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Malta: 10 cose da sapere prima di partire

Quest’anno, 2018, La Valletta è Capitale Europea della Cultura. Un’investitura che rende giustizia all’importante ruolo di Malta come crocevia del Mediterraneo nel corso di almeno 6 millenni.

malta 10 cose da sapere

In questo post vi racconto 10 cose da sapere su Malta, sulla sua cultura e società, ma anche sulla vita quotidiana e pratica, con la speranza di convincervi a visitare quest’arcipelago proprio quest’anno.

1) L’arcipelago maltese

Malta

Malta dall’aereo

La prima cosa da sapere è proprio questa: quando parliamo di Malta non ci riferiamo mai ad un’isola, ma ad un arcipelago, di cui Malta è certo l’isola principale, ma non la sola: Gozo, l’altra grande isola, che sta immediatamente a Nord, è anch’essa ricca di storia e di paradisi naturalistici: è considerata l’isola della ninfa Calipso, ovvero l’isola in cui, secondo l’Odissea di Omero, Ulisse avrebbe passato ben sette anni prima di decidere di rientrare a Itaca. La terza isola è Comino. Piccina, si trova esattamente tra le due più grandi, ed è nota perché ospita la spiaggia in assoluto più bella dell’arcipelago: la Blue Lagoon, un paradiso naturalistico, acque trasparenti e la possibilità di fare immersioni e snorkeling.

2) Guidare a Malta (e Gozo)

In quanto ex protettorato inglese, Malta ha ereditato dalla Gran Bretagna anche la guida. Se sulle prime la cosa genera qualche difficoltà a noi che non siamo abituati, in realtà dopo un po’ ci si prende la mano. Bisogna solo stare molto attenti a due cose: all’immissione nelle rotonde (a Malta sono tantissime) e a prendere bene le misure a bordo-strada: non essendo abituati, si rischia di calcolare male gli spazi di manovra. Comunque, tranquilli, non è difficile e vi basterà semplicemente guardare come si comportano gli altri automobilisti alla guida.

[leggi anche: Usare la macchina a Malta]

Il modo migliore per visitare Malta (e Gozo), del resto, è proprio in macchina. Per questo consiglio di noleggiare un’auto che ritirerete al vostro arrivo in aeroporto e che riconsegnerete al momento della partenza. In questo modo sarete liberi di poter spendere tutto il tempo che volete in una città o un’altra, in una spiaggia o un’altra, in un sito archeologico o un altro. E sarete liberi di costruire i vostri itinerari in totale libertà, svincolati da orari di autobus e da itinerari predefiniti.

3) Archeologia a Malta

Tarxien

Il tempio di Tarxien

Visto che parliamo di cultura, è bene conoscere l’aspetto più peculiare della cultura maltese: i templi megalitici. 6000 anni fa circa, prima che gli Egizi costruissero le piramidi, in questo minuscolo arcipelago nel mezzo del Mediterraneo i maltesi dell’età del Rame realizzavano strutture megalitiche, monumentali, costituite da immensi blocchi di pietra, che adibivano a tempio. I templi maltesi non trovano confronti in nessun’altra regione del Mediterraneo. Hanno una pianta a trifoglio, ovvero con tre camere circolari che si aprono a destra, a sinistra e in fondo a un corridoio. Non esistono nel Mediterraneo, né altrove, altri edifici con una pianta simile per quel periodo. L’isolamento maltese fu alla base di questa loro peculiare architettura. Si pensa che questi templi fossero dedicati alla dea madre, ma non è sicuro. Quel che è certo è che l’arcipelago è disseminato di templi.

Tarxien, nel centro di Malta, è il complesso templare più grande dell’arcipelago, ma lungo la costa dell’isola si trovano numerosi complessi.  Tra i più noti quello di Mnajdra e Hagar Kim, sulla scogliera, in alto sulla falesia a controllo del mare. A Gozo, i due templi di Gigantija ricordano fin nel nome l’imponenza delle architetture.

Un monumento totalmente diverso, ma unico nel suo genere è l’ipogeo di Hal Saflieni: un luogo costruito nelle profondità della terra, poco distante da Tarxien, e che doveva essere deputato al culto dei morti e della grande madre. Un luogo davvero impressionante.

