Itinerario della Memoria: il Parco Storico di Monte Sole e i luoghi della Strage di Marzabotto

Monte Sole: un nome così bello che nasconde invece un terribile ricordo. Nel 1944 questo luogo, sull’Appennino Tosco-Emiliano a pochi km da Marzabotto e quindi da Bologna, fu annientato da un eccidio nazifascista: a centinaia furono giustiziati in quella circostanza, tra uomini, donne anziani e bambini. Nel 1989 è stato istituito il Parco Storico del Monte Sole, perché potesse dare testimonianza di un capitolo agghiacciante della storia d’Italia.

La strage di Monte Sole

caprara di sopra
Lapide in ricordo dell’eccidio a Caprara di sopra

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, lungi dall’essere finita, la Seconda Guerra Mondiale in Italia entrò nella sua fase più feroce. Man mano che i Tedeschi si ritiravano, incalzati dagli Alleati, si formarono le brigate partigiane e iniziò una lunga guerriglia dagli esiti violentissimi. Nel territorio di Marzabotto si formò la Brigata Partigiana Stella Rossa, che raccolse antifascisti, ex soldati e quanti volevano opporsi alla Repubblica di Salò e all’occupazione tedesca. La Brigata in questo territorio di montagna e boschivo operava piuttosto bene compiendo atti di sabotaggio alla ferrovia che attraversava l’Appennino in direzione di Bologna oppure lungo la via Porrettana ai mezzi di trasporto e ancora alle linee del telefono e del telegrafo per impedire le comunicazioni.

Proprio per annientare quest’attività e qualunque focolaio partigiano nel territorio a fine settembre del 1944 i Tedeschi nel tentativo di non cedere l’Appennino agli Alleati misero in campo 1000 soldati e diedero il via ai rastrellamenti.

Questi i numeri: 7 giorni di eccidio, tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, 770 vittime di cui 216 bambini, 142 anziani, 316 donne, uccisi in 115 luoghi tra paesini, case sparse, chiese.

Il Sacrario di Marzabotto

Sita nel fondovalle, la cittadina di Marzabotto ha una storia antichissima che risale ai tempi degli Etruschi e anche prima. Qui sorgeva infatti la città etrusca di Kainua, con i suoi due grandi templi cittadini, le strade orientate secondo i punti cardinali, le abitazioni che si sviluppavano intorno ad un cortile centrale, mentre, in alto sull’Acropoli si trovava un’area sacra che oggi emerge in modo molto suggestivo dal bosco. La visita dell’area archeologica si completa con il Museo archeologico Nazionale di Marzabotto che ripercorre la storia dell’insediamento etrusco dalle origini al suo abbandono, in età romana.

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L’area archeologica della città etrusca di Marzabotto

La cittadina è piccina. Tuttavia accoglie un luogo importante e decisamente commovente: il Sacrario nel quale sono seppellite – o vi è il cenotafio – di tutte le 770 vittime dell’eccidio di Monte Sole.

L’ingresso al Sacrario prepara drammaticamente a ciò che si troverà all’interno: sulla parete tutte le fotografie di tutti i morti, uomini, donne, bambini, con l’indicazione del nome e dell’età. Di coloro dei quali non è stato possibile recuperare la fotografia è scritto solo il nome e l’età. Vedere i volti di queste persone è davvero drammatico: vite spente per una follia che nulla ha di umano.

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L’ingresso al Sacrario di Marzabotto con la successione delle foto e dei nomi dei morti

L’interno del Sacrario è un ambiente grigio e solenne, nel quale si aprono nicchie alle cui pareti si trovano le lapidi tutte uguali dei caduti dei comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana. Quattro lapidi in posizione privilegiata richiamano le 4 medaglie d’oro conferite ad altrettanti eroi di quei giorni dei quali è iscritta anche la motivazione: essi si distinsero, ciascuno per il suo specifico, per il loro tentativo di mettere in salvo innocenti e per il loro sacrificio.

Il Sacrario è un luogo che invita al rispetto e alla preghiera, se si crede. Ma è un luogo che invita alla riflessione, perché si possa meditare sull’inutilità di uccidere 770 persone in una settimana in nome di una cosa che non è né un ideale né ragion di stato o strategia di guerra.

Monte Sole

L’area di Monte Sole si trova a pochi km da Marzabotto. Siamo in collina, in un paesaggio verde fatto di prati e di boschetti. Qui fino al 1944 si trovavano alcuni nuclei abitativi di case sparse. Dopo il rastrellamento rimasero poche pietre su pietre, poi tutto andò in abbandono e in rovina.

I luoghi di Monte Sole, i luoghi dell’eccidio, oggi sono raggiungibili con percorsi di trekking, di passeggiate e ad alcuni di essi si può agevolmente arrivare in auto. Punto informativo è la Scuola di Pace, che funge da centro informazioni, ma anche come istituto che promuove iniziative di formazione e di educazione alla pace, alla nonviolenza e alla convivenza pacifica.

