Visitare Roma viaggiando con i mezzi pubblici: il tram 3

Siamo abituati a pensare ai mezzi pubblici come necessari mezzi di trasporto per andare da casa a lavoro e viceversa. I mezzi pubblici, soprattutto in una megalopoli come Roma, sono spesso l’unico modo per spostarsi da una parte della città soprattutto se, come me, si ha poca dimestichezza con il traffico della Capitale.

Quando devo andare in centro a Roma (vivendo a Ostia antica, mi riferisco a Roma come “in centro”, visto quanto è grande) preferisco muovermi con i mezzi pubblici: ansia da traffico, ansia da ztl, ansia da parcheggio (forse quella che mi blocca di più). Tuttavia, spostarsi con i mezzi pubblici ha i suoi vantaggi: per esempio, trattandosi di Roma, ci sono diverse linee sia di autobus che di tram che consentono di fare dei veri giri turistici e culturali.

Visitare Roma a bordo del Tram 3

Mi direte “E vabbè, a Roma si vince facile: dove ti giri ti giri c’è sempre qualcosa da vedere!“. Vero, però ci sono delle linee di autobus e tram che più di altre consentono di fare dei veri giri turistici, come e meglio di un autobus Hop-on-Hop-off (come pure ne esistono in città).

La linea del Tram 3, per esempio, è sufficientemente lunga e articolata per consentire un favoloso itinerario attraverso la città. Lo seguiamo tappa per tappa: scegliete a quale scendere; in ogni caso, vi assicuro, non ve ne pentirete. Dalla Stazione Trastevere a Valle Giulia ce ne sono di monumenti e attrazioni da far perdere la testa.

Visitare Roma a bordo del Tram 3: da Stazione Trastevere a Porta San Paolo

Il Tram 3 parte dalla Stazione Trastevere. Tuttavia questo angolo di Trastevere non ha a che vedere con il pittoresco quartiere della movida romana, fatto di localini alla moda e botteghe tipiche. Quella parte di Trastevere infatti è un po’ più lontana da qui. Tuttavia ci arrivate comodamente a piedi se, dal Tram 3, scendete davanti al Ministero della Pubblica Istruzione (e proseguite dritto) oppure davanti a Porta Portese (e proseguite lungo via di San Michele: qui vicino c’è infatti Santa Cecilia e si è già nella zona più pittoresca del quartiere).

Già Porta Portese è un simbolo di Roma: la domenica mattina diventa il grande mercato – delle pulci, ma non solo – che attira Romani e non. Una vera e propria istituzione da tantissimi decenni, un appuntamento irrinunciabile nella vita dei “Romani de Roma“.

Procedendo, il Tram 3 supera il Ponte Sublicio e si dirige in via Marmorata, che da un lato costeggia le pendici dell’Aventino, dall’altro è lo sbocco del quartiere di Testaccio. Testaccio storicamente era il Mons Testaceum, ovvero il luogo, alle immediate spalle dell’Emporium, il porto fluviale di Roma, cui arrivavano le chiatte fluviali provenienti da Ostia cariche di grano per sfamare la popolazione di Roma imperiale (ricordate il detto “Panem et circenses?” Ecco: Roma aveva organizzato un funzionale sistema di erogazioni di grano e di pane ai meno abbienti, in modo che tutti fossero sfamati). Oggi è un quartiere residenziale molto legato ad Ostiense, dove trionfano la street art, i localini, il Mattatoio. Siamo accanto al Cimitero Acattolico e alla Piramide Cestia.

