La storia di Jean Baret e della bouganvillea

Il 27 luglio del 1740 nasceva Jeanne de Baret, la prima donna ad aver circumnavigato il globo. Come riuscì nell’impresa? Semplice: si travestì da uomo. Ma se non fosse stato per lei, e per il botanico che accompagnava, oggi lo splendido fiore che conosciamo col nome di bouganville avrebbe probabilmente un altro nome.

Ritratto di Jeanne Baret in abiti maschili

Correva l’anno 1740 quando in un piccolo villaggio della Francia veniva al mondo la piccola Jeanne. Figlia di contadini rimase orfana da ragazzina. Nonostante fosse di estrazione sociale bassissima, incredibilmente aveva imparato a leggere e scrivere. E già questo faceva di lei una ragazza sopra le righe. Viene assunta come governante in casa di Philibert Commerçon e della moglie. Costei muore di parto lasciando il marito da solo. Tra lui e Jeanne inizia una relazione da cui nasce un bambino. Ma un’unione di questo tipo è disdicevole e il bambino viene affidato a un orfanotrofio.

Philibert Commerçon

La circumnavigazione del globo

Philibert Commerçon è un botanico. Quando si presenta la possibilità di imbarcarsi per una spedizione marittima su una nave finanziata dalla Marina francese che farà letteralmente il giro del mondo, l’occasione va colta al volo. La spedizione è guidata dal capitano Louis-Antoine de Bougainville.

Si pone a questo punto il problema: perché nella seconda metà del Settecento le donne non possono imbarcarsi sulle navi della Marina Francese. Non vi stupite, vero, ma Jeanne e il suo compagno non si fanno intimidire: Commerçon ha problemi di deambulazione a una gamba, ha bisogno di un assistente. Ecco che così Jeanne diventa Jean e ottiene di poter condividere la cabina sulla nave Etoile col suo assistito, riuscendo così a evitare la convivenza col resto dell’equipaggio.

La “Boudeuse”, la nave condotta da De Bouganville in giro per il mondo. Qui a Tahiti. Credits: the-history-girls.blogspot.com

Ciononostante le voci girano: ai marinai Jean sembra decisamente effeminato, addirittura a Tahiti i Tahitiani che incontrano la accolgono come una donna. Per mettere a tacere le voci lei dice di essere un eunuco. E per qualche tempo tutti si tranquillizzano.

Il viaggio della Étoile non è noto storicamente solo per la presenza a bordo di una donna, ma anche per i risultati della spedizione scientifica: Jeanne Baret e Philibert Commerçon infatti svolgono il loro compito di botanici al servizio della corona di Francia e classificano e raccolgono campioni di numerose piante sconosciute in Sud America e altrove. Una di esse arreda siepi e giardini in tutto il mondo, Italia compresa: è la bouganvillea. La pianta appena scoperta in Brasile viene classificata col nome del capitano della spedizione, Louis Antoine de Bouganville.

La bouganville è molto diffusa in Italia: chi non ama le sue straordinarie fioriture? Qui nel borgo di Ostia antica

Il viaggio è lungo e periglioso; tocca Rio de Janeiro, Montevideo, la Patagonia, la Terra del Fuoco in attesa di attraversare lo Stretto di Magellano. Le esplorazioni a terra di Commerçon e del(la) assistente non erano sempre semplici, ma Jeanne si distinse per determinazione e resistenza. Dovendo aiutare Commerçon con i suoi problemi alla gamba, di fatto faceva il lavoro doppio: Baret trasportava pesanti oggetti da campo in legno e ingombranti strumenti ottici su spiagge e colline, impressionando gli osservatori sui ponti delle navi con la sua evidente forza e resistenza. Meno evidenti erano le strisce di lino avvolte attorno alla parte superiore del corpo e i mesi che aveva trascorso a perfezionare il suo travestimento maschile nelle strade e nei mercati di Parigi.

Superato lo Stretto di Magellano la spedizione arrivò a Tahiti, dove per l’appunto fu svelata dalla candida innocenza dei Tahitiani l’identità femminile di Jeanne. Bouganville, che fino a quel momento era stato evidentemente ingannato, non la prese molto bene. Tuttavia non intraprese nessuna azione per punirla o smascherarla. Giunti a quel punto del viaggio non avrebbe neanche avuto senso.

