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Sweet november a Parigi: diario di bordo

Questo è il diario del primo viaggio compiuto da me e Lorenzo a Parigi, nell’ormai lontano novembre 2005. Dopo quella data siamo tornati ancora nella Ville Lumière, tuttavia siamo rimasti sempre affezionati a quel primo week-end parigino. Per questo ci sembra giusto proporlo anche qui, dopo che è stato letto per anni sulle pagine del vecchio blog di Viaggimarilore.

Sweet November in Paris by Viaggimarilore

24/11/2005

Quale migliore occasione per distrarsi in questo novembre così noioso e pieno di lavoro e di studio? Un viaggio a Parigi è l’ideale! Io e Lorenzo siamo partiti stamattina alle 5:21 e siamo arrivati a Paris Lyon alle 16:10: un bel viaggetto un po’ piatto per la verità: io ho dormito praticamente tutto il tempo! Perché questo viaggio? Perché abbiamo trovato una superofferta sia con i treni che con l’albergo e allora… perché non pprofittare? Poi a noi piace tanto viaggiare! Non potevamo non sfruttare una simile occasione! La stanza d’albergo è veramente micro, anche il letto matrimoniale mi sembra più piccolo del solito! Arrivati a Parigi ci ha accolti la pioggia. Così ci siamo subito buttati nel magico mondo di Lafayette, tutta illuminata e più bella che mai. Per oggi è andata così, i giri più culturali iniziano domani!

25/11/2005

E infatti i giri turistico-culturali sono iniziati stamattina. Nell’ordine: Montmartre, Saint-Denis, Nôtre Dame, le Marais, il Louvre e la Tour Eiffel by night. Le Sacré Coeur a Montmartre è sempre d’impatto : si staglia bianchissimo contro il cielo azzurro e dallo spiazzo antistante si domina il panorama della città e si può giocare a riconoscere i monumenti: Nôtre Dame, Beaubourg, la Tour Eiffel… A Montmartre abbiamo fatto un giro un po’ particolare, spingendoci un po’ fuori dai consueti itinerari turistici, ma incontrando viuzze e casette altrettanto belle. L’atmosfera che si respira qui è intima e tranquilla, cosa che non succede nella piazzetta degli artisti dove ogni 5 secondi il turista (io!) è assalito da ambulanti pronti a fare un ritratto! Poi via verso Saint-Denis! Si era detto una visita veloce alla cattedrale e poi subito ritorno in centro e invece… La cattedrale è splendida, un gotico radiante meraviglioso con effetti di luce incredibili dati dal sole che filtra attraverso le vetrate policrome e che si stampa sui pilastri della navata. Il paese di Saint-Denis è la vera sorpresa: una piazzetta carinissima si apre davanti alla cattedrale, e da qui parte una lunga via pedonale su cui si affacciano tantissimi negozi sia di marca che a prezzi bassissimi: la tentazione di fare shopping è alle stelle. In fondo alla via si trova l’Eglise Nouvelle, realizzata in sostituzione della chiesa di Saint Marcel dallo stesso architetto che ha curato il restauro di Saint-Denis e di Nôtre Dame: di fatto da fuori sembra una chiesetta gotica, ma dentro è deludente, perché è veramente spoglia e poco curata. E’ ora di pranzo, e si comincia col primo di una lunga serie di Mc Donald’s. Prima tappa del pomeriggio è Nôtre Dame. Per raggiungerla siamo scesi con la metro a Pont Neuf, uno dei ponti che attraversa la Senna per collegarsi all’Ile de la Cité, su cui sorge Nôtre Dame.

Notre Dame

Notre Dame

Arriviamo davanti alla Conciergerie, il palazzo di Giustizia nei cui sotterranei un tempo stavano le prigioni, e da lì proseguiamo verso la piazza della chiesa. Ed eccola lì, Nôtre Dame, splendida e imponente. Anch’essa è un gotico radiante, al suo interno colonne altissime sostengono arcate imponenti. Lorenzo è affascinato: “C’è una cosa del gotico che mi ha sempre affascinato: è difficilissimo costruire strutture così alte e maestose, soprattutto con le conoscenze e i mezzi che avevano a quel tempo; la struttura deve essere massiccia per sostenere quell’altezza, eppure sembra quasi slanciata. Mi piacciono tantissimo gli archi rampanti e gli archi a sesto acuto. Il gotico è uno degli stili architettonici che preferisco!” Quando usciamo facciamo ancora un giretto nel giardino dietro la chiesa, che ora è tinto dei colori autunnali. E ora si va al Marais. Si accede al Marais da una stretta viuzza che dal Pont Saint Louis costeggia l’abside di una chiesetta e sbuca poi in una strada sulla quale si affacciano alcuni hotels particuliers, cioè palazzi molto belli, dalle architetture imponenti, che si aprono in ampi cortili molto scenografici: Hotel de Beauvais, de Sully, l’Archive National. Intanto, meraviglia delle meraviglie, comincia a nevicare! Nevica poco per la verità, ma la città assume un’atmosfera magica. Io poi sono come impazzita: ogni via ha la sua sala da tè, e Lorenzo deve faticare non poco tutte le volte per allontanarmi, anche perché la nostra meta è le salon de thè le plus beau du monde. La sala da Tè Mariage Frères si trova nel cuore del Marais e per me è stato come nel paese dei Balocchi! Quando a malincuore usciamo di lì ci dirigiamo verso il Louvre.

