Badalucco: il paese dei murales, dell’olio e dello stoccafisso nel cuore della Valle Argentina

Hai letto bene: lo stoccafisso nel cuore dell’entroterra del Ponente Ligure.

Ma Badalucco non sorprende solo per lo stoccafisso dove meno ce lo aspetteremmo. Badalucco è in effetti il borgo che non ti aspetti. A pochi km dalla costa, già immerso nel verde argentato delle fasce, i terrazzamenti coltivati a ulivi, non è semplicemente il borgo di fondovalle che si incontra mentre si risale lungo la valle Argentina, da Arma di Taggia, sul mare, fino a Triora. Badalucco è un luogo con una storia, con un territorio, con un’anima. Un’anima che ha scelto di farsi leggere da me nel corso della mia esplorazione.

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La chiesa parrocchiale di Badalucco appare in fondo ad uno dei carrugi che conducono ad essa

Alla scoperta di Badalucco, capoluogo di fondovalle della Valle Argentina

Mi è capitato spesso di risalire la Valle Argentina dal mare fino a Molini di Triora, dove vive mia sorella. Siamo nell’estremo Ponente Ligure, dove ogni singola e stretta valle è costellata da borghi più o meno antichi e più o meno abitati. Nella valle del torrente Argentina, Badalucco è certo uno dei paesi più importanti, oltre che essere il primo che si incontra arrivando dalla costa. A riprova della sua importanza sta il fatto che proprio nel centro del paese, lungo la strada che lo attraversa, si colloca una pompa di benzina. Vi assicuro che non è da tutti.

L’ingresso a Badalucco è di quelli che non si dimenticano: prima ancora di vedere il borgo il grande fungo che caratterizza il ristorante Ca’ Mea ci dà il benvenuto: un ristorante ricavato in un vecchio frantoio che basa la propria offerta su un menù a base di funghi, prendere o lasciare. E io, personalmente, sono per il prendere.

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In estate c’è chi fa il bagno nel Torrente Argentina

A seguire, si incontra l’orgoglio di Badalucco, l’oleificio ROI, così importante da arrivare ad esportare i suoi prodotti perfino in Giappone. Roi è una realtà importantissima per l’economia del Ponente ligure: olio e derivati delle olive, nonché prodotti tradizionali sott’olio: Roi fa uscire il made in Liguria oltre i confini regionali e arriva, davvero, ben lontano. Roi è l’eccellenza ligure che si incontra marciando per strada.

Infine, è un grande murales coloratissimo che attrae l’attenzione di chi arriva. E non è certo l’unico che vedremo in paese.

Badalucco accoglie i viaggiatori con un grande parcheggio libero dall’altra parte del fiume. Già da qui si gode il panorama di questo borgo in salita, ma il bello viene dopo, addentrandosi nei suoi vicoletti.

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Badalucco, Ponte di S. Lucia

Il fiume è oltrepassato anche da un altro ponte, ben più antico di quello che conduce al parcheggio: un ponte a schiena d’asino, risalente al XVI secolo, sul quale si colloca anche un piccolo passaggio coperto – cappella religiosa dedicata a Santa Lucia. Più avanti, alla fine del paese in direzione di Triora, il fiume è solcato da un altro ponte in pietra a schiena d’asino dedicato alla Madonna degli Angeli e del XVII secolo.

Il borgo vanta una storia piuttosto antica: se tutto il territorio è frequentato infatti fin dall’età preromana, il castello di Badalucco è fondato nel XII secolo dai Conti di Ventimiglia e da quel momento in avanti condividerà le sorti del Ponente Ligure nei rapporti con Genova prima, poi sotto il Regno di Sardegna e infine nel Regno d’Italia fino ad arrivare a noi.

Una passeggiata nel borgo di Badalucco: i murales e l’arte contemporanea

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Uno dei carrugi di Badalucco

Per scoprire Badalucco occorre abbandonare la viabilità principale e infilarsi negli stretti vicoli – i carrugi – che risalgono il paese fino in cima. La prima bella sorpresa che riceviamo è che a dispetto degli edifici antichi e della scarsa luce che filtra per via della loro altezza e della strettezza delle stradine, alle pareti si trovano opere d’arte in ceramica realizzate da artisti vari anche internazionali e che fanno sì che anche a Badalucco l’arte contemporanea sia presente e apprezzata. Non solo: alcuni edifici prestano le loro pareti ad ampi e bellissimi murales, densi di significato: molto belli, ad esempio, i due grandi murales a tema mitologico che occupano due ampie pareti di Piazza Etra, strettissima piazzetta/terrazza sui tetti di Badalucco: inizialmente se ne intravvede solo uno, di scorcio; poi però la meraviglia è a 360°: Amore e Psiche e il loro mito sono solo due dei personaggi raffigurati.

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Badalucco, uno dei murales a tema mitologico di Piazza Etra.

I murales più belli, però, si trovano risalendo ancora il borgo. Uno è dedicato ad una filastrocca, l’alabarda e il fiore: sono raffigurati un fiore solitario e un soldato totalmente vestito dell’armatura, mentre una filastrocca narra:

“Solingo e stanco assiso sul muro della fine,

altero e muto il viso mirato il nuovo fior

posato ha l’alabarda l’antico e gran signor.”

