A come… alcuni borghi del Lazio da scoprire che iniziano con la lettera A!

Questa non te l’aspettavi, eh? Una selezione di borghi del Lazio che in comune hanno la lettera iniziale, ovvero la A!

Potrebbe essere interessante creare itinerari sulla base della lettera dell’alfabeto iniziale dei nomi dei borghi.

Proviamoci allora! Costruiamo un itinerario che percorre il Lazio toccando i principali borghi che iniziano con la lettera A!

Da Allumiere ad Anzio: itinerario nei borghi del Lazio che iniziano con la lettera A!

Itinerario del Lazio con la lettera A – Tappa 1: Allumiere

Il territorio di Allumiere ha una storia antichissima. Infatti è stato frequentato dall’uomo fin dall’età del Bronzo (II millennio a.C.) e per tutta l’età del Ferro. Siamo in un’area non troppo distante dall’Etruria Meridionale, da Tarquinia e Tuscania a Nord, da Cerveteri a Sud, dagli insediamenti etruschi del Viterbese a Ovest, dall’emporio etrusco di Pyrgi, sulla costa (oggi presso il Castello di Santa Severa).

La prima tappa è nel Nord-Ovest del Lazio: siamo ad Allumiere, sui Monti della Tolfa. Siamo alle spalle di Civitavecchia, in un territorio collinare e boschivo, che prende il nome dalle miniere di allume, sfruttate fin dal XV secolo.

La statua del Minatore ad Allumiere

Il borgo attuale però sorge soltanto dopo il 1462 ed è legato allo sfruttamento delle miniere, tanto che in una delle piazze del paese è esposta la statua del Minatore, che raffigura un minatore, Antonio Morbidelli, che nel 1955 sacrificò la sua vita per salvare i suoi compagni dal crollo di una galleria in una miniera di pirite nei monti della Tolfa.

Itinerario del Lazio con la lettera A – Tappa 2: Anguillara Sabazia

Uno dei borghi del Lazio che preferisco. Adagiata sul Lago di Bracciano, Anguillara vi si specchia mollemente, mentre d’estate la spiaggia sul lago si riempie di bagnanti. Il borgo, in salita, culmina nella chiesa e in una vista sul Lago che, da quassù, è fenomenale. Ricca di vicoletti e di scorci graziosi e suggestivi, è il classico borgo arroccato nel quale vale la pena di perdersi.

Panorama di Anguillara – Lago di Bracciano

Ma forse la vista più bella è quella dalla riva del Lago rivolti verso il borgo, che così abbarbicato alla sua altura è davvero una bomboniera. La passeggiata lungolago, del resto, regala enormi gioie, potenziali scorci instagrammabili e soprattutto sa aguzzare la curiosità e lo sguardo sempre attento verso il bello. Io ad Anguillara ho realizzato alcune delle mie fotografie più belle di sempre. Avrebbero potuto essere scattate ovunque, ma per me ha grande importanza che siano state scattate qui:

Lungolago di Anguillara Sabazia

Per approfondire: Anguillara Sabazia e il lago di Bracciano

Il Lago di Bracciano è un importante bacino idrico che serve Roma – mediante un acquedotto fatto realizzare dall’imperatore Traiano – da 1800 anni circa. Inoltre è un lago vulcanico, non ha né fiumi immissari né emissari. Sorvolarlo, quando si sta per atterrare a Fiumicino, è un’emozione.

Intorno al Lago di Bracciano, oltre ad Anguillara sorge Bracciano, col bel Castello Odescalchi e, sull’altra riva Trevignano Romano, borgo incantevole scelto spesso quale location di fiction e di pubblicità; accanto poi si trova Vicarello, che ai più non dirà nulla, ma che archeologicamente ha restituito qualcosa che manderebbe in brodo di giuggiole gli amanti dei viaggi: 4 bicchieri di età romana con iscritte le località che si incontravano viaggiando da Cadice verso Roma lungo le vie consolari: l’Itinerarium Gaditanum.

Per approfondire: Bicchieri che raccontano storie: il deposito votivo di Vicarello

Poco distante dal lago di Bracciano un altro piccolo lago è un’oasi naturalistica di pace, di verde e di passeggiate a cavallo: il Lago di Martignano. Immerso nel verde, circondato dalla campagna, questo piccolo laghetto sorprende per l’atmosfera di pace in cui è calato. L’ideale per una sosta di puro relax nel silenzio e nel verde.