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La Piramide Cestia

Il Cimitero Acattolico è un angolo quieto ed elegante, a dispetto della mestizia che i cimiteri dovrebbero suscitare. Invece una serie di piccoli monumenti funerari, di sculture e di tombe di personaggi eccellenti, come Arnoldo Foà, Antonio Gramsci e Andrea Camilleri, rendono la passeggiata nel cimitero un importante momento di acculturazione. Il Cimitero Acattolico si appoggia alle Mura Aureliane che passano in questo tratto della città. La Piramide Cestia fa da confine: monumento funerario di età romana, fu voluto da Gaio Cestio nel I secolo d.C. ad imitazione delle piramidi faraoniche (che evidentemente già all’epoca erano note); solo nel III secolo d.C. fu inglobata nel sistema delle Mura Aureliane che andavano a fortificare l’Urbe divenuta ormai vulnerabile.

Accanto alla Piramide Cestia si innalza la Porta San Paolo: una porta a doppio arco parte del circuito murario aureliano, che si erge davanti alla Stazione di Porta San Paolo e a via delle Fosse Ardeatine. Attraverso i due archi passava la via Ostiense che fin dall’età romana più antica marciava verso Ostia. Un piccolo museo è ospitato al suo interno, così com’è possibile visitare la Piramide Cestia (concordemente con gli orari). In alternativa, nel quartiere è sistemata adeguata pannellistica che racconta il Museo Diffuso del Testaccio, dall’età antica ad oggi.

Porta San Paolo

Visitare Roma a bordo del Tram 3: da Porta San Paolo al Colosseo

Questo è in assoluto il percorso più archeologico che percorre il Tram 3. Da Porta San Paolo il Tram 3 prosegue la sua corsa imboccando Viale Aventino che risale fino al Circo Massimo. Da qui la vista si perde sulla grande estensione di quello che un tempo era il più grande spazio per le corse delle quadrighe, il circo per l’appunto. Tutti abbiamo visto almeno una volta il film Kolossal Ben-Hur la cui scena madre è proprio una corsa sulle quadrighe in un circo. Spettacoli come questo erano all’ordine del giorno a Roma: facevano parte di quelle elargizioni “panem et circenses” che divertivano e ammansivano le masse.

Il Circo Massimo

Dalla spianata del Circo Massimo si legge benissimo il fronte del Palatino: il colle che fu residenza imperiale per dinastie e per secoli è tanto difficile da comprendere nella sua sequenza di spazi e di edifici, quanto altamente suggestiva. Il Palatino, insieme al Foro Romano e al Colosseo, fa parte di un unico biglietto integrato, quello del Parco del Colosseo.

Il fronte del Palatino visto dal Circo Massimo

La linea del tram piega salendo verso le domus del Pincio. Da qui la vista si apre maestosa sul Colosseo. Magnifico, il grande Anfiteatro Flavio non può lasciare mai indifferenti, neanche se ci si passa davanti tutti i giorni per tutta la vita. Magnifico, ecco cos’è. E chissà come doveva essere appena inaugurato, nell’80 d.C. Il Colosseo di oggi infatti è stato in parte spoliato. Tuttavia, la sua bellezza sta anche in questo: nell’essere monumento di tutte le rovine. Io lo trovo magnifico. E come me tantissimi in ogni tempo. Da sempre il Colosseo è stato un simbolo della città di Roma. Ci sono parecchi aneddoti legati a questo straordinario edificio: ve ne vendo giusto due:

  • lo sapevate che viene chiamato Colosseo perché sorge nel luogo in cui precedentemente sorgeva il Colosso di Nerone? Il suo nome, Anfiteatro Flavio, è quello ufficiale, perché fu costruito e inaugurato da un imperatore esponente della dinastia dei Flavi, Tito, il quale regnò solo per due anni, dal 79 all’81, ma riuscì ad inaugurare l’edificio che gli diede la fama eterna.
  • lo sapevate che nel Colosseo ormai in rovina fu ricavata una piccola chiesa? È la chiesa di Santa Maria della Pietà, fondata in uno dei fornici nel VI-VII secolo, probabilmente in memoria dei martiri cristiani che nell’anfiteatro avevano subito il martirio; ha una vita molto lunga, tanto che ancora oggi il sabato e la domenica vi viene celebrata la Santa Messa.
Il Colosseo. Nient’altro da aggiungere

