Un giorno nel Chianti: itinerario tra Montefioralle, Greve e Panzano

Se dico Chianti tutti pensiamo al vino. E in effetti è così. Ma il Chianti è innanzitutto il territorio che quel vino produce. Un territorio fatto di borghi, di storia e di tradizioni e, ve lo dico, non soltanto di vino.

Abbiamo percorso il Chianti in un itinerario di un giorno che ci ha portato a Montefioralle, a Greve in Chianti e a Panzano.

Il Chianti. Un territorio. Un vino.

Col nome di Chianti è universalmente noto un vino rosso toscano, prodotto a partire da uve sangiovese con eventuale presenza di altri uvaggi (come il canaiolo, vitigno tipico toscano, il cabernet sauvignon o il merlot) ma in percentuale ridottissima rispetto al totale delle uve. Il vino Chianti trae la sua specificità, la sua denominazione d’origine, dal territorio in cui è prodotto: 70 mila ettari di territorio tra la provincia di Siena e di Firenze, lungo una valle che tocca i comuni di  Greve in Chianti, Barberino Val D’Elsa, Tavarnelle Val di Pesa e San Casciano Val di Pesa in Provincia di Firenze e Castellina in Chianti e Castelnuovo Berardenga in provincia di Siena.

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Panorama del Chianti da Montefioralle

Nell’itinerario di un giorno che propongo qui esploriamo il territorio comunale di Greve in Chianti con le sue colline, i suoi borghi, i suoi paesaggi dolci, verdi e pettinati.

Una curiosità, che però fa anche la storia e la notorietà di questo vino: il primo disciplinare in assoluto che sancì la produzione di vino Chianti in questi territori si deve a Cosimo III Medici circa 3 secoli fa. Egli stabilì per primo i territori di produzione e quindi quali vini potessero fregiarsi di essere commercializzati con il nome di Chianti: insomma, la prima DOC della storia è stata sancita appositamente per il Chianti.

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Visitare il Chianti: itinerario di un giorno nel comune di Greve in Chianti

Per raggiungere Greve in Chianti da Firenze occorre imboccare la strada Firenze-Siena all’uscita autostradale di Firenze-Impruneta e uscire subito alla prima uscita Impruneta – Greve in Chianti.

Da qui la strada costeggia dapprima il Florence American Cemetery, con la sua distesa di croci bianche di soldati Alleati morti durante la II Guerra Mondiale; poi percorre piccole valli e minuscoli centri abitati, come Falciani e Il Ferrone. La via da qui costeggia il fiume Greve, affluente dell’Arno. Si cominciano a intravvedere i primi vigneti e le prime cantine. Ma è superato Passo dei Pecorai che il paesaggio decisamente si connota come territorio vocato a vigneti: il Castello di Vicchiomaggio, il Castello di Gabbiano e il Castello di Verrazzano sono tre tenute storiche (oggi in alcuni casi sono riconvertite in residenze di lusso, oltre che case vinicole) di tutto rispetto e ben segnalate lungo il percorso.

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Panorama del Chianti da Montefioralle

Entrando nella cittadina di Greve in Chianti si scorgono le indicazioni per Montefioralle, in altura. Montefioralle è la prima tappa del nostro itinerario.

Itinerario nel Chianti: Montefioralle

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Uno scorcio di Montefioralle

Una strada a tornanti e in salita, pian piano mostra sotto di sé il dolcissimo paesaggio pettinato a vigneti del Chianti. Giungiamo infine a Montefioralle, un borgo che definire piccolo è non avere idea del senso della misura. Montefioralle è davvero un borgo di dimensioni minuscole. Ci si mette di più a percorrerne il perimetro in macchina per andare a cercare parcheggio (non fermatevi subito appena giunti in paese, non troverete posto; proseguite piuttosto la strada oltre il semaforo e sarete ripagati da un parcheggio più ampio, in uno sterrato dalla parte opposta del borgo) che non a percorrerne le viuzze interne.

