Dove trovare il presepe napoletano a Roma

Il presepe è uno dei simboli del Natale.

Inventato da San Francesco che a Greccio nel 1223 realizzò il primo presepe vivente, dando la possibilità alle persone di interpretare i pastori, la Madonna e San Giuseppe, e persino il Bambin Gesù, il presepe costituisce la forma più artistica e religiosa insieme del Natale.

Il presepe napoletano: alcune informazioni utili da sapere

Anche se nato nel Centro Italia, a Greccio in Umbria, per l’appunto, è nella Napoli del Settecento che il presepe diventa una vera forma di artigianato artistico. Nel quartiere di San Gregorio Armeno fioriscono le botteghe di artigiani che con sapiente maestria realizzano non solo le statuette classiche coinvolte nella natività, ma danno sfogo alla propria creatività realizzando altri tipi, altri personaggi, altre ambientazioni.

Uno scorcio di Napoli, la città dove nel Settecento si è sviluppata la produzione di presepi artistici

Il presepe napoletano si sviluppa per volontà della famiglia reale dei Borboni, dapprima con Carlo III, che ne fa una vera e propria attività di corte e poi con Ferdinando IV che la fa diventare una vera moda. Molti artisti del tempo, architetti, scultori e pittori, si dedicarono a questa “nuova” arte.

Il presepe napoletano ha un vero e proprio linguaggio ed esprime, attraverso le imponenti e maestose scenografie una vera e propria teologia e simbologia.

In generale i presepi napoletani, anche se si sviluppano su una superficie di vari metri quadrati (possono essere infatti molto grandi!), hanno sempre una costruzione piramidale, al cui vertice si trova la Sacra Famiglia.

Secondo la tradizione, Gesù nasce in una grotta o in una capanna. Nel presepe napoletano, invece la natività avviene tra le rovine di un tempio pagano: e se da un lato si può notare l’attenzione artistica verso le rovine antiche propria dei pittori ruinisti e vedutisti del Settecento, nonché la fascinazione esercitata a Napoli dalle scoperte di Pompei, dall’altra il messaggio è chiaro: Gesù con la sua nascita fonda un nuovo culto che soppianta i riti pagani di cui le rovine sono simbolo. Le grotte, casomai, si trovano sotto il luogo della natività, ma simboleggiano gli Inferi e le tenebre sulle quali Gesù Cristo portatore di luce è vincitore.

La statua del pescatore/pescivendolo. Opera della presepista napoletana M.C. Cundari

Al di sotto e intorno a questa ambientazione si svolge il presepe vero e proprio, fatto di pastori, di commercianti, di personaggi più o meno simbolici: come Benino, il pastore dormiente che pur sognando la natività continua a dormire tranquillo, come il pescatore, o pescivendolo, che prefigura San Pietro pescatore di uomini. La lavandaia rappresenta la purezza e verginità di Maria, il fornaio, colui che fa il pane, rappresenta l’Eucarestia allo stesso modo come il vinaio, che simboleggia il sangue di Cristo.

Le statue del presepe napoletano sono di varie dimensioni. Quelle tradizionali sono in creta, rivestite di stoffe che ricreano i costumi settecenteschi. L’arte del presepe è tuttora molto importante e gli artigiani esperti nella presepistica sono veri e propri artisti, capaci di creare luoghi unici, ricchissimi di dettagli, in cui è meraviglioso perdersi.

Infine: proprio per la sua natura, che prevede la presenza di così tanti personaggi e così tante scenette, il presepe potenzialmente non è mai del tutto finito e c’è sempre posto per nuove scene e nuovi personaggi o elementi. Questo perché Cristo cammina accanto all’uomo nella Storia, e la Storia, così come l’Umanità, non è statica, ma in continuo divenire. Ecco perché un presepe napoletano per definizione non può essere mai considerato concluso.

Dove trovare i presepi napoletani a Roma

Anche se si parla di presepe napoletano, in realtà questa forma artistica è uscita da Napoli ed ha raggiunto altri luoghi d’Italia. Uno di questi è Roma.

Roma, il presepe della Chiesa dei SS. Cosma e Damiano

In un piccolo ambiente all’interno del chiostro della chiesa dei SS. Cosma e Damiano, lungo via dei Fori Imperiali, è allestito un presepe napoletano di grandi dimensioni. La collocazione di questo presepe qui, in una chiesa paleocristiana che sorge sulle rovine del tempio del Divo Romolo, un tempio pagano all’interno del Foro Romano e accanto ai Fori Imperiali, è a maggior ragione significativa di Cristo vincitore sul paganesimo.

Il presepe è a tutti gli effetti ambientato tra le colonne di antichi edifici. Esso è animato da una serie di personaggi che si affastellano e che richiamano le principali occupazioni della gente del popolo: il fruttivendolo, l’oste, il soldato, il contadino.

presepe ss cosma e damiano
Il presepe della Basilica dei SS. Cosma e Damiano

Roma, Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola

Anche nella chiesa barocca di Sant’Ignazio di Loyola (una delle tre chiese barocche più belle di Roma) si trova un presepe napoletano, sistemato in una cappella nella navata di sinistra vicino all’entrata. Anche questo presepe è di grandi dimensioni e rispetta la tradizione nell’impostazione generale: la natività tra le rovine in posizione sopraelevata rispetto al resto dei personaggi affaccendati ciascuno nella propria attività: il nano che vende salumi e formaggi, la fruttivendola con il suo banchino di invitante frutta e verdura matura, l’oste con lo sguardo truce: d’altronde la taverna, che non ha accolto Giuseppe e Maria, è luogo del Peccato e l’oste ha una connotazione negativa.

presepe napoletano sant'ignazio roma
Il presepe napoletano in Sant’Ignazio a Roma. In primo piano l’oste dal volto truce; la sacra famiglia è in alto sotto le colonne antiche.