Per saperne di più: Colosseum Book

Per saperne di più: Colosseo un’icona: la mostra sul Colosseo al Colosseo

Visitare Roma a bordo del Tram 3: dal Colosseo a Porta Maggiore

Il tram 3 gira intorno al Colosseo e imbocca via Labicana. Sulla destra (lato del Colle Oppio) si trova la Domus Aurea, ovvero ciò che resta della grande residenza privata dell’imperatore Nerone. Sulla sinistra invece sono state lasciate a vista le fondazioni della palestra dei gladiatori, il Ludus Magnus, che si trovava nelle immediate adiacenze dell’Anfiteatro Flavio: qui, in una struttura che richiamava la forma ellittica dell’arena dell’anfiteatro, i gladiatori si allenavano in vista degli spettacoli. Quando l’imperatore inaugurava i giochi, essi potevano andare avanti per settimane, in qualche caso per mesi. Quello dei gladiatori era un vero e proprio lavoro, alcuni avevano anche il fanclub delle ammiratrici, un po’ come con i moderni calciatori.

Il Ludus Magnus: la palestra gladiatoria accanto al Colosseo

Superato il Ludus Magnus e la Domus Aurea, il tram 3 prosegue lungo via Labicana. Ad un certo punto su via Labicana sbuca via Iside e Piazza Iside: il toponimo non è casuale, ma ricorda l’esistenza di ciò che resta del santuario di Iside: sì, la dea Iside, divinità egizia che però a Roma ebbe grandissima fortuna e seguito. Questo santuario doveva essere grandissimo e decisamente scenografico. Purtroppo rimane soltanto parte delle sostruzioni delle terrazze su cui era organizzato e oggi è molto difficile capire che cosa fosse.

Proseguendo la sua corsa il tram 3 giunge in un altro luogo davvero iconico di Roma: piazza San Giovanni in Laterano.

San Giovanni in Laterano è una delle chiese più importanti di Roma: paleocristiana, ricchissima di arredi e di opere d’arte, per quelli della mia generazione è nota soprattutto per i concerti del I maggio e per altre grandi manifestazioni di piazza: difatti la piazza antistante è davvero ampia. La basilica è la più importante di Roma dopo San Pietro. Delle Sette Chiese, è una delle 4 Maggiori insieme a San Paolo Fuori le Mura, San Pietro, per l’appunto, e Santa Maria Maggiore. La sua storia è lunghissima e decisamente variegata.

Per approfondire: Roma: il (mio) giro delle Sette Chiese

Siamo nei pressi delle Mura Aureliane, costruite dall’imperatore Aureliano ad ampliare la difesa della città dal 271 d.C. Ma soprattutto, siamo a pochi anni dall’Editto di Costantino che rese libero il culto cristiano e che aveva possedimenti proprio nel terreno in cui sarebbe sorta la chiesa. Ricordiamo brevemente i fatti: Nel 312 Costantino affronta in battaglia presso il Ponte Milvio a Roma il suo nemico Massenzio. La notte che precede la battaglia Costantino sogna Cristo che gli dice di usare come insegne quelle cristiane. Lui al mattino non ha dubbi ed esegue gli ordini divini. Naturalmente vince la battaglia. La storia è narrata con dovizia di particolari sul fregio dell’Arco di Costantino, vicino al Colosseo. Non solo, in segno di gratitudine, Costantino dona il terreno degli Horti Laterani alla Chiesa. Fu quindi costruita la primitiva chiesa che divenne sede papale. Inoltre, Costantino con l’Editto di Milano del 313 rese libero il culto dei Cristiani. Da allora l’ascesa della religione cristiana non si sarebbe mai fermata.

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L’interno della Basilica di San Giovanni in Laterano

Proseguendo, il tram corre parallelo al tracciato delle mura aureliane, ben distinguibili nella loro imponenza e nel colore rosso dei laterizi che ne rivestono il paramento. Un’opera militare notevole che infatti è sopravvissuta fino ai giorni nostri.

