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Barcellona: diario di un last minute – 1 : week-end ottobre 2007

Quello che leggerete nei prossimi post è il diario di un viaggio che Viaggimarilore fece nell’ormai lontano 2007, ben 4 anni fa. I ricordi sono ancora però molto vividi, ed è per questo che li ripubblichiamo qui.

7-10-07

Per la serie “altro che last minute!”, ancora lunedì non sapevamo cosa avremmo fatto nel week-end e invece eccoci qui, sabato, sbarcati, o meglio, atterrati a Gerona, Catalunya, con volo Ryan Air da Pisa. Gerona è solo un punto di passaggio, pernottiamo qui, dato che arriviamo by night, ma da domani Barcellona sarà nostra! Questa volta l’organizzazione forse sarà un po’ meno curata del solito, dato il poco tempo a disposizione per decidere una scaletta delle cose da fare e da vedere, ma stavolta è andata così: non lunghe e soppesate decisioni, ma semplicemente si seguirà l’ispirazione del momento, e sono sicura che il nostro viaggio ugualmente risulterà riuscitissimo!

sagrada familia

La Sagrada Familia, simbolo di Barcellona

Barcellona: diario di un last minute – 2: domenica catalana

8-10-07

L’aeroporto di Gerona è ben servito da autobus che portano direttamente in centro a Barcellona, ad Arc de Trionf. Un’oretta o poco più di viaggio, poi la metro e infine risaliamo in Plaça de Catalunya, da dove ha inizio la Rambla. Fortuna (o maestria nella scelta? )vuole che il nostro hotel si trovi proprio in prossimità della Rambla e così il nostro primo impatto con la città è già quello più vivo e più vero della multicolore, variopinta, vivace, allegra passeggiata più famosa della Spagna. Ne percorriamo solo un breve tratto, perché prima abbiamo un appuntamento importante: è la prima domenica del mese, e a mezzogiorno in Plaça de S. Jaume si assiste, o meglio si ascolta, il Concerto dei Carillò, carillons la cui musica invade la piazza e le vie limitrofe: un modo carino per darci il benvenuto.

Approfittiamo della prima domenica del mese anche per un altro evento: oggi infatti il Museo Picasso ha ingresso gratuito! Come non approfittare? Il museo mostra gli aspetti di Picasso che pochi conoscono: le opere delle origini, ritratti e paesaggi che veramente nulla hanno a che fare con le opere più conosciute. Solo una piccola sezione, infatti, è dedicata al periodo blu, al periodo rosa e al cubismo, mentre si lascia spazio alle ceramiche e alle opere dell’ultimo periodo di attività, in particolare a quelle ispirategli dal dipinto “Las Meninas” di Velasquez, tela che già di per sé ha un eccezionale valore e che si carica ancor più di significato nel momento in cui Picasso la fa oggetto delle sue rielaborazioni.

Las Meninas, Picasso

Picasso, Las Meninas. Barcellona, Museo Picasso

È passata da un po’ l’ora di pranzo, ma noi, affamati, andiamo nei pressi di santa Maria del Mar, la più bella delle chiese gotiche della città, e ci infiliamo nel ristorante Origen 99,9%, dove la percentuale indica la quantità di piatti tipici catalani presentata nel menù. Lo 0, 1 % è costituito da cantuccini e vin santo, rielaborati con nome spagnoleggiante. E qua mangiamo piatti tipici della cucina catalana annaffiati da sangria bianca, una delizia per il palato e per la gola assetata.

Ci buttiamo poi nella Rambla, dove veniamo rapiti dalla folla, dagli artisti di strada con i loro travestimenti, con le loro trovate geniali, dai ballerini di breack dance che raccolgono intorno a sé un pubblico foltissimo di gente che applaude estasiata.

la rambla

La Rambla

Proseguiamo verso il Port Vell, la passeggiata a mare di Barcellona che ospita il centro commerciale MareMagnum e ristoranti. Un’imponente opera di urbanistica realizzata per le Olimpiadi del 1992. Un saluto alla statua di Cristoforo Colombo che dall’alto del suo monumento indica la rotta per le Americhe, quindi risaliamo verso la Cattedrale, attraversando una ragnatela di vicoli che svelano ristorantini, piccole botteghe, negozietti, cervecerie e tapas bar. La cattedrale è splendida, l’ottimo risultato che si ottiene quando il gotico (dell’architettura) incontra il barocco (delle decorazioni nelle cappelle): in una parola magniloquenza, in quanto gli eccessi del barocco sono stemperati e tenuti a freno dalla maestosa austerità del gotico. Il piccolo chiostro (che ospita simpatiche paperelle) sembra più un giardino arabo che altro, con le sue palme snelle e le fontanelle. Andiamo alla ricerca di tapas e ci imbattiamo in un localino dietro la rambla, Irati, che serve le tapas secondo uno stile a buffet: paghi la birretta che bevi e mangi una serie di bocconcini gustosissimi, quanti ne vuoi e come li vuoi. Molti tapas bar a Barcellona funzionano così, a tutte le ore del giorno.

