Cosa fare in autunno in Mugello

Il Mugello è il territorio dell’Appennino che separa Firenze da Bologna, la Toscana dall’Emilia Romagna. Un territorio montagnoso che è piacevole vivere in ogni stagione.

Se in primavera il Mugello ti incanta con il verde brillante dei suoi prati e l’azzurro deciso del suo cielo, se in estate ti sorprende con le distese gialle dei campi di girasole, in autunno il Mugello dà davvero il meglio di sé. Perché sono i suoi boschi a colorarsi, a regalare i toni del rosso, del giallo, del bruno. E anche se la giornata non è limpida, questi colori vividi sono eccezionali.

Ti parlo del Mugello in autunno, di ciò che puoi fare in questa stagione un po’ malinconica, ma così estremamente viva e colorata! Non solo fallfoliage, ma anche borghi, cultura, prodotti del territorio.

I colori del bosco del Mugello in autunno

Itinerari del fallfoliage in Mugello

Il Mugello è un territorio che dai colli di Firenze sale fino alle alture degli Appennini, al Passo del Giogo e va oltre. Attraversa boschi e prati, in un paesaggio sempre mutevole e variegato.

Se ti piacciono i colori dell’autunno e ti piace la fotografia di fallfoliage ti consiglio due itinerari da seguire. Sono itinerari che puoi percorrere in automobile, ma lungo il percorso trovi anche la possibilità di seguire dei sentieri a piedi, dei trekking, di inoltrarti nella natura e nei boschi.

Da Scarperia al Passo del Giogo

Scarperia (comune di Scarperia e San Piero) è il borgo medievale di fondovalle noto per il suo bellissimo Palazzo dei Priori e per la sua tradizione di coltellinai. È anche nota perché nel suo territorio comunale si trova l’Autodromo del Mugello, ma soprattutto è punto di partenza per numerose vie e percorsi verso e attraverso il Mugello.

Per approfondire: Scarperia. Nella fucina del coltellinaio

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Scorci d’autunno nel territorio di Scarperia e San Piero

Da Scarperia sale infatti la strada che porta verso il Passo del Giogo. Scarperia è in fondovalle, ma dopo pochi km inizia la salita, tornanti più o meno dolci. Se in fondovalle la strada è accompagnata da alberi che in questa stagione si fanno gialli e creano una splendida scenografia autunnale, all’avvio della salita lo sguardo si amplia a comprendere il paesaggio che da collinare si fa sempre più montano. E i boschi che cominciano a colorarsi di rosso e di giallo.

Si attraversa innanzitutto il piccolo borgo di Ponzalla, posto lungo quella che fu la Linea Gotica, testimonianza della quale si coglie nel Museo della II Guerra Mondiale di Ponzalla: un prezioso centro di documentazione con ricostruzioni, diorama, oggetti della vita quotidiana di trincea dei soldati, sia Tedeschi che Alleati.

Per approfondire: 3 musei della II Guerra mondiale in Toscana

Curva dopo curva il nostro occhio può spaziare fino al Lago del Bilancino, nella direzione di Barberino del Mugello, oppure, dall’altra parte, farsi cullare dalle fronde degli alberi che popolano i boschi verso il Giogo.

Un buon punto panoramico è il parcheggio dell’Osteria Da Nandone a Omomorto. L’Osteria da Nandone è uno dei posti più consigliati in cui mangiare la Bistecca alla Fiorentina fuori Firenze: lontano dalla città, immerso nel verde, ma lungo la via che sale al Passo del Giogo. Prenotare con discreto anticipo, soprattutto se volete andare nel fine settimana!

Per approfondire: Bistecca alla fiorentina: 3 posti dove mangiarla fuori Firenze

Tornando al foliage, il parcheggio dell’Osteria da Nandone è un punto panoramico perfetto che in autunno apre la vista a scenari coloratissimi. Non ci credete? Guardate la foto qui di seguito:

Punto panoramico a Omomorto lungo la Strada del Giogo

Salendo ulteriormente lungo la strada si raggiunge il Passo del Giogo. Da qui si dipartono numerosi percorsi trekking più o meno difficili e lunghi (anche 13 km!). Si tratta di percorsi naturalistici, ma anche di percorsi lungo la Linea Gotica, quindi di interesse storico.

La strada da Borgo San Lorenzo a Marradi

Borgo San Lorenzo è il secondo centro importante del Mugello toscano. Da qui e per qui passano tutte le viabilità che conducono verso l’Emilia Romagna. La via Faentina che parte da Firenze in direzione di Faenza sale da qui, per esempio. Ed è proprio in direzione di Faenza che andiamo, anche se la nostra meta è ben prima. Marradi.