Il Lago di Martignano

Itinerario del Lazio con la lettera A -Albano Laziale

La strada che sale verso il Lago di Albano e il Lago di Nemi è magnifica: curve, verde, cielo azzurro e nuvole. Giunti a Castel Gandolfo, il lago sta proprio sotto di noi, ed è magnifico. La residenza papale da secoli è uno splendido borgo baciato dal sole e colorato da fiori ai balconi. La pietra giallognola del palazzo papale e delle case del borgo rende ancora più solare il borgo in un giorno di sole. Proseguiamo.

Albano Laziale lì per lì si nota poco, anche perché in genere tutti vanno ad Ariccia e Albano è di strada. La viabilità principale è tutto sommato una via di città comunissima, nulla fa presagire che nelle traverse e nelle parallele ci siano motivi per cui valga la pena fermarsi. E invece ci sono.

Tra i vari e tanti palazzi che si incontrano uno, particolarissimo, è l’Esedra della Pace, un edificio con fronte semicircolare del 1728 che però prende il nome da un episodio di guerra peraltro concluso male: un bombardamento del 1944 degli Alleati che nel tentativo di colpire i Nazifascisti uccisero però dei civili inermi.

Albano Laziale – Esedra della Pace

Intanto, a livello demografico e istituzionale, Albano è uno dei comuni più importanti della zona dei Castelli Romani, ed è la cittadina in cui, più che altro, si riversa la popolazione dei dintorni per fare shopping e la spesa. Diciamo che è meno turistico e più a misura di abitante. Il che è fondamentale, perché se in nome del turismo si mettessero da parte le esigenze degli abitanti sarebbe davvero grave. Purtroppo in alcuni centri storici (Venezia tra tutti, ma anche Firenze) questo fenomeno è già molto forte. Ma per fortuna molte realtà ancora tengono botta e Albano è tra queste.

Storicamente, Albano viene fondata come accampamento della Legione II Parthica dell’esercito romano con il nome di Castra Albana. L’imperatore che sceglie questo luogo, lungo la via Appia, è Settimio Severo nel 202 d.C. Rimane a testimonianza l’imponente Porta Praetoria, che era a tre fornici, lunga 36 m e alta 14: un’opera di architettura militare di primordine.

Albano Laziale, la Porta Praetoria

Itinerario del Lazio con la lettera A -Ariccia

Il borgo di Ariccia è inscindibile dal suo prodotto tipico più noto: la porchetta.

Ci troviamo nella regione dei Castelli Romani, tra il Lago di Albano e il Lago di Nemi. Da Ariccia in realtà non si vede nessuno dei due laghi, però l’atmosfera che si respira nel borgo è davvero quella giocosa e festante che ci si aspetterebbe qui, lontano dalla Capitale e dai suoi ritmi forsennati.

Panorama di Ariccia

Il luogo della cultura che va visto è il Palazzo Chigi col suo splendido ed esteso giardino: una serie di sale affrescate e riccamente ornate, degna residenza dei principi Chigi, una delle dinastie aristocratiche più influenti di Roma (originaria di Siena, tra l’altro). Residenza la cui architettura è stata concepita da nientepopodimenoché Gian Lorenzo Bernini! Non so se mi spiego. Tra l’altro, nel progetto Bernini fu aiutato da un altro architetto del tempo, Carlo Fontana, che a molti dice poco, ma che a me dice una cosa: è infatti l’architetto dell’Acqua Paola, Gianicolo, Roma!

L’interno del Palazzo oggi ospita il Museo del Barocco, una pinacoteca che accoglie collezioni private poi donate con opere di autori quali il Cavalier d’Arpino (che fu maestro e insieme antagonista del Caravaggio alle prime armi), il Borgognone e Pietro da Cortona.

Oltre alla Pinacoteca, si può visitare al piano nobile la residenza dei Chigi, con tanto di camere da letto con letto a baldacchino, sale da studio varie e una splendida sala da biliardo.

Ma veniamo alla cosa che ci interessa di più: la panza! Andiamo a mangiare la porchetta!

Segui @in_alto_i_calici su instagram: è il mio account dedicato al vino!

Come abbiamo visto, lungo la via ci si può fermare a qualche chioschetto che fa il famoso panino con la porchetta. Tuttavia, se siamo già arrivati ad Ariccia e aspettiamo di visitare Palazzo Chigi, una sosta in una delle osterie che si trovano lungo la via che costeggia il giardino di Palazzo Chigi, è più che meritata. Peraltro a prezzi decisamente più bassi che altrove si può mangiare degnamente e bere dell’ottimo “vino de li castelli”. Occhio, però, a non finire su una panchina pubblica a smaltire la sonnolenza indotta dal vinello traditore 😉

Consiglio per parcheggiare: Ariccia è piccola e arroccata, con pochi parcheggi (gratuiti). Conviene lasciare l’auto nella limitrofa Albano e fare quei 200 m a piedi: fa bene al cuore, alle gambe e soprattutto, nell’ottica di questo itinerario, è perfetto!