[Per approfondire leggi: I templi maltesi]

4) L’occhio dei luzzu

La barchetta tradizionale maltese, il luzzu, è coloratissima e con due occhi portafortuna

I Luzzu sono le variopinte barchette tradizionali dei pescatori. Blu, rosse e gialle, hanno sulla prua, da un lato e dall’altro gli occhi, che guardano il mare e proteggono il pescatore dai pericoli. Quest’usanza è piuttosto antica, addirittura si fa risalire ai tempi dei fenici e dei greci: gli occhi, come ulteriore protezione e salvaguardia oltre all’occhio dei naviganti, salvavano dai pericoli della navigazione. L’usanza è rimasta intatta per millenni e ancora oggi i luzzu sono le barchette tradizionali dei pescatori.

Il luzzu è uno dei simboli di Malta, forse addirittura il simbolo più rappresentativo: era rappresentato, per esempio, sulle lire maltesi, prima dell’avvento dell’euro. L’euro è stato adottato a Malta nel 2008, 10 anni fa.

In tutti i porti e porticcioli di Malta si incontrano i Luzzu. Ma nel borgo di pescatori di Marsaxlokk essi sono i veri protagonisti. Marsaxlokk è un tranquillo borgo adagiato sul mare: sul lungomare affaccia la bella chiesa dalle forme barocche, e in uno dei suoi ristorantini si può gustare un buon pranzo a base di pesce appena pescato.

5) Caravaggio e i Cavalieri di Malta

In una passeggiata nella Capitale di Malta, non si può non entrare in Cattedrale. La cattedrale de La Valletta è il cuore dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, un ordine cavalleresco nato con finalità di ospitalità nell’XI secolo a Gerusalemme, durante la Prima Crociata. Dedito a San Giovanni, dopo alterne vicende quest’ordine scelse Malta come propria sede e qui, nella Cattedrale dedicata al loro santo protettore, chiamarono un artista del calibro di Caravaggio perché realizzasse due opere degne di lui. E Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, non deluse le aspettative: la Decollazione del Battista è un’opera intensissima, piena di drammaticità; rappresenta il momento in cui Giovanni Battista viene ucciso, in una cella, tenuto a terra dal suo boia, che potrà così portare la testa a Salomè, che l’ha chiesta ad Erode per soddisfare un suo capriccio.

caravaggio malta

Caravaggio, Decollazione del Battista, Cocattedrale di San Giovanni, La Valletta, Malta (credits: arte.it)

L’altro dipinto, molto meno drammatico, è San Girolamo scrivente: nella penombra un vecchissimo Girolamo, mezzo nudo, con la pelle del petto cascante come quella dei vecchi, scrive, mentre sul tavolo un teschio mezzo rovesciato è un richiamo all’antica iconografia del santo; osservandolo bene, si osserva il volto abbronzato, mentre il resto del corpo è pallido.

6) Gozo da scoprire

Rabat Gozo

Le mura della cittadella di Rabat e la sua cattedrale

La seconda isola dell’arcipelago maltese non ha niente da invidiare alla sorella maggiore. Anche qui si trovano i grandi templi megalitici (Gigantija), anche qui si trova una città con un glorioso passato, Rabat, nel cui nome si respira la più remota dominazione araba. La cittadina, che sorge nell’interno, domina su una vista panoramica eccezionale: difficile non accorgersi di nemici in arrivo da qui.

Gozo è nota anche per le sue meraviglie naturalistiche, tra spiaggia e formazioni rocciose naturali. Una di esse nel nord dell’isola,a Dweira, the Azure Window, è crollato recentemente: era un arco scavato incessantemente dalle onde, in questo punto molto alte, del mare. Un bel momento, onda dopo onda, l’arco ha ceduto, per fortuna senza danni a persone. Rimane il dispiacere per un capolavoro della natura che è andato distrutto, ma d’altronde in natura nulla è fisso e immutabile e, per quanto al momento del crollo vi siano state grandi polemiche ambientaliste, non credo sia da imputare all’incuria dell’uomo il crollo, quanto piuttosto ai fenomeni erosivi di lungo periodo comportati dal mare.

7) Bere a Malta: birra e Kinnie

A Malta è piuttosto radicata la produzione di birre. Ad agosto ogni anno il centro dell’isola si trasforma in una grandiosa festa/sagra dove la birra è protagonista. La Cisk è l’azienda principale di produzione, mentre la Lacto è per intenditori. In quei giorni la birra scorre a fiumi e pare che tutta l’isola si riversi tra gli stand di birra e di cibo.

Se non amate la birra o siete astemi, la Kinnie è ciò che fa per voi: è una sorta di chinotto, dolce e frizzante che io, personalmente amo alla follia! Tant’è che mia sorella, in crociera nel Mediterraneo, quando ha fatto scalo a Malta, mi ha portato in dono una bottiglia!

