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Londra: un’elegante (e lunghissima) passeggiata nel verde dei parchi

Londra è verde. Il centro della città è occupato da un polmone meraviglioso, elegante e enorme, costituito da bellissimi immensi parchi, splendidi giardini curatissimi e frequentati dai cittadini che qui vi fanno jogging, vanno in bicicletta, o semplicemente passeggiano col cane. Tra nonni con i nipoti, ciclisti della domenica, anziani che leggono il giornale e ragazzi che corrono al mattino presto, qui si respira un tratto di vita londinese.

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Hyde Park

Il percorso che propongo sulla carta è lunghissimo, ma non deve impressionare perché è davvero molto piacevole. In più, può essere ulteriormente ampliato e inframmezzato dalla visita ai palazzi che si incrociano lungo il cammino.
Un consiglio, prima di partire: assicuratevi le giuste energie con una corroborante English Breakfast, superate le vostre remore in fatto di fagioli, uova e bacon a colazione, quindi mettetevi in marcia. Mi ringrazierete.

Si entra nei Kensington Gardens: elegante parco che un tempo costituiva il giardino privato di kensington Palace, ha ampi viali, ordinatissimi prati e un laghetto centrale nel quale nuotano tranquille anatre e cigni. Una favola, che ha come perfetto sfondo, romanticissimo a vedersi, Kensington Palace. Questo fu residenza reale per lungo tempo: vi abitò anche la Regina Vittoria, la quale è ricordata da una statua posta davanti al palazzo, ed è stata per qualche tempo residenza dei principi William e Kate. Si può decidere di visitarla, in quanto è per buona parte musealizzata, oppure di fare un salto nel suo museumstore, aperto al pubblico e molto… di classe. Si prosegue poi, ed è una gioia passeggiarvi in una giornata di sole, mentre diventa molto intimo, nonostante gli spazi aperti, passeggiarvi sotto la pioggia.

Il monumento alla regina Vittoria davanti Kensington Palace

Il monumento alla regina Vittoria davanti Kensington Palace

Un grande monumento, su un’estremità del giardino attira l’attenzione: è l’Albert Memorial, monumento al principe Alberto, marito della regina Vittoria al quale è dedicato di rimpetto, fuori dal giardino, la Royal Albert Hall, uno splendido teatro tuttora usato per concerti e spettacoli di richiamo anche internazionale. Il monumento è tanto bizzarro quanto denso di significati: sopra un basamento di marmo si erge un baldacchino neogotico, tutto guglie e dorature che ospita una statua dorata del principe Albert. Il basamento è percorso da un fregio sul quale sono rappresentati tantissimi celebri architetti, scultori, pittori e poeti: un omaggio al genio dell’essere umano di ogni tempo e luogo. Tra i vari  gruppi scultorei che decorano gli angoli del monumento le statue dei 4 continenti (eh, sì, l’Australia non è rappresentata) sono esagerate: il bisonte per le Americhe, l’elefante per l’India, il toro per l’Europa e il cammello per l’Africa sono gli animali simbolo dei continenti, in un’allegoria che vuole mostrare quanto si estende la sfera d’influenza inglese su tutto il mondo.

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Albert Memorial

I Kensigton Gardens sono una parte di Hyde Park. Lungo The Serpentine, un lago artificiale, si sviluppano belle passeggiate nel verde. Il parco, che nacque come riserva di caccia e che dalla seconda metà dell’800 ospita lo Speaker’s Corner, un angolo dal quale chi protesta contro il sistema può dire la sua, è davvero immenso. Proseguiamo e in fondo al giardino, poco prima di uscire sulla Grand Entrance, una porta colonnata in marmo, ci imbattiamo in un angolino floreale, pieno di siepi di fiori e di scoiattoli che si nascondono spaventati se un cane al guinzaglio li fiuta.
Quando si esce dal giardino, l’ampio viale che si percorre per giungere davanti a Buckingham Palace, Constitution Hill, è dedicato alle guerre e di conseguenza alla pace, con un War Memorial, monumento ai Caduti di tutte le guerre. Green Park, un altro giardino alberato,  mentre percorriamo il viale, passando davanti a svariati monumenti commemorativi.
Davanti a Buckingham Palace c’è sempre una discreta folla, soprattutto se si appressa l’ora del cambio della guardia. Buckingham Palace, oltre ad essere la residenza della Regina Elisabetta II, è anche museo, per cui se volete visitarlo, al ritorno nessuno potrà contestarvi quando direte che siete stati a casa della Regina!
Da Buckingham Palace al St. James’s Park il passo è breve e per compierlo dobbiamo rendere omaggio al Queen Victoria Memorial.