Louvre by night

Louvre by night

E’ ormai buio, e il nostro obiettivo è di fare un servizio fotografico by night. Andiamo anche al Trocadero, il posto migliore da cui fotografare la Tour Eiffel! Una fantastica giornata è passata, abbiamo visto e fatto tanto, e molto ancora è da fare! Domattina per cominciare, iniziamo dove abbiamo finito oggi, ovvero dalla Tour Eiffel.

tour eiffel by night

Tour Eiffel by night

26/11/2005

L’idea era appunto quella di salire sulla Tour Eiffel, ma appena siamo arrivati al Trocadero ha cominciato a nevicare, e quindi cambio di programma! Sulle note di “I’m dreaming of a white Christmas…” abbiamo cominciato a fotografare ogni singolo chicco di neve che si posava per terra, sugli alberi, sulla Tour Eiffel trasformando in magico un paesaggio che di per sé è già stupendo. Nel giro di un’ora è tutto bianco e noi intanto, mezzi congelati, siamo andati verso l’Hôtel des Invalides e aux Jardins des Tuileries. Un gelo incredibile addosso, ma è stato veramente bello girare durante la nevicata e vedere quindi la città sotto una luce tutta nuova e diversa! Secondo pranzo al Mc Donald’s, poi via verso La Villette, dove si trova la Cité des Sciences! E’ un posto strano la città della Scienza: mi verrebbe da chiamarlo museo, ma non è un museo, perché non custodisce niente di particolare, invece insegna tante cose in modo interattivo, e l’esposizione è studiata in modo da rendere il visitatore un elemento attivo e non passivo. L’esposizione temporanea di Star Wars è stata l’occasione per vedere dal vivo trucchi e costumi di Guerre Stellari, quasi come esseresul set del film! Lorenzo è rimasto ovviamente contento della Città della Scienza , d’altronde è lui che ha insistito a tutti i costi per venire qui, ma anch’io devo dire che sono rimasta favorevolmente colpita, nonostante io non vada molto d’accordo con tutto ciò che è scientifico. Per cui sono soddisfatta, capito Lorenzo? Dopo la Cité des Sciences, che ci ha preso tutto il pomeriggio, siamo tornati in centro a vedere l’Opera. Da qui ci siamo buttati nello “struscio” del sabato pomeriggio, lungo i Grands Boulevards pieni di negozi, ristoranti e con i caratteristici “passages”, delle viuzze laterali su cui si affacciano ristoranti più intimi rispetto ai grandi locali dei viali. E’ sabato sera: quale occasione migliore di questa, dunque, per prendere un aperitivo nei Grands Boulevards?! Ci siamo infilati in un locale carino dal nome un po’ anonimo: Lounge bar Paradise. I cocktails invece non sono anonimi e meritano di essere ricordati: Planteur = rum chiaro, rum scuro, arancia ananas e granatina, e Le Sombrero = tequila, blue curaçao, schweppes e zucchero di canna, serviti in bicchieri bellissimi. Ne è valsa la pena. Anche questa giornata è finita: è stat impegnativa, ma noi due siamo fieri e soddisfatti. A domani!