8) Che si mangia a Malta?

Posto buffo, Malta: è un’isola, eppure il piatto tipico è il coniglio.

No, non è vero, non c’è solo questo. La cucina maltese ha varie influenze, dalla Sicilia, la terra che le è più vicina, al Regno Unito, la nazione che l’ha occupata per lungo tempo. In più ha ingredienti suoi specifici, per cui si distingue per alcuni particolari piatti, sia di terra che di mare. Il coniglio di cui sopra è uno dei piatti più tradizionali: col nome di fenek stuffat, è cucinato in umido. Tra i piatti di terra abbiamo poi i bragioli, che sono involtini di carne cotti nel vino rosso, e i pastizzi, triangoli di pasta sfoglia ripiena di ricotta e piselli. Non manca comunque la quota mare, ed ecco subito una zuppa di pesce, Aljotta, giungere in nostro soccorso: l’onore marinaresco dei pescatori di Marsaxlokk è salvo.

Marsaxlokk

I luzzu in rada a Marsaxlokk

9) Imparare l’inglese

Malta è una delle mete preferite dai giovani per vacanze studio per imparare l’inglese. Il motivo non è difficile da capire: impari l’inglese la mattina a lezione, il pomeriggio vai in spiaggia e la sera ti butti in discoteca a Paceville/St.Julian’s e Sliema dove di notte non si riesce a camminare dalla gente che c’è. Tantissime vacanze studio e tantissimi corsi di lingua vengono organizzati anno dopo anno e attirano giovani e giovanissimi.

Blue Lagoon, Comino

Comino, la Laguna Blu

10) Malta capitale europea della cultura 2018

Un ricco calendario di eventi è in programma quest’anno per far conoscere non solo la capitale La Valletta, ma tutta Malta  e tutto l’arcipelago. Il Cultural Programme è molto vasto e particolareggiato. Il consiglio? Andare a Malta, consultare il programma e lasciarsi ispirare dall’offerta culturale di questo splendido arcipelago, buttato là nel mezzo del Mediterraneo, apparentemente lontano da tutto e da tutti, e invece strategico, vicinissimo, importante.

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Gozo: è crollato l’Azure Window

La notizia è di quelle che lasciano sgomenti: un grande monumento naturale, un arco nella roccia scavato e plasmato dal mare che si allunga nel Mediterraneo sempre agitato è crollato, sotto il peso dei millenni e sotto i colpi incessanti delle onde, pochi giorni fa. Era l’Azure Window, una delle meraviglie della natura tra le più spettacolari d’Europa.

Azure Window

Azure Window

La notizia ha fatto giustamente il giro del mondo: per Malta non era semplicemente una roccia, ma un vero simbolo sia identitario dell’arcipelago, che di richiamo per le migliaia di turisti che ogni anno andavano a vederlo. Fino a pochi giorni fa.

L’Azure Window, lo dice il nome, era un ampio arco nella roccia plasmato dal lavoro millenario, incessante, delle onde di quest’angolo di Mediterraneo. Una vera finestra sul cielo e sul mare. Davanti a noi il mare aperto, qui una scogliera frastagliata che accoglie anche un altro monumento naturale, un grande faraglione noto come Fungus Rock. Il lavorio delle onde che qui si vengono a infrangere in continuo da migliaia di anni prima ha creato l’arco, e poi ne ha decretato la fine. La Natura dà, la Natura toglie.

Azure Window prima e dopo. Credits: TheGuardian

Sono state lamentate carenze da parte dello Stato maltese, che non avrebbe messo in sicurezza adeguatamente la roccia. Ma come si fa a contrastare una forza così grande? Ricordiamoci che sono le onde del mare che plasmano le nostre coste giorno dopo giorno, senza che noi ce ne accorgiamo. Poi un giorno, l’invisibile lavoro di secoli improvvisamente si fa notare con fragore: il fragore della roccia che crolla su se stessa e in acqua, per l’appunto. Lo stesso effetto di una frana per una montagna, se vogliamo. In questo caso però, a franare è stato un simbolo, tra i più amati dell’arcipelago di Malta.

Una spettacolare immagine dell’Azure Window. Credits: Meteoweb.eu

Curioso parlare al passato di una cosa che era e che non è più. Una notizia di attualità si inserisce nel mondo dei viaggi con una forza dirompente. Non posso far altro che andare indietro a cercare tra i miei post su Malta e correggerli. Perché i testi dei post restano qui, in archivio, indicizzati su google, e dio non voglia che qualcuno capiti su un post del 2012 senza accorgersi della data e pensi di poter andare là a cercarlo.