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Paesaggi da favola al St. James’s Park

Entriamo in questo grande parco, il più antico dei parchi reali, nel quale si alternano zone alberate a prati, a giardino fiorito, con un lungo grande lago artificiale che è un piacere attraversare, perché offre scorci da favola su Londra. Non ci credete? Su un ponticino, da un lato vi girate e vedete in lontananza Buckingham Palace; se vi girate dall’altro lato invece le Scuderie Reali, laggiù, fuori dal parco, sembrano davvero il castello delle favole. Un’architettura maestosa che alla fin fine ospita soltanto… stalle.
St. James Park offre paesaggi più variegati rispetto ai Kensington’s Gardens e Hyde Park, e il suo fulcro è il suo corso d’acqua che ospita anatre, cigni e persino, se siete fortunati, qualche pellicano di passaggio che potrebbe sedersi sulla panchina accanto a voi mentre leggete il giornale (giuro:l’ho visto coi miei occhi). Non mancano anche qui scoiattoli audaci che si avvicinano nella speranza di ricevere qualche briciola e che spesso invece si devono accontentare di un selfie col turista di turno. Un grande bar offre ristoro a chi vuole trascorrere qui tutta la giornata. Altrimenti l’uscita dal giardino è poco distante.
Quando uscite da St. James Park, magari in direzione di Trafalgar Square, non vi rendete neanche conto di quanta strada avete percorso. Solo consultando la cartina capite effettivamente quanto avete camminato! Ma sarete ugualmente ristorati perché non c’è niente di più lieto di una passeggiata nel verde, nella più totale pace, tra il canto degli uccellini, lo stormire di foglie mosse dal vento e il sordo ritmato rumore dei passi sulla terra battuta.

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Londra: passeggiando da London Bridge a Tower Bridge

London Bridge e Tower Bridge. Spesso in passato ho confuso i due nomi e i due ponti, pensando anzi che London Bridge fosse un nome alternativo a Tower Bridge e viceversa. Niente di più falso, ma si sa, quando si radicano certe idee erronee, spesso è difficile levarsele del tutto dalla testa. C’è solo un modo per fugare ogni dubbio: attraversare sia un ponte che l’altro, avendo ben chiaro di dove ci si trova e in che rapporto stanno i due ponti l’uno con l’altro.

Il Tower Bridge

Il Tower Bridge

Ebbene, ve lo dico subito: il London Bridge è il ponte dal quale si vede il Tower Bridge. Dal quale tutti si sporgono per fare foto frontali al Tower Bridge, il quale si distingue per le sue torri così caratteristiche, che ne fanno uno dei simboli della silhouette londinese. Il London Bridge è invece, a vedersi, un normalissimo ponte su cui passa il traffico cittadino che dalla City, il cuore finanziario di Londra, va a Southwark, il quartiere sulla riva opposta del Tamigi.

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Sì, il London Bridge è apparentemente un ponte come tutti gli altri. In pratica, però, è il ponte più antico di Londra. Mi spiego: il London Bridge fu costruito, pochi metri più in là, addirittura dai Romani, i fondatori dell’antica Londinium. Fino al 1750 addirittura esso rimase l’unico ponte posto ad attraversare il Tamigi! È dal 1830 che l’antico ponte viene sostituito dal ponte attuale: una lapide ne racconta le sorti, illustrandoci con poche semplici parole 2000 anni di storia.