Barcellona: diario di un last minute – 3: a tutto Gaudì

9-07-07

Il programma della giornata ha una parola d’ordine, anzi un nome: Gaudì! Se ieri ci siamo dedicati alla Barcellona più antica, più intima, più popolare, oggi ci dedichiamo alla Barcellona Modernista, di cui Gaudì è la massima espressione. Iniziamo subito coi fiocchi col Tempio Espiatorio della Sagrada Familia, la cui prima pietra fu posata nel 1882 e che ancora oggi è ben lontana dal vedere il compimento. Vedere gli operai al lavoro all’interno dà proprio il senso di questo “non finito”. C’è chi scommette (e io sono tra questi) che la sua costruzione non terminerà mai e che le gru, alte quanto le torri della chiesa, che ormai sono parte integrante dell’immagine della città, non scompariranno mai.

Dopo la Sagrada Familia tocca alla Pedrera, Casa Milà, dalla facciata ondulata che tante polemiche suscitò all’epoca della sua costruzione. Dalla terrazza, con i suoi comignoli così particolari, si vede tutta la città comprese le torri della Sagrada Familia. Nell’architettura della Pedrera non è presente neanche una linea retta, ma solo forme curvilinee, tondeggianti, e questo non fa che aumentare la sensazione di trovarsi in un luogo da favola.

tetto pedrera

I comignoli sul tetto della Pedrera

Dopo pranzo, a base di tapas nella Cerveceria Catalana (che tutto serve fuorché birre spagnole!) andiamo a Park Güell. Una salita incredibile (il primo tratto per fortuna in scala mobile, ma c’è chi lo fa su scala normale, e l’ultimo tratto a piedi) fa accedere al parco, il cui ingresso è gratuito, e dove si può vedere ancora una volta l’opera di Gaudì in stretto contatto con la sua prediletta fonte di ispirazione, la natura. Park Güell è immenso, e la terrazza con la panchina decorata ad azulejos che sembra la spira di un serpente e che ha reso il parco celebre in tutto il mondo è solo una delle tante attrazioni: la fontana col dragone, che crea una prospettiva eccezionale fino alla sala ipostila che sorregge la terrazza e le gallerie scavate nella roccia e sorrette da colonne che vogliono forse imitare le palme. A Park Güell anche le palme (quelle vere) sono strane, con tronchi ritorti o troppo panciuti, perfettamente integrate nell’atmosfera da favola in cui ci troviamo. All’interno del parco vi è la casa-museo di Gaudì, che egli abitò dal 1906 al 1926 e che conserva il mobilio originale, fin troppo semplice per uno come lui!

park guell

Una delle spettacolari sculture di Park Guell

Ci sorprende un temporale quando torniamo in centro, per cui niente birretta al Port Vell. Quando usciamo per cena, la nostra meta è il ristorante “Les Caracoles”, il cui piatto forte è costituito, giustamente, da lumache (= caracoles), e dal pollo allo spiedo. Evitiamo per ovvi motivi le lumache e mangiamo l’ottimo pollo allo spiedo, servito insieme ad una simpatica pagnotta a forma di lumaca che ci osserva, mentre noi, dal nostro tavolino in posizione tattica, possiamo spiare il frenetico lavoro dei cuochi in cucina. E qui mangiamo la crema catalana migliore del mondo. Un ristorante splendido.

Di ritorno passiamo da Plaça Reial, una piazza quadrata con una fontana al centro che non sarebbe niente di speciale se non avesse due lampioni realizzati (indovina?) da Gaudì.

Barcellona: diario di un last minute – 4: ancora Gaudì

10-10-07

l’ultima mattina a Barcellona ci immergiamo in tutto e per tutto, completamente e definitivamente, nel magico e surreale mondo di Gaudì. La visita a casa Batllò (ingresso 16 euro e li vale tutti!) è l’occasione in assoluto più pura per fare l’esperienza di Gaudì. Casa Batllò è famosa in tutto il mondo per la sua facciata, per le sue finestre e per i suoi balconi tanto strani. Pochi però ne conoscono gli interni, che sono aperti al pubblico solo dal 2006. L’ispirazione per questa casa sembra essere venuta dal mare e dalle sue forme e ad ogni passo che si compie, ad ogni gradino che si sale, cresce lo stupore e l’ammirazione per Gaudì e per il suo genio. La visita culmina sulla terrazza-tetto, da cui si vede tutta la città, e caratterizzata, come sempre, dagli inconfondibili comignoli e da una curiosa forma ondulata, rivestita di ceramica, che sembra la cresta di un drago.

casa batllò

Una delle inconfondibili finestre di Casa Batllò

Quando usciamo da questo mondo fatato, osserviamo la facciata della casa accanto, Casa Amatllér, anch’essa un manifesto modernista, ma firmato da un altro architetto, Puig i Cadafalch. Siamo infatti qui lungo la Ruta del Modernisme, che caratterizza il paesaggio urbano di Barcellona e la rende unica nel panorama delle città europee.

Discendiamo quindi per Passeig de Gracia fino a Plaça de Catalunya, e da qui lungo una via pedonale piena di boutiques raggiungiamo la piazza della Cattedrale. Da qui i nostri piedi ci portano davanti al Palau della Musica Catalana, ahimè, in ristrutturazione. Riusciamo comunque a vedere una parte della facciata, splendida davvero e ulteriore capolavoro dell’architettura modernista, questa volta firmato da Lluìs Domenech i Montaner.

Per il pranzo scegliamo uno dei ristorantini che si affacciano sul porto, poi facciamo un ultimo giro sulla Rambla e nei vicoli, prendiamo un succo di frutta tropicale al Mercat del la Bouqueria e infine ci rechiamo verso la stazione degli autobus. Destinazione aeroporto.

¡Adiòs barcelona!