Visitare Bruxelles a piedi: itinerario circolare dalla Gare du Midi alla Grand Place e ritorno

Sono stata a Bruxelles per lavoro. Alloggiavo in hotel accanto alla Gare du Midi, in centro a Bruxelles, e avendo qualche ora a disposizione prima della convention ho pensato di approfittarne per visitare la città, o almeno una parte. Vi propongo qui l’itinerario che ho percorso io, a partire dalla Gare du Midi per ritornare ad essa, percorrendo un itinerario circolare in modo da vedere quanto più possibile pur nei ristretti limiti di tempo.

Purtroppo, lo dico subito, sono rimasti esclusi dall’itinerario il Quartiere Europeo, dove hanno sede il Parlamento Europeo e il Parc du Cinquantenaire, e l’Atomium, che è il simbolo della città. Spero che avrò altre occasioni in futuro per tornare a Bruxelles e allora darò senz’altro priorità a questi luoghi iconici della capitale dell’Europa.

Ma l’itinerario che propongo non è da meno e unisce il turistico con il culturale, il folkloristico con il gastronomico.

Indossate scarpe comode, andiamo.

Il mio itinerario su Google Maps. Clicca sulla mappa per visualizzare in Maps

Bruxelles a piedi: da Gare du Midi alla Grand Place

La Gare du Midi è una grande stazione ferroviaria nel cuore di Bruxelles. Qui arrivano e parto o sia treni con destinazioni internazionali che treni regionali che i treni locali, in particolare da e per l’aeroporto Brussels Zaventem.
Fuori dalla stazione ferroviaria si trova un’ampia strada con grandi locali per il pranzo, dove rinfrancarsi dopo l’arrivo o dove bere l’ultima birretta prima della partenza.

Da qui ci muoviamo in direzione del quartiere Stalingrad. Possiamo decidere di percorrere alternativamente una delle due vie parallele: l’una, Av. de Stalingrad, è attualmente un grande cantiere per l’ampliamento della metropolitana (a proposito: troverete cantieri ovunque in città, medi o grandi non fa differenza), mentre la via parallela Bd Maurice LeMonnier nel primo tratto ospita il quartiere arabo: si susseguono cafè, botteghe, negozi di frutta e verdura, ovunque ai tavolini uomini sorseggiano té alla menta.

Proseguendo su entrambe le vie si arriva nel centro storico vero e proprio: le vie da larghe e diritte diventano vicoletti ondulati molto suggestivi, dove si trovano i locali alla moda – molto frequentati – e i negozi più o meno di souvenir. Cominciano ad apparire anche le birrerie storiche.

Les Halles Saint-Gery

Prima di giungere alla Grand-Place possiamo girovagare un po’ senza meta, seguendo ora l’una ora l’altra viuzza. Io facendo così mi sono ritrovata per caso nella Grande Ile, ovvero nel quartiere che un tempo era davvero un’isola in mezzo al fiume Senne (da non confondere con la Senna che attraversa Parigi). Nel 1860 si decise di sotterrare il fiume, pertanto rimane il ricordo dell’antica presenza fluviale solo nel toponimo dell’area. E in una piccola esposizione archeologica all’interno dell’ex mercato coperto, oggi convertito in spazio espositivo e multifunzionale: Halles de Saint-Géry.

Da qui si raggiunge agevolmente la Grand-Place (Grote Markt in fiammingo).
La Grand-Place è una grande piazza rettangolare sulla quale affacciano imponenti ed eleganti edifici gotici, caratterizzati da guglie fittissime e dorature che risplendono al sole.

I palazzi sono l’Hotel de Ville e la Maison du Roi, posti l’uno di fronte all’altro sui lati lunghi della piazza, mentre gli altri edifici ospitano le sedi delle corporazioni lavorative, maisons des corporations. Diciamo che in età medievale era il cuore pulsante della città, sia politico che soprattutto commerciale. Tra le corporazioni ci sono quella dei panettieri, dei birrai (ospita il museo della birra), quella dei battellieri (sulla Senne, prima che fosse coperta), quella dei macellai, quella dei sarti.

Volendo si potrebbe passare una giornata intera a osservare le facciate ed eventualmente entrare in tutte le Maisons che affacciano sulla Grand Place. Molte però oggi ospitano ristoranti e locali e il museumstore del Musée Magritte: se avete amici appassionati di questo straordinario artista qui troverete senz’altro un regalino. La piazza nel complesso appare molto colorata e vivace, piacevole.