Itinerario del Lazio con la lettera A – Anagni

La “Città dello Schiaffo” non poteva non comparire in questo itinerario!

Anagni è un magnifico borgo medievale del Frusinate che vanta origini antiche e solide: secondo la tradizione infatti le mura cittadine sono state costruite dai Ciclopi. In realtà si tratta di un modo di costruire mura e muraglioni diffuso nell’Italia preromana e romana delle origini: vengono chiamate mura ciclopiche, ma sono murature in opera poligonale. La loro caratteristica? Grandi blocchi di pietra messi in opera gli uni sugli altri e accanto agli altri senza aggiunta di malta.

Anagni, l’abside della Cattedrale

Ma è col medioevo che Anagni diventa davvero importante. Il titolo di “città dei papi” le deriva dal fatto che qui alcuni papi nascono e Bonifacio VIII costruisce il suo palazzo, poco distante dalla superba cattedrale romanica. La cattedrale è spettacolare all’esterno, con la sua pietra a vista che incute timore reverenziale; e la sua cripta è semplicemente pazzesca, una vera e propria bibbia istoriata, una meraviglia dell’arte medievale.

Anagni, l’interno della Cattedrale

E veniamo allo “schiaffo”. Sì, perché tradizione vuole che qui si sia consumato uno degli episodi più significativi nella lotta tra Regno di Francia – all’epoca potentissimo – e papato. Qui un grave oltraggio arrecato ai danni di Bonifacio VIII è passato alla storia come “schiaffo” (morale, quindi, non fisico); dopo poco il papa ebbe ragione di quell’atto, ma pochi anni dopo la rottura sarà inevitabile e inizierà quel buio periodo della storia della Chiesa noto come Cattività Avignonese: ovvero il papa costretto a stare ad Avignone invece che a Roma e la nomina di un antipapa quando il papa di Roma si ribella. Un brutto brutto affare per la Chiesa, ancora piuttosto oscuro in certi suoi passaggi, ma che se non altro ha fatto sì che ad Avignone in Provenza ci fosse un castello degno di essere chiamato “Palazzo dei Papi”. Ho divagato, lo so, ma visto che ci piace viaggiare, perché non farlo anche a parole e per associazioni storiche? E poi anche Avignone inizia con la A 😆

Per approfondire: Avignone, la reggia dei Papi

Itinerario del Lazio con la lettera A – Anzio

A dir la verità Anzio non è propriamente un borgo. Però è senz’altro un luogo storico per almeno due motivi:

  1. La villa di Nerone che sorge sulla scogliera (ed è visibile dalla spiaggia ed è maestosa e unica!)
  2. Lo sbarco degli Alleati con tutto quello che ne conseguì nel prosieguo della II Guerra Mondiale

Anzio è anche la cittadina dove si trova l’hairstudio del Re dei capelli Federico Fashion Style: non vi vergognate a dire che avete seguito almeno una puntata su RealTime di questa vetta del trash italiano!

villa di nerone anzio
Anzio, Villa di Nerone. Le murature si appoggiano al banco di roccia della falesia. L’impatto è davvero incredibile. Siamo in riva al mare, per giunta

Anzio è una città di mare. Proiettata sul mare, il suo bel porticciolo profuma di salmastro e di pescherecci lasciati in rada e pronti a riprendere il mare alla prima occasione. Risuona di gabbiani litigiosi e di cani che trascinano i padroni lungo il molo per la passeggiatina quotidiana. Il porto di Anzio è fatto di ristorantini che ammaliano col profumo di pesce grigliato (ed ecco che tornano i gabbiani) ed è difficile resistere alla tentazione di non assaporare uno spaghetto allo scoglio.

Ma la bellezza di Anzio, per me – che sono di parte, lo ammetto – è la Villa di Nerone. La residenza imperiale, voluta dall’imperatore Nerone, quello stesso che incendiò Roma, che qui era nato, e che qui amava rilassarsi e staccare dagli impegni di governo. La villa era fronte mare. Oggi in buona parte il mare ha abraso e portato via una parte delle strutture, eppure rimangono, ben visibili dalla spiaggia, gli ambienti delle grandi terme: immaginatevi una grande vasca illuminata da una grande finestra dalla quale si vede solo il mare davanti a sé. Ecco, mi sento di amare Nerone già solo per questo. Doveva essere magnifico villeggiare e oziare qui. Peccato solo che della grandezza di quei tempi sia rimasto davvero molto poco, parte crollato nel tempo, parte mangiato dal mare e abraso dal vento.

villa di nerone anzio
Il Calidarium delle terme nella villa di Neone ad Anzio

In anni decisamente recenti, Anzio segna il litorale dello sbarco degli Alleati volti alla liberazione di Roma e alla risalita del continente. Il Museo dello Sbarco racconta proprio quelle vicende. Vicende che, devo dire, appassionano me e appassionano molti nei dintorni. Si tratta di un capitolo, quello della II Guerra Mondiale, ancora molto vicino a noi, difficile da dimenticare e per qualcuno ancora da elaborare.