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Dentro il borgo di Montefioralle

Riassumendo, Montefioralle è un cucuzzolo fortificato dal quale si gode la vista delle vigne circostanti finché la vista ha modo di spaziare. Si accede attraverso una porta ad arco, si percorre una stradina che gira all’intorno e sulla quale affacciano case in pietra ed edifici che a suo tempo furono di proprietà ecclesiastica: una bella Madonna con bambino ci guarda da dietro una finestra chiusa da una spessa rete, ma i suoi colori sono vividi così come il suo sguardo.

Il borgo ospita un paio di ristorantini, una struttura ricettiva e poco altro, ma è oggettivamente molto suggestivo e regala scorci di fascino medievale; la vista sul panorama circostante, poi, è semplicemente un incanto e da sola vale il viaggio.

Itinerario nel Chianti: Greve in Chianti

Greve è il capoluogo del Chianti nella provincia di Firenze.

Si trova in valle, lungo il fiume Greve e storicamente doveva essere la piazza del mercato, presso il quale giungevano dalle contrade e dalle colline a vendere e scambiare merci: olio in cambio di vino, in cambio di carne in cambio di tessuti e di altri prodotti dell’artigianato.

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La piazza di Greve in Chianti

Di fatto il centro di Greve è proprio la grande piazza triangolare e porticata, che vede il suo apice da un lato nella chiesa parrocchiale, mentre la sua base è il lato che ospita il palazzo comunale davanti al quale oggi campeggia una splendida statua di Igor Mitoraj, un angelo caduto, con le ali spezzate e un piccolo kantaros, vaso per il vino di epoca etrusca, che gli pende da un lato.

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Sotto i portici della piazza di Greve in Chianti

Sotto i portici, ma ancora prima nel breve vicolo che arriva in piazza, si incontrano botteghe più o meno storiche e rivendite di prodotti artigianali e del territorio.

Prima di arrivare in piazza, infatti, si incontra il telaio di Le Ciricotte, che nell’epoca del tutto-e-subito confeziona capi d’abbigliamento tessuti uno per uno al telaio come una volta. E ditemi voi se non è un prodotto artigianale questo.

Sotto i portici della piazza si incontra invece la vera istituzione di Greve, l’Antica Macelleria Falorni che ha sul groppone due secoli di storia e di tradizione sia di macelleria che di salumeria, con vicende familiari che hanno il sapore dell’epopea in questo angolo di provincia di Firenze durante il XX secolo.

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La scultura di Igor Mitoraj nella piazza di Greve in Chianti

Si incontrano poi ristorantini e l’enoteca, che non può non esserci, dato che qui siamo veramente nel cuore della produzione del Chianti: e infatti l’Enoteca Bottega del Chianti Classico ha pareti e pareti di bottiglie ed etichette prodotte nel territorio: l’offerta è davvero vasta e per tutte le tasche.

Per mangiare c’è una discreta scelta adatta, anch’essa a tutte le tasche e a tutti i gusti. Si va dall’eccellenza dell’Enoteca Gallo Nero all’accoglienza sopra le righe de La Cantina – dove Alessandro, l’oste, sembra uscito da un film di Pieraccioni – ai locali che affacciano sulla piazzetta.

A Greve ci sarebbe anche il Museo del Vino. Ma a causa del Covid ancora non ha riaperto. Torneremo quando Sua Maestà il Virus sarà stato completamente debellato (ma se nel mentre il museo dovesse riaprire, vi prego di farmelo sapere).

Itinerario nel Chianti: Panzano in Chianti

Lasciamo Greve e il fondovalle alle nostre spalle e riprendiamo la nostra esplorazione risalendo per colline coltivate a vigne e oliveti e dove ad oggi stanno impiantando nuovi vigneti: segno di un territorio vocato ad un prodotto che vuole continuare a crescere in tal senso.

