuti di vaporetto. Non cambia sostanzialmente l’organizzazione degli spazi: è sempre un’isola che non ha strade ma canali, solo che al posto dei palazzi signorili, o in mattoni rossi e pietra bianca, ci sono le casette intonacate dei colori più disparati…

Burano

… il rosa, il lilla, l’azzurro, il giallo, il verde, il rosso, l’arancio…

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Sono i colori che rendono unica Burano. Non solo pizzi e merletti, dunque, ma mille e mille colori che rendono quest’isola la più variopinta della Laguna, la Arlecchino delle isole di Venezia, un vero arcobaleno veneziano.

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8 dicembre a Venezia

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É inutile negarlo, da quando l’Alta Velocità collega, a caro prezzo, certo, le principali città d’Italia in poche ore, le distanze si sono notevolmente ridotte per noi tutti. Così non é più un’assurdità, per esempio, partire da Firenze la mattina presto, arrivare a Venezia, passare lì le ore principali del giorno e rientrare a Firenze in serata.
Ed é infatti esattamente così che abbiamo fatto io e Lorenzo: questa mattina frecciargento per Venezia S.Lucia, mentre ora, mentre scrivo, siamo appena ripartiti per tornare a casa. Gran bella cosa poter fare gite fuori porta di questo tipo!
La nostra giornata a Venezia ha seguito un programma un po’ sui generis: abbiamo snobbato abbastanza San Marco e il ponte di Rialto, che abbiamo già esplorato in occasioni passate, mentre ci siamo indirizzati verso una meta alternativa ma non troppo: siamo stati a Burano!
Perché Burano e non la più famosa Murano o Torcello? Perché l’isola dei merletti e non quella del vetro artistico? L’avete visto nello scorso post il perché: per i colori delle sue casette, per i variopinti muri delle palazzine, in cui si alternano indaco, verde, rosso, giallo e lilla, che rendono questo posto unico nel suo genere! Sì, perché Burano, con i suoi stretti canali e i piccoli ponti che li collegano, con i suoi negozini di souvenir e i ristorantini, potrebbe sembrare un angolo qualunque di Venezia; ecco che allora gli sgargianti colori di quest’isola-Arlecchino distinguono Burano dalle altre isole della Laguna.

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Uno scorcio di Burano

Stiamo a Burano un po’ più di un’ora, poi rientriamo a Venezia in vaporetto e dall’approdo di Fondamente Nove ci dirigiamo a piedi verso piazza San Marco. Già il percorso a piedi dala stazione del treno di S.Lucia sino a Fondamente Nove era stato fuori dal canonico percorso turistico, e ci aveva regalato degli scorci non privi di una certa poesia. Ora, nel primo tratto di avvicinamento a San Marco la situazione é la stessa, ma man mano che ci si avvicina a Rialto i bei palazzi storici sono occupati da grandi boutiques di marca che riescono a trasformare il centro di Venezia inuno snaturato centro commerciale. Un vero peccato.
Si intensifica anche la presenza turistica (molti gli spagnoli, abbastanza francesi, russi e giapponesi, pochi tedeschi, madrelingua inglesi incredibilmente non pervenuti) che finora non era stata così abbondante. C’é da dire che tra le calli e i sotoporteghi di Venezia é facile che si creino ingorghi, per via degli spazi ristretti.
In Piazza San Marco, a lato della chiesa attira l’attenzione un presepe realizzato dalla Thun, con le statue a grandezza naturale. Attraversiamo la piazza rapidamente, passiamo davanti al bel Palazzo Ducale, omaggiamo la colonna col Leone di San Marco e ci affacciamo sul mare, davanti all’imbarcadero delle gondole, che brillano scintillanti al sole del primo pomeriggio. Quasi di fronte a noi, la chiesa della Salute é immersa nella foschia e in controluce: non é difficile capire da cosa derivi quell’effetto un po’dasogno che hanno i dipinti paesaggisti del Canaletto.
Percorriamo finché é possibile questo tratto di “lungomare” per avvicinarci il più possibile ad una visine frontale dela Salute, poi rientriamo e ricomincia la lunga marcia verso la stazione ferroviaria. Seguiamo tutte le indicazioni – numerose e fondamentali – che ci indicano la via e ci ritroviamo così ad attraversare il Ponte di Rialto dove, di nuovo, il numero dei turisti é piuttosto alto rispetto alla media. Continuiamo tra scorci inattesi, ponticini graziosi e canali romantici, facciate di palazzi da favola, il tutto con una luce meravigliosa: sarà che l’ultima volta che siamo stati a Venezia c’era brutto tempo (e chi se la dimentica quella ramata d’acqua?) ma tutto questo sole rende decisamente giustizia ad una città che é considerata a ragione tra le più belle del mondo.
In stazione prendiamo posto sul nostro Frecciargento e via verso casa. Questa fruttuosa giornata dell’Immacolata é solo l’inizio del lungo ponte di questo finesettimana: chissà cosa faremo domani?