Per approfondire: Lungo il litorale laziale: Anzio

porto di anzio
Pescherecci nel porto di Anzio

Vi è piaciuto questo itinerario tematico sulla scia della lettera iniziale del nome del borgo? Ditemelo nei commenti, in caso positivo replicherò con altre lettere dell’alfabeto e magari con altre regioni! Anzi, proponetemele voi! Quali itinerari regionali potrei costruire basandomi sulle lettere iniziali?

23 risposte a "A come… alcuni borghi del Lazio da scoprire che iniziano con la lettera A!"

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    1. Vero! Così d’istinto mi viene Bracciano, ma ancora non l’ho mai visitata. E anche a Bolsena sono stata ormai tanti anni fa… Ottima scusa per rifare un giro 😉

      1. Bracciano ci avevo pensato, ma non te l’ho detto perché ho visto che l’avevi messo insieme ad Anguillara. E’ molto carina, poi c’è il famos castello Odescalchi, dove ha celebrato le nozze Tom Cruise…

  1. Oltre ai borghi, che adoro, immagino tu sia passata anche attraverso la campagna laziale, che a me fa impazzire. Quei pini marittimi che ci sono solo lì mi fanno davvero allegria.

    1. Oh sì, la campagna laziale è meravigliosa! Amo la strada che conduce al Lago di Bracciano, mentre, purtroppo, mi ha deluso la strada sulla costa che da Pratica di Mare porta ad Anzio

  2. Molto sfiziosa l’idea di un itinerario in base alle lettere dell’alfabeto. Adesso aspetto anche tutte le altre, mi sono divertita un sacco a scoprire quelle con la “A”. Su due piedi avevo pensato solo ad Anagni io. Ho la sensazione che scoprirò tantissimi borghi del Lazio! 🙂

    1. Ti ringrazio. Per scoprire altri borghi con altre lettere devo aspettare la fine della zona arancione: purtroppo ancora troppi pochi borghi del Lazio mi mancano all’appello per costruire nuovi itinerari alfabetici. Ma lo farò!

  3. Esplorare il Lazio mi manca proprio, a parte Roma non mi sono mai spostata nei borghi più belli. Se tutto va bene, questo o il prossimo anno dovremmo tornare nella capitale e vogliamo girare di più. Traggo spunto da questo post e aspetto anche i borghi che iniziano per le altre lettere. 😉

  4. Beh, che dire, non avrei mai pensato a un itinerario a tema alfabetico! Complimenti per l’iniziativa davvero innovativa e molto simpatica!

  5. Tu non puoi capire che ansia lo schiaffo di Anagni! Avevo una prof del liceo fissata che me l’ha fatto odiare quell’anno! Ancora mi ricordo la posizione delle foto a pagina 78 del libro di storia! Mi hai risvegliato antichi ricordi con questo post!

  6. Premetto che amo molto i piccoli borghi storici. Non ho però mai esplorato il Lazio e purtroppo non ho visto nessuno di questi Borghi (ho visitato Avignone però 😉). Mi incuriosisce particolarmente Anguillara!

  7. Bella questa idea di creare itinerari sulla base dell’iniziale della località! Non pensavo ce ne fossero così tante nel Lazio, conoscevo solo Ariccia e Anagni!

  8. Premetto che sono sempre e solo stata a Roma…ma adoro i borghi e questo articolo mi ha fornito un sacco di spunti 🤩 avevo solo sentito parlare di Anagni, Ariccia (ovviamente per la porchetta) e Anzio e mai degli altri borghi.

    1. I borghi del Lazio sono tutti molto attrattivi e interessantissimi. Ho creato questo itinerario “particolare” per divertirmi un po’ e anche per avere l’occasione di parlare di borghi anche distanti tra loro e con pochi elementi in comune se non, appunto, la lettera iniziale 😅

  9. Bella idea scrivere un post sui borghi utilizzando la lettera iniziale! Ho sentito parlare molto di alcuni di questi borghi… In primis di Ariccia (chissà perché😂😋😋😋). Conosco purtroppo poco il Lazio, ma spero presto di poter rimediare.

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