Roma insolita: 5 luoghi gratuiti in cui troverete pochi turisti

Ogni volta che metto piede in centro a Roma sento la necessità di non calcare i percorsi più battuti e di addentrarmi, invece in aree e monumenti che ai più passano inosservati.

In questo post ti parlo di 5 luoghi di Roma poco frequentati dai turisti e gratuiti.

Perché a Roma la bellezza è ovunque, e non necessariamente è a pagamento, anzi.

Già in un altro post avevo parlato di 5 cose insolite che puoi fare a Roma. Anche in quel caso,  tutte, tranne una, erano gratuite. Questa volta però mi voglio proprio rovinare.

Ti ho anche proposto, in un ulteriore post, un itinerario sul colle Aventino assolutamente gratuito e assolutamente meraviglioso! Questa volta, invece, non ti propongo un itinerario, ma dei luoghi, sparsi per la città, che sono gratuiti e che ti consentono di godere in tranquillità, senza l’affollamento dei turisti, delle bellezze di Roma.

Ecco quindi i luoghi di Roma ad ingresso gratuito in cui troverai pochi turisti:

Sono la Basilica di San Paolo fuori le Mura, il Cimitero Acattolico di Roma al Testaccio, la Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, la vista sul Foro Romano da Via della Consolazione, la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme.

Basilica di San Paolo fuori le Mura

La Basilica di San Paolo fuori le Mura è, come dice il nome stesso, fuori le mura (Aureliane) dunque fuori dal centro propriamente detto. Si raggiunge in effetti con la Metro A da Termini in direzione Laurentina oltre Piramide, oppure direttamente col Treno Roma-Lido dalla Stazione di Porta San Paolo (Piramide).

san paolo fuori le mura
Vi sembra una facciata monumentale, vero? Eppure questo è solo l’ingresso dal lato del transetto!

Diciamo, dunque, che a meno che non siate pellegrini particolarmente devoti è difficile che i turisti si spingano fin qui. A meno che, ovviamente, non stiano seguendo un itinerario religioso per cui San Paolo fuori le Mura è tappa ineccepibile. Comunque sia, situazioni di sovraffollamento non si verificano.

san paolo fuori le mura
La navata centrale, con l’arco di Galla Placidia, il ciborio, e l’abside sullo sfondo

La Basilica è tanto splendida quanto immensa. Vi dico solo che quella che sembra la facciata, in realtà è l’ingresso laterale dal transetto di questa chiesa nota nel mondo cristiano perché accoglie la tomba di San Paolo. Inoltre, è famosa perché al di sopra del colonnato che percorre le sue navate si trovano i tondi che ospitano i ritratti dei papi che da San Pietro in avanti hanno retto la Chiesa. Leggenda vuole che quando finiranno i tondi finirà anche la Chiesa, ma è ovvio che non sarà così. In ogni caso è affascinante sentirsi osservati da tutti quei volti severi e ieratici.

La Chiesa, per quanto rimaneggiata abbondantemente nel XIX secolo, è di impianto paleocristiano, sorta al di sopra della tomba di San Paolo. Nel medioevo un monastero benedettino sorse accanto alla chiesa: è tutto narrato nell’adiacente museo, visitabile. Siamo in un’area che, proprio perché al di fuori delle mura e nella direzione di Ostia lungo il corso del Tevere, era interessata da necropoli e insediamenti rurali. Alcuni impianti monumentali, come il sepolcreto Ostiense che si può individuare lungo la via Ostiense proprio di fronte alla Basilica, o come le catacombe di Santa Tecla (in via Silvio D’Amico) o di Domitilla (in via delle Sette Chiese) sono stati individuati nella zona nel corso di scavi archeologici.