Incontriamo poco dopo la Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme. Anch’essa è molto antica e legata all’imperatore Costantino, o meglio a sua madre Elena: Elena, convertitasi al Cristianesimo parte per un pellegrinaggio in Terrasanta dal quale torna con alcune reliquie fondamentali per la storia del Cristianesimo: un frammento di legno della vera croce di Cristo un chiodo della Croce e un certo quantitativo di terra (un po’ come fanno i turisti oggi con le sabbie delle spiagge più belle) che sparse sul pavimento di quella che sarebbe diventata la Cappella di Sant’Elena. La chiesa è importante perché al suo interno è allestito una vera e propria galleria delle reliquie. Molto interessante e suggestivo.

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La chiesa di Santa Croce in Gerusalemme

Per approfondire: Santa Croce in Gerusalemme in Roma insolita: 5 luoghi gratuiti dove troverete pochi turisti

A seguire, il tram 3 passa davanti ad un altro monumento della romanità decisamente degno di nota: la Porta Maggiore e il monumento funerario del fornaio Eurisace. La Porta Maggiore fu fatta realizzare dall’imperatore Claudio nel 52 d.C. per consentire all’acquedotto Claudio e all’Anio Novus di portare l’acqua in città. La porta tutt’oggi manifesta la sua imponenza: il bianco del travertino e delle sue colonne in stile “non finito” ovvero lasciate grezze, perché doveva valere la rudezza dell’imponenza rispetto all’eleganza formale in una costruzione funzionale com’era quella, si impone alla vista. La porta, poi è stretta da una parte e dall’altra dalle mura aureliane rosse dei laterizi che le costituiscono. Porta Maggiore fu infatti inglobata nelle mura di difesa della città alla fine del III secolo d.C.

Davanti ad essa, immediatamente fuori le mura urbiche, il sepolcro del fornaio Eurisace è un capolavoro: un manifesto dell’attività di fornaio che aveva svolto in vita e per il quale doveva essere stato addirittura il fornitore ufficiale di pane all’Imperatore. Purtroppo l’aiuola antistante attualmente è un mondezzaio, come si dice a Roma: all’inciviltà della gente si unisce l’incuria. Un monumento così significativo deturpato dalla monnezza è un vero pugno nello stomaco.

Porta Maggiore vista dal Tram 3 (tragitto di ritorno, da Valle Giulia a Stazione Trastevere. All’andata passa comunque sul lato opposto)

Visitare Roma a bordo del Tram 3: da Porta Maggiore al Quartiere Coppedè

Da Porta Maggiore in avanti cambia il paesaggio. Passiamo alle spalle della Stazione Termini, della quale si intuiscono i binari, vicino a noi vediamo un altro grande edificio di età imperiale, il grosso edificio a cupola del tempio di Minerva Medica. Ma la strada del tram prosegue e non si ferma.

Il paesaggio sulle prime non è dei migliori: la linea del Tram passa infatti tangente la Circonvallazione Tiburtina e il Viale dello Scalo di San Lorenzo. Al di sopra passa la Tangenziale Est. Sembra di essere in una periferia squallida, a poche centinaia di metri dai fasti dell’impero. Eppure ci troviamo nel quartiere di San Lorenzo che prende il nome dalla chiesa paleocristiana di San Lorenzo Fuori le Mura. Poche fermate e arriviamo nel grande spiazzo del Cimitero del Verano.

Questo è un cimitero tanto antico quanto importante di Roma. Prima di tutto ospitò le catacombe di Santa Ciriaca che accolsero le spoglie di San Lorenzo, il martire che fu bruciato vivo sulla graticola. La chiesa paleocristiana di San Lorenzo fuori le Mura sorge nelle adiacenze del cimitero. In realtà della funzione cimiteriale si era persa traccia nei secoli e fu solo sotto Napoleone, tra il 1805 e il 1814 che, su progetto di Giuseppe Valadier, valente architetto (colui che a Fiumicino ha realizzato la Stecca Valadier, ovvero l’attuale centro storico come fronte sul canale di Fiumicino poco prima della foce), fu realizzato il cimitero col suo ingresso monumentale.