Chi arriva col bus da qualunque parte della città deve scendere sul Ponte. Da qui è d’obbligo la prima di una lunga serie di foto che hanno per sfondo il Tower Bridge. Dopodiché, se avete fame, la soluzione è scendere nel vicinissimo Borough Market, che resta proprio sotto il ponte, vicino alla fermata della metropolitana.

Walking on Tower Bridge

Walking on the Tower Bridge

Rifocillati, è giunto il momento di mettersi in marcia, destinazione Tower Bridge! La passeggiata si sviluppa lungo l’argine destro del Tamigi ed è un susseguirsi di spiazzi ampi affacciati sul fiume, con qualche belvedere, e grandi palazzi e gallerie commerciali. Da qui, su un lato e sull’altro del fiume, si scorgono i grattacieli più belli della city, che caratterizzano in senso positivo un paesaggio urbano moderno e da metropoli quale Londra è.

Intanto il Tower Bridge si avvicina e ogni passo in avanti che si fa è buono per scattarsi un nuovo selfie, una nuova foto ricordo da una distanza più ravvicinata… di sera è ancora più bello perché si può giocare con le luci dei lampioni e del ponte illuminato, e vedere e creare magiche atmosfere.

Se vi interessa la Guerra, una nave da guerra è parcheggiata lì a metà strada lungo il fiume: è un museo sospeso sull’acqua, visitabile con biglietto. Roba da appassionati. Dall’altra parte del London Bridge, invece, ridiscendendo il fiume, è parcheggiato un galeone dei tempi della Compagnia delle Indie, glorioso capitolo storico del colonialismo e della stagione dei grandi commerci della Marina Britannica.

Tower Bridge by night

Tower Bridge by night

I pochi pub che si affacciano su questa passeggiata sono sempre strapieni; ma se volete mangiare potete provare ad andare oltre il Tower Bridge, dove si trovano gli ex magazzini, edifici in mattoni rossi oggi riconvertiti in quartiere alla moda zeppo di ristorantini anche etnici e di negozietti.

Il Tower Bridge, vi dicevo, deve la sua fortuna alla sua architettura così particolare. Le sue due torri la rendono unica al mondo. Sembrano due torri da castello delle favole, eppure il ponte è stato costruito solo alla fine dell’800, ed è un ponte mobile, concepito per alzarsi e abbassarsi per consentire il passaggio delle navi.  Il ponte è costituito dunque da due torri collegate in cima da due passerelle luminose, dipinte oggi di un bell’azzurro cielo e di bianco. In effetti la struttura potrebbe sembrare un po’ kitsch nel suo insieme, oppure pop, soprattutto la sera e in occasioni particolari, quando viene illuminata a tema. Le torri, comunque, non sono semplicemente un vezzo dell’architetto, ma sono funzionali alla struttura, che deve reggere il peso del ponte che si apre per il passaggio delle navi. Così funzionalità ed estetica si prendono a braccetto, com’è giusto che sia.

Tower Bridge

Dal Tower Bridge si vedono la Torre di Londra e, dietro, i grattacieli della City

Ma il nome del ponte, Tower, non deriva dalle due torrette, quanto piuttosto dalla vicina Torre di Londra, una grande fortezza medievale utilizzata variamente nel corso della storia come palazzo reale e come prigione, e che si trova sull’argine opposto del Tamigi, proprio all’imbocco del Tower Bridge. Il ponte  è aperto al traffico dei mezzi automobilistici e pubblici, ma è anche pedonale e attraversarlo consente di prendere una bella vista panoramica sulla city, mentre si cammina verso la Torre di Londra.

Da buon simbolo di Londra, il Tower Bridge è stato sfondo di diverse pellicole cinematografiche. E per le Olimpiadi di Londra del 2012, è stato allestito con i colori e con i cerchi olimpici.

