Bracciano: il lago, il borgo, il castello e la Caldara di Manziana

Il lago di Bracciano è un lago di origine vulcanica alle porte di Roma. Non è di piccole dimensioni e lungo il suo perimetro si dispongono Anguillara, Bracciano e Trevignano Romano; poco a monte si trova l’altro piccolo lago di Martignano. Immediatamente a ovest, l’origine vulcanica ribolle letteralmente nella Caldara di Manziana.

Il panorama di Bracciano e del lago dal Castello Orsini-Odescalchi (special guest: Salvatore, l’altra metà del blog)

Lago di Bracciano: il lago vulcanico dalla storia lunghissima

Il lago di Bracciano è un lago vulcanico piuttosto grande immediatamente a nord di Roma. Lungo il suo perimetro si collocano almeno tre borghi, Anguillara, Bracciano e Trevignano Romano, e vari altri siti, come Vicarello, sito archeologico piuttosto interessante, che ha restituito i bicchieri di vicarello, sui quali è iscritto l’itinerarium gaditanum, ovvero un itinerario fatto di tappe che da Cadice in Spagna conducono (conducevano) a Roma. Un documento storico, archeologico e geografico importantissimo.

Ma ancora più antica del santuario di Vicarello è l’attività vulcanica del circondario. Perché se il lago di Bracciano è un cratere di vulcano estinto, a pochi km un’attività che sale dal ventre della terra ancora si registra, forte e chiara: è la Caldara di Manziana.

La Caldara di Manziana

Un paesaggio lunare circondato dal bosco. La Caldara di Manziana è un posto assurdo. Assurdo perché i 5 sensi sono all’erta e vanno davvero in confusione. Ma che cos’è la Caldara di Manziana?

Non è facilissimo trovare l’area naturalistica, innanzitutto, e infatti qui ti metto il punto su Googlemaps in modo che tu lo possa trovare con facilità.

La Caldara di Manziana in rapporto col lago di Bracciano. Fonte Google Maps

La Caldara di Manziana è innanzitutto un Parco Naturale, un’area protetta e recintata, ma accessibile liberamente e valorizzata con pannellistica e sentieri in legno, che comprende una zona boschiva che si dispone tutto intorno alla caldara. L’area naturalistica è oggetto di manutenzione costante e di interventi di valorizzazione, con la messa in sicurezza dei percorsi e degli accessi.

Il percorso di visita è ad anello, attraversa il bosco di betulle e scende direttamente nella prateria che circonda la sorgente. Sorgente, quella della Caldara, dalla quale una polla fa zampillare in continuazione acqua alla temperatura di 20° C. con emissioni di idrogeno solforato e anidride carbonica.

Il percorso naturalistico nella Caldara di Manziana

Se non hai mai sentito in vita tua il puzzo di zolfo, qui lo riconosci immediatamente: sa di uovo marcio, ma è un odore diffuso, di cui lì per lì non ti accorgi, ma che pian piano sale, sale e ti entra nei polmoni. Dà fastidio, ma quando te ne accorgi è già troppo tardi. E in ogni caso sei così vicino alla meraviglia che l’odoraccio è l’ultimo dei tuoi problemi.

La Caldara di Manziana, il cuore del Parco Naturale, è una depressione apparentemente spoglia: questo perché il terreno caldo che ribolle non consente alle radici delle piante di poter sopravvivere. Il terreno è fangoso, qua e là bollicine si fanno strada sulla superficie fangosa e ribollono anch’esse. Il bello è il geyser centrale. Certo, non ha un getto d’acqua esagerato, niente a che vedere con i geyser dell’Islanda, tuttavia è spettacolare perché del tutto inaspettato, almeno per quanto mi riguarda. Sembra di essere in un posto altro, un’ambientazione fantasy: se fossero apparsi i Cavalieri di Rohan avrei capito. Se avesse volato su di me il drago Smaug non mi sarei stupita più di tanto.

La polla della Caldara di Manziana

Bracciano: il borgo sul lago

Lasciamo il fantasy e ci trasferiamo sulle rive del lago vulcanico. Il lago di Bracciano prende il nome dal borgo rinascimentale di Bracciano, che col suo bel castello Orsini-Odescalchi domina il lago dall’alto. Ma il borgo è ben più antico. Si chiamava Castrum Brachiani, e il nome deriva dalla fortificazione che fu realizzata per proteggere la popolazione dagli attacchi saraceni che, giunti sulla costa, si spingevano fin qui per saccheggiare e derubare.

