Terra di vino e di Papi: Montefiascone sul lago di Bolsena

Il Lago di Bolsena è il più grande lago vulcanico d’Europa. Si trova nella Tuscia, in provincia di Viterbo, in un’area collinare che in età preromana era abitata dagli Etruschi e che dall’età medievale entrò a far parte dei possedimenti papali.

I territori intorno al lago sono vocati all’olio, ma soprattutto al vino! Avete mai sentito parlare dell’Est!Est!Est!? No? Pazientate alcune righe, e vi racconto subito la sua origine.

Una giornata a Montefiascone, tra vino, chiese medievali e la Rocca dei Papi

Montefiascone è un borgo medievale posto in altura in posizione dominante sul Lago di Bolsena. Dei borghi che si affacciano sul lago è il più grande e quello più storicamente rilevante: qui sorgeva infatti la Rocca dei Papi, che fin dal medioevo fu il palazzo fortificato, centro del potere religioso e politico del territorio.

Ma Montefiascone è famosa anche per il vino. Le colline del Viterbese sono da secoli coltivate a vitigni, con produzioni specifiche tra cui quella del già citato Est!Est!Est! Per scoprire la sua storia non andiamo in cantina sociale, almeno per il momento: piuttosto andiamo in chiesa.

La chiesa medievale di San Flaviano e la leggenda dell’Est!Est!Est!

Nella chiesa di San Flaviano, un capolavoro dell’architettura ecclesiastica medievale fuori dal centro storico di Montefiascone, si trova la tomba di un personaggio, tale Johannes Defuk, la cui storia è davvero interessante. Viaggiava al seguito di Enrico V che nel 1111 stava scendendo a Roma per farsi incoronare imperatore dal papa. L’imperatore, grande bevitore, mandava avanti Defuk per scoprire vini d’eccellenza nei luoghi che attraversavano (e capirai: dalla Germania, una volta attraversate le Alpi erano solo gioie! Pensate al vino in Toscana, per esempio!); quando Defuk individuava una locanda che serviva un vino degno del palato del futuro imperatore faceva scrivere sulla porta Est! (che sta per “è buono”, “è il vino giusto”). Giunto a Montefiascone Defuk trovò un vino talmente buono che non solo Est! fece scrivere, ma Est!Est!Est!. Defuk si fermò a Montefiascone e qui rimase per due anni, finché non morì. Morì per le conseguenze dell’alcolismo. Sul suo epitaffio, nella chiesa di San Flaviano, è scritto “A causa del troppo Est!Est!Est! Defuk è morto“.

La tomba di Defuk nella chiesa medievale di San Flaviano

La chiesa di San Flaviano va visitata a prescindere dalla tomba di Defuk. Si tratta di una chiesa romanica in piena regola. Anzi, in realtà si tratta di due chiese, sovrapposte. La chiesa inferiore, la più antica (e più bella, a mio onesto parere) è in pietra grigia e risale all’XI secolo. Alle pareti si conservano porzioni di affreschi di epoca successiva, XIV-XV secolo: si incontrano storie della vita di Cristo e dei santi, una scena di banchetto con gli scheletri, sicuramente un’allegoria della morte e del fatto che siamo tutti uguali di fronte ad essa; in una cappella laterale si trova una Strage degli Innocenti, mentre la cappella del Fonte Battesimale mostra la scena del Battesimo di Cristo e l’abside è affrescato con Cristo tra due santi e le palmette.

Affreschi nella chiesa di San Flaviano

Interessanti sono i capitelli, uno diverso dall’altro, in cui spuntano qua e là animali più o meno fantastici e figurine maschili. Proprio queste sono divertenti. Su un capitello è raffigurato un omino su due facce. Su una l’omino si copre il mento e invita chi si distrae dalla santa messa a guardare la sua barba nel capitello di lato; ma se seguiamo il consiglio troveremo lo stesso omino, sull’altra faccia del capitello, senza barba che però ci prende in giro dicendo (in latino) “io sono il custode della chiesa scolpito per prendere in giro gli sciocchi“. Tiè. Lo scultore medievale mi ha fregato, così come avrebbe fregato un qualunque fedele che si fosse distratto durante una qualunque messa negli ultimi 2000 anni circa.