Per approfondire:

San Paolo fuori le mura: la gloria e il fasto dei Papi

Roma: il (mio) giro delle Sette Chiese

Cimitero Acattolico di Roma – Testaccio

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La Piramide Cestia vista dal Cimitero Acattolico di Roma

Alle spalle della Piramide Cestia, già di per se stessa una tomba, il cimitero Acattolico di Roma colpisce per l’anonimato che lo circonda: non un’indicazione stradale, non un cartello che ne riveli la presenza: bisogna proprio andarlo a cercare, in via Gaio Cestio, per potervi entrare. L’ingresso è libero o a offerta. Vietato fare foto, per rispetto ai defunti. Defunti che ci raccontano tanto non solo della storia di Roma, ma della storia europea: le tombe di Keats e di Shelley sono quelle meglio indicate sul percorso. Gli archeologi apprezzeranno la tomba di Thomas Ashby, mentre per la serie degli illustri italiani abbiamo Antonio Gramsci, Arnoldo Foà e Andrea Camilleri: e vederne il sobrio sepolcro fa effetto, commuove: perché fino a ieri ci raccontava Montalbano in tv, oppure interpretava Tiresia, e ora è sotto una sepoltura bianca, del colore della purezza dei bambini.

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Il delicato e struggente monumento funerario a Emelyn Story realizzato dal marito scultore

Il cimitero si affaccia per un buon tratto sulla Piramide Cestia, e per lungo tratto costeggia e si appoggia alle mura aureliane: proprio questo spazio fu riservato ai non cattolici – e tra molte polemiche – dallo Stato della Chiesa in Roma; con l’Unità d’Italia questo spazio ebbe finalmente il giusto decoro.

La passeggiata tra le sepolture, che dev’essere condotta nella più assoluta compostezza, resistendo all’impulso di scattare foto all’impazzata, è senza dubbio un’esperienza forte: costringe a fissare davvero l’attenzione sui tanti nomi e sulle dediche incise su pietra, costringe a riflettere su quanto, acattolici o cattolici, tutti abbiamo alla fine la stessa sorte.

Basilica di Santa Cecilia in Trastevere

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Santa Cecilia in Trastevere

Questa basilica antichissima sorge sulla casa in cui visse Cecilia, martire cristiana, perseguitata per il suo credo durante le persecuzioni, intorno al 220 d.C. La sua casa divenne luogo santo da subito, per volere del papa Urbano I che volle così santificare la memoria di una giovane cristiana che non aveva ceduto neanche di fronte alla minaccia peggiore. Fin qui la leggenda. Poi, nel IX secolo il papa Pasquale I, che fece del recupero di reliquie dei santi la sua missione, vide in sogno Santa Cecilia che gli indicava la propria sepoltura e quindi, sul luogo, fece erigere la basilica che vediamo ancora oggi, anche se in forme piuttosto rimaneggiate.

Il 1599 è una data fondamentale per la Basilica: fu infatti riaperto in quell’anno il sarcofago della santa e se ne constatò il perfetto stato di conservazione: la santa, in abito bianco, mostrava ancora le ferite sul collo. Il papa dell’epoca, Clemente VIII fu chiamato a constatare il miracolo di persona. Per ricordare nei secoli l’evento, fu commissionata allo scultore Stefano Maderno una statua di Santa Cecilia, che lui ritrasse alla perfezione, con tanto di ferite sul collo scolpendola nel candido e prezioso marmo pario.

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L’abside mosaicato di Santa Cecilia in Trastevere

Entrando in chiesa, l’attenzione è attratta immediatamente dal fondo, con la cupola dell’abside decorata con un mosaico paleocristiano nel quale è raffigurato Gesù tra alcuni santi, tra cui spiccano Santa Cecilia e il papa Pasquale I, raffigurato ancora in vita e dunque con l’aureola quadrata. Al di sotto di essi, una serie di pecore indica gli Apostoli secondo la simbologia cristiana che vede in Cristo il Buon Pastore. Il Ciborio davanti al quale è posta la statua in marmo di Santa Cecilia è opera di Arnolfo di Cambio, scultore che alla fine del XIII secolo era molto apprezzato in Toscana e a Roma.

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Uno dei puttini che animano le volte della navata laterale di Santa Cecilia in Trastevere

Le navate laterali sono invece animate da una serie di affreschi molto più tardi. Molto decorativi sono i puttini dipinti sulle piccole volte della navata di destra, ma in generale l’intera chiesa è molto bella. Al di sotto di essa si apre la cripta, che è ricavata al livello delle strutture di età romana dove si vuole che sia stata martirizzata Cecilia: sono venuti in luce gli ambienti di una domus, dunque una casa signorile, di II secolo d.C.

