Quella volta che sono scesa nel ventre della terra, a Malta

Quando arrivi a Malta, in aereo, vedi sotto di te l’isola da parte a parte, da costa a costa.

Hai quasi paura che l’aereo, atterrando, finisca in mare dalla parte opposta alla direzione da cui sta atterrando! No, vabbè, non esageriamo. Diciamo però che l’arrivo sull’isola colpisce: sola, dispersa nel mare a metà strada tra la Sicilia e l’Africa, poco più di uno scoglio, se si guarda all’intero Mediterraneo. Eppure proprio perché così isolata, ha sviluppato una storia e tradizioni tutte sue. Malta è semplicemente unica.

Malta
Malta dall’aereo

Malta: un’archeologia unica nel Mediterraneo

Un’isola così piccola, eppure così piena di storia e di archeologia. Sì, sono archeologa, e nessun luogo come Malta ha mai suscitato in me tanta meraviglia. Non conoscevo nulla dell’archeologia maltese quando vi andai. Scoprii un’isola dal passato straordinario.

Scoprii i templi megalitici, enormi trifogli di lastroni di pietra, eretti da uomini che credevano nella Grande Madre. A Malta, così come a Gozo, sono dislocati in vari punti dell’Isola, ma non a caso, piuttosto secondo precise regole: ci sono i templi lungo la costa, lo sguardo rivolto verso l’orizzonte: Mnajdra e Hagar Qim sulla costa occidentale di Malta, oppure Ggantija a Gozo; poi, nel centro dell’isola di Malta, a Pawla, c’è il complesso templare più grande di tutti, Tarxien.

Mnajdra
Il tempio megalitico di Mnajdra

I templi megalitici di Malta – alcuni dei quali sono diventati Patrimonio dell’Umanità UNESCO – furono innalzati tra il 4000 e il 2500 a.C. La civiltà maltese che li innalzò e che li utilizzò fino alla metà del terzo millennio a.C. poi improvvisamente scomparve. Si è pensato che la causa sia dovuta ad uno sfruttamento delle risorse del territorio poco sostenibile che alla lunga comportò la desertificazione dell’isola. In ogni caso questa civiltà è stata in grado di innalzare monumenti davvero unici nel panorama mediterraneo sia per quanto riguarda l’epoca – le piramidi d’Egitto erano ancora ben lontane dall’essere erette – che per quanto riguarda le forme architettoniche e dunque la tecnologia sottesa alla loro erezione. Proprio la tecnica costruttiva è un altro nodo difficile da sciogliere: spesso i templi hanno pareti costituite da grossi monoliti dei quali non è ancora certo del tutto come possano essere stati trasportati e innalzati. Insomma, ancora molti interrogativi aleggiano sui templi maltesi, la cui architettura non può non stupire chiunque li visiti.

Il tempio di Ggantija, a Gozo

A partire da Ggantija, sull’isola di Gozo, tra i più antichi ad essere innalzati intorno al 3600 a.C.: La struttura è quella che poi troveremo in tutti i templi maltesi successivi: sono due impianti dalla pianta a trifoglio, con 5 lobi, o absidi, in grandi lastroni di pietra che probabilmente dovevano avere una copertura, anche se non ne è rimasta traccia. I due templi erano racchiusi in un recinto sacro; all’interno potevano accedere solo i sacerdoti, mentre i credenti restavano al di fuori. All’interno vi erano altari: il ritrovamento di molte ossa animali ha fatto pensare a sacrifici durante cerimonie religiose.

