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MONACO DI BAVIERA: DIARIO DI UN VIAGGIO BREVE MA INTENSO!!!

Visto che la stagione è la stessa, e sperando di essere ancora in tempo per dare un’idea per un week-end di inizio anno, proponiamo il diario di un breve viaggio compiuto a Monaco di Baviera all’inizio del 2007. Viaggio all’insegna della birra bavarese, della cucina tedesca, della cultura classica. Viaggio semplice e interessante allo stesso tempo, alla portata di tutti. Siete pronti? Via, si parte!

2-01-07

Inizia con l’anno nuovo una nuova stagione di viaggi!

Oggi, 2 gennaio 2007, alle sette di sera, giungiamo a Monaco di Baviera,dopo un interminabile viaggio in treno iniziato stamani alle 10 da Firenze!

Arrivati a Monaco in serata non resta molto da fare: raggiungiamo l’hotel 4 stelle Tryp Muenchen (beccato con Expedia, per chi fosse interessato), dove in camera ci accoglie un’appagante musichetta di benvenuto (o-ooh!) e usciamo a cena. In questa vacanza ci vogliamo trattare bene, per cui andiamo all’Augustiner bierhalle, la birreria del birrificio Augustiner. Tipica cucina tedesca, con stinco di maiale e insalata di crauti, il tutto innaffiato da ottima birra Augustiner, Volbier, Dunkel e Weiβbier. Un microgiro in centro e si torna in hotel. Il vero tour di Monaco inizia domani!

hofbrauhaus

3-01—07

Oggi giornata intensa. Dalle 9 del mattino senza tregua giriamo per le vie della città vecchia. Prima tappa Frauenkirche, la cattedrale, con le sue due torri in facciata che dominano tutta la città. Poi è la volta di Marienplatz, su cui si affaccia il nuovo Municipio, Neues Rathaus, in stile tardogotico, mentre più in là si trova il vecchio municipio, l’Altes Rathaus. Il Neues Rathaus ha una particolarità: un orologio che alle 11, alle 12 e alle 20 si anima. Ma questo lo vedremo in seguito. Ci incamminiamo poi verso la Residenz, l’enorme palazzo dei re di Baviera, senza però entrarvi, ma girandovi intorno e scoprendo un po’ più in là la Teatinerkirche, la chiesa di San Gaetano, barocca ma tutta bianca, per cui non pesante alla vista, nonostante tutti gli stucchi, ma piacevole e ariosa, e la Feldherrnhalle, una loggia costruita per celebrare due marescialli bavaresi di cui si possono ammirare le statue. Bella, eh, se non fosse che è uguale uguale a un’altra loggia, tutta italiana, cioè la famosissima Loggia dell’Orcagna che si trova in piazza della Signoria a Firenze.

Feldherrnhalle, Munchen

La Feldherrnhalle, identica alla Loggia dell'Orcagna di Firenze

Si fanno le 11 e raggiungiamo Marienplatz per vedere l’orologio. In sostanza si anima di un corteo di figure che termina con una singolar tenzone, cui segue un ballo in cui altre figure in costume bavarese girano intorno e su se stesse. Io lo trovo carino, Lorenzo lo ritiene una schifezza e subisce questo spettacolino, questo mix tra un orologio a cucù e un carillon, per una decina di minuti.

munchen

Marienplatz, Munchen

Affrontiamo poi Sendlingerstrasse, su cui si affaccia la Asamkirche, chiesina costruita da due architetti, i fratelli Asam, che inizialmente la concepirono come chiesa privata, poi furono costretti a donarla alla città. Questa chiesa è il tempio del rococò talmente esagerato da risultare kitsch. Usciamo da qui stomacati e usciamo dalla città vecchia attraverso la porta di Sendlinger tor, cui si conserva attaccato un tratto delle antiche mura.

Munchen

A mezzogiorno ripassiamo davanti all’orologio del Neues Rathaus e con sommo piacere di Lorenzo (si fa per dire!) ci ricucchiamo lo spettacolo dei personaggi che sfilano e ballano davanti a una folla estasiata id turisti che non hanno mai visto niente del genere. Ora andiamo poco distante, al Viktualien Markt. Dopo un pranzo a base di wurstel e crauti (e sennò che ci siamo venuti a fare in Germania?) facciamo un giro in questo mercato, che è principalmente un mercato di generi alimentari aperto tutto il giorno tutti i giorni. Da qui partiamo per cercare lo ZAM, Zentrum für Außergewöhnliche museum, un vero e proprio museo delle cazzate, mi si passi il termine, visto che vi sono collezioni di vasi da notte, cavatappi, lucchetti e altre cose insolite. Sarebbe stato curioso da visitare, se non fosse, però che non l’abbiamo trovato! L’indirizzo che avevamo evidentemente non era quello giusto e così, con un po’ di delusione siamo andati a visitare un altro museo, un po’ più istruttivo:il Deutsche Museum, un immenso museo della scienza e della tecnica, in cui accanto alle ricostruzioni si trovano modellini e “esperimenti” per far giocare il visitatore e farlo partecipare attivamente. Un museo infinito dedicato a parecchi settori scientifici, come le macchine di qualsiasi tipo, la fisica, la chimica, gli strumenti musicali, l’astronomia… Non siamo riusciti a visitarlo tutto: i musei di Monaco chiudono troppo presto, alle 17, e questo è un grosso difetto per un’istituzione come il Deutsche Museum, così come un altro difetto: spiegazioni per la maggior parte solo in tedesco, cosicché la maggior parte dei visitatori non capisce nulla, e dato che questo museo ha un milione e 400mila visitatori l’anno, credo proprio che gran parte di essi il tedesco lo ignori!