L’altro, ancora più bello, parla delle streghe per cui è nota la vallata, in particolare Triora, noto come il Borgo delle Streghe anche a livello internazionale. Una strega sulla scopa vola in un cielo azzurro dipinto sopra una finestra, accompagnata, nuovamente, da una filastrocca.

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Il murales dell’alabarda e il fiore e il murales della strega su due edifici del centro storico di Badalucco

Colori accesi che illuminano questo borgo in salita. Ma anche in piano, l’edificio che affaccia sull’oratorio della Confraternita del SS. Nome di Maria riporta in facciata un murales piuttosto complesso, nel quale un grande volto femminile un po’ schematico si accompagna a disegni geometrici e raffigurazioni come di balaustre.

Infine, va segnalato che proprio all’ingresso del paese di Badalucco si trovano grandi murales. Il primo in assoluto fu realizzato nel 2007. Da allora la tradizione di Badalucco Paese Dipinto non si è mai fermata.

Una passeggiata per Badalucco: l’olio di olive taggiasche e lo stoccafisso “a baucögna”

La tradizione della coltivazione dell’olivo si forma nella Valle Argentina, così come in tutto il Ponente Ligure, nel corso del Medioevo, già in età longobarda, grazie alla grande opera compiuta dai monaci delle isole di Lérins che univa alla evangelizzazione anche la cura e il miglior sfruttamento possibile del territorio. Alla loro opera di educazione delle campagne e dell’entroterra si devono i caratteristici terrazzamenti, le “fasce”, che fino ad oggi hanno fatto sì che anche le erte colline liguri potessero essere sfruttate per l’agricoltura.

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Badalucco dall’alto, la vista sul torrente Argentina

L’olio è il prodotto principe dell’economia agricola del Ponente Ligure. Quanto alle olive, la cultivar della zona è l’oliva taggiasca – piuttosto nota in tutta Italia ormai – che prende il nome dalla località di Taggia, all’inizio della Valle Argentina risalendo dal mare.

L’oleificio Roi è senz’altro il più noto della vallata, tuttavia non è l’unico. A Badalucco non mancano i frantoi, tra cui il Mulino Panizzi che è anche musealizzato.

La produzione dell’olio dunque non stupisce. Stupisce, invece, la presenza dello stoccafisso nella tradizione culinaria di Badalucco. Allo stoccafisso è dedicata addirittura una festa paesana, nel corso della quale lo si cucina secondo la ricetta “a baucögna“.

Lo stoccafisso “a baucögna” è una ricetta piuttosto particolare in cui lo stoccafisso, preparato in umido, è profumato e arricchito con olive, funghi secchi, acciughe sotto sale, amaretti, pinoli, nocciole, noci pestate e vino bianco. Un modo di cucinarlo senza dubbio inedito. La tradizione risale indietro nei secoli. Sembra anzi che proprio grazie alle scorte di stoccafisso Badalucco riuscì a resistere ad un assedio imposto dai Saraceni del XVI secolo riuscendo anzi a respingerli. Quanto alla presenza di stoccafisso nell’entroterra, si spiega col fatto che Badalucco era il luogo di mercato verso la Valle Argentina, dove convergevano le merci da monte e quelle dal mare. Il pesce essiccato era un alimento preziosissimo dato che poteva conservarsi anche molto a lungo.

Badalucco: un borgo sorprendente nella Valle Argentina

Badalucco è senza dubbio un borgo sorprendente. Storia, arte contemporanea, tradizioni e prodotti tipici ne fanno un borgo dalla personalità molto forte e che si distingue senz’altro dagli altri borghi della Valle Argentina. Il territorio in cui sorge è anch’esso sorprendente: la stretta valle formata dal torrente Argentina è costellata di borghi, di oliveti, di frantoi, ma anche di boschi, man mano che si risale il corso, e regala panorami selvaggi e unici. Una valle tutta da esplorare e da scoprire.

4 risposte a "Badalucco: il paese dei murales, dell’olio e dello stoccafisso nel cuore della Valle Argentina"

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  1. Ho una casa in basso Piemonte e spesso, soprattutto in inverno o comunque nei periodi di minor affluenza di turisti e con meno caldo, mi piace andare in Liguria a camminare sulle sue alture ma anche a scoprire certi suoi borghi così caratteristici. In Liguria c’è una concentrazione di borghi piacevoli da scoprire passo dopo passo davvero alta. Ero stata a Badalucco anni fa in un frantoio a far rifornimento di bottiglie d’olio d’oliva evo per noi e da regalare a Natale, questo tuo racconto mi ha fatto piacevolmente ricordare questo piccolo paese dell’entroterra, grazie

  2. Ho scoperto Badalucco grazie a te e ai prodotti dell’oleificio Roi. Non ci sono ancora stata, ma la fiera dello stoccafisso mi ha già fatto venire l’acquolina in bocca!

    1. Badalucco è effettivamente una piccola chicca. Se ci aggiungi una bella esplorazione della Valle Argentina, ne avrai un’esperienza davvero pazzesca: paesaggisticamente è eccezionale, e anche dal punto di vista della bellezza e peculiarità dei borghi c’è di che divertirsi!

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