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Scorci d’autunno lungo la Strada della Colla

La via da Borgo San Lorenzo sale fino ad incontrare l’ultimo dei paesi di fondovalle: Ronta. Un piccolo borgo che si spalma sulla sua altura. Ronta è l’anticamera dei percorsi nei boschi che risalgono l’Appennino andando in direzione di Marradi.

La via verso Marradi, la Strada della Colla, è una splendida salita di tornanti che attraversano il bosco. Un bosco che in autunno si fa giallo, poi rosso. Dapprima si attraversa il piccolo borgo di Madonna dei tre Fiumi, alla confluenza di due torrenti in un fiumiciattolo. Un borgo che sembra uscito da una favola nordica, con le sue case in pietra, i fiori nelle aiuole, i fiumi che scorrono e le rocce delle montagne che incombono. Salendo ancora si incontra il borgo di Razzuolo. Anche qui il panorama regala in autunno panorami unici.

Salendo ancora il bosco si fa sempre più fitto e più rosso. All’altezza dell’Albergo Gran Fonte dell’Alpe ci fermiamo, per prendere acqua alla fonte. Il caseggiato dell’Albergo, oggi un caseggiato in rovina sul quale si legge ancora l’insegna in rosso, risale addirittura al 1700, ma divenne struttura ricettiva all’inizio del Novecento. Oggi è poco più di un casone circondato dalla rete arancione tipica dei cantieri e del pericolo. Ma è bello pensare quanta vita sia passata nella hall, abbia abitato e dormito nelle sue stanze nella prima metà del Novecento.

L’Hotel Gran Fonte dell’Alpe lungo la Strada della Colla

Proseguendo si arriva in cima al Passo della Colla e si prosegue, il bosco lascia il passo ai pascoli. Così dalla strada vediamo le mucche al pascolo, mentre davanti a noi appare il piccolo borgo di Casaglia.

Percorrere la strada della Colla in autunno regala i toni caldi e scuri del rosso cupo e dell’arancio, oltre al giallo. La faggeta domina il bosco, anche se in realtà le essenze sono abbastanza mescolate, per cui diverse tonalità di foliage si incontrano. Davvero una bella sfida e un bello stimolo per chi ama fotografare e immergersi nell’autunno più profondo.

Acquistare castagne a Marradi

Già che siamo lungo la via per Marradi, arriviamoci!

Del resto, cosa c’è di più autunnale delle castagne? E qual è il luogo più noto in Italia per la produzione di castagne? Esatto, Marradi! Il borgo che diede i natali al poeta Dino Campana è famoso in tutto il nostro Paese per le castagne, che qui, sull’Appennino, costituiscono da sempre fonte economica preponderante.

Un cestino di castagne di Marradi

Superato il Passo della Colla e superato il piccolo borgo di Casaglia, la strada prosegue nel fondovalle incontrando il piccolissimo centro di Crespino del Lamonepaese dell’acqua buona e delle fontane” come recita l’insegna di benvenuto. In realtà il paese è noto per un eccidio nazista – l’ennesimo verrebbe da dire – e per l’Ossario monumentale che ospita i resti mortali di 40 vittime di quella strage perpetrata il 17 luglio 1944 (qui puoi leggere tutto il testo dell’iscrizione sul monumento). Siamo sempre, siamo ancora, lungo la Linea Gotica. Il Mugello è un museo all’aperto della Seconda Guerra Mondiale. Anche se bisogna però arrivare a Marzabotto e a Monte Sole, già in Emilia Romagna, per verificare la gravità della situazione.

crespino-sul-lamone
Uno scorcio di Crespino sul Lamone

Per approfondire: Itinerario della Memoria: il parco storico di Monte Sole e i luoghi della Strage di Marzabotto

Ma giungiamo a Marradi.

Il borgo di Marradi non è particolarmente grande, anzi. Però alcuni palazzi piuttosto antichi ci rivelano la sua importanza da sempre come centro di fondovalle e quindi di mercato, di incontro. Per questo fu strategico e al centro di vari scontri e conflitti nel corso del Medioevo.

Oggi, parlare con gli abitanti di Marradi è stranissimo: siamo ancora in provincia di Firenze, eppure l’accento delle persone qui è quasi più emiliano. Questo perché siamo ormai sul versante dell’Appennino rivolto verso l’Emilia Romagna.

