Giochiamo a viaggiare? 4 giochi da tavola che ci fanno viaggiare

Avreste mai pensato di viaggiare semplicemente giocando a casa insieme ai vostri familiari?

Io l’ho fatto per anni: quand’ero bambina ogni Natale Babbo Natale mi portava almeno un gioco da tavola. E ogni domenica ci riunivamo tutti, io, mia sorella, mia madre e mio padre, e giocavamo ad un gioco da tavola. Alcuni, particolarmente intriganti, mi sono rimasti nel cuore ed hanno continuato a segnare le mie domeniche per molti anni. Il momento del gioco da tavola era un momento di unione familiare, di allegra competizione, di svago e, perché no, di sogno: perché in alcuni casi non nego di aver sognato di trovarmi nei luoghi del mondo che il gioco da tavola evocava…

Viaggio nel mondo degli animali, Ravensburger

Il mio preferito in assoluto. Il mio primo gioco da tavola. Avevo 6 anni quando Babbo Natale me lo portò. Le prime partite le feci in squadra con mia madre, per poter imparare. Poi mi sganciai e cominciai a farmi strada tra gli adulti e a farmi valere. La motivazione era forte: da bambina amavo tantissimo gli animali, per cui la premessa da cui partiva il gioco, ovvero il recuperare le schede degli animali in via d’estinzione sparsi per il globo, era per me un fortissimo stimolo. Non solo, di ogni animale era fornita una scheda. Grazie a questo gioco io ho scoperto l’esistenza della Foca Monaca (based in Tunisia), della Saiga (based nelle steppe della Russia), del Leontocebo Rosalia (sapresti dirmi cos’è? é una scimmia dell’America Latina!) e del Vombato dal naso peloso (Australia, che te lo dico a fare! Lucy the wombat lo conosce molto bene, per esempio!), per dirne alcuni. Ma soprattutto, per raggiungere tutti gli animali da censire sparsi per il globo bisognava – per l’appunto – attraversare i 5 continenti. Il tabellone di gioco, infatti, è un planisfero, né più né meno.

viaggio nel mondo degli animali - Ravensburger
“Viaggio nel mondo degli animali – Ravensburger – il tabellone da gioco

Il mio primo viaggio in Australia, o in America Latina, l’ho fatto in realtà già a 6 anni, grazie a questo gioco.

(Sono stata davvero sia in Australia che in America Latina, da adulta: qui trovi il mio viaggio in Australia; qui trovi il mio viaggio in Perù, con una puntata nella Foresta Amazzonica)

Giro del mondo in 80 giorni, Ravensburger

Ispirato al romanzo straordinario di Jules Verne, questo gioco della Ravensburger era decisamente avvincente. I giocatori erano altrettanti Phileas Fogg impegnati nell’impresa. Scopo del gioco era compiere il giro del mondo prima degli altri, ovviamente, tra imprevisti e varie prove da superare lungo il percorso. Il tabellone era (è) stupendo: ricordo distintamente l’ambientazione dell’India e il treno attraverso gli Stati Uniti, il piroscafo e la Statua della Libertà (non necessariamente in quest’ordine). Importante poi, nell’economia del gioco, muoversi con i mezzi di trasporto del tempo: treno, carrozza, piroscafo ed elefante!

Questo gioco non è mai stato il mio preferito, ma indubbiamente ho imparato a memoria l’itinerario di Phileas Fogg e del suo maggiordomo Passepartout, per cui quando ho finalmente letto il romanzo ho trovato familiari molti dei luoghi descritti.

Giro del mondo in 80 giorni Ravensburger
“Giro del mondo in 80 giorni” – Ravensburger – il tabellone di gioco

Per approfondire: Jules Verne, Il giro del mondo in 80 giorni

Per approfondire: In viaggio con Jules Verne

Columbus, Ravensburger

Rispetto ai due precedenti, ho giocato relativamente poco a Columbus, un altro dei giochi da tavola della Ravensburger ispirato al viaggio di Cristoforo Colombo verso le Americhe. Ambientato quindi in un planisfero storico, con le caravelle quali pedine, lo scopo del gioco era arrivare nelle Americhe e riattraversare l’Oceano Atlantico indenni, superando tempeste o, ancora peggio, la bonaccia (ho imparato all’epoca il significato di questa parola per la marineria). Il gioco era incentrato sulle grandi esplorazioni geografiche degli anni tra il 1492 e il secolo successivo. Prendeva in considerazione soltanto l’Oceano Atlantico, le coste americane e quelle europea e africana: questo era del resto il mondo conosciuto ed esplorato via mare all’epoca. Dal punto di vista dell’ambientazione storica, dunque, era perfetto. E io ogni volta mi identificavo in Cristoforo Colombo, bontà sua.

columbus Ravensburger
“Columbus” – Ravensburger – il tabellone di gioco

Per approfondire: I luoghi di Cristoforo Colombo

Scotland Yard, Ravensburger

Questo in realtà non è un gioco da tavola dedicato ai viaggi, ma è un gioco di investigazione. Però. Il tabellone di gioco è la mappa di Londra, completa di vie, strade, quartieri, monumenti principali, ponti e il Tamigi che scorre lento. Impossibile non sognare, tra una mossa e l’altra, di visitare Londra, di percorrere le sue vie e le sue strade (e perché no, di incontrare qualcuno dei Take That, visto che a 13 anni giocavo ancora a Scotland Yard, mentre il walkman nelle orecchie mi rincoglioniva con canzoni come “Pray“, “Everything Changes“, “A million love songs” e potrei andare avanti. Chi è dei miei tempi lo sa).