Mi piacerebbe sapere dagli altri blogger cui si pone questo problema come pensano di risolverlo: eliminando proprio Azure Window dai post? Oppure lasciandolo ma sottolineando che è crollato successivamente alla data della pubblicazione? Io penso che farò così. Mi dispiacerebbe cancellare dalla memoria un monumento naturale che, finché c’è stato, è stato una delle mete imperdibili per chi visita Malta e Gozo. Mi piacerebbe anche e soprattutto cancellarlo dalla memoria del mio viaggio a Malta, 9 anni fa: a Malta non c’era ancora l’Euro e c’era, bellissima, Azure Window.

 

 

Visitare La Valletta in un giorno

A cosa serve avere un blog di viaggi e aver tanto viaggiato se poi non si aiuta chi ci chiede una mano o un consiglio?

Così scrivo questo post per mia sorella, che mi ha chiesto di prepararle un itinerario per girare a piedi La Valletta, la capitale di Malta.

Sono stata a Malta ormai 10 anni fa (uh mamma!): all’epoca non c’erano ancora gli euro, ma la moneta era la lira maltese. Rispetto all’epoca, invece, è rimasta la guida a sinistra, spauracchio di tutti coloro che non hanno mai guidato come gli Inglesi. Per ricostruire questo post sono dovuta tornare parecchio indietro nel tempo, con la memoria, aiutandomi con le mie foto dell’epoca, con il diario del mio viaggio e con il sito web di VisitMalta, l’ente del turismo maltese, autorità indiscussa e ottima fonte di informazioni verificate e attuali. Un aspetto che ho dovuto tenere in considerazione, per costruire questo post, è il mezzo di trasporto di mia sorella: arrivo al Terminal Traghetti e giro della città a piedi.

Pronti a scendere dalla nave al porto de La Valletta?

La Valletta ti accoglie così: una città gialla, del colore della pietra locale, adagiata al sole. Mentre la nave entra nella baia, noterete delle piccole coloratissime imbarcazioni, i Luzzu, con i loro occhioni portafortuna, che sono le tradizionali barchette dei pescatori. Sono una delle cose più caratteristiche dell’intera isola.

Malta

Panorama de La Valletta

La Valletta è una città barocca fondata dai Cavalieri di Malta nel XVI secolo, ed è concepita da subito come città fortificata. Solo nel 1800 diventa un protettorato inglese, ma questa dominazione influenzerà tantissimo la vita, le abitudini, la lingua stessa degli abitanti. Questa premessa è importante per capire alcuni aspetti della città, come i cannoni posti sul Saluting Battery, come gli Upper Barakka Gardens, come il forte di Sant’Elmo e la co-cattedrale di San Giovanni che accoglie ben due tele del Caravaggio. L’isola di Malta occupa una posizione strategica nel Mediterraneo, tra l’Africa e l’Italia, nel centro preciso del nostro mare. Chi ne avesse avuto il controllo avrebbe dominato i traffici commerciali e non solo tra le Colonne d’Ercole e l’Asia Minore. Non è cosa da poco. La nuova città, La Valletta, si sostituì, quale capitale, alla medievale Mdina, nella quale ancora si respirano atmosfere arabeggianti nelle architetture. La Valletta invece è una città europea, progettata a tavolino, secondo un reticolo di strade e di isolati tutti precisi e regolari.

Scendendo dalla nave al Terminal Traghetti, il Waterfront, la città vecchia, cuore di La Valletta, si trova alla vostra destra. Per raggiungerla, visto che è in posizione sopraelevata rispetto al mare, se vi muovete a piedi avete due opzioni: una strada piuttosto ripida in salita, oppure un ascensore stradale che al prezzo di 1 € a testa vi porta sopra le mura (accanto vi è una scala di 200 gradini, ma qualcosa mi dice che è la scelta sconsigliata). Qui vicino si trova The Saluting Battery, la terrazza dalla quale fin dal 1566, anno della fondazione di La Valletta, regola la giornata maltese sulla base di due colpi di cannone, uno a mezzogiorno e uno alle 16. Il luogo aveva in passato sia valore cerimoniale che di difesa (i cannoni non sono mai stati usati solo per bellezza). The Saluting Battery ha una posizione panoramica stupenda: guarda il Grand Harbour, il canale attraverso il quale passano le navi, e di fronte osserva Le Tre Citta, Vittoriosa, Cospicua e Senglea, ognuna sul suo promontorio, anch’esse risalenti al XVI secolo. Il costo del biglietto per visitare sia la terrazza che l’annesso museo è irrisorio: 2 € a persona (i bambini non pagano) più l’audioguida a 1 €. Annessi a The Saluting Battery vi sono gli Upper Barakka Gardens, giardini pubblici colonnati, luogo di svago e di ristoro, con una fontana centrale e belle aiuole fiorite, ombreggiati quanto basta per offrire un po’ di fresco nelle caldissime giornate estive (magari a novembre un po’ meno). Anche da qui si gode ovviamente una splendida vista sul Grand Harbour e sulle Tre Città.