Grazie a questa passeggiata mi sono chiarita ancora di più le idee sui due ponti, sulla loro storia e sui loro nomi. E d’ora in avanti sarà impossibile confonderli, non trovate?

Attraversando la campagna inglese

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Esiste il mito della campagna inglese: un luogo sospeso nel tempo, fatto di pascoli verdi e dolci colline ove pascolano greggi di pecore e cavalli dalle zampe coperte di lungo pelo. Non ti stupiresti di vedere spuntare ad un certo punto su una strada sterrata un uomo alla guida di un carro, o di veder correre nei campi bambine con le cuffiette in testa e dalle lunghe gonne fruscianti di mille strati di tulle. Bisogna ringraziare la letteratura inglese dell’Ottocento e tutto il cinema che ad essa si ispira se questa visione bucolica made in UK appartiene al nostro (o almeno al mio) immaginario.

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Così in effetti immaginavo la campagna inglese: un succedersi ininterrotto di prati verdi, di pascoli, di ville di campagna, dolci pendii e cieli infiniti. Magari qualche carrozza qua e là. E devo dire che, carrozze a parte, tutto dell’idea che avevo corrisponde: campi coltivati, verdi pascoli e giallissimi campi di trifoglio in fiore si alternano a perdita d’occhio sotto un cielo senza fine. Se la fortuna ci assiste possiamo attraversare questa campagna in una bella giornata luminosa, magari con qualche nuvola birichina qua e là, che ogni tanto nasconde il sole, facendo filtrare i suoi raggi e arricchendo così di nuove luci questo elegante paesaggio.
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Sì, il paesaggio della campagna inglese è elegante, sobrio, ma soprattutto tranquillo, pacato e rilassante per chi lo attraversa magari distrattamente in treno, come ho fatto io. Guardi fuori dal finestrino e non puoi far altro che contemplare la dolcezza di questi dolcissimi, quasi inesistenti pendii, di tanto in tanto interrotti da un tratto di boscaglia o, al contrario, da un paesino in mattoni rossi e tetti a spioventi molto acuti: perché oggi qui c’è il sole, ma spesso piove, come tutti sanno; altro mito che riguarda l’amata Inghilterra.

La cosa che colpisce di più l’attenzione è l’improvvisa esplosione di luce che accendono i campi di trifoglio in fiore: un giallo chiaro, intenso, che buca lo sguardo sia che la giornata sia illuminata dal sole che, al contrario, sia plumbea per la pioggia imminente. Un giallo che difficilmente si dimentica, un giallo che rimane negli occhi per km e km, mentre il treno corre allontanandosi da Londra per raggiungere Birmingham.
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Due ore di viaggio durante le quali il paesaggio non muta particolarmente, ma non annoia: il monotono susseguirsi di campi verdi e gialli ogni tanto ci regala qualche variazione sul tema, come un fienile lungo la cresta del pendio, un trattore che lavora, un gregge di pecore al sole, i cavalli nei loro recinti, coperti per proteggerli dal freddo, una stazione del treno immersa nel verde, con le panchine in legno quasi nascoste dalle fronde degli alberi, un paesino poco distante dalla ferrovia, una strada che attraversa i campi.
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L’aria fuori è ancora frizzantina, nonostante sia maggio inoltrato, la giornata è tersa, e qualche nuvola qua e là disegna un cielo che qualunque fotografo vorrebbe fotografare. Un bel paesaggio da dipingere, da immortalare e da portarsi nel cuore.

Che bella sorpresa il Borough Market!