Chiesa di San Flaviano, il capitello del custode burlone

La chiesa superiore è spoglia. Vi si accede mediante una scala e arrivati in cima ci si accorge che essa può guardare alla chiesa retrostante. L’ingresso di questa nuova chiesa è sul lato opposto rispetto alla chiesa inferiore. Anche questa è una peculiarità piuttosto interessante di quest’edificio religioso.

Il centro storico di Montefiascone

Il centro storico di Montefiascone è in salita, accoccolato sulla sua altura che domina il Lago di Bolsena. insediamento di età medievale, vanta alcuni edifici davvero interessanti, come la piccola chiesa di Sant’Andrea, di impianto romanico, ma oggi sede del culto ortodosso per la comunità romena di Montefiascone. L’altra chiesa, importante, è la basilica di Santa Margherita. I lavori furono avviati intorno al secolo XV su ordine di Alessandro Farnese, poi Paolo III, e vi presero parte artisti quali il Bramante e Antonio Sangallo il Giovane, architetto – come vedremo – che ha legato il suo nome a Montefiascone. La particolarità di questa chiesa non è all’interno, ma all’esterno: possiede una cupola tra le più grandi delle chiese italiane. Un primato, questo, di non poco conto per la storia dell’architettura italiana.

La cupola della basilica di Santa Margherita

Percorrendo la via principale del centro storico si arriva alla Porta Borgheriglia, superata la quale si arriva su un belvedere sul lago di Bolsena. Qui potrà succedere di assistere alla surreale conversazione tra due signori, uno dei quali legge il giornale, degna di Ale e Franz. Parola mia, è ciò che ho ascoltato con i miei occhi!

Il panorama è davvero magnifico, la vista strepitosa. Lo sguardo spazia su quasi tutto il lago; solo Bolsena resta nascosta dietro un colle.

Il panorama del Lago di Bolsena

Possiamo salire ancora più in alto. Arriviamo alla Rocca dei Papi. Prima di entrarvi, però, ancora ci volgiamo verso il belvedere sul lago. Qui è stato eretto il monumento al pellegrino: ci troviamo lungo la via Francigena, a 100 km precisi da Roma. Una tappa importante, Montefiascone, per chi percorre la via Francigena sia come percorso di cammino, sia come percorso di pellegrinaggio.

Il Monumento del Pellegrino

La Rocca dei Papi

Il monumento più importante di Montefiascone è senz’altro la Rocca dei Papi. Si potrebbe restare delusi sulle prime, nel vedere un monumento per buona parte “sventrato”. In effetti si conserva in elevato solo una torre e un fronte murario, sul lato rivolto verso il borgo sottostante; decisamente meglio conservato dalla parte opposta. Nello spazio interno, invece, nulla si conserva in elevato, ma scavi archeologici condotti in anni recenti hanno portato in luce la storia precedente e le funzioni che altrimenti sarebbero rimaste sconosciute. Inoltre, nella parte ben conservata è stato ricavato un museo dedicato ad Antonio da Sangallo il Giovane, importantissimo architetto del Cinquecento italiano.

La Rocca dei Papi con lo sfondo del Lago di Bolsena

La Rocca dei Papi fu costruita per la sua eccezionale posizione su un’altura che controlla sia il lago che tutta la Tuscia retrostante. Fu frequentata da papi fin dal XIII secolo. I primi importanti interventi di fortificazione avvennero nel XIV secolo, poi, alla fine del XV secolo papa Alessandro VI volle ulteriormente fortificare la Rocca e chiamò Antonio da Sangallo il Vecchio; ma è nel XVI secolo che papa Leone X (Papa Medici, fratello di Cosimo I Signore di Firenze) volle ulteriormente restaurare la Rocca, affidandola a quell’architetto bravo e geniale che era Antonio da Sangallo il Giovane. Costui, formatosi a Firenze, lavorò molto a lungo a Roma, dapprima sotto papa Giulio II, per il quale si occupò tra le altre cose del Castello di Ostia antica, postazione di controllo e di dogana sull’ansa del Tevere per chi dalla foce voleva risalire verso Roma; nel Lazio lavorò per le più importanti “fabbriche”, ovvero cantieri, del Cinquecento, da San Pietro a Montefiascone, per l’appunto.

