Trascorrere una giornata a Campo Imperatore

Campo Imperatore è sinonimo di Gran Sasso. Un nome importante per un luogo importante. Campo Imperatore è un vastissimo altopiano del Gran Sasso d’Italia di origine glaciale. Il suo nome gli deriva da Federico II di Svevia, che lo chiamò per primo Campo Imperiale.

Innanzitutto bisogna distinguere tra Campo Imperatore altopiano e Campo Imperatore località sciistica. L’Altopiano di Campo Imperatore è infatti un territorio vasto, che si estende per circa 75 kmq, fatto principalmente di pascoli, di flora spontanea e di rocce. La località sciistica Campo Imperatore è il punto di arrivo della Funivia di Fonte Cerreto, punto di partenza delle piste da sci e luogo in cui sorgono l’Hotel Campo Imperatore e l’Osservatorio Astronomico.

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Ma quant’è dura la salita! La base di Campo Imperatore è laggiù, ma la vista da qui spazia davvero per centinaia di km!

In questo itinerario noi ci rechiamo in estate nella località sciistica di Campo Imperatore, dopo aver percorso svariati km sull’Altopiano.

Arrivare a Campo Imperatore

Si può raggiungere Campo Imperatore da almeno tre vie: da Santo Stefano di Sessanio, da Castel del Monte e da Assergi. Salendo da Assergi si può decidere di salire in automobile oppure di prendere direttamente la Funivia di Fonte Cerreto. La Funivia è di fatto l’unico accesso in inverno, quando Campo Imperatore si trasforma in località sciistica. In estate invece, in assenza di neve, la viabilità consente di arrivare addirittura fino al campo Base, dove si trova l’Hotel Campo Imperatore e l’arrivo della Funivia.

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La Funivia che da Campo Imperatore scende in valle a Fonte Cerreto – Assergi (L’Aquila)

Noi abbiamo percorso la strada che sale da Santo Stefano di Sessanio.

La via è panoramica e dolce, a tornanti non troppo stretti, e attraversa un territorio selvaggio, fatto di erbe selvatiche, di fiori e di mucche; fatto di nuvole multiformi e mutevoli. Da ovunque lo si guardi, il paesaggio è magnifico. Si imbocca la strada da Barisciano e si inizia la salita verso Santo Stefano di Sessanio. Si può decidere di sostare in questo splendido borgo in pietra noto, tra le altre cose, per la produzione di lenticchie, oppure di proseguire verso Campo Imperatore.

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Santo Stefano di Sessanio dalla SS 17 bis che sale verso Campo Imperatore

⇒ Per approfondire: Itinerario di due giorni in Abruzzo all’ombra del Gran Sasso: Santo Stefano di Sessanio, Rocca Calascio, Calascio e Castel del Monte

La strada offre alcuni slarghi e alcuni punti panoramici che regalano visioni davvero uniche del territorio montano che stiamo percorrendo. La cosa affascinante, più di tutte, è la luce: perché il cielo è mutevole, perennemente percorso da nubi che ora oscurano il sole, ora gli consentono di splendere forte, ora lo velano in parte. Ogni volta una sfumatura di colore nuova colpisce lo sguardo. Tutto ciò è magnifico. Inoltre il panorama montano è davvero ampio, lo sguardo spazia in lontananza, si perde in questa grande vastità. Tuttavia, non è solo all’insieme che bisogna guardare, ma anche ai particolari del paesaggio: un avvallamento, per esempio, nasconde una piccola Castelluccio di Norcia: piccoli appezzamenti coltivati a lenticchia gialla, a prevalenza di papaveri e di fiori viola. Una visione magnifica perché inaspettata, che mi fa correre in mezzo ai campi come una bambina felice.