Proprio sotto London Bridge, sul lato Southwark del Tamigi, si trova ciò che non ti aspetti: un mercato alimentare in parte coperto nel quale le vostre papille gustative andranno in estasi!
Nel pieno centro di Londra si trova il Borough Market: un’elegante struttura in ferro ospita, al di sotto del ponte della ferrovia, adiacente al Tamigi, il regno dello street food londinese. Se pensavate che Camden Town, con i suoi banchini di street food etnico, fosse il luogo privilegiato per un pranzo all’aperto ma di gusto, con tanta scelta e varietà nell’offerta, al Borough Market letteralmente impazzirete.
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Si va dall’etnico, cinese, indiano, spagnolo, tedesco, al vegetariano, senza scartare naturalmente la cucina inglese, qui ben rappresentata dalle pies a base di carne e dalle zuppe; ci sono poi i banchini dedicati ai dolci, quelli dedicati al bere e poi si trovano i banchi alimentari veri e propri: frutta e verdura, pane, carne o pesce, salumi, prodotti di importazione o fusion (come il banco che vende prodotti calabresi e, per quanto riguarda l’aspetto fusion, la ‘nduja del Kent).
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Un mare di gente si riversa qui in pausa pranzo e durante il giorno è un viavai continuo di gente, non solo inglesi, non solo turisti.
Il Borought Market non è considerata una tappa fondamentale in un viaggio di un week-end a Londra, eppure non andrebbe scartata in un itinerario che passando da London Bridge, o risalendo il Tamigi dal Globe Theatre, vuole continuare la passeggiata fino al Tower Bridge, il ponte più caratteristico sul Tamigi.
La grande struttura in ferro verde e vetro che ospita il Borough Market è un bel padiglione elegante e impreziosito dagli orologi che pendono dal soffitto e dalle colonnine che alleggeriscono la struttura.
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Al di sotto è un brulicare continuo di gente che mangia, che beve, che fa la spesa, che chiacchiera in allegria con colleghi e amici. È uno spaccato di vita di quartiere a due passi dalla City. Perché se da qui si attraversa London Bridge si entra nel cuore finanziario di Londra, nel cuore pulsante e frenetico, dove tutti camminano veloce, dove sempre nuovi cantieri costruiscono a tempo di record grattacieli futuristici ridisegnando giorno dopo giorno lo skyline. Ma noi ora siamo al Borough Market, è ora di pranzo, e ci godiamo la nostra buonissima meat pie al freddo, sì, ma lontano dal frastuono della Londra frenetica.

Portobello Road da favola, anzi da film

Tutti noi abbiamo visto “Pomi d’ottone e manici di scopa” con Angela Lansbury nel ruolo di un’improbabile aspirante strega che accoglie tre ragazzini sfollati durante la II Guerra Mondiale e con loro si mette alla ricerca di un prezioso libro di magia con il quale completare il suo corso di stregoneria. Proprio l’inizio delle ricerche porta i protagonisti a Londra, una Londra buia sulla quale incombe la guerra, una Londra sospesa tra il sogno e la realtà. Così quando alla nostra strega viene detto che solo a Portobello Road potrà trovare, forse, quello che sta cercando, ecco che veniamo tutti quanti catapultati in un suggestivo mercato delle pulci che sa di magico e di polveroso, nel senso buono del termine, della polvere che copre i ricordi… In effetti rivedere da adulta Pomi d’ottone e manici di scopa è un tuffo nel passato che stimola la stessa sensazione di dolce nostalgia che si ha a guardare Mary Poppins (altro film Disney ambientato a Londra). Qui la somiglianza con Mary Poppins la fa la canzoncina, mentre l’atmosfera che vi vedo è la stessa che viene creata in Harry Potter… La magia, come vedete, torna sempre 😉

Ma non è di film che voglio parlare, ma del fatto che non mi sarebbe mai venuto in mente questo film se oggi un tweet di @vivilondra non me l’avesse ricordato:

In un attimo ho ricordato la scena del film, ma soprattutto il fatto che io, nel corso delle mie esperienze londinesi, da Portobello Road ci sono passata! E certamente oggi, turistica e strafrequentata, ha perso un po’ di quell’alone di mistero e bellezza che un tempo aveva: i banchini dei venditori ambulanti non sono più così suggestivi e particolari e strizzano l’occhio al turismo di massa. Beh, a ricordarci com’è Portobello Road oggi c’è un altro film… davvero non sapete quale? Ma è Notting Hill, in particolare quel passaggio in cui passano i giorni, i mesi, le stagioni, e Hugh Grant pensa desolato e innamorato alla bella attrice Julia Roberts… Tutta un’altra atmosfera, ma resta l’immagine di un luogo musicale, sospeso, suggestivo, dove i sogni e i desideri possono prendere corpo. Prometto che la prossima volta cercherò di vivere Portobello Road come se fossi in un film, per cogliere anch’io l’atmosfera magica che il cinema le ha sempre dato e sempre le darà.

Londra: 4 icone da non perdere

Dedico quest’articolo ad una cara amica che trascorrerà a Londra una settimana di vacanza tra Natale e Capodanno. La conosco: vorrà spendere poco in giro per la città per dedicarsi il più possibile allo shopping.. e come biasimarla! Ecco che così le faccio una piccola lista di luoghi assolutamente da vedere a Londra, a costo zero, ma a grande impatto. Luoghi che sono diventati leggendari, delle icone del mondo contemporaneo. Di cosa si tratta? Venite con me!

1)      Abbey Road

Che ve lo dico a fare? Abbey Road è l’icona delle icone: il celebre attraversamento pedonale che è servito da copertina per l’omonimo album dei Beatles del 1969, che a sua volta deve il nome agli studi di registrazione della EMI dove i Beatles incidevano i loro brani e che da lì in avanti sono stati la sede prediletta per la registrazione di brani e album da parte di cantanti e band inglesi ancora ai giorni nostri… Il mito è vivo tutt’ora, tantissimi sono i turisti che vogliono farsi fotografare mentre attraversano la celebre strada, e persino all’M&M’s Store c’è una reinterpretazione delle strisce pedonali in versione m&m’s…

Abbey Road, la copertina del Celebre album dei Beatles

Come arrivare: prendete la Jubilee Line Train verso St. John’s Wood Station. Quando uscite dalla stazione attraversate la strada principale di fronte alla stazione e camminate per 5 minuti lungo Grove End Road. Troverete l’incrocio di Abbey Road e gli Abbey Road Studios.

2)      Binario 9 ¾ a King’s Cross

È il binario del treno più famoso della letteratura e del cinema. Per i Babbani questo binario non esiste, ma per i maghi e gli studenti di Hogwarts sì! È infatti il binario, sito tra i binari 9 e 10, che costituisce il vero e proprio ingresso nel mondo della magia inventato dalla penna di J.K. Rowling: da lì Harry Potter, Hermione Granger e compagnia lasciano la Londra di tutti i giorni per recarsi nella loro magica scuola guidata da Albus Silente. Il binario si trova, per chi lo sa vedere, nella western departures Hall della King’s Cross Railway Station di Londra.

Il binario 9 3/4 a King’s Cross Station

Come arrivare: prendete la metropolitana per King’s Cross St Pancras. Uscite su Euston Road e arrivate fuori dall’ingresso da Euston Road alla Stazione di King’s Cross. Camminate fino alla fine della hall delle partenze verso la direzione delle toilettes del pianoterra, passate la biglietteria e lì troverete il binario 9 ¾.

3)      La libreria di viaggi di Nottingh Hill

Come dimenticare la favolosa libreria di viaggio “The travel bookshop” di Nottingh Hill, dove Hugh Grant incontra Julia Roberts? Se dovessi mai aprire una libreria, vorrei esattamente una libreria di viaggio, e di nessun altro tipo. Il luogo è una vera icona per gli appassionati del cinema e le appassionate di Hugh Grant… Ma c’è di più: che ne dite di vedere anche la porta blu, quella dove Hugh Grant vive insieme a Spike, il suo bizzarro amico pittore? L’appartamento del film non corrisponde alla realtà, che rivela dietro la porta blu una grande casa. Ora, poi, è difficile scorgere l’appartamento, dice wikipedia, in quanto la porta è di colore nero e di fronte c’è una piccola struttura alla quale si poggiano le bici. Infine, per concludere il Notting Hill Tour, il giardino privato in cui Hugh Gant e Julia Roberts entrano, scavalcando un cancello, è il Rosmead Gardens, situato in Rosmead Road.