All’inizio del Quattrocento le sorti del borgo di pescatori di lago cambiano, nel momento in cui il papa Martino V cede Bracciano e il suo territorio alla famiglia Orsini. Da qui in avanti, con la costruzione della grande rocca, il Castello Orsini-Odescalchi, cambia la struttura della cittadina. Il borgo si erge in altura rispetto al lungolago, tuttavia mantiene l’accesso al lago. Anzi le spiagge sul lago di Bracciano sono molto apprezzate e frequentate in estate, innanzitutto dagli abitanti del lago e in secondo luogo da chi vive nel circondario (e perché no? da Roma). Andare al lago è un’attività rigenerante, ricreativa, rilassante, rispetto alla calca delle spiagge sul mare.

Uno scorcio sul lago dal borgo di Bracciano

Bracciano: il Castello Orsini-Odescalchi

C’è poco da fare: il Castello Orsini-Odescalchi domina la vista ed è il punto verso il quale converge il borgo, che si distende al di sotto di esso, discendendo pian piano verso il lago.

Il Castello risale al XV secolo. Aperto al pubblico, lo si visita con il supporto di un’audioguida: fondamentale per raccapezzarsi tra i corridoi e le sale che si susseguono nel percorso di visita. Il nome Orsini-Odescalchi ha a che vedere con le due dinastie che lo hanno ereditato di generazione in generazione. Dapprima fu degli Orsini, dopodiché nel 1696 passò alla famiglia Odescalchi, cui appartiene tuttora, eccetto una breve parentesi all’inizio dell’Ottocento, quando fu venduto alla potentissima famiglia Torlonia (quella della straordinaria Collezione Torlonia in mostra ai Musei Capitolini).

Il Castello Orsini-Odescalchi visto dalla piazza sottostante

Varcato l’ingresso si percorre il camminamento che conduce alla porta del castello vero e proprio.

Ad accoglierci subito all’interno del castello è un orso che regge uno stemma: è il simbolo della famiglia Orsini, che vantava origini mitologiche: un certo Ursus che sulle rive del Danubio era stato allattato da un’orsa, così come Romolo e Remo con la Lupa. Palese, dunque, la volontà di legittimare la potenza della famiglia facendola discendere da origini mitologiche. Dall’ingresso si accede all’antica armeria, oggi spoglia, poi si sale alle cucine, arredate oggi come allora, con i camini, le tavole, il vasellame da mensa e da cucina. Sembra ancora di sentire il calore del fuoco, lo sfrigolare delle vivande sopra la fiamma. Non so perché, ma a me le cucine antiche fanno un grande effetto.

Le cucine del Castello Orsini-Odescalchi

Il percorso di visita sale poi sul cammino di ronda, che offre un’eccezionale vista panoramica sul Lago di Bracciano. Questo è un tema su cui mi soffermo spesso: ciò che per noi è un bellissimo punto panoramico, suggestivo, instagrammabile, da foto ricordo, in passato molto probabilmente era invece il punto in cui le guardie perdevano il sonno per controllare che non giungessero assalti dall’esterno. Il cammino di ronda dà sul borgo di Bracciano, sulla chiesa e sul lago, e si colloca proprio in una posizione di controllo del territorio. Altro che selfie: non aerano armati di macchine fotografiche, ma di archibugi gli armigeri che pattugliavano le mura del castello di Bracciano.

Bracciano, Castello Orsini-Odescalchi: la fortezza vista dal camminamento sulle mura

E a proposito di armigeri, vale la pena di sottolineare che il castello ospita l‘importante collezione di armi rinascimentali messa su dalla famiglia Odescalchi. Più di una sala del castello è dedicata ad armi e armature. In particolare, le armature intere di fattura tedesca di XVI secolo sono quelle che più colpiscono l’attenzione. Insieme a queste, vi è tutta una serie di spade, alabarde, finimenti di cavalli. Il gusto per le armature rinascimentali e seicentesche è fortissimo nell’Ottocento (anche altrove, non solo nel castello di Bracciano) e segna una vera e propria moda collezionistica.

Put your arms in the air ;-P – Castello Orsini-Odescalchi di Bracciano: la Sala d’Armi

Il percorso di visita nel castello è un susseguirsi di sale più o meno grandi e affrescate, arredate in certi casi con cassapanche rinascimentali. Il tema dell’esaltazione della dinastia e delle virtù canta dai soffitti e dalle pareti: una delle sale è dedicata alle grandi donne del passato, tra cui la leggendaria Tanaquilla, moglie del re di Roma Servio Tullio, influente ed estremamente capace. Vi sono poi le Muse e le Scienze in questo susseguirsi di figure femminili, di personificazioni di virtù e valori. Anche i soffitti meritano di essere ammirati: travi lignee dipinte magnificamente, come se invece che in legno fossero di smalti colorati e vivaci.