Al Verano sono seppelliti personaggi illustri, molti dei quali appartenenti al mondo dell’arte. Uno per tutti, Vittorio Gassmann.

La tomba di Vittorio Gassmann al cimitero del Verano. Credits: Wikipedia Commons

La chiesa paleocristiana di San Lorenzo fuori le mura è una delle Sette Chiese. Ne abbiamo già incontrate due in questo percorso, San Giovanni in Laterano e Santa Croce in Gerusalemme. La prima chiesa fu costruita per volere dell’imperatore Costantino (sempre lui!) sul luogo del martirio di Lorenzo. La chiesa, che subì diverse vicissitudini architettoniche nel corso dei secoli, tra cui un pesante intervento barocco che fu cancellato a fine Ottocento, fu pesantemente bombardata durante il primo bombardamento alleato su Roma nel 1943. Fu ricostruita, riutilizzando gli elementi originali, nel 1948, anche se andarono perduti gli affreschi sull’abside.

Da qui il paesaggio urbano cambia nuovamente. Studenti d’Italia ringalluzzitevi! Siamo nel quartiere della Sapienza Università di Roma, in particolare delle facoltà afferenti Medicina. Su Viale Regina Elena affacciano infatti alcuni grandi palazzi sedi universitarie e di dipartimenti. Il tutto fa capo al Policlinico Umberto I (raggiungibile anche con la Metro B, fermata Policlinico).

Dopo Piazza Sassari il lungo viale dritto diventa Viale Regina Margherita. Eleganti palazzi e architetture più moderne fino ad arrivare a Piazza Buenos Aires. E qui inizia la magia. Qui si apre il Quartiere Coppedè.

Visitare Roma a bordo del Tram 3: dal Quartiere Coppedè a Valle Giulia

Superato un arco che collega due magnifici palazzi dalle facciate elaborate in un mix di stili (difficile definirlo barocco, difficile definirlo razionalista: sicuramente liberty) ci si trova in un quartiere totalmente avulso dal contesto urbano – moderno – di Roma Capitale. Qui addirittura ci sono i “Villini delle Fate” e gli edifici che affacciano sulla piazza della Fontana delle Rane hanno un che di straordinario. Mi ricorda Gaudì, e invece si chiama Giuseppe “Gino” Coppedè l’architetto visionario che ha dato vita a questo angolo fantastico di Roma.

Il Palazzo del Ragno: una commistione di stili, tra il neoclassico, il barocco e il liberty nel cuore del Quartiere Coppedè

Tutto ebbe inizio nel 1915, quando all’architetto Coppedè fu affidato l’incarico di progettare da zero un quartiere abitativo in questa zona di Roma. Con alterne vicende, l’opera di costruzione di questo quartiere visionario – che non sempre piacque e non sempre convinse gli amministratori comunali, si prolungò oltre la morte dell’architetto. Alcuni degli edifici innalzati sono dei veri capolavori di architettura artistica: i due palazzi degli Ambasciatori, all’ingresso del Quartiere; il Palazzo del Ragno, così chiamato dalla grande raffigurazione di un ragno sul portale; il Villino delle Fate ispirato a Firenze con la sua iscrizione “Fiorenza Bella” e i ritratti di Dante e Boccaccio; infine la Fontana delle Rane, una fontana in tutto e per tutto barocca nelle forme, anche se concepita sempre da Coppedè. Ricorda molto per impostazione la fontana delle Tartarughe al Ghetto Ebraico: anche lì infatti gli animali sono protagonisti e variamente raffigurati e anche lì la fontana è al centro di una piazzetta.