Dunque, Scotland Yard è stata l’occasione per conoscere quantomeno la planimetria della città. La mia prima volta a Londra sarebbe stata anni dopo, ma lì per lì quando giocavo non pensavo neanche che fosse possibile andarci… Era molto diverso viaggiare all’inizio degli anni ’90 rispetto all’anno scorso (che quest’anno è semplicemente impossibile).

Scotland Yard - Ravensburger
“Scotland Yard” – Ravensburger – il tabellone di gioco

Io poi in effetti a Londra ci sono stata più e più volte (la prima volta ospite di Elisa di Piccoli Grandi Viaggiatori). Ma la sensazione, fin dalla prima volta, è stata quella di sapermi orientare in città. L’avevo studiata, infatti, sul tabellone da gioco.

Per approfondire: tutto ciò che so su Londra

Cosa ho imparato dai giochi da tavola della mia infanzia a tema viaggio

Beh, io ho imparato tantissimo. Ritengo che la passione per il viaggio, almeno in via embrionale, me l’abbiano trasmessa proprio questi giochi. Inoltre, erano giochi estremamente educativi: con Viaggio nel mondo degli animali ho imparato tante cose su molti animali in via di estinzione nel mondo. E ho imparato prima ancora di studiare geografia alle elementari come era fatto il nostro pianeta.

Con Giro del mondo in 80 giorni ho imparato la trama del romanzo forse più famoso di Jules Verne. E anche se all’epoca non l’avevo letto (devo ammettere che l’ho letto appena pochi anni fa) però avrei potuto tranquillamente sostenere una conversazione circostanziata sul viaggio da record di Phileas Fogg.

Con Columbus ho imparato alcune nozioni di navigazione, come il concetto di bonaccia. Mi piaceva il tabellone di gioco perché ricalcava un’antica mappa del mondo con tutti i limiti che essa aveva e con tutto il fascino che esercitava: giocavo infatti su un tabellone che mi riportava esattamente indietro nel tempo al 1492 o giù di lì, navigavo sulle acque ignote a quegli stessi navigatori. E poi devo dire che la figura di Cristoforo Colombo e dei vari esploratori che hanno poi scritto la storia delle esplorazioni geografiche (Amerigo Vespucci, Vasco de Gama, per dirne due) mi ha sempre affascinato.

Lo spunto per parlare di giochi da tavola che mi hanno fatto viaggiare mi è venuto da questo post di Trottole in viaggio che parla di giochi da tavola a tema viaggio e da questo post di Pasta pizza & scones sullo stesso argomento. Nel suo post entrambe parlano di giochi attuali o senza tempo, mentre non sono sicura che i giochi da tavola di cui parlo io siano ancora in produzione (forse Scotland Yard, ma decisamente rinnovato rispetto alla mia versione). Molto probabilmente i miei giochi da tavola sono roba da collezionisti. Ma scrivere questo post è stato bello per poter tornare indietro con la mente a quei bei momenti di spensieratezza, ma anche di estrema concentrazione. Perché io volevo vincere, ovviamente, dunque mettevo tutta me stessa per sconfiggere tutti e due i miei genitori. E per viaggiare, il più lontano possibile, alla scoperta di nuovi mondi, mondi che fino a quel momento solo il tabellone di gioco mi aveva regalato.

34 risposte a "Giochiamo a viaggiare? 4 giochi da tavola che ci fanno viaggiare"

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  1. I giochi da tavolo di cui parli non li conoscevo, ma anche se sono fuori produzione si possono trovare nei negozi dell’usato. In Inghilterra dove questo genere di giochi sono diffusissimi è un modo molto comune andare a scegliere nuovi giochi nei charity shop! 🙂

  2. Quando ho letto che esisteva il gioco de “Il giro del mondo in 80 giorni” mi sono elettrizzata, visto che mi sono ispirata al libro per dare il nome al mio Blog.
    Se ce l’hai ancora e te ne vuoi liberare magari, se mai un giorno ci conosceremo di persona, lo prenderei volentieri in cambio di tè in foglia 😉

  3. sai che, nonostante la mia età, non conosco nessuno di questi giochi di società? Sarebbe carino provare a cercarli on line nei gruppi vintage. quasi quasi ci provo..