La Grand Place

Da una stretta via laterale si giunge su una stradina un po’ più larga molto turistica e commerciale. Qui si collocano negozi che vendono cioccolato (il Belgio è famoso per la sua produzione di cioccolato!), ma poco più avanti si trova una galleria commerciale storica, les Galeries du Roi o Galeries Saint-Hubert: tipica costruzione liberty nella quale trovano posto ancora negozi storici come una straordinaria libreria.

Da queste parti si collocano diversi ristoranti e locali più o meno turistici. Se non ti interessa particolarmente mangiare, ma vuoi provare qualcosa di veramente tipico, ti consiglio di fare una sosta A la mort Subite, locale dello storico birrificio specializzato in birre metodo lambic, ovvero fruttate. Io non sono un’amante del genere, ma sono veramente un prodotto tipico, una categoria a sé nell’immenso panorama delle birre belghe.

Una birra Lambic A la mort subite

Bruxelles a piedi: dalla Grand-Place a Palais Royal

Lasciamo la zona della Grand Place e delle vie limitrofe e ci muoviamo verso la Cattedrale di San Michele e Santa Gudula.

La cattedrale è una grande chiesa gotica del XIII secolo, con le caratteristiche due torri campanarie in facciata, un piccolo frontone con guglie aguzze e le tipiche arcate sopra i portali scolpiti con statue di Santi e colonnine leggerissime. All’interno invece colpiscono le coloratissime vetrate e la chiesa è decisamente luminosa. Al centro della navata centrale si trova un enorme pulpito barocco in legno scolpito con una scena decisamente drammatica: il momento del tradimento di Adamo ed Eva, la quale tiene ancora in mano la mela, mentre un diavolo orripilante li incalza.

Cattedrale di San Michele e Santa Gudula, interno

La cattedrale sorge su un più antico edificio dell’XI secolo. Intitolata ai Santi Michele e Gudula, ospita le statue dei due santi ai due lati del presbiterio. Se vi chiedete chi sia Santa Gudula, ve lo dico subito (non l’avevo mai sentita nominare neanche io): fu una monaca e badessa che visse nel VII secolo d.C. ed è oltre che patrona di Bruxelles, anche dell’intero Belgio.

Lasciamo la cattedrale e proseguiamo in direzione del Palais Royal e del quartiere dei musei.
Per arrivare al Palais Royal si costeggiano i Jardins de Bruxelles, eleganti e ordinati nella loro suddivisione in ampie aiuole e strade diritte che si intersecano. E’ frequentato dagli abitanti di Bruxelles prima di tutto, che qui trovano un polmone verde nel quale fare andare a correre.

Palais Royal

Il Palazzo Reale – Palais Royal è la residenza Ufficiale del Re, ovvero il luogo in cui si svolgono le cerimonie pubbliche, ufficiali e politiche cui il re deve presenziare. Il palazzo deve il suo attuale aspetto alla grande opera di ricostruzione che lo interessò durante l’Ottocento dopo il disastroso incendio che lo aveva distrutto nel 1774. Il palazzo precedente si chiamava Palazzo del Coudenberg, costruito già nell’XI secolo, ma che visse il momento di massimo splendore nel XVII secolo, ed era stata la sede dei duchi e dei governanti della città, prima che il Belgio diventasse una monarchia indipendente. Il Palazzo del Coudenberg e il successivo Palais Royal sono stati i testimoni della storia di Bruxelles, dal medioevo ai giorni nostri.

Da Place Royale al Palais de Justice

Sulla grande Place Royale affacciano eleganti edifici neoclassici. Qui si trova il cuore storico-artistico della città.

Su un lato della piazza c’è il centro per l’arte contemporanea ING Art Centre; di fronte si apre il Museo degli Strumenti Musicali e dall’altro lato della strada il Musée Magritte, dedicato al celebre pittore surrealista Réné Magritte. Sull’angolo della strada si apre invece il Musée Royaux des Beaux-Arts de Belgique che ospita al suo interno differenti musei (uno dei quali è il Musée Magritte, che ha comunque un ingresso indipendente): in funzione delle diverse collezioni da un punto di vista cronologico: l’OldMasters Museum ospita le opere dei pittori fiamminghi dal XV al XVIII secolo, come Bruegel, Bosh, Rubens, Val Dick; il Muséè Fin-de-siècle è dedicato invece all’arte della fine dell’Ottocento, tra impressionismo e Art Nouveau; il Modern Museum infine ospita principalmente arte contemporanea, con qualche incursione dal XVIII secolo, come la famosissima opera “Morte di Marat” di J.L. David, del 1793.