La vista del Grand Harbour dagli Upper Barakka Gardens (sotto, la terrazza del Saluting Battery

La vista del Grand Harbour dagli Upper Barakka Gardens (sotto, la terrazza del The Saluting Battery)

Dagli Upper Barakka Gardens si può avviare l’esplorazione delle vie regolari del centro, nelle quali si alternano grandi palazzi, chiese, palazzine con i caratteristici balconcini decorati. La città sembra senza tempo, a qualcuno pare caotica, a qualcun altro estremamente romantica. In realtà si può camminare tranquillamente senza meta: il centro storico non è così grande e si ritrova senz’altro facilmente la via del ritorno al Waterfront, punto di partenza di questa esplorazione e ricco di localini, negozietti e baretti dove ristorarsi al termine del giro in città (a proposito, sorella, mi porteresti in cambio una Kinnie? È una bibita maltese, una specie di chinotto. Mi piacque tanto all’epoca!).

una delle torrette sulle mura di Forte Sant'Elmo

una delle torrette sulle mura di Forte Sant’Elmo

Tra i luoghi meritevoli da vedere è senza dubbio il Forte Sant’Elmo, simbolo della città e anzi della resistenza cristiana (dei Cavalieri di Malta) contro i Turchi Ottomani. Il Forte, costruito per difendere Malta proprio in funzione antiottomana, fu assediato e assaltato dai Turchi nel 1565. I Cavalieri di Malta impegnati nella difesa resistettero fino alla morte. Il Forte capitolò, ma la battaglia decisiva fu vinta alla fine dai Cristiani. Ecco che gli Ottomani furono cacciati e La Valletta fu costruita ex-novo e il Forte fu reinnalzato e ancor più potenziato. Le sue torrette di guardia caratteristiche, che sbucano dalle grossa mura sono piccole cellette dalle quali i soldati controllavano l’ingresso al porto.

Ma ritorniamo nell’interno della città. La concattedrale di San Giovanni è la chiesa più importante de La Valletta e una delle più importanti di Malta. Dedicata a San Giovanni, fu costruita per volere dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, che sono devoti proprio a San Giovanni Battista. In stile barocco, ciò che colpisce del suo interno (e che ricordo ancora a distanza di anni!) è il suo pavimento in marmi intarsiati che copre le sepolture di alcuni illustri Cavalieri dell’Ordine di Malta. A impreziosire ulteriormente la chiesa è la presenza di ben due grandi dipinti di Caravaggio, dedicati al Santo (uno di essi è proprio la decollazione del Battista) e commissionati dai Cavalieri proprio per questo loro importante luogo di culto. I due Caravaggio, però, non si trovano nella navata, ma nell’attiguo Oratorio. Per visitare la Concattedrale di San Giovanni occorre pagare un biglietto di 6 € a testa, nel quale è compresa l’audioguida che aiuta nella comprensione del monumento.

La barchetta tradizionale maltese, il luzzu, è coloratissima e con due occhi portafortuna

La barchetta tradizionale maltese, il luzzu, è coloratissima e con due occhi portafortuna

La visita della chiesa merita davvero per capire meglio La Valletta e la storia di Malta, isola che deve molto alla presenza dei Cavalieri, che ne hanno plasmato le città e i porti, e che hanno portato un’influenza europea in una terra che per sua natura e geografia è da sempre un meltin pot di culture, di genti, di naviganti. Una storia antichissima che comincia ben prima delle Piramidi, tra l’altro, e di cui qualcosa si può conoscere al National Museum of Archaeology: i primi abitanti di Malta costruirono grandi templi megalitici, ovvero in grandi massi di pietra, che sono unici nel loro genere in tutto il Mediterraneo. Adoravano la Grande Madre e i propri defunti, costruivano complessi grandissimi con tecnologie che ci risultano ancora sconosciute e che certo dovettero impiegare grandi masse di uomini per anni e anni. Testimonianze di questi grandi templi si trovano ancora a Malta, anche a poca distanza da La Valletta, lungo la costa e nell’interno, e anche sull’isola di Gozo. Hanno superato i millenni e ci raccontano ancora oggi di quanto questa piccola isola sia sempre stata speciale.