Bracciano, Castello Orsin-Odescalchi, sala affrescata con le virtù (personificazioni femminili)

Tra le opere di pregio si deve ricordare l’affresco in Sala d’Armi realizzato dal pittore Antoniazzo Romano, che celebra “La cavalcata di Gentil Virginio Orsini e l’incontro con Piero de’ Medici”. Gentil Virginio Orsini commissiona ad Antoniazzo Romano, pittore piuttosto affermato sulla scena romana e laziale alla fine del Quattrocento, un grande affresco che celebri il committente, la sua famiglia e le sue virtù militari. L’affresco infatti rappresenta due momenti distinti della vita di Gentil Virginio: la visita di Piero de’ Medici nel 1487 e la cavalcata trionfale con cui nel 1489 celebrò la sua nomina a capitano generale dell’esercito aragonese.

Castello Orsini-Odescalchi, il corteo di Gentil Virginio Orsini dipinto da Antoniazzo Romano

La visita al Castello Orsini-Odescalchi suscita senz’altro meraviglia e interesse. Una piccola saletta è dedicata anche alla collezione di antichità – etrusche principalmente, visto il territorio in cui ci troviamo, di cui gli Orsini furono collezionisti secondo quella moda in uso dal Rinascimento in avanti di circondarsi di oggetti antichi.

A concludere il percorso di visita delle tante stanze che si susseguono è la biblioteca che racchiude nei suoi armadi diversi volumi antichi.

La visita al Castello Orsini-Odescalchi consente di capire quale atmosfera si respirasse a Bracciano nel XV-XVI secolo. Inutile dirlo, il castello è affascinante e alcune delle sue sale sono davvero magnifiche. Non si può andar via da Bracciano senza aver visitato il castello: sarebbe davvero un’esperienza a metà.

Bracciano, Castello Orsini-Odescalchi, una delle grandi sale di rappresentanza

Visitare il lago di Bracciano: Anguillara Sabazia

Il lago di Bracciano viene chiamato anche Lago Sabatino. Ecco che così non stupisce il nome di Anguillara Sabazia, borgo posto a pochi km da Bracciano in riva a questo stesso lago.

La storia di Anguillara è piuttosto antica: un sito preistorico sulle rive del lago, poco distante dal borgo, “La marmotta”, ci parla di una frequentazione, e dell’attività della pesca, già ben più di 7000 anni fa, risalente all’età neolitica. Ben più tardi, in età romana su questa riva del lago si installò la villa rustica di una matrona di un certo livello, Rutilia Polla, che aveva fatto realizzare delle peschiere nel lago. Il pesce allevato e pescato nei suoi possedimenti di Anguillara andava a soddisfare il mercato, mai sazio, di Roma capitale dell’impero. Tracce della villa si trovano ancora in alcune murature del borgo, che solo gli occhi più attenti e allenati alle murature romane sapranno individuare.

Il borgo di Anguillara visto dal lungolago

Anguillara Sabazia è un borgo medievale in salita che culmina nella chiesa, la Colleggiata dell’Assunta. Il borgo medievale si sviluppa dalla porta cittadina che apre sulla piazzetta del Municipio e si inerpica su fino allo spiazzo accanto alla chiesa. Da qui la vista spazia sul panorama sul lago, ed è un punto di vista magnifico per apprezzare il territorio e il paesaggio.

D’altro canto, in riva al lago non si può far altro che ammirare il borgo, la sua silhouette, la sua tinta quando verso sera cala il tramonto. Viste meravigliose e decisamente romantiche.

Per saperne di più: Anguillara Sabazia e il lago di Bracciano

Visitare il lago di Bracciano: il lago di Martignano

A quanti di voi è capitato di atterrare a Fiumicino provenendo da sud? A quanti di voi è capitato che in fase di discesa si sorvolasse un lago, anzi due? Ecco, il lago più grande è quello di Bracciano, quello più piccolo, poco distante, è il lago di Martignano.

Anch’esso di origine vulcanica, il lago di Martignano è decisamente meno antropizzato. Non dista molto dal suo vicino, più grande, lago di Bracciano, né da Anguillara Sabazia. C’è un punto, un poggio, dal quale possono vedersi entrambi i laghi, ed è straordinario.