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La fioritura sulle alture lungo la via che porta a Campo Imperatore

Ma torniamo a noi. Dalla strada che sale da Santo Stefano di Sessanio si arriva finalmente ai piedi della località di Campo Imperatore. Qui si può decidere di salire in auto fino in cima – ma il parcheggio, sia per auto che per moto, è piuttosto ridotto – oppure di lasciare il proprio mezzo e di prendere la breve seggiovia che per 5 euro ad autovettura consente un trasporto di andata e uno di ritorno. In alternativa si può salire a piedi lungo uno dei sentieri che passano da qui diretti verso la località sciistica.

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L’arrivo a Campo Imperatore in Seggiovia

Da Assergi a Campo Imperatore

L’altra strada sale da L’Aquila via Assergi, fino alla base della Funivia di Fonte Cerreto. Qui si può decidere di salire a Campo Imperatore in funivia oppure in automobile percorrendo la SS. 17 bis. Anche lungo questo percorso ad ogni curva il paesaggio regala forme e colori unici e mutevoli: il territorio è davvero magnifico e la vista è sconfinata.

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Panorama dell’altopiano dalla strada che sale da Assergi verso Campo Imperatore

La località sciistica di Campo Imperatore

La località sciistica di Campo Imperatore, attiva in inverno con le sue piste da sci, accoglie alcune strutture di una certa rilevanza: innanzitutto l’Hotel Campo Imperatore, un edificio razionalista realizzato nel 1934, intonacato in rosso, realizzato dall’architetto piemontese Vittorio Bonadè Bottino che aveva realizzato analoghe strutture ricettive in altre località d’Italia. La costruzione dell’Hotel si inseriva in un progetto ampio di sviluppo turistico promosso dal Regime. Invece divenne celebre principalmente per essere stato il luogo di reclusione di Benito Mussolini agli arresti nel 1943 dopo l’Armistizio di Cassibile fino a che i Tedeschi con una mossa a sorpresa non riuscirono a liberarlo (Mussolini era prigioniero e avrebbe dovuto essere consegnato agli Alleati).

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Campo Imperatore. La Stazione Osservativa e l’Hotel Campo Imperatore sullo sfondo

L’altro edificio di rilievo è la Stazione Osservativa di Campo Imperatore (già Osservatorio astronomico), fondata nel 1965 e attiva ancora oggi con funzioni di ricerca e didattiche.

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Brandendo un panino salsiccia e cacio cavallo mi preparo alla salita!

In quest’area si trovano anche alcuni ristori all’aperto per mangiare. La montagna, del resto, mette appetito!

La scelta spazia tra panini variamente irrobustiti con salsiccia e altre leccornie e mazzi di arrosticini: scegliete voi cosa vi dà più soddisfazione! Potete accompagnare il tutto con birra artigianale oppure con il corroborante vino rosso abruzzese. Dopodiché, però, guai a fermarsi: il bello deve ancora venire, e sta lassù, basta alzare lo sguardo.

Salire al Rifugio Duca degli Abruzzi

Dalla Stazione sciistica di Campo Imperatore prendono il via alcuni percorsi di trekking che si dirigono verso rifugi o vette più o meno distanti. Tra i vari percorsi che si possono intraprendere, quello più breve – ma ugualmente intenso, soprattutto se non si è allenati – è la salita verso il Rifugio Duca degli Abruzzi.

Il Rifugio sta lassù in cima, lo si vede mentre si addenta il panino con salsiccia ai piedi dell’hotel Campo Imperatore. Il cartello indica 40 minuti di salita. Dai, ce la possiamo fare!

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“Quel mazzolin di fiori” che viene dal Gran Sasso: fiorellini spontanei a Campo Imperatore

La salita è ripida, ma a percorrerla si impiegano effettivamente 40 minuti lungo una strada sterrata che diventa poi sentiero stretto fatto di roccia bianco-rosata a scaglie sulle quali è facile scivolare se non si fa attenzione. In estate la montagna è fioritissima: cardi lilla, anemoni, margheritine, genziane e chi più ne ha più ne metta; vale la pena di distrarsi, di fermarsi a prender fiato, per cogliere le mille sfumature di colore dei fiori.

