Scoprire un museo poco noto di Firenze: Casa Buonarroti

Firenze ha tantissimi musei e dimore storiche, eppure in genere i turisti vanno tutti agli Uffizi oppure alle Gallerie dell’Accademia. Gli altri musei sono lì a contendersi l’interesse dei visitatori: il Museo di Palazzo Vecchio, il Museo di San Marco, Palazzo Pitti col Giardino di Boboli, il Museo Archeologico Nazionale, il Gucci Museum per chi ama la moda, Palazzo Strozzi con le sue mostre temporanee. Ma poi c’è un esercito di musei più piccoli, meno noti, spesso mai visitati dagli stessi Fiorentini. Tra questi c’è il museo Casa Buonarroti, in via Ghibellina. Un palazzo storico che lega la sua storia a quella del grande maestro del Rinascimento: Michelangelo Buonarroti, appunto.

Casa Buonarroti a Firenze: l’eredità dell’artista e l’orgoglio dei discendenti

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Il ritratto di Michelangelo all’ingresso del percorso museale di Casa Buonarroti

L’idea di celebrare Michelangelo in una residenza fiorentina risale addirittura al nipote dell’artista, Michelangelo Buonarroti il Giovane che per primo, nel Seicento, concepisce l’idea di una casa di famiglia che sia allo stesso tempo luogo di cultura e di celebrazione dell’antenato. A lui e, più tardi, a Filippo Buonarroti si deve il merito di aver voluto e saputo preservare e raccogliere opere e testimonianze dell’artista – le prime due opere in assoluto e un cospicuo numero di disegni e di bozzetti da lui realizzati – di aver arricchito la casa con cicli pittorici e decorativi che, in linea con quanto avveniva nelle dimore aristocratiche dal Cinquecento in avanti, celebrano l’artista e dunque l’orgoglio di famiglia attraverso raffigurazioni storiche – gli episodi di vita più segnanti di Michelangelo – e con rappresentazioni allegoriche. In più, Casa Buonarroti, figlia del gusto del suo tempo, è lo specchio degli interessi collezionistici dei suoi proprietari che, nel Seicento, in linea con l’interesse collezionistico delle antichità, soprattutto etrusche, della famiglia Medici, raccolgono una piccola collezione di materiali archeologici che è esposta al piano terra dell’edificio.

⇒ per approfondire: La collezione archeologica di Casa Buonarroti a Firenze

Casa Buonarroti: il piano nobile

Al piano terra di Casa Buonarroti si visita per prima la collezione archeologica messa su dai discendenti di Michelangelo, ovvero da Michelangelo il Giovane e da Filippo Buonarroti.

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Madonna della Scala, opera prima di Michelangelo

La visita vera e propria inizia appena salite le scale al piano nobile dell’edificio. Qui si entra in una piccola sala, una sorta di disimpegno alle cui pareti si trovano numerosi ritratti di Michelangelo, tutti molto simili tra loro e derivanti da un prototipo originale, il ritratto realizzato a Roma da Jacopino del Conte intorno al 1535. In una bacheca sono conservate le pantofole indossate – così pare – da Michelangelo in persona quando viveva a Firenze.

La sala successiva ospita le due opere più antiche di Michelangelo. Si tratta di due rilievi in marmo completamente diversi per soggetto e per resa e nei quali si possono leggere alcune cose: innanzitutto che Michelangelo aveva studiato dal vero le opere di scultura antica di proprietà dei Medici e che erano conservate all’epoca (fine del XV secolo) nel Giardino di San Marco, per volontà di Lorenzo il Magnifico.

Le due opere che realizza sono una a soggetto sacro, la Madonna della Scala, e una a soggetto mitologico, la Battaglia dei Centauri.

La Madonna della Scala è un’opera molto composta, a rilievo molto basso anche se la figura principale, ovvero la Madonna stessa, è particolarmente monumentale. Il bambin Gesù che tiene in braccio ha già una muscolatura estremamente sviluppata, ciò che sarà il tratto distintivo di Michelangelo sia scultore che soprattutto artista. L’opera si data al 1490 ed è considerata la prima opera compiuta in assoluto. Trovarcisi davanti è un assoluto privilegio.