La libreria di viaggio del film “Notting Hill”

Come arrivare:  l’originale “The Travel Bookshop” si trova al 13 di Blenheim Crescent; prendete la Central Line per Nottingh Hill Lane. Uscite dalla stazione e camminate verso Portobello Road. Per la libreria di viaggio, girate a sinistra in Blenheim Crescent e camminate per pochi metri: vi apparirà sul lato sinistro della strada. Per la porta blu camminate un po’ di più lungo Portobello road e raggiungete Westbourne Park Road: vedrete la porta sul lato destro della strada, al civico 280, appena fuori Portobello Road.

4)      Twinings Strand Heritage Shop

Nel 1706 apriva i battenti il negozio/sala da tè del produttore di tè più famoso del mondo. Si tratta di ben altro tipo di icona, questa, rispetto alle precedenti, ma che vale davvero la pena di inserire nei propri giri della città. Il negozio Twinings è aperto nello stesso posto da ormai più di 300 anni: è un corridoio lungo e stretto sul quale si dispongono a non finire confezioni di tè per la gioia degli occhi e del palato. La scelta è davvero ampia – d’altronde siamo nella casa madre dell’industria produttrice di tè più nota in assoluto, forse – e non si limita al tè, ma investe anche il merchandising, le tazze e le teiere, insomma tutto il nécessaire per il Five o’Clock Tea, che in Gran Bretagna è davvero un must. Infine vi è un ambiente dedicato a sala da tè. E lì, se vi volete bene, potete sbizzarrirvi…

Lo store della Twinings sullo Strand, di fronte al Palazzo di Giustizia

Come arrivare: in metropolitana, scendete a Temple, sulla District e Circle Line, uscite in direzione dello Strand e una volta arrivare sullo Strand proseguite a destra; il negozio Twinings si trova proprio di fronte al palazzo di giustizia e accanto ad una piccola chicca per gli appassionati di Dan Brown e del Codice da Vinci: Temple Church.

La mappa della metropolitana di Londra

Sono ben pochi suggerimenti rispetto a tutto quello che si può fare e vedere a Londra in una settimana. Ma sicuramente sono quelli che possono fare la differenza tra una vacanza canonica e una un po’ più… originale!

A presto! Non vedo l’ora di sapere com’è andata!

I love shopping in London!

Londra è ufficialmente riconosciuta come capitale europea, se non mondiale dello shopping. Non si concentra tutto in un’unica via, come può essere la Fifth Avenue a New York, o in un centro commerciale, come può essere a Dubai, ma al contrario tutta la città offre occasioni più o meno insperate e inaspettate di shopping per tutti i gusti e per tutte le tasche.

I love shopping in London

Ho selezionato solo alcune chicche da non perdere, immerse nel mare magnum di boutiques, negozi e mercatini che la capitale inglese offre.

Cominciamo da Oxford Street, dove Primark è il re incontrastato dell’abbigliamento a basso costo. Entrare da Primark vuol dire farsi prendere dalla voglia matta di shopping: le T-shirt a 3 pounds, le ballerine a 6 pounds, i set di bracciali a 4 pounds e le borse a 9 pounds sono un invito a nozze! Le clienti possono aggirarsi tra i banchi direttamente col carrello, manco si fosse a fare la spesa! Il negozio, su due piani, è sempre pieno di gente, le casse lavorano a ritmo continuo, i commessi non fanno a tempo a mettere sugli scaffali la merce che già orde di fameliche clienti scombinano tutto a caccia della taglia e del colore perfetti. Una frenesia irreale aleggia nell’aria, una voglia di accaparrarsi tutto perché “quando ti ricapita un affare così?”… Shopping terapeutico, ecco cosa offre Primark, shopping terapeutico e nevrotico, e quando uscirete da lì sarete soddisfatte di ogni singolo capo che avrete comprato, compreso il burro cacao alla coca cola (ebbene sì…).