Gozo, l’isola di Calipso

Tradizione vuole che Gozo, l’isola più grande, dopo Malta, dell’arcipelago maltese, sia insieme a Malta stessa,  il luogo dove l’Odissea colloca la ninfa Calipso. Mitologia a parte, l’isola rivela a chi la vuole scoprire tesori naturalistici, storici e archeologici che vanno oltre il semplice andare in spiaggia.

Si raggiunge Gozo via mare dal porto di Cirkewwa, nel Nord di Malta, dopodichè per girare l’isola basta anche solo una giornata: i punti focali del tour sono pochi ma buoni, e comprendono la città di Victoria-Rabat, il sito archeologico di Ggantija e le attrazioni naturalistiche di Fungus Rock e Inland Sea, vicine l’una all’altra a Dwejra, nella parte Nord dell’isola. Fino all’8 marzo 2017 vi era la più spettacolare di tutte, Azure Window, che è crollata però durante una tempesta.

Victoria-Rabat è la città storica dell’isola, nonché il capoluogo. Il nome rivela un’origine araba, poi diventato in italiano Rabatto del Castello, e infine Victoria in onore della Regina Vittoria a fine ‘800; il nucleo storico di fatto è una cittadella che si arrocca sull’altura, percorsa da mura dalle quali si domina il panorama circostante sul resto dell’isola. È nel centro di Gozo, tutte le strade portano ad essa e da essa si dipartono tutte le strade in direzione delle altre località dell’isola.

Rabat Gozo

Le mura della cittadella di Rabat e la sua cattedrale

Il sito archelogico di Ggantija ospita due templi megalitici, risalenti a 5000 anni fa circa. Queste architetture caratteristiche hanno colpito l’immaginazione sin dai tempi dei primi scopritori e tuttora molto c’è da capire riguardo la loro funzione, il perché della loro forma e della loro posizione rispetto al territorio. Quello che è certo è che i costruttori furono i primi architetti della storia, perché i più antichi templi maltesi sono stati costruiti addirittura prima delle piramidi! I templi di Ggantija hanno la caratteristica pianta a trifoglio, ottenuta dall’utilizzo di sole forme curve in pianta che creano una serie di lobi, una cosa inconsueta questa presso tutti i popoli antichi (e soprattutto così antichi). I templi sono realizzati in enormi lastre di pietra, che presuppongono, per il loro trasporto e la loro posa in opera, un grande lavoro di squadra che dovette impegnare anche centinaia di persone e richiedere molto tempo. Visitare questi templi, così come gli altri analoghi complessi archeologici che si trovano su Malta, come Tarxien o Mnajdra, vuol dire venire a contatto con una pagina della storia più antica del Mediterraneo che in pochi conoscono.

Ggantija

L’interno di uno dei due templi di Ggantija

Ma la vera meraviglia di Gozo è probabilmente Dwejra con le sue favolose attrazioni naturali. L’Azure Window, innanzitutto, che era ciò che rimane di una falesia consumata dall’incessante lavoro di erosione del mare e del vento. Quella che una volta era una falesia fino al marzo 2017 è stato un arco che proteso in acqua, una porta attraverso cui vedere il mare blu agitato dal vento, che qui si fa sentire particolarmente veemente. Poco distante, Fungus Rock è un grosso pilone, ciò che rimane di un altro tratto di falesia letteralmente mangiato dal mare e dal vento. Nei pressi si trova Inland Sea: una piccola apertura nella falesia fa sì che l’acqua di mare scorra attraverso e vada a formare un mare interno, una laguna, spettacolare a vedersi, intorno alla quale sorge un porticciolo.

fungus rock

Fungus Rock

Azure window

Azure Window

inland sea

Inland Sea

Storia, archeologia e natura: su un’isola così piccola si trovano ben rappresentati tutti questi elementi. Ma se proprio non potete fare a meno di andare al mare, Ramla Bay è una delle spiagge più belle e ampie di Gozo, dalla splendida sabbia dorata. Che poi, in effetti, un bel bagno a mare dopo un tour storico-culturale ci sta proprio bene…

Ramla Bay

La spiaggia dorata di Ramla Bay, Gozo

I TEMPLI MALTESI: un mistero da scoprire

Scordatevi gli Egizi: non sono loro i più antichi architetti del mondo. Le piramidi, pur se molto antiche, non sono la realizzazione in pietra monumentale più antica realizzata dall’uomo, checché ne dicano i fans di Voyager e di altre archeofantasie. I primi architetti vissero a Malta e lì realizzarono i primi edifici monumentali che la storia, anzi la preistoria, ricordi: stiamo parlando infatti dei templi megalitici maltesi, strutture alquanto complesse e uniche nel loro genere, che sono state costruite sul piccolo arcipelago di Malta e Gozo a partire da 1000 anni prima delle piramidi. Un bel vantaggio!