Lago di Martignano, vista panoramica

Chiamato in passato Lago Alsietino, è la riserva idrica da cui l’Acqua Paola, acquedotto romano rimesso in sesto da papa Paolo V Borghese, attingeva acqua per le proprie fontane. La fontana dell’Acqua Paola a Roma, alle pendici del Gianicolo, è il punto di arrivo di questo acquedotto.

Oggi il lago di Martignano è la meta ideale per una gita fuori porta e per un pic-nic all’aria aperta e in mezzo alla natura. In riva al lago sono predisposti punti pic-nic per cui è anche facile poter improvvisare un pranzo al sacco dell’ultimo minuto. E poi il panorama vale davvero il viaggio e l’esperienza.

Lago di Bracciano: un’esperienza completa, ma…

Non basta una giornata per girare il Lago di Bracciano. L’esperienza stessa è molto variegata: si va dall’aspetto prettamente geologico/naturalistico che abbiamo visto alla Caldara di Manziana a quello più prettamente storico-artistico del Castello Orsini-Odescalchi, senza tralasciare l’aspetto paesaggistico, monumentale e antropico.

Decisamente, ci vogliono almeno due giorni, forse tre, per dire di aver esplorato per bene il Lago di Bracciano. Ma parliamoci chiaro: tu dedicheresti mai due giorni interi all’esplorazione di un piccolo lago vulcanico? Discutiamone insieme nei commenti!

16 risposte a "Bracciano: il lago, il borgo, il castello e la Caldara di Manziana"

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  1. Non conoscevo questo borgo!
    È molto particolare e adoro che abbia così tanti elementi che sembrano così distanti tra loro: il lago vulcanico, i geyser… bello davvero!

  2. È un itinerario intrigante, mi piace la varietà che offre: dai borghi, agli edifici storici al paesaggio naturale. Tu chiedi se gli dedicherei due giorni interi? Non so, forse si. Negli ultimi anni ho modificato il mio modo di viaggiare, privilegiando ritmi molto più rilassati e cercando di limitare i km in auto. Cerco quindi di visitare aree più circoscritte e dedicare loro più tempo.

    1. Anche io ho modificato il mio modo di viaggiare, che è diventato più lento e forse anche più attento e riflessivo. Correre perché? Per andare dove? È questo che amo delle gite fuori porta: che ognuno se le organizza con i propri tempi e con il proprio livello di approfondimento

  3. Mi hai incuriosito con il tuo post su Facebook riguardante il Lago di Bracciano e l’articolo non mi ha affatto lasciato insoddisfatta, anzi! Non avevo idea del piccolo geyser anche se conosco la geologia di queste zone. Mi hai davvero ispirata, vorrei visitare di persona ora il lago!

  4. Avevo già sentito parlare del lago di Bracciano, sarebbe stato strano il contrario perchè è troppo famoso. Ma non sapevo che la cittadina fosse così carina. Mi piacerebbe visitarlo, soprattutto per vedere la Caldara e il Castello.

    1. Bracciano merita davvero, il castello è una chicca storico-artistica e architettonica di indubbio valore. E la Caldara, beh, è la chicca naturalistica che non ti aspetti

  5. Il Lago di Bracciano risulta molto rinomato! Per quanto la natura abbia il suo fascino, vengo attratta puntualmente dalla storia è magnifica architettura dei castelli 🤩 sale interne affrescate, esposizione di armi storiche, camminamenti di ronda… mi hai catapultato nel passato facendomi fare un viaggio d’altri tempi!!!

  6. Sono a meno di un’ora di auto da Bracciano e ancora non sono mai andata a visitare borgo e lago. Credo proprio che lo farò in uno dei prossimi week end autunnali, prima che arrivi il grande freddo.

  7. Non sono mai stata dalle parti del lago di Bracciano. Mi ha incuriosito molto il borgo di Anguilla: ha un profilo veramente bello!

    1. sì, Anguillara è molto bella, a me piace molto e poi ci sono affezionata perché è uno dei primi borghi del Lazio che ho visitato da che mi sono trasferita a Roma. Ce l’ho particolarmente nel cuore.

  8. Da Romana, conosco bene il lago e la cittadina di Bracciano, anche se strano a dirsi, non ho mai visitato il castello. La Riserva di Manziana è una delle classiche mete per il trekking, ed effettivamente non ci si sorprenderebbe troppo a vedere vicino alla Caldara qualche strana creatura! Nei dintorni posso consigliare anche la visita al bellissimo museo storico dell’Aeronautica militare.

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