Place Royale e il bel palazzo che ospita L’ING Art Centre

Poco oltre il Jardin des Sculptures, ala all’aperto del museo, ad accesso libero, che ospita alcune sculture in bronzo di artisti del novecento o contemporanei. Io ho riconosciuto, ad esempio, La Bagnante n. 2 di Emilio Greco, una replica della quale è esposta a Cosenza in corso Mazzini, nel Museo all’aperto Carlo Bilotti.

Percorrendo la lunga strada dritta che conduce fino al Palais de Justice incontriamo un’altra chiesa gotica: Notre-Dame des Victoires du Sablon. Questa è la più tarda tra le chiese gotiche di Bruxelles e in generale è un esempio piuttosto tardivo di architettura gotica religiosa: la chiesa è stata costruita infatti lungo tutto il corso del Quattrocento. Ha dimensioni e proporzioni ridotte rispetto alle grandi cattedrali gotiche, tuttavia risulta molto elegante; la facciata è animata da un profondo portale scolpito con le figure della Madonna e dei santi ed è sormontata da un’ampia vetrata; al suo interno, oltre alle ampie finestre vetrate, da cui entra tantissima luce, ha le pareti del presbiterio dipinte con figure di santi, della Madonna e di Cristo.

La lunetta sopra il portale di Notre-Dame des victoires du Sablon

Fuori dalla chiesa, di fronte sull’altro lato della strada si apre il bel Giardino del Petit Sablon, elegante con le sue aiuole fiorite e la grande fontana centrale.

Una deviazione: da Notre-Dame du Sablon alla Brasserie Leffe e dintorni.

Da qui possiamo prendere una deviazione, e percorrere Rue du Grand Sablon, su cui affaccia Notre-Dame des Victoires du Sablon e arrivare fino a Place du Sablon. Questa piccola piazza non è niente di eccezionale, poco più di una rotonda. Ma su di essa affacciano due luoghi assolutamente da visitare, anche se non hanno nulla a che vedere col turismo culturale quanto, piuttosto con una pausa di piacere: La Brasserie Leffe e la Patisserie Pierre Marcolini.

La Brasserie Leffe non ha bisogno di presentazioni: la Leffe è una birra famosissima ben oltre i confini del Belgio. Nasce come birra d’abbazia nel medioevo, prodotta nell’abbazia di Leffe, nel sud del Belgio. Oggi invece è prodotta a Louvain dalla Stella Artois, sicché si è un po’ perso il legame con le vere birre d’Abbazia. Tuttavia Leffe è un’istituzione e fuori dal Belgio è quasi sinonimo di birra belga. Nella Brasserie Leffe, poi, sono servite anche le varietà di Leffe che in Italia non si trovano e anche qualche prodotto non direttamente Leffe e che in Italia non arriva. Se amate degustare birra, questo può essere un buon luogo. Infine, cosa che non è da sottovalutare, ha in menù piatti della cucina fiamminga.

L’edificio di Pierre Marcolini decorato con tanti cappelli colorati

Sicuramente è un’esperienza entrare nella Patisserie di Pierre Marcolini. Anzi, la vera esperienza è vedere il palazzo da fuori: tanti cappelli colorati ne decorano le pareti esterne; anche le vetrine sono dei capolavori di eleganza che fanno somigliare questa pasticceria più a una boutique di alta moda. E anche i prezzi dei cioccolatini sono da gioielleria. Ma se volete provare del cioccolato davvero di qualità, questo è il posto giusto.

Proseguendo poi lungo Rue Joseph Stevens si arriva in prossimità di un’altra chiesa gotica, ancora più piccola della precedente: Notre-Dame de la Chapelle. Essa sorge nel 1134 come chiesa fuori le mura di Bruxelles e si presenta nella sua architettura romanica e gotica, cui si aggiunge un tetto barocco in ardesia. Questa chiesa ospita la tomba del pittore Peter Bruegel il Vecchio, morto nel 1565, che viveva qui vicino. Al pittore fiammingo è stata dedicata una statua in bronzo nella quale lui è raffigurato davanti a una tela intento a dipingere, col pennello in una mano e la tavolozza nell’altra, sotto lo sguardo di due animali iconici nella sua pittura: la scimmietta e il corvo.

