Etruschi alle porte di Roma: la Necropoli della Banditaccia di Cerveteri

Quella degli Etruschi è una civiltà che da sempre suscita grande fascino. Civiltà preromana, si sviluppa nell’Italia centro-settentrionale dall’VIII secolo a.C. circa, si diffonde fino in Campania, ma viene pian piano soppiantata, un po’ con la violenza delle guerre, un po’ gradualmente, dalla crescente forza di Roma (che tra l’altro per un breve periodo fu governata dai re Etruschi Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo).

Nonostante sia una delle grandi sconfitte della Storia, la civiltà etrusca ha lasciato grandi segni di sé, della sua presenza nell’Italia pre-romana. L’interesse per gli Etruschi si avvia per la prima volta nella Toscana rinascimentale quando i cospicui e importanti rinvenimenti etruschi – tra cui la Chimera di Arezzo – vengono strumentalizzati dalla famiglia Medici per sostenere la supremazia della Toscana sopra il resto d’Italia. Col proseguire della Storia e degli studi antiquari quello per gli Etruschi è diventato un interesse quasi velato di magia: incuriosiva la lingua etrusca, di cui ben poco si riusciva a cogliere, e stupiva la grandiosità di certe necropoli.

Cerveteri, Necropoli della Banditaccia. Lungo la via dei Sepolcri

Per lungo tempo, anzi, gli Etruschi furono noti solo dalle Necropoli, perché spesso le città prima etrusche erano diventare romane e dunque poco sopravviveva del periodo preromano. Poi alcuni ritrovamenti come Marzabotto (BO), Gonfienti (PO), Pyrgi, insieme ad altri, hanno portato in luce le città (nel caso di Gonfienti e Marzabotto) e gli empori commerciali sul mare (nel caso di Pyrgi). Veio ha restituito un santuario, così come Tarquinia, l’Ara della Regina. Sono solo pochi esempi tra i tanti. E intanto si sono approfonditi gli studi sulla lingua, tanto che oggi possiamo dire che la lingua etrusca non è più un mistero così insolubile.

Resta però, ancora, immutato il fascino che le necropoli etrusche, con i loro tumuli, le camere scavate nella roccia, gli affreschi, esercitano sull’immaginario collettivo.

La Necropoli della Banditaccia di Cerveteri è una di quelle Necropoli stupefacenti degli Etruschi.

La Necropoli della Banditaccia di Cerveteri: Etruschi alle porte di Roma

Cerveteri fu anticamente un centro etrusco molto importante. Il grande passato etrusco è raccontato oggi dalla monumentale necropoli della Banditaccia, a pochi km dal borgo medievale di Cerveteri, in un territorio magnifico, circondato da vigne.

La necropoli di Cerveteri è completamente scavata nel banco di tufo. Il percorso di visita nell’area archeologica statale, di competenza della Direzione Regionale Musei Lazio – Direzione Generale Musei – Ministero della Cultura si articola in un percorso ad anello che percorre la via dei Sepolcri, si sgancia da esso per entrare nelle 3 anzi 4 camere sepolcrali della Tomba della Capanna, e prosegue oltre andando di tumulo in tumulo, di tomba a dado in tomba a dado.

Due sono infatti le categorie prevalenti di tombe qui a Cerveteri: la tomba a camera coperta da tumulo monumentale, che è preponderante, e la tomba a dado, meno monumentale e che risale a una fase successiva rispetto alle tombe principesche a tumulo, nella quale i defunti si reputano tutti uguali di fronte alla morte e la necropoli è organizzata quasi come una città, con vie regolari.

Cerveteri, Necropoli della Banditaccia. Veduta di tumuli e tombe a dado

La Necropoli della Banditaccia di Cerveteri: quali tombe vedere assolutamente

Innanzitutto va detta una cosa: moltissimi reperti provenienti dalle tombe della necropoli della Banditaccia sono confluiti nelle collezioni del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: tra questi il Sarcofago degli Sposi è senz’altro l’opera d’arte più importante proveniente da Cerveteri (anche se non si conosce la tomba di provenienza).

Ma se si visitano a distanza di poco tempo il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e la Necropoli della Banditaccia sarà facile riuscire – almeno mentalmente – a ricollocare alcuni reperti esposti nelle vetrine del museo all’interno delle tombe di provenienza.