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Battaglia dei Centauri, opera giovanile di Michelangelo Buonarroti

La Battaglia dei Centauri a me ricorda molto certi sarcofagi romani di III secolo d.C., sulle cui casse sono raffigurati a rilievo piuttosto alto tante figure concitate in quello che sembra un grande disordine, ma che invece non è altro che la rappresentazione più elevata del momento cruciale di una battaglia. E in effetti Michelangelo sicuramente ebbe modo di studiare e di trarre ispirazione da soggetti artistici antichi di questo tipo. Tuttavia dal rilievo michelangiolesco emerge già un tratto che caratterizzerà spesso e volentieri la sua attività di scultore: il non-finito. Inoltre anche in questo caso le muscolature dei personaggi sono già decisamente sviluppate, mentre la posa del personaggio centrale secondo alcuni è già un’anticipazione della figura di Cristo nel Giudizio Universale.

Allo stesso piano, nella sala accanto si trova il modello della facciata in legno della basilica di San Lorenzo. Michelangelo realizzò il progetto, ma questo grande modello in legno risale al 1518.

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Il modello della facciata di San Lorenzo a Firenze su progetto di Michelangelo Buonarroti

Fin qui abbiamo scherzato. Il bello sta per venire. Nella prossima stanza ci immergiamo nel Seicento più puro. Immaginiamo di essere ospiti di Michelangelo il Giovane: benvenuti nella Galleria

Casa Buonarroti: la Galleria e il ciclo pittorico celebrativo di Michelangelo

Chissà se Michelangelo avrebbe apprezzato. Ma sicuramente il prestigio che la sua discendenza donò alla famiglia fu tale da spingere suo nipote a realizzare al piano nobile della casa un’intera galleria dedicata alla vita, alle opere e al genio del suo antenato. Entrare nella Galleria fa restare davvero a bocca aperta. La sala è piccola, tuttavia non vi è un buco che non sia stato affrescato. Il programma pittorico è di facile e immediata comprensione: alle pareti sono raffigurate scene ed episodi della vita artistica e non solo di Michelangelo, in particolare i suoi momenti di incontro con papi e sovrani, mentre sul soffitto la raffigurazione assume caratteri allegorici e gli episodi legati alla morte dell’artista, ovvero le esequie nella basilica di San Lorenzo e l’apposizione del busto di Michelangelo sul suo monumento funebre nella basilica di Santa Croce a Firenze.

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Uno dei quadri del soffitto della Galleria, al piano nobile di Casa Buonarroti, dedicata alla vita e alle opere di Michelangelo
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Uno degli episodi di vita di Michelangelo raffigurati alle pareti della Galleria

Tra gli episodi riconoscibili sulle pareti vi è la presentazione del progetto per la Basilica di San Pietro (poi bocciato) al papa Pio IV e la presentazione a Papa Leone X il progetto per la Basilica di San Lorenzo a Firenze; vi è poi l’episodio in cui l’artista si scusa con papa Giulio II per non essere voluto rientrare a Roma, richiamato ad attendere alle sue attività.

Grandi nomi della pittura del tempo furono chiamati a lavorare a questo ciclo pittorico. Tra di essi Artemisia Gentileschi, Domenico Cresti detto Il Passignano, Jacopo Chimenti detto l’Empoli e Pietro da Cortona.

Casa Buonarroti: la Camera della Notte e del Dì e la Camera degli Angioli

Questa piccola stanza prende il nome dal tema pittorico scelto per il soffitto: Dio che separa la Notte dall’Aurora. La figura della Notte richiama molto da vicino la Notte che Michelangelo realizzò in scultura per la Sagrestia Nuova. Anche la figura del Giorno è una citazione michelangiolesca: l’allegoria del Giorno, inondato dalla luce abbacinante emanata dal sole, riprende infatti la figura del Giorno collocata sul sarcofago della tomba di Giuliano de’ Medici nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo. La camera fu concepita a partire dal 1624 per volontà di Michelangelo Buonarroti il Giovane il quale fece ricavare al suo interno anche un piccolo studiolo dove si ritirava. Anche questa camera è sovrabbondante di pitture e decorazioni, e in particolare risaltano le finte porte in olio su muro oltre a opere come le Storie di San Nicola di Bari e il busto in bronzo di Michelangelo ad opera di Daniele da Volterra.