27/11/2005

Domenica! Prima meta della giornata è la chiesa di Saint Sulpice. Onore al merito, bisogna ringraziare Dan Brown, perché se non ne avesse parlato nel Codice Da Vinci noi ci saremmo persi questo gioiello. La chiesa è imponente, le colonne che ha in facciata la rendono pesante, ma al tempo stesso altera e severa. All’interno c’è la bella cappella degli angeli dipinta da Delacroix con la lotta di Giacobbe e l’angelo, la punizione di Eliodoro e il solito San Michele col diavolo. Nel transetto si trova lo gnomone, voluto da un parroco di Saint Sulpice che voleva a tutti i costi conoscere la data esatta dell’equinozio di primavera per poter determinare la domenica di Pasqua. Lo Gnomone è in marmo, molto alto; una linea di marmo si diparte da lui e attraversa tutta la chiesa fino ad arrivare dall’altro lato del transetto in corrispondenza di una vetrata con una lente attraverso la quale passa il sole che colpisce poi la linea di marmo. Il suono delle campane è molto armonioso, una bella sinfonia per le orecchie. Usciti dalla chiesa ci dirigiamo verso i giardini del Louxembourg. E qui abbiamo scoperto cosa fanno i parigini la domenica mattina: vanno a correre! E’ impossibile camminare, bisogna stare attenti a non farsi investire da questa folla di corridori e di maratoneti! In tarda mattinata entriamo alla Gare d’Orsay. Non so quantificare quanto siamo stati dentro questo tempio dell’Impressionismo, ma di sicuro è stato molto istruttivo confrontarsi con le opere d’arte studiate a scuola sui libri: vederle dal vivo permette di cogliere meglio i detagli, i colori, la mano dell’artista. La Gare d’Orsay, poi, è bellissima. Il capannone, con l’orologio centrale, risulta in perfetta armonia con l’allestimento museale. Usciti dal museo d’Orsay attraversiamo la Senna e passiamo davanti al Louvre, dopodiché andiamo a mangiare da…Mc Donald’s! Dopo pranzo andiamo a vedere la chiesa di San Rocco, poco distante dal Louvre e ci togliamo lo sfizio di un gelato Haagen Datz. Infine andiamo verso la chiesa di Saint Eustache ed entriamo così nel quartiere de Les Halles. Vicino alla stupenda – ed ennesima – chiesa gotica di Saint Eustache si trova il palazzo rotondo della Borsa, che visto da lontano, insieme a tutti i giardini e le costruzioni moderne che caratterizzano il quartiere sembra Tatooine, la città di Star Wars Episode 1. Accanto a Saint Eustache si apre un mondo sotterraneo di cinema, negozi, ristoranti che passando sotto la piazza conduce quasi a Beaubourg vicino alla métro di Chatelet. Dopo esserci spinti fin lì siamo tornati a Saint Eustache, per ascoltare un concerto per organo, che qui si tiene ogni domenica pomeriggio. Il quartiere di Les Halles l’abbiamo scoperto per caso, così come Saint-Denis venerdì mattina, inizialmente dovevamo dare solo un’occhiata veloce alla chiesa, e invece poi ci siamo soffermati a scoprire le meraviglie di questo quartiere. D’altronde il bello del viaggio è questo: vedere, vedere qualcosa oltre e volerlo visitare per forza, senza tener conto del tempo che ci si mette. Siamo andati poi a cercare la Moschea, nel 5° Arrondissement, perché al suo interno c’è una chicca: una sala da tè arredata benissimo in stile arabeggiante. Ci si siede al tavolino e subito viene servito un bicchiere di ottimo tè alla menta. Chi vuole un tocco di trasgressione può fumare il narghilè, ma noi abbiamo evitato. Lì vicino c’è la chiesetta gotica di San Medardo in un quartierino piccolino con delle viuzze su cui si affacciano piccoli negozietti. Ultima tappa a Parigi è l’Etoile, gli Champs Elisées con l’arco di Trionfo. Dunque andiamo! E’ tardi, il vialone è illuminato, l’arco si staglia nel centro della piazza. Qui alcuni negozi chiudono addirittura a mezzanotte! Facciamo un giro percorrendo l’ampio marciapiede e Lorenzo si toglie l’ultimo sfizio: una crêpe francese sugli Champs Elisées! Torniamo in albergo: ci aspettano le valigie da riempire di tutti i souvenirs!

étoile

L’Etoile

28/11/2005

Sveglia alle sei per arrivare in stazione alla Gare de Lyon in straanticipo. Alle 8.04 si parte! Ciao ciao Parigi! Il paesaggio che attraversiamo in TGV è meraviglioso, quasi ovunque è innevato, attraversiamo campagne, pascoli, paesini, tutti bianchi per la neve, un fiume ghiacciato…è tutto bianco! Lorenzo non riesce a trattenere l’entusiasmo per il viaggio appena compiuto, e alla domanda “come ti è sembrata Parigi?” risponde entusiasticamente: “Semplicemente bellissima, è la città più bella che abbia mai visto, piena di sorprese: ovunque ti giri spunta un monumento o un bel palazzo, o una chiesa imponente. E’ un’armonia di meraviglie. E’ una di quelle città in cui vai via e pensi già a quando ci tornerai, è magnetica. Riesce a fondere nuovo e antico in paesaggi affascinanti che non possono non suscitare emozioni. Bella bella bella!!” Il viaggio è finito. Non ci resta che dire “a presto Parigi”, o meglio, “à bientôt”!