Cerveteri, Necropoli della Banditaccia, il Tumulo della Capanna

La Tomba dei Vasi Greci e la sua vetrina corrispettiva nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Questo per esempio è possibile nella Tomba dei Vasi Greci, una camera sepolcrale scavata all’interno del grande Tumulo della Capanna (uno dei primi che si incontrano lungo il percorso di visita). La Tomba dei Vasi Greci prende il nome dal cospicuo numero di vasi attici che fungeva da corredo ai defunti deposti nella tomba. La camera sepolcrale si articola in una camera ampia scavata nel tufo, nella quale sono ricavi ampi letti funebri, e in due camerette più piccole cui si accede attraverso piccole porte con architravi scolpiti. Tutto è scavato nel tufo, dunque, paradossalmente, non vi è nulla di costruito.

Ciò che nella tomba non c’è più è proprio ciò che le dà il nome: proprio quei Vasi Greci che furono rinvenuti in gran quantità e che oggi invece non ci sono, dato che la tomba appare spoglia, nuda. Ma quei Vasi Greci occupano, almeno in parte, una straordinaria vetrina del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: in essa vediamo una serie cospicua di brocche, coppe, anfore, tutte dipinte a figure rosse su fondo nero, anche se non mancano vasi a figure nere. Ecco che in museo si completa l’esperienza della visita in situ.

Il corredo della Tomba dei Vasi Greci di Cerveteri esposto al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma

La Tomba dei Rilievi

Questa è unica a Cerveteri. Sì, perché le tombe di Cerveteri in generale non sono dipinte, né presentano particolari decori; invece la Tomba dei Rilievi prende il nome proprio dai rilievi in stucco che caratterizzano l’interno della camera sepolcrale: sui pilastri e sulle pareti sono raffigurati a rilievo oggetti vari afferenti alla caccia e alla vita quotidiana e animali: l’illusione che questi oggetti siano appesi come in una vera tenda da cacciatore è palpabile. Gli oggetti in rilievo, poi, sono dipinti e proprio questa particolarità fa della Tomba dei Rilievi il monumento sepolcrale più interessante della Necropoli della Banditaccia.

Necropoli della Banditaccia, Cerveteri, Tomba dei Rilievi

La passeggiata lungo la via dei Sepolcri

Percorrere la via dei Sepolcri, entrare nelle tombe percorrendo il dromos, cioè il corridoio di accesso, più o meno lungo, più o meno in pendenza verso il basso, dà la sensazione di stare partecipando a una caccia al tesoro, o a un’avventura in stile Indiana Jones: in realtà non troverete né serpenti né topi né nazisti cattivissimi, ma ogni volta subirete il fascino di entrare in un luogo nascosto, che non era concepito per i vivi, ma per i morti. A me, lo ammetto, la discesa nella camera sepolcrale ogni volta mette un po’ di soggezione.

Percorrere la necropoli, lasciando da parte suggestioni cinematografiche, è davvero un’esperienza magnifica: davvero sembra che il tempo si sia fermato, perché siamo immersi nella natura da una parte, e camminiamo accanto a monumenti magnifici che celebrano oggi come allora i clan etruschi principeschi che attraverso il tumulo all’esterno e il corredo all’interno si autorappresentavano. E a Cerveteri c’è un’aura di atmosfera sospesa, e ogni ingresso in una camera sepolcrale sembra una discesa agli Inferi.

Cerveteri, Necropoli della Banditaccia. Uno scorcio suggestivo del percorso

Sei su Telegram? Puoi vedere un breve video-reportage che ho realizzato a Cerveteri per il canale Generazione di Archeologi

Necropoli della Banditaccia di Cerveteri e Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia: le differenze

Non tutti gli Etruschi sono uguali. E soprattutto, non tutte le necropoli etrusche sono uguali. Ho visitato solo pochi mesi fa la Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia, per cui sono in grado di elencare le differenze tra questi due siti archeologici molto simili nella “destinazione d’uso” del sito, nella cronologia e soprattutto nella cultura – etrusca – che li ha prodotti – ma in verità molto differenti.