La Rocca dei Papi e l’alta Torre

Il biglietto della visita alla Rocca dei Papi costa 5 euro ed è comprensivo di audioguida e di visita al Museo di Antonio da Sangallo il Giovane. L’audioguida è necessaria per capire le varie fasi costruttive e immaginare come dovesse essere in origine la rocca. Si può salire in cima alla torre e da qui godere di un panorama unico sul territorio circostante; infine visitando il museo si può allargare lo sguardo da Montefiascone al Lazio intero e alle architetture non solo di Antonio da Sangallo, ma di altri suoi contemporanei in molti luoghi della Chiesa.

Per un pranzo o un calice di vino all’ombra della Rocca e con vista sul Lago si può mangiare all’Enoteca Provinciale: conduzione familiare e vini del territorio, a partire dalla Cantina di Montefiascone.

Un calice di vino all’Enoteca Provinciale di Montefiascone

Torniamo al vino! Dove acquistare l’Est!Est!Est!

Dal vino siamo partiti e al vino ritorniamo. L’Est!Est!Est! è chiaramente il prodotto di punta del territorio: un vino bianco leggero, profumato, che ci riporta immediatamente alla storia narrata all’inizio di questo post: un vino che proprio perché leggero alla lunga è infido, e l’ebbrezza che procura può essere fatale.

Dall’epoca di Defuk, il 1111, e oggi, l’Est!Est!Est! è stato codificato in un disciplinare che consente l’uso dei seguenti vitigni:
– Trebbiano toscano (procanico) dal 50 al 65%
– Trebbiano giallo (rossetto) dal 25 al 40%
– Malvasia bianca lunga e/o malvasia del Lazio dal 10 al 20%
– Altre uve bianche non aromatiche adatte alla coltivazione in Lazio per un massimo del 15%

La Cantina di Montefiascone

Senza morire ubriachi come il povero Defuk, si può andare direttamente in Cantina ad acquistare il vino. La Cantina di Montefiascone è probabilmente la più grande e nota del circondario: smercia i suoi prodotti in molti supermercati del Lazio e di Roma, ma anche del resto d’Italia. I prezzi sono decisamente competitivi e vale la pena fare la scorta e, perché no, acquistare qualche idea regalo: si farà un figurone regalando Est!Est!Est! e raccontando la sua storia!

Scopriamo comunque, in cantina, che nel territorio non viene prodotto solo il bianco Est!Est!Est!, ma anche altre tipologie di bianco e soprattutto di rosso: dal vino da tavola a quello più pregiato, il Tuscia doc. Quello della Cantina di Montefiascone si chiama Rufus e ha sull’etichetta una fenomenale situla etrusca in bronzo, per non dimenticare il passato più antico di queste terre.

11 risposte a "Terra di vino e di Papi: Montefiascone sul lago di Bolsena"

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  1. Conosco questi vini ma non conoscevo la leggenda legata all’EST!EST!EST! Che bello scoprirla con il tuo articolo. Tra l’altro è un vino che amiamo molto d’estate, ghiacciato, sui piatti di pesce. Spero di poter fare anche io questo tour.

  2. Ma che splendido itinerario. Ho preso appunti dettagliati perchè prima o poi mi piacerebbe visitare questa zona. Mi piacciono i luoghi ricchi di storia, ma sono astemia. Però sono sicura che mio marito apprezzerebbe l’aspetto enologico!

  3. Conoscevo l’interessante storia del vino Est!est!est!, ora , dopo le tue indicazioni , non mi resta che andarlo ad assaggiare

  4. Se tutto va bene dovrei scendere al lago di Bolsena per il ponte dei morti o, al più, a febbraio per il carnevale per un blogtour proprio in queste zone! Mi piacerebbe scoprie anche questo borgo, speriamo venga inserito nell’itinerario!

  5. Sono stata solo di passaggio al lago di Bolsena e mi sono innamorata! Mi piacerebbe tanto tornarci e visitarlo. La chiesa di San Flaviano mi ispira tantissimo, adoro il romanico!

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