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Una delle pareti della Camera degli Angioli

La Camera degli Angioli fu affrescata negli anni 20 del Seicento da Jacopo Vignali con affreschi che rappresentano i santi e i beati della città e del contado di Firenze che, preceduti da Giovanni Battista, avanzano in processione. Nel centro del soffitto è raffigurato San Michele Arcangelo in una piccola cupoletta illuminata. Il Santo guerriero è assiso su un trono di nuvole e regge con la mano sinistra il vessillo celeste e con la destra la palma del martirio e la bilancia per pesare le anime.

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Il soffitto della Camera degli Angioli, con l’arcangelo Michele nella piccola cupoletta nel mezzo del soffitto
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San Girolamo in terracotta smaltata tra animali selvatici (tra cui un lama sudamericano!)

Nella sala si fa notare anche un piccolo ma interessante quadretto in terracotta policroma di Luca della Robbia il Giovane: rappresenta San Girolamo, il santo eremita solitamente associato al leone e alle bestie selvatiche. Ed è interessante notare nella raffigurazione, accanto ad animali selvatici più classici, un lama!

Casa Buonarroti: lo Studio, i disegni e i bozzetti di Michelangelo

La sala successiva, di nuovo molto piccola, è caratterizzata dal correre lungo le pareti di una serie di armadi in legno continui all’interno dei quali sono sistemati materiali vari ed eterogenei attraverso i quali si individuano i grandi interessi collezionistici della famiglia Buonarroti, in linea con quel Seicento fiorentino che vedeva nei Medici grandi collezionisti di antichità e quant’altro; i Buonarroti hanno una certa inclinazione anche per il campo naturalistico, pietre e minerali.

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Bozzetto della Pietà Rondanini di Michelangelo. Non è realizzato da Michelangelo, ma è la copia più fedele all’originale, e più vicina cronologicamente, che esista.

In uno di questi armadi però è conservato un modellino di Pietà in cera rossa, importante perché permette di vedere l’opera per come era stata concepita nella sua interezza: dell’originale di questa Pietà (oggi al Museo dell’Opera del Duomo) infatti, realizzata negli ultimi anni di vita da Michelangelo, non si conserva la gamba destra del Cristo che si ruppe durante la lavorazione del marmo e non fu rifatta. In questo bozzetto in pietra invece la gamba c’è e consente di apprezzare l’opera per come era stata effettivamente concepita. Il bozzetto non va attribuito a Michelangelo, ma è indubbio il suo valore documentario, nonché l’accuratezza della sua realizzazione.

Al di sopra degli armadi dello Studio sono raffigurati i Toscani illustri, riuniti per tipologie: poeti e scrittori, naviganti, astronomi, medici, storici, umanisti, filosofi e teologi. Sul soffitto campeggia la personificazione della Fama.

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I personaggi illustri, tra cui spicca Dante, sulla parete dello Studio di Casa Buonarroti

Con lo Studio terminano le camere “storiche”. Il percorso espositivo di Casa Buonarroti si conclude con le ultime due piccole sale: nella prima sono esposti alcuni dei disegni e degli schizzi realizzati da Michelangelo; i disegni vengono esposti a rotazione, quando ho visitato io Casa Buonarroti erano esposti alcuni studi d’architettura e di decorazioni architettoniche redatti intorno al 1516. Nella sala successiva invece sono raccolti alcuni bozzetti in terracotta, copia ridotta di quelle che diventeranno opere importanti di Michelangelo, come il Dio Fluviale o i Due Lottatori.