La Fontana delle Rane e il Villino delle Fate. Quartiere Coppedè, Roma

Qui nei pressi si trova anche la mitica discoteca Piper, dove si sono esibiti i maggiori cantanti e artisti di ogni tempo tra cui, ovviamente, i Beatles!

Proseguiamo e la linea 3 costeggia dopo un po’ il Bioparco di Roma che si trova all’interno di quell’immenso spazio verde che è Villa Borghese. Ha lunga vita: nacque come zoo nel 1908 e dal 1994 è bioparco, denominazione che consente di operare maggiormente nell’interesse degli animali, soprattutto di quelli a rischio di estinzione.

Dopo la natura sopraggiunge la cultura: eccoci in Viale delle Belle Arti. Qui sia l’arte moderna e contemporanea e l’archeologia sono soddisfatte: per l’arte moderna e contemporanea abbiamo la GNAM, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, mentre per l’archeologia abbiamo il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, un luogo magnifico dove riscoprire le nostre radici preromane. Capolavori come il Sarcofago degli Sposi o l’Apollo di Veio sono opere per le quali vale la pena di spendere un paio d’ore qui dentro. E anche il cortile esterno con il portico affrescato è magnifico.

sarcofago degli sposi villa giulia
Il Sarcofago degli Sposi al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: un capolavoro della coroplastica (scultura in terracotta) etrusca

Con Villa Giulia – Valle Giulia – si conclude il tragitto del tram 3 che a ritroso ripercorre lo stesso tracciato. Per me uno dei percorsi più interessanti di Roma. Al prezzo di un biglietto ATAC di soli 1,50 euro.

Avete mai pensato che i mezzi pubblici possano essere dei potenziali itinerari per le vostre esplorazioni nelle città? Conoscete altre linee di autobus o tram a Roma che consentano di fare un vero e proprio tour turistico? Vi aspetto nei commenti con i vostri suggerimenti!

25 risposte a "Visitare Roma viaggiando con i mezzi pubblici: il tram 3"

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  1. Come non darti ragione? Spostarsi in macchina nelle grandi città è un vero delirio, molto meglio dimenticarsi del proprio mezzo e girare con i mezzi pubblici. Ti risparmia un sacco di stress e di complicazioni!

    1. Ah sì! Io poi non giro per Roma in macchina neanche quando ci devo andare per lavoro, perché mi mette ansia la ricerca del parcheggio e le ztl a tradimento! Molto meglio affidarsi al buon sano e vecchio bus o tram, come in questo caso.

  2. Caspita! Questo tram praticamente passa per quasi tutti i monumenti di Roma e anche di più! Quando sono stata a Roma l’ho sempre visitata con i mezzi ma ho preso più metro che tram, la prossima volta lo terrò in considerazione!

    1. Il “problema” della metro da questo punto di vista è che ti porta nei punti di interesse, ma non ti mostra il contesto, invece lungo il percorso in superficie ci sono tantissimi monumenti, chiese o quartieri che vale la pena di approfondire!

  3. Ma sai che non ho mai preso in considerazione il tram per muovermi a Roma? Ho sempre trovato molto comoda la metro, oppure nei punti di maggior interesse preferisco camminare a piedi per perdermi negli scorci insoliti. E invece mi devo ricredere. Alla prossima proverò a fare questo tour!

  4. E’ proprio quello che vogliamo fare la prossima volta che saremo a Roma: girare con il tram! Siamo abituate a girare Milano in tram, ma a Roma non è mai capitato.
    Durante la ns ultima visita non siamo state molto fortunate con la metro e seguire un percorso all’esterno sarebbe davvero l’ideale. In questo momento siamo orientate verso il tram n. 3 – che taglia bene la città. Speriamo di poter raggiungere Roma molto presto!!

  5. Questa è una vera chicca! Io adoro i mezzi pubblici quando viaggio, ne prendo il più possibile, perché mi danno la possibilità di conoscere la gente del posto da vicino. Grazie, quando vengo a Roma faccio tesoro di questo consiglio!