Mnajdra

Il tempio megalitico di Mnajdra

Mentre però delle piramidi conosciamo bene la funzione, almeno così ci pare, dei templi maltesi non si conosce nulla con precisione. A partire innanzitutto dalla destinazione d’uso. sono davvero templi? Certo non sono case di abitazione: troppo grandi e soprattutto figlie di un’ideologia megalitica (chiamiamola così) per cui la casa era in paglia, legno, materiale effimero, mentre la pietra era usata per strutture che dovevano durare eternamente, come ad esempio le tombe. A questo proposito, non sono tombe: mancano ossa umane di qualsiasi tipo all’interno, si tratti di uno scheletro intero o di ossa sparse. Potrebbero essere fortezze? Ma gli spazi sono interni sono troppo stretti e angusti per ospitare dei difensori, sebbene le poderose mura esterne potrebbero anche indicare una funzione di difesa. Rimane allora l’unica possibilità, che pare non avere obiezioni, quella del tempio: gli spazi stretti all’interno possono essere vani in cui si celebravano riti per pochi eletti mentre la folla si riuniva all’esterno nel cortile antistante; inoltre l’interno è ricco di altari vicino ai quali spesso si trovano ossa animali, resti di sacrifici.

Ggantija

L’interno di uno dei due templi di Ggantija a Gozo

Ah, non si è detta una cosa di questi templi: hanno una pianta bizzarra, a trifoglio i più primitivi, e comunque lobata, senza una sola linea retta prevista in costruzione. Sono strutture con 3, 4, 5, 6 absidi e la facciata concava, e il perché di quest’architettura è a tutt’oggi un mistero. C’è chi sostiene che riprendano in elevato la pianta delle tombe scavate nella roccia, che effettivamente hanno la forma a “D” o a lobo, o a rene (a seconda della fantasia dell’archeologo di turno); ma c’è chi invece sostiene che i templi, per lo meno quelli più complessi, a 4 e 5 absidi, riprendano in pianta le forme sinuose delle statuette della Dea Madre! Entrambe le teorie non hanno prove certe che possano confermarle o meno, per cui non si può far altro che prenderne atto e andare a visitare, a vedere direttamente, i più importanti e monumentali templi maltesi.

Tarxien

Il tempio di Tarxien

Si tratta nello specifico dei templi di Tarxien a Pawla, di Mnajdra e Hagar Qim sulla costa  occidentale di Malta e di Ggantija sull’isola di Gozo.

Tarxien è il più grande dei complessi maltesi, costituito da 3 templi incastrati l’uno nell’altro: di Tarxien non sono rimasti poderosi muri megalitici, quanto piuttosto begli altari con sculture a rilievo e una statua colossale della Dea Madre. Hagar Qim e Mnajdra sono invece isolati sulla costa: Mnajdra in particolare guarda il mare sottostante e la piccola isola di Filfla in lontananza. Ggantija a Gozo già dal nome fa capire le sue proporzioni e effettivamente è talmente ben costruito che in alcuni punti l’elevato dei muri si conserva per un’altezza di ben 6 m. Non è poco per un edificio costruito più di 5000 anni fa!

L’archeologia maltese è l’aspetto forse più peculiare di quest’arcipelago così unico nel suo genere nel sud del Mediterraneo: crocevia di genti fin da epoche remotissime, e al tempo stesso isolata dal resto del mond, ha saputo elaborare un’architettura e modi di vita tutti suoi fin dall’età del Rame (epoca cui risalgono i templi più antichi). L’epoca megalitica ha dato tanti esiti disparati in Europa, dai dolmen e menhir della Gran Bretagna (pensate a Stonhenge) e della Francia al cromlech del Piccolo San Bernardo in Val d’Aosta, alle Tombe dei Giganti in Sardegna; ogni gruppo umano in quell’epoca ha saputo creare opere impressionanti con lo scopo che rimanessero nel tempo. E ci sono riusciti, non c’è che dire. A Malta, così isolata dal resto del Mediterraneo, i templi megalitici si sono sviluppati in forme che non si ritrovano altrove. La loro impressionante bellezza e potenza è dovuta proprio alla loro unicità.