Tutta questa “vita” che si muove nel presepe non deve far pensare che Gesù nasca nell’indifferenza generale. Al contrario, il messaggio è che la santità consiste nel fedele adempimento ai propri doveri: così almeno stando a quanto riteneva la Scuola Giuridica Napoletana del Settecento.

Il presepe di Sant’Ignazio è stato realizzato dal Maestro Marco Ferrigno nella sua bottega di via San Gregorio Armeno a Napoli; le statuette sono in ceramica e porcellana, con i costumi che riprendono l’abbigliamento settecentesco.

Ostia, la bottega del “Presepaio” Christian Apreda

Ad Ostia Lido c’è una bottega di artigianato che realizza presepi artistici in stile napoletano.

“Nella culla del Divino Lab” è la piccola bottega di Christian Apreda, che rimane nella piazza del mercato del sabato (Piazza Quarto dei Mille) di Ostia e che sembra un luogo d’altri tempi. Le vetrine sono animate dalle splendide statuette di varie dimensioni che raffigurano diversi personaggi e diversi “tipi” dalla fruttivendola/cocomeraia al pescatore napoletano (un richiamo al Borghetto dei Pescatori di Ostia, che fu fondato da pescatori provenienti da Napoli alla fine dell’Ottocento): che sia napoletano lo capiamo dal bel dipinto che decora il suo banco del pesce: una veduta di Napoli col Vesuvio sullo sfondo.

presepe napoletano christian apreda
La statuetta del pescatore realizzata nella bottega di Christian Apreda

Di se stesso e delle sue opere Christian Apreda dice:

Nelle mie opere riproduco gli acquerelli del Pittore Ettore Roesler Franz raffiguranti scorci di Roma Sparita, per portare avanti non solo la tradizione del Presepe Romano, ormai quasi del tutto scomparso, ma anche per riportare alla luce “pezzi” della mia Roma ormai sconosciuti, demoliti, con tutta l’umanità che portavano con sé, con i mestieri, gli usi, le consuetudini, gli odori e i sapori di una romanità travolta dal trascorrere incessante degli anni. Far nascere Gesù a Roma nella fine dell’800 è un modo per far rinascere Roma, regalare al visitatore romano, italiano o straniero un salto nel passato con tutte le sensazioni e le emozioni che ciò fa affiorare.

Christian Apreda – dal sito web www.presepiartisticiapreda.it

Tradizione napoletana e amore per Roma dunque si fondono nei lavori di questo artista.

Tra le composizioni più belle attualmente in bottega (ma mi riservo di tornare più e più volte) c’è l’artigiano che a sua volta realizza le statuine del presepe! Fantasia, creatività, attenzione ai dettagli ed estrema cura nella realizzazione sono le grandi doti di Christian Apreda, doti che ha in comune con tutti i maestri presepai di Napoli.

presepe napoletano christian apreda
La statuetta dell’artigiano che realizza statuette del presepe, opera di Christian Apreda

La sua bravura gli ha permesso di esporre in molte occasioni, tra cui la mostra “100 presepi in Vaticano” che nel 2020 si svolge – per motivi COVID, sotto il Colonnato di Piazza San Pietro a partire dal 13 dicembre. Già so cosa fare nei prossimi giorni!

Mostre di presepi: 100 presepi in Vaticano

La mostra “100 presepi in Vaticano non espone soltanto presepi napoletani, ma di tutti i generi e realizzati con ogni sorta di materiale e potenzialmente da chiunque. Naturalmente, però, il presepe napoletano è quello che esercita il fascino maggiore.

Ecco uno dei presepi dell’edizione 2019, in attesa di pubblicare quelli dell’edizione 2020:

Presepe napoletano in mostra a 100 presepi in Vaticano 2019. Credits: www.100presepi.it

Questo post è un work in progress: attendo i vostri suggerimenti per andare a scovare altri presepi napoletani nascosti o esposti in chiese o altri luoghi di Roma. Conto su di voi!

Per approfondire: Il presepe, storia di una tradizione tutta italiana e napoletana

Per approfondire: Presepi fantastici e dove trovarli in Italia

6 risposte a "Dove trovare il presepe napoletano a Roma"

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  1. Per noi campani il presepe è un simbolo molto importante, non solo religioso. A me ricorda i miei natali di quando ero bambina e mi sembra di vedere mio nonno intento a realizzare il suo presepe. Non sapevo che a Roma fossero presenti in esposizione alcuni presepi, spero di rifarmi quanto prima per vederli.

    1. La tradizione dei presepi piace molto anche a me perché mi ricorda di quando lo facevamo in casa quand’ero bambina. E devo dire che infatti lo faccio ancora adesso…

  2. Non potevo non lasciarti un commento su quest’arte a me tanto cara. Per i campani, ma soprattutto per i napoletani, il presepe ha un valore inestimabile. Oltre alla valenza storica, che hai descritto alla perfezione, ha una valenza affettiva. Ormai è parte integrante della tradizione più antica. Io ad esempio, vado a San Gregorio Armeno almeno una volta ogni anno. E ogni volta compro un pastore nuovo per il presepe che a casa mia si costruisce ogni anno in modo diverso. Sono molto felice di vedere che a Roma e dintorni ci sono numerose esposizioni e addirittura botteghe di artigiani. Una bella scoperta per me Marina!

    1. Grazie Simona! È stata una bella scoperta anche per me, soprattutto la bottega artigiana di Ostia: e chi se lo poteva immaginare che ci fosse una bottega simile sul mare di Roma?

  3. Ho una passione per i presepi, a Napoli infatti ho adorato la zona di San Gregorio Armeno. Molto bravo l’artista che hai presentato, è davvero attento ai dettagli.

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