Cosa fare nel Parco della Gola Rossa e Frasassi: itinerario di un giorno

Sono pochi km quadrati, tuttavia la Gola Rossa di Frasassi, nel cuore delle Marche interne, è in grado di trattenerci per una giornata intera.

Natura, cultura, outdoor, relax, storia: in questi pochi km di strada tortuosa compresa tra Genga e San Vittore Terme possiamo trascorrere una giornata all’insegna della scoperta e dell’esplorazione. Pronti a partire?

Gola di Frasassi: il Tempio del Valadier

La prima tappa del nostro itinerario è il Tempio del Valadier.

Venendo da Sassoferrato, superato il bivio per Genga, andando in direzione di San Vittore, dopo alcune curve in una gola stretta tra alte montagne dalle pareti a strapiombo si incontra il parcheggio. Da qui inizia un sentiero non particolarmente lungo, ma in ripida salita che conduce fino alla nostra meta.

Lungo la via si dispongono a intervalli regolari le 14 stazioni della via crucis che nel venerdì santo viene percorsa fino in cima, alla chiesina di Santa Maria Infra Saxa. La salita è abbastanza pesante per chi non è abituato a camminare, tuttavia il paesaggio mozzafiato, segnato dalle montagne a strapiombo sul fiume Sentino che scorre in valle, distrae dalle carenze polmonari dovute alla fatica.

Il Tempio del Valadier dall’interno della grotta

La salita è ripida fino alla IX Stazione, come ha ben descritto La Bussola e il Diario nel suo post sul Tempio del Valadier, dopodiché l’ultimo tratto è in piano ed è pura meraviglia: sulla destra lo strapiombo che dà quasi le vertigini e davanti a noi la porta ad arco che introduce alla grotta in cui si trova il Tempio di Valadier.

Si tratta di una piccola cappella ottagonale in pietra bianca coperta da una cupola in piombo. Un piccolo edificio neoclassico che si inscrive perfettamente nella grotta carsica all’imbocco della quale è stata costruita. Il luogo era già sacro di per sé: sul bordo della grotta e dello strapiombo si erge una piccola chiesa, Santa Maria infra Saxa, piccolissimo eremo rupestre dell’XI secolo, quindi molto antico, suggestivo tanto quanto il Tempio del Valadier.

L’eremo di Santa Maria infra Saxa

Il tempio neoclassico fu voluto da papa Leone XII, nativo del vicino borgo di Genga, e ultimato nel 1828. Anche se viene chiamato Tempio del Valadier, in realtà l’architetto Giuseppe Valadier non ha niente a che vedere con la sua realizzazione: il progetto, che risale al 1817, è degli architetti marchigiani Tommaso Zappati e Pietro Ghinelli.

L’aspetto dell’edificio e la sua collocazione all’interno della grotta è senza dubbio particolare: a me ricorda un dipinto di Botticelli, la Madonna col Bambino e due angeli, che vidi in mostra a Palazzo Strozzi qualche anno fa e che mi colpì molto, proprio perché riconobbi la fisionomia del tempio di Valadier. Ma è ovvio che Botticelli ha dipinto ben prima della realizzazione del Tempio. Sarebbe interessante capire dove gli architetti marchigiani hanno tratto ispirazione.

Le Grotte di Frasassi

Certo l’attrazione più grande e più nota della Gola di Frasassi è costituita dalle grandi grotte che attirano ogni anno migliaia di turisti. Ciò che però è incredibile è che la loro scoperta è davvero recente: risale al 1971, quando un ragazzo appassionato di escursionismo si accorse di una cavità nella montagna e provò ad addentrarsi. Capì subito che c’era qualcosa di molto strano e informò un gruppo di speleologi di Ancona. Essi si organizzarono e quando entrarono dalla cavità fu grande la loro sorpresa nell’accorgersi che erano quasi sospesi su una grotta gigantesca, enorme, profondissima: 125 m. Non per nulla è chiamata Abisso. Abisso (o Sala Ancona) è la grandissima sala che accoglie i visitatori all’inizio del percorso di visita. Naturalmente il percorso di visita non passa dalla stretta cavità da cui avvenne la scoperta (decisamente poco adatta alla fruizione del turismo di massa…), ma da una lunga galleria che inizia dal livello della strada e che è stata scavata appositamente per consentire le visite turistiche. Il percorso di visita oggi è totalmente in sicurezza, con qualche gradino qua e là, e la visita, accompagnata da una guida, dura un’ora e mezza – due ore. L’illuminazione è molto suggestiva, toni caldi e toni freddi si alternano nel far risplendere ora la stalagmite chiamata Gigante, ora le stalattiti.