La vista sul Foro Romano da Via della Consolazione

A proposito di Romani, non si può non considerare il Foro romano. Esso fa parte del percorso di visita del Parco archeologico del Colosseo, per cui per visitarlo è necessario entrarvi dal lato di via dei fori imperiali oppure passando sotto l’arco di Tito, in cima alla Via Sacra, davanti alla Meta Sudans, all’Arco di Costantino e al Colosseo. Se non si vuole entrare, invece, vi sono lungo il perimetro del Foro alcuni punti panoramici, più o meno trafficati e frequentati dai turisti: in particolare lungo via dei Fori Imperiali è molto apprezzata la vista sul foro di Cesare e sulla Basilica Aemilia, oltre la quale lo sguardo spazia fino al Palatino; un’altra vista molto bella, dall’alto, è quella che si gode dal retro del Campidoglio, dietro il palazzo che ospita il Comune di Roma: da qui abbiamo in primo piano l’Arco di Settimio Severo e poi la vista spazia su tutto il Foro fino all’altro capo, l’Arco di Tito.

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Il Foro Romano visto da Via della Consolazione: una vista poco nota ai più

Entrambe sono viste molto belle e molto frequentate dai turisti; ma c’è una vista meno nota, anzi conosciuta soltanto ai Romani, perché si trova in cima ad una strada dalla parte opposta del colle capitolino, via della Consolazione. Alle spalle della chiesa di Santa Maria della Consolazione, costeggiando la Rupe Tarpea, la strada arriva proprio davanti ai Fori, e la vista si apre sul tempio di Saturno e spazia su tutto il Foro, da cima a fondo. La vista da qui è molto suggestiva ed è una cartolina diversa rispetto alle consuete viste del Foro.

Basilica di Santa Croce in Gerusalemme – Rione Esquilino

La Basilica di Santa Croce in Gerusalemme si trova a poca distanza da un’altra grande basilica, San Giovanni in Laterano. Sorge lungo le Mura Aureliane, a ridosso dell’Anfiteatro Castrense.

Quell’area fu destinata fin dall’età imperiale a quartiere residenziale. Dal III secolo divenne area di residenza imperiale che l’imperatore Costantino all’inizio del IV secolo fece ampliare dando il nome di “Sessorium” al grande complesso. Quando poi, nel 324, Costantino si trasferì a Costantinopoli, lasciò il palazzo alla madre Elena.

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La basilica di Santa Croce in Gerusalemme

L’intitolazione di questa basilica racconta uno dei capitoli più interessanti della storia del Cristianesimo delle origini. Racconta in particolare del momento di grande vitalità della religione cristiana, da quanto l’Imperatore Costantino dichiarò il Cristianesimo religione di Stato, nel 313 d.C.

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La cappella di Sant’Elena in Santa Croce in Gerusalemme

La madre di Costantino, Elena, si convertì al Cristianesimo in tarda età e a quel punto intraprese un pellegrinaggio addirittura a Gerusalemme. Qui recuperò le croci del Calvario, e il vescovo di Gerusalemme distinse la Croce di Cristo perché un malato, toccato dal legno di quella croce, guarì. Sant’Elena riportò da quel pellegrinaggio una parte del legno della croce di Cristo (ne lasciò una porzione a Gerusalemme), un chiodo e una certa quantità di terra del monte Calvario che più tardi avrebbe sparso sul pavimento di una Cappella ricavata nel Sessorium che a questo punto divenne Basilica Sessoriana.

La cappella di Sant’Elena è molto semplice nelle forme. Ma basta alzare lo sguardo e osservare sul soffitto lo splendido mosaico a sfondo dorato realizzato su disegno di Baldassarre Peruzzi, nel quale campeggia nel mezzo un Cristo sorridente e benedicente.

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L’abside di Santa Croce in Gerusalemme affrescata con Storia della Vera Croce dal pittore Antoniazzo Romano