Ggantija
L’interno di uno dei due templi di Ggantija

Il tempio di Tarxien, a Pawla

Tarxien
Il tempio di Tarxien

Il complesso templare di Tarxien, nel cuore dell’isola di Malta, è costituito da tre grandi templi la cui pianta ricorda sempre il trifoglio, con i lobi quasi circolari racchiusi da lastroni di pietra. A Tarxien, che risale al 3100 a.C. circa, le grandi lastre sono però lavorate e decorate con decorazioni a spirali scolpite e con raffigurazioni di animali tra cui due tori e una scrofa: questa costituisce una novità rispetto agli altri templi ed al tempo stesso indica l’importanza che il luogo sacro assunse da un certo momento della preistoria maltese in avanti. Vi si svolgevano sicuramente sacrifici animali legati ai rituali, ma il rinvenimento di resti umani ha fatto pensare che da un certo momento in avanti l’area fu utilizzata anche come cimitero.

Nel ventre della terra: l’ipogeo di Hal Saflieni

Poco distante da Tarxien un santuario scende nelle viscere della terra: Hal Saflieni. Un tempio sotterraneo, scavato a partire dal 4000 a.C., quando in Egitto ancora non c’erano le piramidi, per capirci. Nel centro di Malta un cunicolo si addentra nel ventre della terra per più di 10 m di profondità, scende in grotte scavate nella roccia, fino in fondo. Qui immaginate di trovarvi al buio, lo spazio angusto illuminato solo da torce accese che emettono un fumo che fa lacrimare. Nel silenzio un boato, che poi è una voce, si innalza: è l’Oracolo, ovvero un sacerdote che amplificando la sua voce parla al di là di un foro nella parete rocciosa e fa riverberare il respiro divino per 10 m nel ventre della terra. La sacralità degli antichi Maltesi doveva essere davvero forte e Hal Saflieni ne è la prova.

hal saflieni 2
L’ipogeo di Hal Saflieni – Primo Livello – Immagine tratta da Google Streetview

L’ipogeo di Hal Saflieni fu scoperto nel 1902 ed è rimasto finora un monumento unico. È un sito cimiteriale costruito, o meglio scavato, su tre livelli. Il più superficiale è naturalmente il livello più antico, risalente all’incirca al 4000 a.C. Esso era una grande cavità nella quale si aprivano camere sepolcrali ai lati e doveva avere un ingresso monumentale, oggi andato distrutto, ma di cui gli archeologi hanno trovato le tracce.

Per accedere al livello intermedio occorre superare una porta. A questo livello si conservano sulle pareti di roccia figurazioni dipinte in ocra rossa e figure scolpite a rilievo. I disegni in ocra sono perlopiù spirali, la cui conservazione, dal momento della scoperta a oggi ha rischiato di essere compromessa.

Il terzo livello è quello più suggestivo oltre che davvero scavato nelle viscere della terra: vi si trova il cosiddetto Sancta Sanctorum, un’ampia sala nella quale si trovano delle aperture, tra cui quella dell’oracolo. Un luogo come questo aveva necessariamente una funzione altamente sacrale oltre che funeraria. E trovarcisi dal vivo fa il suo effetto.

Per provare le stesse emozioni si può andare sul sito web di Heritage Malta, dove si può fare anche un breve virtual tour nel primo livello dell’ipogeo: https://heritagemalta.org/hal-saflieni-hypogeum/

hal saflieni_googlemaps
Il tour virtuale nel primo livello dell’ipogeo di Hal Saflieni disponibile su google maps

Se l’archeologia maltese è peculiare, Hal Saflieni è davvero un sito archeologico unico al mondo. Non per nulla è tra i luoghi di Malta che più mi è rimasto nel cuore. Quella volta che sono scesa nel ventre della terra a Malta non la scorderò mai.

15 risposte a "Quella volta che sono scesa nel ventre della terra, a Malta"

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  1. Che bello!! Ammetto che non avevo ancora messo Malta tra le mete future. Nella mia lista non c’è proprio, ma leggendo il tuo articolo mi hai fatto venire la voglia di visitarla. Speriamo l’emergenza passi presto perchè ho una lista che sta diventando chilometrica!