Queste settimane, il mese di ottobre e fino a metà novembre, è il periodo in cui si trovano le castagne. In genere nel mese di ottobre a Marradi si celebra la Festa della Castagna, una manifestazione nota a livello sovraregionale, che unisce insieme le caratteristiche della sagra e quelle della mostra-mercato. Quest’anno, 2020, a causa del COVID e del maltempo, la manifestazione è stata molto sottotono, tuttavia nei negozietti e nelle botteghe si possono acquistare le castagne e i derivati.

Le castagne sono di due tipologie – e dunque di due prezzi: le più adatte alle caldarroste (bruciate in Toscana) sono quelle di pezzatura lievemente più piccola (così come più piccolo è il prezzo). Quelle più grandi (e più costose) sono invece adatte ad essere bollite (ballotte a Marradi e nel Centro Italia).

E il naufragar m’è dolce in questo mar… di castagne di Marradi!

Noi ci siamo divertiti anche a provare dei prodotti derivati dalle castagne: il castagnaccio, il dolce tipico toscano a base di farina di castagne e arricchito variamente con pinoli, rosmarino e/o uvetta; il miele di castagno; l’aceto di miele di castagno; la crema di marroni (scordatevi la nutella 😉 )

La via del Latte: andar per aziende casearie in Mugello

Percorrendo le strade che collegano Barberino del Mugello, Scarperia e San Piero, Borgo San Lorenzo, incontriamo cartelli che indicano La via del Latte. Girando lo sguardo in effetti vediamo apparire qua e là aziende di allevamento di mucche. La più nota è senz’altro il Palagiaccio, i cui prodotti (in particolare yogurt, ricotta e formaggi vari) sono distribuiti in tutto il comprensorio fiorentino e anche oltre. Il Palagiaccio ha anche un punto vendita in cui si può acquistare e consumare sul posto il gelato realizzato col latte delle mucche dell’allevamento. Nello spaccio non si trovano solo prodotti caseari, ma un po’ di tutto, purché si tratti di prodotti toscani, vino di Calenzano compreso.

Non c’è solo il Palagiaccio. Altre aziende agricole e di allevamento sono sparse nel territorio. Alcune di esse svolgono servizio di vendita diretta dei prodotti caseari. Una di questa è la Società agricola Laiano, cooperativa agricola raggiungibile lungo la via che collega Barberino di Mugello con Montepiano, quasi al limite del Mugello, dunque. Ma molte ce ne sono nel territorio di Borgo San Lorenzo e Scarperia e San Piero, basta saperle scovare. Un’occasione per farlo è ad esempio l’open day dei Caseifici aperti, che si svolge da qualche anno in un weekend a settembre e che fa sì da aprire le porte dei caseifici con l’intento didattico di educare i più piccoli da una parte, e l’intento promozionale dall’altro, di una fetta importante della produzione economica di questo territorio.

La Società agricola Laiano

Visitare alcuni borghi nascosti del Mugello

Luco di Mugello

Immaginate di vivere in una città, Firenze, in cui scoppia una pestilenza. Immaginate di fuggire, dunque, nel contado, per la precisione nel Mugello, di trovare ospitalità nel piccolissimo borgo di Luco (il cui nome, che deriva dal latino Lucus, bosco sacro, fa capire tante cose). Immaginate di essere un artista e di realizzare una pala d’altare per la chiesa del monastero femminile di San Pietro.

luco di mugello
Il chiostro del convento di San Pietro, Luco di Mugello

L’artista in questione è Andrea del Sarto, il “pittore senza errori come lo definisce Giorgio Vasari nelle sue biografie di artisti. Si rifugiò a Luco di Mugello per sfuggire ad una pestilenza che colpì Firenze nel 1523 e qui lavorò per il convento femminile camaldolese di San Pietro. Qui gli fu commissionata infatti una pala d’altare avente per tema il Compianto sul Cristo morto, un tema che godeva di una certa fortuna nel Rinascimento. La Pala è anche nota nella storia dell’arte come Pietà di Luco, proprio per indicare l’esecuzione, la commissione locale e religiosa e il luogo, un borgo davvero lontano da Firenze.

Oggi la Pietà di Luco è esposta alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti. Nella Chiesa di San Pietro si trova una copia. Ma la sua vista nulla toglie alla suggestione. La Chiesa di San Pietro al suo interno è semplice, lo sguardo vola così direttamente all’altare, o meglio sopra di esso, dove la Pietà davvero risplende.