Ma torniamo sui nostri passi e raggiungiamo il Palais de Justice.

Dal Palais de Justice alla Gare du Midi

Arriviamo così all’ultimo step del nostro itinerario.

Il Palais de Justice è un grande palazzo neoclassico. Più che grande dovrei dire il più grande. Pare infatti che sia tra gli edifici più grandi d’Europa costruiti nel XIX secolo. Occupa una superficie di 26.000 mq ed è alto 104 m, comprendendo l’alta cupola. Visibilissimo da qualsiasi punto della città, in realtà è praticamente infotografabile, proprio per le sue esorbitanti dimensioni.

Lo scalone nella hall del Palais de Justice

Anche all’interno non scherza. Superato il pesante colonnato si entra in un’ampia hall dalla quale si accede ai piani superiori grazie a due monumentali scaloni introdotti dalle grandi statue di 4 grandi giuristi dell’antichità: Solone e Dracone per l’antica Grecia, Cicerone e Ulpiano per l’antica Roma. Anche all’interno domina un senso di grandezza e pesantezza allo stesso tempo dato dalla selva di colonne anche ai piani successivi, dalle decorazioni architettoniche neoclassiche, dai soffitti altissimi.

Il Palais de Justice sorge su una vera e propria terrazza, Piazza Poelaert, dalla quale si gode un bel panorama sulla città. La vista spazia fino all’Atomium di Bruxelles che dista 9 km circa da qui.

Dal Palais de Justice ci avviamo verso l’ultima tappa del nostro itinerario circolare che è partito dalla Gare du Midi e che ritornerà nello stesso punto. L’ultima tappa è la Porte de Hal che ospita al suo interno il museo della città medievale. Inoltre, se si salgono i 169 gradini della scala che si trova al suo interno, arrivando in cima si gode di una bella vista panoramica sulla città. Prima di essere un museo la Porte de Hal era una porta fortificata che faceva parte della cinta muraria più interna della città nel XIV secolo. Costruita con funzioni difensive e militari, nel corso dei secoli successivi diventa anche sede di dogana e di stoccaggio di merci, mentre nel XVIII secolo diventa una prigione. Quando, nel XIX secolo la prigione viene trasferita altrove, la Porta rischia di essere demolita. Verrà salvata dallo Stato nel 1840 e dopo 20 anni aprirà i battenti come museo.

Porte de Hal

Accanto alla Porte de Hal si trova il Parco Hallepoortpark: eleganti giardinetti frequentati dagli abitanti del quartiere. Da qui la Gare du Midi dista 10 minuti a piedi. Concludiamo così il nostro itinerario circolare.

Durante la mia permanenza a Bruxelles ho scoperto alcune cose che potranno tornarti utili quando e se deciderai di visitare la capitale dell’Europa. Le trovi nel mio articolo Bruxelles: 10 cose da sapere prima di partire

6 risposte a "Visitare Bruxelles a piedi: itinerario circolare dalla Gare du Midi alla Grand Place e ritorno"

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  1. Se c’è una cosa che amo fare in viaggio è camminare, camminare, camminare… a passo lento alla scoperta degli scorci più sconosciuti, magari nascosti e poco frequentati. Se dovessi capitare a Bruxelles sicuramente seguirò il tuo dettagliato itinerario.

  2. Non sono ancora stata a Bruxelles anche se ce l’ho in mente da tempo, mi ispira molto e poi da amante del cioccolato sogno già di entrare nelle boutique da te descritte 😍

    1. eheheh, golosa! Io più che per il cioccolato ci tornerei per le birre, ma ammetto la mia debolezza: da giovane collezionavo bottiglie di birra e per me il Belgio è sempre stato un faro da questo punto di vista!

  3. Bruxelles mi è piaciuta davvero molto . Io sono un’amante della street art e mi sono divertita a trovare tutti murales sparsi per la città . Poi si mangia e si beve davvero bene , ottimo itinerario il tuo.

    1. Ti ringrazio! Ho studiato un itinerario che mi consentisse di toccare quante più tappe nel poco tempo e raggio d’azione a disposizione. Sono anch’io molto soddisfatta!

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