Quando usciamo dal museo ci troviamo immersi nella notte di Monaco. In cielo la luna quasi piena rende il tutto un po’ “gotico”! Torniamo in centro attraverso Maximilian Strasse, la via delle boutiques d’alta moda sulle cui vetrine pare stia scritto “Marina tu non puoi entrare”. Maximilian Strasse attraversa la Città Vecchia sino alla Residenz, e da qui torniamo in Marienplatz e nelle vie limitrofe. Attendiamo l’ora di cena girando per negozi, poi finalmente giungiamo nella piazzetta della Hofbräuhaus. Entriamo in questo tempio della buona birra e della cucina tedesca e come ci sediamo ci viene servito un litro di ottima birra HB. E a questo punto come dire no allo stinco coi crauti e all’apfelstrudel con crema alla vaniglia? E così, con la pancia piena e reggendoci in piedi a fatica, ce ne andiamo in hotel a dormire.

Il diario di Monaco di Baviera prosegue qui: https://viaggimarilore.wordpress.com/2011/12/29/monaco-di-baviera-diario-di-un-viaggio-breve-ma-intenso-2-parte/

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MONACO DI BAVIERA: DIARIO DI UN VIAGGIO BREVE MA INTENSO!!! 2° parte

4-01-07

Ormai ripresici dai postumi della serata, stamattina andiamo per negozietti, alla ricerca del boccale perfetto da riportarci a casa per ricordo. Ci sono due negozi nel centro, in particolare quello di Max Crugg, che vendono oggettini meravigliosi, boccali, bicchieri, tazze, e anche incantevoli orologi a cucù. Ma l’artigianato costa e alla fine decidiamo di tornare al negozietto dell’Hofbräuhaus, ed è lì che compriamo il nostro boccale, quale simbolo del nostro viaggio a Monaco. Giriamo per tutte le viuzze che non abbiamo visto ieri e per pranzo torniamo al Viktualien Markt, dove mangiamo un Laberkas semmel, panino con il Laberkase, un particolare prosciutto molto grasso e saporito, in perfetto stile tedesco. Siccome il nostro viaggio prevedeva la scoperta della vera birra tedesca, ne facciamo incetta, ma in un grande magazzino, perché scopriamo non senza un certo disappunto, che nel centro di Monaco non esistono supermercati, e soprattutto non vendono birra, come se ci fosse un cartello che permette solo alle birrerie di Monaco di commercializzarla.

munchen

Andiamo poi un po’ fuori dal centro e arriviamo a Königplatz, chiusa dai Propyläen progettati da Leo Von Klentze, e da un lato e dall’altro, contrapposti, dall’Antikensammlungen, museo delle antichità quasi interamente consacrato all’esposizione di vasi greci dall’età geometrica all’ellenistica, molti dei quali fondamentali per lo studio dell’arte greca, e dalla Gliptothek, galleria di sculture di età greca e romana, dove si trovano anche pezzi degni, come l’Ara di Domizio Enobarbo, il Fauno Barberini e un mosaico proveniente dalla città romana di Sentinum (oggi Sassoferrato, nelle Marche), raffigurante l’Aiòn, il tempo.

aiòn

Il Mosaico di Aiòn, dalla città romana di Sentinum alla Gliptothek di Monaco

Dopo il pomeriggio culturale ci ributtiamo nelle vie del centro, che ormai conosciamo a memoria. E qui sfidiamo noi stessi: alle 18.15 entriamo nella birreria della Paulaner vicino a Marienplatz e facciamo aperitivo con 0,5 cl di Paulaner Hefe Weißbier Naturtrüb accompagnato da un brezen, un pane fatto a fiocco decorato e insaporito con sale grosso. Non paghi, usciti da lì (e sono quasi le 20!) decidiamo di andare a cena di nuovo alla Hofbräuhaus, e lì un altro litro di birra non ce lo leva nessuno! Questa sera però cambiamo menù e ci spariamo una piattata di wurstel cui facciamo seguire nuovamente lo strudel che ieri c’è piaciuto tanto. Inutile dire che ci siamo innamorati di questo posto e così anche stasera come ieri ce ne torniamo in hotel a dormire, gonfi e barcollanti dopo 1,5 l di birra trangugiata in una serata sola.

Hofbrauhaus Munchen

Stinco e birra HB. E chi sta meglio di noi?

E’ l’ultima notte a Monaco. Domattina si torna a casa.

5-01-07

E così siamo in treno. Nonostante siamo in Germania, patria della precisione, il nostro treno, che è ovviamente italiano, parte con 20 minuti di ritardo! Il treno attraversa la Baviera, le Alpi austriache innevate, giunge in Trentino e continua la sua corsa.

Bella Monaco, bella la Città Vecchia, anche se di vecchio c’è rimasto ben poco, in quanto la maggior parte dei monumenti e dei vecchi palazzi è stata distrutta durante la guerra. Così oggi il centro è dominato da grossi palazzoni che sicuramente non danno l’idea di com’era il centro un tempo, né rendono giustizia a quel poco che della Vecchia Monaco è rimasto.

Monaco di Baviera

Così Monaco ci resterà nel cuore non tanto per l’architettura, quanto per le mangiate e soprattutto le bevute. Non a caso Monaco è la patria dell’Oktoberfest e le sue birrerie sono le più famose al mondo, e noi siamo fieri e orgogliosi di essere venuti a contatto, eccome!, con loro!