Il piccolo borgo di Luco del Mugello è davvero poco più di una piazza su cui affaccia il bar-pizzeria. Il cuore di Luco è un piccolo chiostro, pertinenza del convento di San Pietro. Il chiostro, del XIV secolo, rimane nascosto. Nel centro si trova un pozzo, come vuole tradizione. Il convento invece è di fondazione davvero antica, risale all’XI secolo addirittura. La chiesa domina la piccola piazzetta, con la sua facciata elegante, tipica del Cinque-Seicento fiorentino.

Ma un’altra chiesa attira l’attenzione: è l’Oratorio della Divina Pastora. Una chiesa a pianta centrale, esagonale all’esterno, piccola e buia all’interno, che si trova all’angolo della strada che conduce verso un piccolo borgo ancora più lontano, quello di Grezzano, dove oggi si trova un museo della civiltà contadina. La chiesa è oggetto di grande devozione da sempre da parte degli abitanti della zona, risale al 1583 e l’immagine sacra della Madonna, cioè della Divina Pastora è un rilievo in maiolica di Giovanni della Robbia: le maioliche bianche e blu della famiglia Della Robbia sono per me una delle cose d’arte più belle che il Rinascimento abbia prodotto. Ecco, l’ho detto.

luco di mugello divina pastora
La chiesa della Divina Pastora a Luco di Mugello

Galliano

A pochi km da Barberino di Mugello, lungo la via che porta alle sorgenti dell’acqua Panna, sorge il piccolo borgo di Galliano.

Galliano, panorama

Il borgo è piuttosto antico. La sua fondazione pare risalire addirittura al VII secolo d.C. In ogni caso nel XI secolo fa parte dei possedimenti della famiglia degli Ubaldini, così come, nella stessa epoca, Luco di Mugello.

galliano mugello chiesa san bartolomeo annunciazione
Chiesa di San Bartolomeo a Galliano, Annunciazione di Davide del Ghirlandaio

Il borgo non è particolarmente esteso: una via principale e la piazza su cui affaccia la chiesa di San Bartolomeo. La chiesa, che da fuori non sembra rivelare chissà che, all’interno custodisce una pala lignea con una Madonna con bambino, risalente al XIII secolo e altre opere del XIX secolo. Ciò che non ci si aspetta è il piccolo chiostro accanto alla chiesa, che sembra un piccolo paradiso chiuso al mondo esterno, un luogo di vera pace. Sul chiostro affaccia la sacrestia, nella quale trionfa una splendida Annunciazione della Vergine. Vedendola si capisce subito che abbiamo davanti un’opera di un certo livello. E in effetti l’autore è Davide del Ghirlandaio, fratello di Domenico del Ghirlandaio, artista decisamente importante nel panorama rinascimentale.

E tu conosci il Mugello? Hai altre idee da suggerire per vivere questo territorio in Autunno? Io ti lascio intanto qualche altra suggestione valida su tutte le 4 stagioni: 5 cose da fare nel Mugello che non tutti conoscono.

12 risposte a "Cosa fare in autunno in Mugello"

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  1. Stavo cercando una alternativa per rimanere in regione o leggermente fuori per un fine settimana all’insegna della natura e della fotografia. Mi hai conquistato con questo itinerario fatto di ottimi consigli su come muoversi, cosa assaggiare e come meravigliarsi.

  2. Un zona che non conosco per niente, quindi questo post mi ha proprio incuriosito. Poi con il foliage è tutto più bello e colorato.

  3. Zona meravigliosa. Sai perchè sono venuta a visitarla? Perchè c’era coda in autostrada (come al solito tra Roncobilaccio e Barberino…) e mi sono fermata. Dovevano essere poche ore e sono diventati due giorni. Una parte di appennino molto gradevole e ospitale. Ci tornerei.

    1. Non conoscevo assolutamente la zona del Mugello e non pensavo ci fossero così tante cose da fare e da vedere! L’autunno effettivamente sembra la stagione perfetta per visitare questi luoghi e godersi il foliage

  4. Sono davvero territori splendidi, e che colori in questa stagione!! Sai che non ho mai preso in considerazione queste zone per le nostre peregrinazioni? Credo proprio che ci farò un pensierino non appena sarà possibile.

  5. Conosco solo di nome la zona ma già con le castagne io divento una bimba felice! Che colori poi i boschi, penso proprio che un giro in autunno qui sia da fare!

  6. Adoro il Mugello in veste autunnale! Ci vengo spesso a fare qualche passeggiata, ma non conoscevo i punti panoramici che hai indicato, grazie! Che tu sappia è possibile raccogliere liberamente le castagne nel bosco o ci sono limitazioni?

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