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La piazzetta di Panzano in Chianti

Panzano ci accoglie con la sua piccola piazzetta che dà sulla strada, con la sua fontanella e i tavolini dell’enoteca pieni di gente. Una piazzetta piena di vita nonostante il caldo agostano.

Panzano rimane lievemente in altura. Rispetto alla piazzetta, per raggiungere il centro storico, costituito dalla bella chiesa e dai pochi edifici che si stringono dietro ad essa, bisogna percorrere una strada lievemente in salita. Dall’alto il panorama lascia letteralmente senza fiato. Quasi al tramonto, vediamo due daini brucare l’erba in un terreno incolto ai piedi del pendio. Tutto ciò è meraviglioso, mentre finalmente spira un po’ di brezza leggera e rinfrescante.

Panzano è nota per il vino, ma anche per i ristoranti e per la sua tradizione di carne. A settembre qui si svolge la tradizionale Festa del Vino, un appuntamento che gli appassionati non possono perdere, sia per fare affari che per perdere… la testa. Eh sì, perché il Chianti è traditore!

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L’ingresso al borgo vero e proprio di Panzano con la Chiesa che chiude prospetticamente la salita

Panzano è la sosta ristoratrice ideale: il luogo perfetto dove sorseggiare un vinello con leggerezza all’ombra della piazzetta, o dove godere del tramonto da un altro ristorante, “Oltre al giardino” (ma occhio alle zanzare!); se amiamo le tradizioni, la Macelleria Cecchini, con i suoi prodotti frutto di una sapienza antica, fa al caso nostro.

Storicamente, poiché si trovava a metà strada esatta tra Firenze e Siena, è stata attaccata più volte e a più riprese distrutta: per dare un’idea, ciò che resta del nucleo medievale è inglobato nella chiesa del borgo! Decisamente un po’ poco per un borgo posto lungo un’importante viabilità nel territorio tra le due città nemiche!

Montefioralle, Greve, Panzano: un itinerario slow nel Chianti

Il consiglio è quello di percorrere con estrema calma questi luoghi che vi ho descritto. Se partite da Firenze, o da Prato, questo itinerario si percorre tranquillamente in giornata, considerando di non partire al mattino presto, di non rientrare alla sera tarda e di dedicare un certo tempo al pranzo (ed eventualmente all’aperitivo e/o alla cena).

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Per caso ti va un bicchiere di vino? 😉 Ecco una discreta selezione di bottiglie di Chianti Classico

Personalmente sono per affrontare gli itinerari senza correre e senza affannarmi: se sono stanca mi fermo, se sono entusiasta procedo, se sono al ristorante non mi faccio prendere dalla fretta di alzarmi, ma mangio con la calma che il ristoratore ha deciso per me. Percorrere un itinerario dev’essere un piacere, non un dovere, dunque avere tappe forzate è quanto di più lontano dal mio modo di vivere in questo caso. Soprattutto perché quest’itinerario, nello specifico, è dedicato ad uno dei piaceri della vita, il vino: e non si è mai visto che i piaceri si debbano consumare di fretta.

Se anche a voi piace il vino e siete su instagram perché non seguite l’account instagram @in_alto_i_calici? Potreste trovare spunti e idee interessanti buttati là da una come me, che non è una sommelier e quindi parla di vino a tutti perché tutti possano capirne… Vi aspetto!

5 risposte a "Un giorno nel Chianti: itinerario tra Montefioralle, Greve e Panzano"

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  1. Che meraviglia questo itinerario! L’anno scorso ho fatto un giro nella zona di Montalcino. Speravo di vedere la zona del Chianti quest’anno ma non ci sono ancora riuscita. Mi segno questi borghi e i tuoi consigli!

  2. Mi è piaciuto molto l’articolo con le indicazioni dei paesini perché da astemia, adoro visitare questi luoghi ma più che altro per i borghi da visitare. Dopo aver visto le tue foto mi sono sicuramente segnata Montefioralle perché mi sembra proprio un piccolo gioiello.

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