Malta: spiagge e archeologia – 1 parte

Chi ha detto che Malta è un luogo da ragazzini, per divertirsi e basta? Chi ha detto che a Malta ci si va solo per i corsi di Inglese organizzati per liceali e universitari? Sarebbe riduttivo. Malta offre molto di più. È solo St. Julians, a ben guardare, la culla del divertimento e della movida per adolescenti e post-adolescenti che di giorno studiano Inglese e la sera – o in spiaggia – mettono in pratica i loro progressi linguistici abbordando a destra e a manca.

Ma Malta non è solo questo.

Malta è una splendida meta per chi ama le isole del Mediterraneo e le sue spiagge. L’arcipelago maltese offre infatti delle baie deliziose, splendide non solo per il loro essere spiagge con un mare stupendo, ma proprio per gli squarci di paesaggio che creano. La più famosa è senz’altro la Laguna Blu di Comino – raggiungibile in battello dalla punta più alta di Malta, Cirkewwa – un piccolo angolo di paradiso che però dalle 10 del mattino si popola di turisti. Se a quel punto la calca vi dà noia, fate come noi: attraversate l’isola (veramente piccola) e troverete un’altra baia, che poco ha da invidiare alla Blue Lagoon: Santa Marija Bay.

Santa Marija Bay

La spiaggia di Santa Marija, Comino

Un’altra spiaggia è, su Malta, Golden Bay, enorme, immensa, una vera grande spiaggia. Qui il mare è mosso, grandi cavalloni che danno l’impressione di una spiaggia oceanica. Impressione che è confermata dal grande bar sulla spiaggia che serve frutta fresca e fa happy hour a tutte le ore.

E poi c’è la caletta di Ghar Lapsi, uno specchio d’acqua incastonato tra gli scogli e frequentato dai Maltesi. Acqua verde limpida, snorkeling assicurato.

Se ci trasferiamo a Gozo andiamo a Nord dell’isola, in quell’angolo assurdo che vede riunite tutte  insieme l’Azure window, il Fungus Rock e Inland Sea. È proprio qui che dovete venire, in questo lago salato che riceve acqua da una spaccatura nella roccia da cui prorompe il mare…

Nel prossimo post l’altro motivo per cui vale la pena visitare Malta: i suoi siti archeologici.

Malta: spiagge e archeologia – 2 parte

Nello scorso post ho citato alcune spiagge, oggi mi tocca parlare, come promesso, dell’altro valido motivo per cui venire a Malta: l’archeologia.

Chi non è mai stato affascinato da opere megalitiche come Stonehenge? O non ha mai subito il fascino delle piramidi? Bene, a Malta esiste tutta una serie di monumenti molto meno noti, sia di Stonehenge che delle Piramidi, ma che al pari di esse pongono numerosi problemi sul “come” sono state realizzate e di cui, al pari di Stonehenge, non si conosce perfettamente la funzione (religiosa, sì, ma non solo). Questi templi megalitici si trovano sparsi a Malta e a Gozo e sono molto particolari per le loro planimetrie, a trifoglio o a lobi, comunque prive di elementi rettilinei. Le pareti sono tutte realizzate con enormi lastre e blocchi di pietra, mentre non si sa come e se avessero il tetto. Alcuni di questi templi sono molto elaborati, come a Tarxien, nel centro dell’isola, dove sono affiancati ben 3 templi collegati tra loro. All’interno doveva trovarsi una grande statua della Dea Madre (oggi nel sito c’è la copia del grande frammento rinvenuto durante gli scavi).

A Mnajdra, invece, lungo il promontorio sud-ovest dell’isola, i due templi affiancati guardano verso il mare, da dove forse arrivavano le navi dei popoli stranieri che commerciavano con i Maltesi delle origini (ah, non ve l’ho detto, ma siamo all’incirca a 3000 anni prima di Cristo!). I templi di Malta sono, purtroppo, ancora molto sconosciuti. Strano, infatti, che non esistano su di loro strambe teorie fantarcheologiche come invece abbondano per Stonehenge e per le piramidi!

Mnajdra

Il tempio megalitico di Mnajdra

Se andate a Malta, vi consiglio di visitare Tarxien, il più grande, oppure Mnajdra, che offre una splendida vista sul Mediterraneo, o ancora Gigantija, a Gozo, forse il meglio conservato in elevato. Così potete rendervi conto di quanto fossero in gamba questi Maltesi antichi, e di quanto ancora poco sappiamo del nostro passato.