primark london

Da non perdere è un giro all’interno del m&m’s Store, in Leicester Square. Su 3 livelli, l’interno è quasi un parco giochi, che piace a grandi e piccini. Tra le grosse sagome delle m&m’s l’installazione più bella è la riproduzione dei Beatles ad Abbey Road: le foto ricordo si sprecano, mentre intorno il merchandising è quanto di più vario e divertente: tazze, teiere, pins, magliette, lipstick, quant’altro vi possa venire in mente..ah, e le m&m’s, naturalmente!

m&m's store

Passeggiare in Carnaby Street vi permette di vedere alcune boutiques eccezionali, come il negozio di scarpe Irregular Choice. Donne che vedete la vetrina per la prima volta, resterete innamorate di ogni singola scarpa prodotta da questa casa: colorate, di vernice, di paglia, alte, altissime, decorate, decoratissime, a inserti incredibilmente deliziosi… assolutamente irripetibili! Se vi piace vestire eccentrico, siete nel luogo giusto! Se amate le scarpe, qui potreste andare in crisi mistica! I prezzi poi non sono così inarrivabili, dato che fluttuano tra le 60 e le 90 sterline (di solito si spende di più per scarpe molto più anonime…).

irregular choice carnaby street

Irregular Choice, Carnaby Street

Cambiando totalmente zona, ci trasferiamo momentaneamente a Notting Hill. Qui si trova il 202 Café, bar molto alla moda che al piano interrato ospita una boutique i cui prezzi questa volta sì che sono inarrivabili! Vale la pena comunque di entrare per dare un’occhiata, mentre se volete un caffè mi sa che dovrete fare la coda perché, soprattutto al sabato pomeriggio, pare sia molto (ben) frequentato.

202 café notting hill

202 Café, Notting Hill

Poco distante, Portobello Road è famosa da sempre e per sempre per il suo mercatino sul quale potete trovare di tutto, anche degli ottimi servizi da tè! La via è brulicante di gente, le vecchie botteghe stanno piano piano lasciando il posto alle nuove boutiques o ai nuovi stores: una delle poche vecchie glorie a resistere è AllSaints, con le sue superbe macchine da cucire in vetrina, segno di una tradizione che non vuole andarsene in silenzio

Infine una chicca vintage: poco fuori Londra, a West Northwood (raggiungibile in treno da Victoria Station) c’è Cenci, il negozio di un italiano che è diventato un punto di riferimento nel panorama internazionale del settore del vintage e dell’usato anni ’40-’50-’60-’70. Da qui passano tutti, dai designer degli stilisti di moda mondiale ai direttori artistici dei teatri, agli appassionati di vintage tout-court. Perdersi tra gli scaffali del negozio è una goduria e una meraviglia, tra cappotti, maglioncini, scarpe, borse e cappelli oggi improponibili ma che a suo tempo probabilmente facevano la loro bella figura indosso a qualche signora o gentleman elegante.

Se volete acquistare il tè (del resto siete a Londra!) non potete non andare sullo Strand, al civico 210, nello storico negozio della Twinings. Piccolo e ben fornito, quest’elegante negozio si fa riconoscere per la sua insegna ormai storica. All’interno tè sfuso, confezioni regalo, tè in bustina e l’immancabile merchandising, tra tea towels e postcards.

twinings

Il negozio Twinings a Londra

Queste sono solo alcune idee raccolte nel breve spazio di un week-end. La città però offre tante di quelle occasioni di shopping che non è possibile riassumere tutto nel breve spazio di un post. Tocca a voi, ora, scoprire altre chicche e altre occasioni di shopping estremo!