  6. Quando tornerò a Roma, mi piacerebbe un sacco averti come guida! Questo giro seguendo la linea del tram 3 è stato come un viaggio virtuale bellissimo. Mi è sembrato quasi di essere tra le varie vie!

  7. Noi a Roma infatti facciamo sempre tantissimi km a piedi, il modo migliore per non impazzire e per godere bene della città. La prossima volta cmq terrò a mente anche il tuo consiglio, con il tram 3 si può vedere molto

    1. Anch’io in generale mi sposto a piedi per il centro, ma dovendo andare decisamente troppo lontano da Ostiense, questa volta ho optato per il tram piuttosto che per la metro e mi sono davvero goduta il viaggio!

  8. Non avevo mai pensato al tram come mezzo di trasporto a Roma, ma in effetti è una buona idea. Vivendo a Londra uso solo mezzi pubblici e quando posso preferisco il bus alla metro proprio perchè mi permette di ammirare il panorama. Mi hai dato davvero degli ottimi spunti per la prossima volta che visiterò Roma 😊.

  9. Ho già avuto modo di visitare Roma diverse volte, ma non avevo idea che ci fosse un tram con un percorso così turistico e scenografico! Lo prenderò certamente in considerazione per la prossima visita.

    1. Il valore aggiunto del tram 3 è che fa un percorso talmente ampio che riconnette insieme quartieri piuttosto lontani. Poi a Roma è inevitabile, le attrazioni sono disseminate ovunque in città.

  10. Adoro viaggiare in tram, mi piace molto godermi il viaggio guardando fuori dal finestrino! Mi piacerebbe proprio salire sul tram 3 e percorrere questo favoloso itinerario per Roma! Dovrei sicuramente farlo due volte: la prima scendendo ad ogni fermata, e la seconda rimanendo a bordo e godendomi in relax la vista 🙂

  11. ma sai che è una cosa che faccio spessa quella di visitare le città così? ad esempio la prima volta che sono stata a Roma pioveva così tanto che dalla disperazione ho preso un autobus per girare il centro rimanendo almeno un’oretta all’asciutto! non sono mai scesa ma almeno sono passata accanto a molti monumenti noti restando all’asciutto!

  12. Non ero a conoscenza del tram nr 3, un mezzo alternativo per visitare la città. Solitamente nelle grandi città mi sposto o a piedi oppure con i mezzi pubblici per via del traffico è la soluzione migliore, mi salvo il tuo post per la prossima volta che ritornerò a Roma.

  13. Negli anni in cui ho vissuto a Roma il percorso del 3 era in parte sostituito da un bus. Ho fatto in parte il giro, un bellissimo modo di vivere Roma quella di visitarla con i mezzi.

  14. Diciamo che il tram 3 non mi evoca ricordi di mattinate proprio felici! ahah Lo prendevo ogni mattina per raggiungere l’università ed era una vera penitenza. Sempre sporco e strapieno, e dubito che le cose siano cambiate. Però la tua è un’idea bellissima e l’itinerario perfetto. Bisognerebbe prendere il tram 3 nelle ore non di punta, allora sì che sarebbe un’esperienza fantastica!

  15. Sono d’accordo con te, spesso i tram o gli autobus cittadini sono meglio degli Hop-On-Hop-Off e sicuramente più economici. Noi li utilizziamo in ogni città che visitiamo!

  16. L’idea del tram è fantastica. io ammetto che a Roma mi sono sempre spostata con la metro e non ho mai preso in considerazione mezzi alternativi. Potendo, poi, preferisco andare a piedi. Viste le grandi distanze a Roma capisco non sia effettivamente possibile. La parte che più mi ha colpito del tragitto del tram è quella da Porta Sanpaolo al Colosseo. Certo dall’inizio alla fine non c’è che l’imbarazzo della scelta. Che idea che mi hai dato Marina!!!!

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