    1. E invece… anch’io non ne sapevo niente quando decisi di andare (parliamo di ben 15 anni fa!). Ma poi tra visite e studio preventivo ho scoperto l’anima dell’isola che mi piace di più: non quella festaiola (che ormai non mi posso più permettere) ma quella di culla di una civiltà del Mediterraneo assolutamente unica

  2. Mi piace molto addentrarmi in cunicoli di questo genere per scoprire cosa si nascone sotto terra. Mi fa un po’ paura, ma è davvero affascinante.

    1. Scendere nelle profondità della terra ha il suo fascino. E’ affascinante quando si tratta di vedere stalattiti e stalagmiti naturali e millenarie, a maggior ragione se invece gli ambienti sono scavati, o comunque personalizzati dagli uomini. Più che paura, un po’ di timore reverenziale nei confronti di chi ha osato andare così a fondo.

  3. Molto interessante questo tuo racconto su Malta, ci mostri aspetti di quest’isola inediti e molto particolari! Posso immaginare quanto la sensazione di visitare l’Ipogeo di Hal Saflieni… Io amo particolarmente scendere verso il centro della terra a esplorare queste dimensioni sotterranee ricche di storia e di testimonianze del passato. Farò tesoro di questi consigli per quando visiterò Malta! Tra l’altro condivido pienamente la sensazione che hai provato dall’aereo poco prima di atterrare, anche a me è capitato spesso di temere di mancare la pista dell’atterraggio quando sono approdata in alcune piccole isole greche!

    1. Eheh, ma quando ti vedi mare da una parte all’altra non puoi pensare diversamente!!! Che ridere! Le scommesse “oh, ma ce la fa o non ce la fa?”. La discesa è inquietante ma affascinante. Merita sicuramente perché ci mette in contatto con un aspetto della nostra ritualità ancestrale che spesso dimentichiamo, ma che fa parte del nostro DNA: è il contatto e il rapporto con la terra che viene a galla. Io lo trovo affascinante.

  4. Adoro queste esperienze così particolari, ho provato a visitare delle grotte sotterranee ma mai un tempio! Dev’essere stato davvero emozionante. Malta mi manca e spero di riuscire ad andarci presto

    1. Eh, in effetti un conto è una grotta naturale, un conto è una grotta che è stata occupata e scavata dall’uomo per i suoi scopi rituali e funerari. Ha sicuramente un fascino differente. Malta è davvero eccezionale. Mi piacerebbe potervi tornare.

  5. Da siciliana ho sempre snobbato Malta, immaginando che oltre alla vita da spiaggia fosse una destinazione poco interessante per chi, come me, non è proprio un vacanziere festaiolo. Leggendo questo post (e soffermandomi sulle foto) mi sono dovuta ricredere su quanto, invece, possa essere una meta interessante da scoprire. Grazie!

    1. Devo dirti che all’epoca, quando scelsi Malta, non avevo idea di quanto mi avrebbe potuto offrire dal punto di vista culturale. Non sono una grande amante delle spiagge, per cui speravo effettivamente in qualcos’altro e in effetti devo dirti che quando visitai Malta, ed era agosto, andai al mare al massimo 3 volte. Per dirti…

  6. Questo post mi ha ricordato il viaggio a Malta che ho fatto tre anni fa e ne sono rimasta molto colpita anche io. Non so perché avevo sempre sottovalutato quest’isola, considerandola una meta solo per le vacanze studio nell’adolescenza.
    Di tutti gli itinerari che ho seguito ho completamente trascurato quello archeologico per ragioni di tempo e spostamenti. Ma se dovessi tornarci. E ci tornerò. Sicuramente farò visita a questi posti

  7. Noi abbiamo fatto un’esperienza simile a Napoli, alla galleria Borbonica. E’ stato davvero molto emozionante. Sicuramente questa è una esperienza da fare a Malta.

  8. Avrei dovuto visitare Malta un mese fa ma, a causa della quarantena, è andato tutto a monte!
    La sognavo da tanto e finalmente stavo per raggiungere il mio obiettivo…e invece niente…però quando si potrà di nuovo varcare il confine italiano, sicuramente andrò in questa bellissima isola

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