Oggi la cappella di Sant’Elena è solo una piccola cappella all’interno della grande basilica di Santa Croce in Gerusalemme, la cui facciata, realizzata nel Settecento, è decisamente scenografica, interamente in travertino. Superata essa si accede in un ambiente ellittico superato il quale si entra nella Basilica vera e propria. Qui i pavimenti cosmateschi, cioè in piccolissimi frammenti di marmo policromo sapientemente sistemati a disegnare eleganti geometrie, incantano; ma ciò che immediatamente attrae l’attenzione, nonostante le grandi dimensioni della chiesa, è l’abside affrescato con la Storia della Vera Croce affrescata a colori davvero vividi da Antoniazzo Romano alla fine del XV secolo. Lungo il catino absidale si susseguono come in un film a scene continue gli episodi relativi al ritrovamento della Vera Croce da parte di Sant’Elena a Gerusalemme, con tanto di sanificazione del moribondo che ha toccato la Croce di Cristo; nel centro della raffigurazione si trova proprio Sant’Elena, che sostiene la Vera Croce dopo il riconoscimento. Per conoscere tutti i dettagli di questo straordinario dipinto vi segnalo il link al blog Reliquiosamente in cui si parla proprio della Storia della Vera Croce di Antoniazzo Romano.

Ma le reliquie della Croce dove sono? Sono in un’ala del complesso, chiuse in reliquiari e poste in una piccola cappella nella quale è necessario comportarsi col giusto rispetto. Il legno della croce, il titulus, ovvero la tabella su cui stava scritto INRI sopra il capo di Cristo morente, un chiodo e le spine della corona sono le preziose reliquie che Sant’Elena riporta indietro da Gerusalemme, gettando le basi per la costruzione di uno dei luoghi di culto più importanti di Roma per tutto il Medioevo.

Le mie esplorazioni per Roma continuano. Presto ti racconterò altri luoghi della città tutti da scoprire e lontani dai soliti circuiti turistici. Stay Tuned! E per tutte le novità, se non lo fai già, seguimi sulla pagina Facebook di Maraina in viaggio!

22 risposte a "Roma insolita: 5 luoghi gratuiti in cui troverete pochi turisti"

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  1. Interessante, non avevo mai pensato ad un tour così articolato… Il mosaico paleocristiano di Santa Cecilia in Trastevere è un esempio molto particolare del genere, al momento l’ho visto solo sui libri di storia dell’arte.
    La prossima volta vorrei andare anche al cimitero acattolico, non sapevo della sua esistenza prima di leggere questo articolo. Sarà anche un luogo insolito ma decisamente particolare, trovandosi nella capitale sicuramente sarà molto suggestivo ospitando – ahimè – anche i personaggi famosi che hai citato.

    1. Sì, è sicuramente molto suggestivo. In realtà è una bellissima passeggiata da fare nell’assoluta quiete. Si possono scoprire tombe di personalità che per qualche motivo si conoscono e che però non si sapeva fossero seppellite lì: per me trovarmi davanti la tomba di Camilleri, bianca e semplice come quella di un bambino, è stato quasi uno choc

  2. Davvero interessante l’articolo perché spesso ci sono luoghi spettacolari che possono essere visitati con accesso gratuito. Li terrò in considerazione perché vorrei proprio tornare a Roma per approfondirne la visita.

    1. Io sono sicura che devo scoprirne ancora molti altri. Considera questa come la prima puntata di una serie di altri post in cui parlerò della Roma meno battuta, ma non per questo meno degna di essere percorsa

  3. Sono stata molte volte a Roma ma alcuni di questi posti non li conoscevo. La prossima volta che ci andrò sarei proprio curiosa di visitare il Cimitero Acattolico a Testaccio!

    1. Il Cimitero Acattolico è davvero una chicca per chi non è di Roma. Luogo splendido, di pace. Vietato visitarlo con la fretta di chi vuole infilare più tappe in una sola giornata!

  4. Sono molto legata a Roma, avendoci vissuto diversi anni. Ammetto che in diversi luoghi che suggerisci non ci sono stata; anche vivendoci, spesso si resta legati ai soliti “giri turistici”

    1. Eh, ma è sempre così. Poi, il fatto di vivere in una città ci fa dire “vabbè, tanto lo vedrò…” e invece… ho vissuto a Genova e a Firenze e in entrambe ho lasciato una lista di cose che avrei dovuto fare e vedere e non sono mai riuscita.

  5. Ciao Marina,
    che bello questo articolo! Ho vissuto a Roma per 13 anni e, nonostante tutto, mi manca come se fosse aria!Tra l’altro hai parlato anche della chiesa di San Paolo, un posto a me molto caro e che mi ha sorpreso come poche altre chiese al mondo!

    1. Passavo spesso davanti alla Basilica di San Paolo quando andavo all’Università Roma Tre per il Dottorato. Nella chiesa ci sono entrata più volte e l’ho davvero amata. Sono contenta di sapere che molti oltre a me la amano!