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Bozzetto in terracotta de I due lottatori, realizzato da Michelangelo Buonarroti

L’ultimissima sala è un omaggio alla fortuna di Michelangelo nei secoli e in particolare in occasione delle celebrazioni svolte a Firenze per il quarto centenario della nascita dell’artista nel 1875. Il progetto per la decorazione a graffito della facciata di Casa Buonarroti – mai realizzato – e la statua di Cesare Zocchi raffigurante Michelangelo fanciullo che scolpisce la testa del fauno sono le due opere che colpiscono di più l’attenzione.

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Il progetto mai realizzato di decorazione esterna di Casa Buonarroti per il quattrocentenario della nascita di Michelangelo
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La scultura di Cesare Zocchi “Michelangelo Buonarroti scolpisce la testa del fauno”

La visita di Casa Buonarroti consente tre livelli di approfondimento:

  • da un lato la celebrazione dell’artista attraverso le sue opere e i suoi bozzetti
  • da un lato la visita ad una casa nobile fiorentina del Seicento, con le sale principali nelle quali si riflette il gusto, lo spirito del tempo e l’autocelebrazione familiare (in questo i discendenti di Buonarroti non fanno niente di strano, anzi, la loro è un’azione più che normale nella società del tempo)
  • infine l’aspetto del collezionismo che in Casa Buonarroti si percepisce sotto varie forme: non solo la collezione di antichità, ma anche la collezione di reperti naturalistici e soprattutto la collezione dei disegni dell’antenato artista. Il collezionismo nel Seicento a Firenze assume caratteri peculiari. In Casa Buonarroti si declina in modo decisamente originale, sia per gli interessi disparati dei discendenti dell’artista che proprio per la ricerca di oggetti che fossero autografi di Michelangelo.

10 risposte a "Scoprire un museo poco noto di Firenze: Casa Buonarroti"

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  1. Sono stata diverse volte a Firenze ma, come molti, ho sempre visitato i classici punti di interesse. Non conoscevo affatto questo museo e questo tuo articolo mi ha incuriosito molto. Sicuramente lo terrò in considerazione per la prossima vacanza.

  2. Questa è una vera chicca! Non avevo idea dell’esistenza della Casa Buonarroti. Visitiamo sempre i musei maggiori quando invece bisognerebbe prediligere anche i musei più piccoli. Soprattutto se poi al loro interno conservano tutti questi tesori!

  3. Hai proprio ragione, pur avendo visitato spesso Firenze non avevo mai sentito parlare di questo piccolo museo-gioiello. L’idea di un museo ospitato negli ambienti intimi di una casa è sempre intrigante. Lo terrò presente durante una mia prossima visita al capoluogo toscano.

  4. Questo segno per la prossima volta che mi capita di visitare Firenze. Amo il Rinascimento e l’arte rinascimentale. Questa è sicuramente una chicca imperdibile

  5. È un piacere leggere un articolo ben fatto a proposito di uno dei musei meno noti e più ignorati del panorama italiano. Personalmente ho amato molto questo museo per la sua storia e per la profondità con cui viene trattato. hai saputo cogliere nel segno, spero lo leggano in tanti!

  6. Quanto mi piacciono questi articoli dedicati a musei meno noti di una città. Io sono sempre alla ricerca di queste chicche e per questo ti ringrazio. Mi ha colpito molto, nel tuo racconto, la Camera degli Angioli: impressionante!

    1. Sì, è in effetti impressionante. Ma tutta la Casa in effetti mi ha dato la sensazione, non so… Come di sentirmi ospite in casa di un personaggio talmente importante da non essere degna, io, di calpestare quei pavimenti… C’è un’aurea speciale, non so come definirla.

  7. Grazie per questo bel post che invita davvero a visitare questo museo diciamo così “minore” del panorama fiorentino. Probabilmente amo più il Michelangelo scultore rispetto al Michelangelo pittore o architetto, e trovarmi davanti a opere come la Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri, anche se giovanili, mi darebbe i brividi, per non parlare dei bozzetti! Le ultime Pietà da lui scolpite sono qualcosa di meraviglioso.

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