  • il paesaggio. Il paesaggio della Necropoli della Banditaccia di Cerveteri è molto diverso da quello della Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia. A Cerveteri siamo immersi in un ambiente naturale suggestivo, dominato da cipressi – che danno il senso del cimitero – pini e altre alberature; la Necropoli dei Monterozzi di Cerveteri sorge invece su un poggio assolato, privo di alberature, esposto al sole (ma anche al vento e alle intemperie) 365 giorni l’anno.
Necropoli della Banditaccia e Necropoli dei Monterozzi: differenze – 1) il paesaggio
  • le tombe. I tumuli principeschi e monumentali della Necropoli della Banditaccia di Cerveteri sono semplicemente maestosi ed è impossibile non emozionarli al vederli da fuori. Poi attraverso il dromos, il corridoio aperto nel tamburo del tumulo, si scende all’interno della camera sepolcrale, angusta ma non troppo. Ma certo, ciò che colpisce dei tumuli di Cerveteri è proprio la monumentalità che si percepisce dall’esterno. Nella Necropoli dei Monterozzi di Cerveteri, invece, gli ingressi delle tombe sono segnalati da casottini in cemento armato a mio parere brutti da morire, ma che evidentemente sono stati considerati la soluzione migliore per preservare le camere funerarie al di sotto.
Necropoli della Banditaccia e Necropoli dei Monterozzi: differenze – 2) le tombe
  • l’interno delle tombe. A Cerveteri non troveremo tombe dipinte, con la sola eccezione della Tomba dei Rilievi e di labilissime tracce di rombi rossi sul soffitto della camera della Tomba Mengarelli. La Tomba dei Rilievi, proprio per la sua eccezionalità e fragilità è l’unica in cui non si può entrare, mentre nelle altre camere funerarie negli altri tumuli si può entrare liberamente: le grezze pareti di tufo non sono dipinte, dunque non rischiano di deteriorarsi. A Tarquinia la situazione è ben differente: tutte le tombe sono dipinte, per cui non vi si può entrare ma si possono vedere attraverso uno spesso vetro e l’illuminazione.
Necropoli della Banditaccia e Necropoli dei Monterozzi: differenze – 3) l’interno delle tombe
  • Chi vince? La Necropoli della Banditaccia di Cerveteri si aggiudica il premio “suggestione”, perché è davvero suggestivo passeggiare lungo la via dei sepolcri e avvertire il senso del tempo e dell’immortalità. D’altra parte la Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia si aggiudica il premio “la grande bellezza” perché certe pitture in certe camere funerarie sono davvero da manuale di Storia dell’arte: mi riferisco alla Tomba della Caccia e della Pesca, alla Tomba delle Leonesse e alla Tomba dei Leopardi, per fare solo tre esempi.

Gli Etruschi: sempre meno sconosciuti

Cosa sappiamo oggi degli Etruschi? Tantissimo.

Sappiamo dove vivevano, come scrivevano, cosa mangiavano e cosa bevevano, in quali divinità credevano, come morivano e come si facevano seppellire e celebrare. Sappiamo che in ogni città, dall’Emilia Romagna alla Toscana al Lazio alla Campania, gli Etruschi adottavano modi di vivere e di autorappresentarsi nella morte ben diversi. Sappiamo che nel VII-VI secolo erano fortemente influenzati dall’ideologia aristocratica greca, per cui nelle tombe i corredi sono principalmente costituiti da vasi greci provenienti dall’Attica e/o da oggetti che rimandano all’ideologia del grande banchetto funerario così come viene narrato da Omero nell’Iliade; le camere funerarie somigliano spesso a padiglioni da caccia, oppure a ricche stanze in cui si celebrano banchetti accompagnati dal ritmo dei doppi flauti, da danzatori e da fiumi di vino.

La Necropoli della Banditaccia è solo uno degli importanti Luoghi della Cultura italiani in cui si scopre la civiltà etrusca.

L’elenco dei Luoghi e dei siti è piuttosto vasto. Qui intanto ti segnalo la mostra di Bologna che si è conclusa all’inizio del 2020 dedicata proprio agli Etruschi da nord a sud: Etruschi viaggio nelle terre dei Rasna. Rimando a un post successivo nel quale cercherò di raggruppare i più importanti siti archeologici e musei etruschi d’Italia.

3 risposte a "Etruschi alle porte di Roma: la Necropoli della Banditaccia di Cerveteri"

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  1. Mi piace molto il taglio che hai dato all’articolo mostrando anche cos’hanno in comune Tarquinia e Cerveteri e ovviamente le loro differenze! Come ti dicevo su Facebook mi sembra davvero straordinario che gli archeologi abbiano trovato una necropoli etrusca alle porte di Roma, un chiaro esempio di come queste due culture convivevano, nel bene e nel male.

  2. Davvero orrendi i casottini costruiti per proteggere gli ingressi delle tombe di MOnterozzi… non potevano trovare una soluzione meno impattante? Ad ogni modo… che fascino questi luoghi!

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