All’interno delle Grotte di Frasassi

Per chi non ha mai visitato grotte: le stalagmiti sono le formazioni calcaree dovute alla percolazione dell’acqua dall’alto che crescono in forma di colonna, dal basso verso l’alto. Le stalattiti invece sono ugualmente formazioni dovute alla percolazione dell’acqua. Ma l’acqua in questo caso non cola verso il basso, ma si ferma. Goccia dopo goccia, anno dopo anno, millennio dopo millennio, la stalattite è una colonna al contrario che pende dal soffitto della grotta.

All’interno delle Grotte di Frasassi stalagmiti e stalattiti abbondano, anzi le loro architetture sono ciò che rende spettacolare la visita nella grotta. Una curiosità riguarda le proporzioni. Perché all’interno della grotta noi perdiamo i punti di riferimento spaziali, sicché non abbiamo contezza delle dimensioni. Le stalagmiti del gruppo dei Giganti, che a me sembrano alte al massimo 6 m, in realtà sono alte come palazzi di 4 piani!

Il percorso è molto suggestivo, la voglia di fare fotografie (senza flash!) è tanta, preparatevi quindi a rivedere poi a casa le vostre fotografie mosse, sfocate, a meno che, certo, non abbiate gli obiettivi (e la pazienza) giusti.

All’interno delle Grotte di Frasassi

Info pratiche per visitare le Grotte di Frasassi

Si può acquistare il biglietto online oppure nella biglietteria fisica che non si trova all’ingresso delle Grotte, ma a 2 km circa di distanza, superato San Vittore, dove si trova il grande parcheggio, i baracchini per mangiare e quelli dei souvenir. Una navetta, compresa nel biglietto di 18 euro, trasporta i visitatori dal parcheggio/biglietteria all’ingresso della grotta. In alternativa, se avete acquistato il biglietto online potete pure decidere di parcheggiare a San Vittore alle Chiuse, poco più avanti dell’ingresso delle Grotte, e fare il percorso a piedi. Però dovete essere certi di presentarvi all’ingresso delle grotte all’ora esatta per cui avete prenotato.

Gola di Frasassi: San Vittore alle Chiuse

L’abbazia di San Vittore alle Chiuse sorge alla confluenza del fiume Sentino con il fiume Esino e in corrispondenza di un più antico ponte romano. L’abbazia romanica risale invece all’XI secolo, mentre sul ponte romano fu costruita una torre nel XIV secolo. Nel XV secolo l’abbazia fu soppressa, venuto meno il suo carattere difensivo e di controllo del territorio. Del complesso abbaziale rimane pertanto la chiesa romanica, un elegante edificio in pietra bianca, all’interno spoglio ed essenziale.

Il ponte romano e l’abbazia romanica di San Vittore alle Chiuse

San Vittore oggi è una meta nota agli amanti del termalismo. Si trovano qui almeno due impianti termali oltre a un ristorante e un ampio parcheggio perché da qui partono diversi percorsi avventura, o di trekking che risalgono il fiume e arrivano anche al borgo di Pierosara, in altura.

Gola di Frasassi: il piccolo borgo di Genga

La Gola di Frasassi ricade nel territorio di Genga. Genga è un piccolissimo borgo fortificato medievale, che risale all’XI secolo, almeno, ma leggenda vuole che l’origine sia ben più lontana nel tempo, addirittura preromana. Questo non deve stupire: il vicino borgo di Sassoferrato sorge accanto alla romana Sentinum e in generale il territorio fu occupato capillarmente dai Romani.

Tornando al borgo, si conserva il castello – nel quale è ospitato il Comune, i Carabinieri e il Museo – le mura e pochissimi edifici. Il borgo è in effetti molto piccolo, ma stupiranno i palazzi antichi, che sono costruiti inglobando la roccia viva.ù

Case nel borgo di Genga: notare come la parte bassa sia roccia viva!