  6. Bellissima la vista sul Foro Romano che ha un fascino particolare così come il cimitero che non conoscevo affatto. Ahimè non sono una grande estimatrice delle cattedrali, ne apprezzo l’architettura ma nulla di più.

    1. Credo che anche solo apprezzare l’architettura di cattedrali, basiliche o chiese sia una gran cosa. A prescindere dal Credo che ognuno ha oppure no, ciò che le cattedrali custodiscono – opere d’arte, affreschi, tele e quant’altro – sia espressione della cultura italiana di tutti questi secoli. Che rappresentino una natività o il Giudizio Universale non mi fa differenza.

  7. Roma è sempre una bella scoperta. E non basterà una vita per conoscere i suoi angoli segreti. A Santa Corce in Gerusalemme si può anche dormire. Parte dell’antico convento è stato trasformato in un albergo – essenziale ma confortevole – con una terrazza per la colazione con vista su Roma. Si entra esattamente nel portone subito a destra della facciata monumentale. Purtroppo la piazza è un po’ dimessa e desolata, meriterebbe qualcosa in più. Comunque posti ineguagliabili. La prossima volta che passo da Roma andrò alla Basilica di Santa Cecilia, di cui non sapevo nulla. San Paolo invece – con tutta la zona che la circonda – è un luogo del cuore. ciao!!!!

    1. Grazie grazie grazie! Non sapevo che alla chiesa fosse annesso un Ospitale (nel senso più antico del termine). Concordo che da lì la vista deve essere pazzesca. La piazza antistante non mi è sembrata così malmessa, ma magari sono abituata a situazioni talmente peggiori che questa mi è sembrata messa bene. San Paolo è un luogo del cuore anche per me!

  8. Vuoi ridere?! Il foro romano l’ho visto da qualsiasi angolazione perché eravamo arrivati da una via secondaria e non capivamo dove fosse l’entrata, abbiamo iniziato a girarci intorno, ma nel senso sbagliato… quindi abbiamo fatto il giro completo esternamente prima di trovare la biglietteria… e poi ci chiediamo come facciamo ad accumulare tutti quei chilometri quando andiamo a visitare 😉

    1. Ahahahahahahah! Io invece la prima volta che l’ho visto da quell’angolazione è stata in macchina con la mia prof della quale soprattutto all’epoca non nutrivo grande fiducia nelle capacità di guida, per cui vidi al volo la grande bellezza davanti a me ma, ecco… avevo più paura di finirci dentro!

  9. Dei 5 luoghi che hai nominato mi manca il cimitero acattolico a Testaccio. Ho commesso il classico errore di chi abita in una città e pensa che ci sarà sempre tempo per visitare questo o quel luogo, ma amo talmente tanto Roma che ci torno quasi ogni anno quindi la prossima volta non me lo lascerò scappare. Di San Paolo fuori le Mura che dire, io adoro quella basilica, mi ricorda il primo anno di università (abitavo lì vicino).

    1. Beh, sono contenta di aver scovato un posto che ancora ti manca.
      Ma tu hai fatto l’università a RomaTre? Perché io frequentavo la zona di San Paolo durante i gloriosi anni del mio Dottorato…

  10. Grazie per aver raccontato questi luoghi poco affollati. Ti confesso che pur non conoscendo benissimo Roma dato che sono andata solo 2 volte, mi trattengo un po’ dal tornare perché a me non vanno proprio giù i luoghi così affollati. Mi segno i posti per la prossima volta!

    1. Roma è tanto grande e anche se certo, il Colosseo è quell’icona che tira tantissimo, va detto che si può tranquillamente vedere da vicino senza necessariamente entrarci. Roma ha tantissimo altro da offrire. Felice se posso aver dato qualche idea in più sulle cose assolutamente belle ma meno note di Roma

    2. Sinceramente, quando ho concepito questo post si parlava del virus senza che nessuno potesse ipotizzare l’evoluzione che avrebbe avuto. Quindi la mia idea era stata proprio quella di trovare dei luoghi dove di solito non si raduna tanta gente, sia per dare un senso di sicurezza che per dare l’esclusività di luoghi proprio battuti dai turisti. Poi, vabbè, sappiamo com’è andata…

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