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Parco Storico di Monte Sole

I luoghi dell’eccidio di Monte Sole sono Monte Caprara, Caprara di Sopra, Cerpiano, la Chiesa e il cimitero di Casaglia, Monte Sole, Poggiolo, Monte Salvaro.

Io di tutti questi ho visitato Caprara di Sopra e ho intrapreso il sentiero lungo Monte Caprara.

Caprara di Sopra

Caprara di sopra
Ciò che resta di Caprara di sopra

Sembra di trovarsi in un sito archeologico: ci sono pochi muretti in pietra in elevato per pochi filari, a disegnare la traccia di alcuni edifici, quelli che costituivano il borgo di Caprara di Sopra. Su un muretto un po’ più alto campeggia un crocifisso, memoria dell’eccidio. Nulla rimane del piccolo paese completo di osteria e drogheria che era fino al 29 settembre del 1944. Qui infatti furono rastrellate e ammassate 40 persone nella cucina di una casa, uccise con lanci di bombe dalla finestra e raffiche di mitraglia a chi cercava di scappare. Per nascondere le prove poi la casa fu minata e infine crollò. I corpi dei morti schiacciati e consumati dal fuoco furono miseramente sepolti in una grande fossa da chi, nei giorni successivi, ebbe il coraggio di andare a vedere cosa fosse successo. La strage di Caprara fu il primo atto dell’Eccidio di Monte Sole.

Monte Caprara

Monte Caprara faceva parte del circuito della Linea Gotica II, ovvero il sistema di trincee e postazioni di difesa tedesca realizzato lungo l’Appennino Tosco-Emiliano dopo che gli Alleati avevano superato la prima Linea Gotica, che attraversava il Mugello presso il Passo del Giogo (e della quale esiste un interessante museo a Ponzalla, vicino a Scarperia). Queste linee di difesa dovevano far sì che gli Alleati non riuscissero ad avanzare. Di fatto esse segnarono la progressiva ritirata tedesca attraverso le montagne e i boschi impervi dell’Appennino. In particolare le opere di difesa realizzate sul Monte Caprara furono realizzate dai Tedeschi dopo la strage di Monte Sole, nell’inverno tra il ’44 e il ’45. Gli Alleati riuscirono a conquistare Monte Caprara solo nell’aprile del ’45, con il ritorno della primavera e il miglioramento delle condizioni meteorologiche. Dopo aspra battaglia, il 16 aprile del 1945 Monte Sole e Monte Caprara erano liberati. Il 25 aprile era sempre più vicino.

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Il panorama dell’Appennino tosco-emiliano lungo la Linea Gotica II su Monte Caprara

Visitare il Parco Storico del Monte Sole

Il punto di partenza per ogni visita non può non essere il Sacrario di Marzabotto. Esso accoglie la testimonianza sotto forma di nomi e di età, più ancora che di tombe, di coloro che morirono e furono barbaramente uccisi durante i 5 giorni di rastrellamenti. Il primo grande pugno nello stomaco è proprio questo: vedere nomi su nomi, collegarli alle età, in qualche caso alle fotografie. Persone, ognuna di loro era una persona, chi vecchia, chi troppo giovane, chi totalmente estranea chi contraria all’occupazione nazista e certo non per questo colpevole!

I volontari dell’Associazione che tengono aperto il Sacrario sono più che disponibili a raccontare la storia e le storie del luogo e della Strage. Anche se non si possono più definire testimoni diretti di quei fatti, tuttavia la loro opera è meritoria, perché contribuiscono a mantenere vivo il ricordo non semplicemente di una storia, ma della Storia.

L’altro luogo è la Scuola di Pace; si trova a pochi km da Marzabotto, ormai in collina, ed è punto informativo e centro di raccolta per quanti vogliono conoscere il territorio sia dal punto di vista storico che, perché no, paesaggistico e naturalistico. Il Parco Storico di Monte Sole è un’oasi di biodiversità e non potrebbe essere altrimenti, trovandosi nell’Appennino Tosco-Emiliano: inoltre per la sua particolare posizione geografica è un’area particolarissima, perché si trova ancora ai limiti della zona climatica mediterranea e tuttavia è già influenzata dal clima continentale dell’Europa Centrale. Questo è presupposto ottimale per una grandissima varietà vegetale nonché faunistica. Al valore storico e paesaggistico di questo luogo si somma pure il valore naturalistico. Non è cosa da poco e non è cosa da sottovalutare.

Per aiutarsi nella visita oppure per approfondire in un secondo tempo questo tragico capitolo di Storia d’Italia, si può scaricare l’App di Monte Sole, disponibile gratuitamente sia su Apple Store che su Android Store. Se ho potuto scrivere questo post è stato anche grazie alle informazioni contenute su quest’app. Far conoscere la Storia, questa Storia, è importante e ben vengano soluzioni come quest’App per disseminare conoscenza.

 

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