La piccola chiesetta di San Clemente ospita l’esposizione permanente dedicata a papa Leone XII, che fu pontefice per soli 5 anni tra il 1823 al 1829, ma che era originario proprio di Genga. La chiesina è molto antica, risale al primo nucleo del castello, quindi all’XI secolo. Al suo interno, oltre alla mostra su papa Leone XII, si trova uno splendido gruppo scultoreo in terracotta dipinta opera di Pietro Paolo Agabiti del XVI secolo: Madonna con bambino e santi inserita in una cornice di formelle, anch’esse in terracotta, che illustrano le scene della passione e morte di Cristo.

Madonna con bambino e santi, terracotta, nella chiesina di San Clemente

Gola della Rossa a Frasassi: un itinerario breve ma intenso

Sono poco più di 7 km, eppure concentrate nella Gola di Frasassi si trovano attrazioni cui non si può non dedicare una giornata intera. L’unica via che collega Genga con San Vittore alle Chiuse è in effetti costellata di meraviglie: il Tempio del Valadier, le Grotte di Frasassi e anche – se si ama il genere – il trekking lungo il fiume Sentino. Una giornata all’insegna dell’outdoor e in cui si percepisce tantissimo lo strettissimo legame tra natura e cultura che caratterizza questo territorio.

14 risposte a "Cosa fare nel Parco della Gola Rossa e Frasassi: itinerario di un giorno"

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  1. E’ da tempo che ho in mente di visitare il Tempio del Valadier e queste zone, ma ancora non sono riuscita ad andarci! Salvo questo tuo articolo, ricchissimo di particolari e foto straordinarie, quale promemoria su ciò che c’è da vedere! Grazie mille carissima!

    1. Sono io che ringrazio te! Guarda, il Tempio del Valadier è davvero una meraviglia, ma anche le grotte non scherzano. E se ti allunghi a Sassoferrato (cui sono molto affezionata) non te ne pentirai!

  2. La prima volta me ne aveva parlato mio suocero che diceva fossero davvero spettacolari!
    Mi piacerebbe andare…io ho visto le grotte in Slovenia e in Italia quelle del Corchia in Toscana.
    Molto affascinanti!

    Non avevo idea che fossero state scoperte così di recente!!! Pazzesco

    1. La scoperta così recente ha sorpreso anche me! Anche perché ci fa capire che chissà quante cose ancora non conosciamo!!! Non ho visto le grotte del Corchia! Le consigli?

  3. Mi piacciono tanto le grotte e ne ho viste molte nel mondo ma non sono mai stata a Frasassi , il tuo articolo oltre le famose grotte mi ha fatto conoscere anche altre bellissime attrazioni

  4. Il tempio del Valadier è in lista da un bel pò ma, nonostante la vicinanza, ancora non sono riuscita a farci un salto! Spero di poter organizzare una visita infrasettimanale a giugno, per evitare di trovare la ressa turistica estiva.

    1. Più che altro il problema può essere il parcheggio del tempio del Valadier, perché c’è un piccolo parcheggio all’inizio del sentiero e un altro parcheggio forse un po’ più grande più avanti lungo la strada (se vieni da Sassoferrato). A me è andata bene perché sono andata prima di Pasqua, quindi anche se era domenica, c’era poca gente.

  5. Quando sono stata a Frasassi non avevo idea che ci fosse il tempio di Valadier e quindi non l’ho visitato (mannaggia): quel giorno mi sono spostata a Fabriano e faceva un caldo tremendo… la prossima volta cercherò un posto più fresco nel Parco della Gola Rossa!

  6. Noi abitiamo nelle Marche e questa è una delle nostre zone preferite in cui torniamo spesso. Il Tempio del Valadier e le Grotte di Frasassi sono tra le cose che un turista che viene per la prima volta nelle Marche deve assolutamente vedere. Noi abbiamo fatto anche delle belle escursioni in zona: la Valle Scappuccia e il Sentiero dell’Aquila vicino a Genga.

  7. Vado nelle Marche proprio questo we, e sto seriamente meditando di fare tappa a Frasassi, visitate in gita scolastica qualche secolo fa! Mi spaventa solo la possibile coda!

  8. È da molto tempo che dico a me stessa di andare a visitare il tempio di Valadier ma non ci sono ancora riuscita . Grazie ai tuoi spunti, penso che potrò organizzare un bel giretto nei dintorni.

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