Allo stesso modo vale la pena fermarsi ogni tanto lungo la salita per vedere la cupola della Stazione Osservativa farsi sempre più distante, mentre lo sguardo abbraccia un orizzonte sempre più ampio… Sono quasi certa, ad un certo punto, di aver potuto buttare l’occhio fino al mare Adriatico! Il panorama delle montagne intorno a noi è davvero eccezionale. Ma ancora meglio è in cima, una volta giunti al Rifugio Duca degli Abruzzi.

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Il Rifugio Duca degli Abruzzi

Fondato nel 1908, questo Rifugio dona ristoro a quanti salgono da Campo Imperatore in direzione delle cime più alte del Gran Sasso. La sua posizione è ottimale: da qui, sulla cresta del Monte Portella a 2388 m, si arriva facilmente in cima al Monte Portella, si può proseguire il cammino verso il lontano Rifugio Garibaldi, ma soprattutto si staglia davanti a noi l’alta cima del Corno Grande, 2912 m. La grande vastità della montagna sorprende e lascia davvero senza fiato. E quando si è quassù, anche se fa freddo, anche se il vento schiaffeggia la faccia, si vorrebbe restare in contemplazione il più a lungo possibile.

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Una delle cime del Gran Sasso dall’alto del Rifugio Duca degli Abruzzi

Invece ad una cert’ora bisogna pur tornare. La seggiovia di Campo Imperatore per esempio chiude alle 17 e anche se d’estate le giornate sono senz’altro più lunghe, tuttavia è bene non attardarsi. Perché quando quassù fa buio, fa buio per davvero.

Attenzione: per affrontare questo percorso non è necessaria una grande preparazione, ma sarebbe importante avere abbigliamento tecnico adeguato e soprattutto scarpe da trekking! L’abbigliamento tecnico serve per far fronte ad ogni tipo di condizione atmosferica e per la comodità nei movimenti; le scarpe sono però ancora più importanti perché una scarpa sbagliata rischia di farci scivolare o peggio di farci prendere una brutta storta alla caviglia.

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Il panorama amplissimo sulle cime del Gran Sasso visto dal Rifugio Duca degli Abruzzi

Siete mai stati a Campo Imperatore? Avete visitato o percorso altre località di questo immenso altopiano? Parliamone nei commenti oppure sulla pagina facebook di Maraina in viaggio!

7 risposte a "Trascorrere una giornata a Campo Imperatore"

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  1. Questo articolo fa proprio al caso mio!! Ormai è da tanto che penso di andare in Abruzzo e ovviamente a Campo Imperatore ci vorrei troppo andare!! Quindi terrò d’acconto queste tue informazioni!!

  2. Ci sono stata proprio questo agosto come ultima tappa del mio giro per l’Italia! Ho fatto la stessa escursione e che meraviglia il panorama da lassù!

  3. Ho trascorso una giornata a Campo Imperatore proprio la scorsa estate e devo dire che me ne sono innamorata. Non pensavo che fosse talmente bello. Peccato però che fosse affollato in un modo oltraggioso!

  4. Avevo letto questo post con utili consigli prima della visita e l’ho rifatto con piacere dopo esserci stata! Sia per la sua storia che per questo paesaggio così particolare Campo Imperatore è un luogo che rimane nel cuore, vale la pena salire al Rifugio Duce degli Abruzzi, e andare anche oltre in cresta se siete amanti del trekking. Allo stesso modo non perdetevi la strada in auto da Assergi a Santo Stefano di Sessanio: alla scoperta di questo incantato “piccolo Tibet d’Italia”!

  5. In questa strana estate italiana, ne ho sentito parlare molto e l’ho inserito nella travel wishlist. Poi ho letto anche “mazzi di arrosticini” e birra artigianale, quindi davvero devo iniziare a programmare! 😉

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