      1. Io sono patitissima di giochi da tavola! Ho giocato tantissimo a Svoltando York, ho anche un’edizione limitata e consiglio a tutti di scoprire il mondo così! Il top il puzzle a forma di mondo di ravensburger!

  4. Da grande appassionata di giochi da tavola non potevo non leggere questo post! Non ne conoscevo nessuno dei 4 e sarei davvero curiosa di giocarci. Grazie per la menzione, anche io sono convinta che la passione per il viaggio sia nata anche dai giochi da tavola😊

  5. Mi sono sempre piaciuti tantissimo i giochi da tavola tanto che ho comprato recentemente la versione francese del Monopoli! Certo che quello alla scoperta degli animali in via di estinzione è bellissimo e anche io quando ho letto del Vombato ho pensato a Lucy!

  6. Che belli che devono essere questi giochi da tavola a tema viaggio. Non sapevo che esistesse il gioco tratto dal romanzo di Verne, davvero curioso. Io non sono una grande appassionata di giochi di società (durante queste vacanza natalizie abbiamo giocato a tabù e a monopoli, che io adoro), quindi ne conosco davvero pochi, ma questi che hai elencato mi incuriosiscono molto, soprattutto Scotland Yard, essendo un’amante delle detective stories 🙂

    1. Eheh, Scotland Yard era tra i miei preferiti, anche se non vincevo mai perché a differenza tua nelle detective stories sono sempre stata una scarpa (anche a Cluedo, per esempio). In effetti il gioco tratto da Verne all’epoca non mi entusiasmava, l’ho rivalutato negli anni.

  7. Viaggio nel mondo degli animali lo voglio assolutamente! Da naturalista assolutamente lo devo avere, non lo conoscevo affatto e ora mi metterò a cercarlo!

  8. Pensa che non ne conoscevo nessuno… in compenso recentemente ho riscoperto il piacere di giocare a questo tipo di giochi. In Inghilterra, dove vivo, sono ancora molto diffusi e l’anno scorso ne ho comprato uno bellissimo (Sherlock Holmes: nel quale vanno risolti dei misteri percorrendo le vie di Londra), che si è poi rivelato molto utile durante il lockdown. 😊

  9. Leggendo questo tuo articolo mi hai fatto venire in mente un quinto gioco da tavolo con cui ho passato tante serate da piccola: Hotel! Te lo ricordi? Io sognavo di possedere il Waikiki Beach con le sue belle capanne con il tetto in paglia! che ricordi!

  10. Ma che belli!! Non ne conoscevo nemmeno uno…. gli unici giochi da tavolo con cui si giocava a casa mia erano UNO e le carte da ramino…. se questa pandemia dovesse continuare mi sa che torneranno in voga!

  11. Da appassionata di giochi da tavola, questi sono delle vere chicche che è un peccato che siano ormai quasi introvabili. Probabilmente non riscuoterebbero lo stesso successo tra i giovani d’oggi e dire che insegnano molto più che un semplice gioco.

    1. Hai ragione. QUesti giochi costringevano a concentrarsi come minimo per un’ora a partita, quando non di più: impensabile che oggi un ragazzo, ma anche un adulto, riesca a restare concentrato e a non guardare lo smartphone per più di 5 minuti!

  12. Molto probabilmente sono roba da collazionisti: custodiscili perché tra un po’ non esisteranno più delle cose del genere. A me piacevano tantissimo perché erano un momento per passare del tempo insieme alla famiglia o agli amici. Tra questi amavo molto Scotland Yard, e proabilmente il mio interesse per la città e per le mappe è nato proprio grazie a quel gioco!

  13. Ma che cosa carina! Lo sai che non ne conosco neppure uno ma ora sarei davvero curiosa di provare a giocare ad almeno uno di questi!!!

  14. Oltre ad belli, interessanti sono anche educativi. Una cosa utile anche per le nuove generazioni così avrebbero modo di distrarsi dal cellulare. Dei giochi che hai citato non ne conoscevo neanche uno ma è un buon modo per passare il lockdown e ritornare un pò bambini.

    1. Vero. Temo che i ragazzini di oggi (ma anche gli adulti eh) non riuscirebbero a stare concentrati su giochi che durano anche un’ora come questi. Siamo portati ormai a vivere velocemente e la nostra soglia d’attenzione drammaticamente scende

  15. Non avevo assolutamente mai sentito parlare di questi giochi! Incredibile! Mi hai fatto tornare in mente che da piccola noi in famiglia giocavamo a un gioco che si chiamava “A zonzo per l’Italia” e comprendeva anche molte domande e curiosità geografiche, molto bello.

    1. Io invece non ho mai giocato a Scarabeo! Ma ai miei genitori piaceva regalare a me e mia sorella giochi da tavola piuttosto articolati e, in qualche modo, “narrativi”

  16. Questo articolo è sorprendente!!! Non conosco nessuno di questi giochi ma ci credo che siano stati più che educativi… chissà se sono ancora in vendita o se comunque qualcuno li vende al mercatino dell’usato!?!?!

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