Il viaggio prosegue verso la Nuova Irlanda, un’isola vicino la Nuova Guinea, dopodiché la spedizione si avvia verso l’Oceano Indiano. A Mauritius finisce – per il momento – la circumnavigazione del globo a bordo della nave Etoile: Commerçon trova ospitalità presso l’amico botanico Pierre Poivre. E a Bouganville non sembra vero di potersi liberare dello scottante problema di una donna a bordo illegalmente.

Ritratto di Louis Antoine de Bouganville

Le esplorazioni di Commerçon e Jeanne Baret continuano in autonomia: si spingono fin nel Madagascar e sull’Isola di Bourbon negli anni 1770-1772. Ma nel 1773 Philibert Commerçon muore a Mauritius. E Jeanne, nonostante abbia un’eredità lasciatale dal defunto compagno a Parigi, non può tornare in madrepatria perché versa in tristi condizioni economiche.

Sembra che tutto vada per il peggio, eppure un anno dopo Jeanne Baret si sposa con un ufficiale dell’esercito francese che ha fatto scalo a Port Louis, capitale di Mauritius. Ed è con lui che conclude la circumnavigazione del globo, qualche anno dopo la spedizione di Bouganville, ma a maggior ragione con successo! Rientra infatti in Francia col marito nel 1775, riesce ad ottenere il denaro dell’eredità di Commerçon.

Il giro del mondo di Jeanne Baret. Fonte: teckcrispy.com

Nel 1785 il ministero della Marina francese le concede la pensione di 200 livree per i suoi meriti: in particolare la motivazione recita:

“grazie ad un travestimento, circumnavigò il globo su uno dei vascelli comandati da de Bougainville. Si dedicò in particolare ad assistere de Commerçon, dottore e botanico, e condivise con grande coraggio il lavoro ed i pericoli di costui. Il suo comportamento fu esemplare e de Bougainville le riconobbe numerosi meriti….”

Jeanne Baret aveva preso nel corso del suo lungo viaggio molti appunti di carattere naturalistico, aveva individuato e riconosciuto piante ancora ignote e nonostante solo una le sia stata effettivamente dedicata, il Solanum Baretiae, la sua conoscenza del mondo vegetale era immensa.

Jeanne Baret è una delle donne eccezionali che hanno fatto la Storia al femminile del mondo. Non solo la storia dei viaggi al femminile, ma proprio la Storia. Non so se mi spiego.

6 risposte a "La storia di Jean Baret e della bouganvillea"

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  1. Non conoscevo affatto la storia di questa donna marinaio e ho letto con stupore e interesse il tuo articolo che mi ha letteralmente catturata! Non avevo idea che la bouganvillea fosse stata scoperta così e che l’artefice di tutto ciò fosse stata una donna!
    Grazie di questo articolo, mi ha messo il buon umore e mi ha proprio rallegrata!

  2. La Bouganvillea è una delle piante ornamentali da esterno che più mi piacciono, trovo che i suoi fiori rosa, fucsia e viola creino delle magnifiche pennellate di colore sugli edifici. Mi sarebbe piaciuto mettere a dimora qualche pianta qui ad Ovada in un’aiuola posizionata contro un muro che nella bella stagione prende molto sole ma il vivaista non me l’ha consigliata per le nostre zone anche se da anni gli inverni non sono più gelidi come una volta. Quando scendo in Liguria mi piace fermarmi a fotografarla e, per il momento, mi accontento solo di quello. E’ stato un piacere leggere il tuo articolo perchè non sapevo dell’avventurosa vita di Jeanne Baret e del fatto che avesse contribuito a scoprire e portare in Europa questa meravigliosa pianta.

    1. Anche per me è stata una grandissima scoperta. Mi entusiasmo sempre – ma è una mia deformazione professionale – quando scopro l’origine del nome delle cose o quando vengono scoperte per la prima volta

  3. Questa storia è davvero interessante . Se ti piacciono i racconti di grandi donne e grandi imprese , ti consiglio di approfondire anche la storia di Aida Pfeiffer. Austriaca , a fine ottocento è stata la prima donna a fare il giro del mondo in solitaria . Una vera pioniera!

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