Aosta: un itinerario archeologico nel centro cittadino

Aosta fu fondata dall’imperatore Ottaviano Augusto nel giorno del Solstizio d’Inverno del 25 a.C. La città celebra ogni anno la sua data di nascita, un compleanno davvero di tutto rispetto il 22 dicembre!

Il nome romano di Aosta era Augusta Praetoria Salassorum. Il nome Augusta si capisce facilmente: è una città fondata direttamente dall’imperatore Augusto, dunque ne porta il nome. Salassorum si riferisce invece alla popolazione locale dei Salassi, che popolava la valle e che è citata tra le genti sottomesse da Augusto nell’iscrizione sul grande Trofeo di Augusto a La Turbie (in Costa Azzurra): su questo monumento infatti, Augusto dichiara di aver rappacificato le Alpi sottomettendo e romanizzando le genti che le abitavano; segue un lungo elenco di tribù e popolazioni tra cui, per l’appunto, i Salassi.

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Le montagne viste dalla Torre dei Balivi, lungo il circuito murario di Aosta romana

Aosta nel corso dei secoli è rimasta molto fedele all’antico impianto di età romana: si conserva gran parte delle mura di cinta di Augusta Praetoria che di fatto cingono tuttora il centro storico. Le mura disegnavano una città di pianta quadrangolare, con porte urbiche aperte su ciascuno dei lati e torri, variamente reimpiegate nel corso dei secoli, lungo il percorso murario.

La porta urbica più importante della città è Porta Praetoria, sul lato Nord della città. L’accesso in città è già anticipato dall’Arco trionfale di Augusto posto in piazza Arco di Augusto a 450 m dalla Porta lungo la stessa direttrice viaria.

Aosta romana: Porta Praetoria

La Porta Praetoria è imponente. A 3 fornici, di cui uno, centrale, molto ampio per il passaggio dei carri e gli altri due, ai lati, per il passaggio pedonale. La porta è realizzata in grandi blocchi di pietra squadrata, in continuità con le mura, e in più recava l’iscrizione dedicatoria e decorazioni architettoniche in marmo. Il piano stradale antico, rispetto all’attuale, si trova circa 2 m sotto: la città nel frattempo è cresciuta e si è innalzata, ma il monumento è rimasto pressoché intatto.

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Porta Praetoria
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La montagna di Aosta un attimo prima di accedere in città attraverso Porta Praetoria

La Porta non è semplicemente un arco sotto il quale si transita: è un complesso piuttosto elaborato, e passandovi al di sotto ce ne accorgiamo subito: vi è un arco di ingresso rivolto verso l’esterno e un altro rivolto invece verso l’interno della città. Nel mezzo, le strutture che dovevano fungere da raccordo ospitano dal medioevo in poi palazzi che di fatto si inseriscono nelle strutture antiche delle possenti mura di cinta.

Varcata la porta, davanti a noi si allunga il cardine massimo. No, pardon, oggi si chiama via Porta Pretoria, ma anticamente questo asse viario era il principale della città, insieme al decumano massimo, e percorreva in senso nord-sud l’abitato. Il suo percorso è rimasto sostanzialmente invariato nei secoli.

Aosta romana: il Teatro romano

Immediatamente a destra, una volta superata porta Pretoria, si entra invece nell’area archeologica del Teatro romano. Di questo luogo, che d’inverno sotto le feste ospita i Mercatini di Natale, ciò che colpisce è non tanto la struttura semicircolare della cavea del teatro, che si conserva a livello di fondazione o poco più, ma la monumentale facciata, è sopravvissuta perché nel medioevo vi si addossarono delle abitazioni. Si perse così la memoria del teatro finché questo non si rivelò soltanto agli inizi dell’Ottocento.

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Il teatro romano di Aosta

La facciata del teatro disegna effettivamente lo skyline di Aosta! Alta 22 metri, non è una parete continua, ma ha finestre disposte su tre livelli, più il pianoterra in cui si apre una serie di arcate: in questo modo la muratura, in grossi blocchi di arenaria, si alleggeriva scaricando il peso. Le altre strutture del teatro, ovvero la scena, l’orchestra e la cavea, cioè gli spalti per il pubblico, si conservano molto poco in elevato. Per questo è molto difficile la lettura dell’insieme.

Aosta romana: il Foro di Augusta Praetoria Salassorum e il criptoportico

Da piazza Chanoux, oggi centro della città, su cui insiste anche la sede del comune di Aosta, deviando nuovamente verso destra (Ovest) si arriva nei pressi di quello che un tempo era il foro della città di Augusta Praetoria Salassorum.

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Il foro di Aosta romana: le strutture archeologiche si integrano molto bene con la città contemporanea

Una bella piazza, in cui si avverte la commistione tra antico e Aosta moderna è ciò che resta a vista del foro: un paio di colonne, le tracce dei muri di alcune botteghe. In effetti è un po’ difficile ricostruire nella mente come potesse apparire un tempo questo luogo simbolo della città, anche perché oggi numerosi edifici insistono su questo spazio, per cui è davvero difficile capire come fosse organizzato in età antica.

La grande piazza del foro – che rispetto alla superficie complessiva della città occupava un’area decisamente molto estesa – culminava nell’ampia platea dei due templi gemelli, identici in pianta e in facciata, sopraelevati su una terrazza sostenuta da un criptoportico. Questo, che è un grande corridoio sotterraneo davvero suggestivo da percorrere, è visitabile e aperto al pubblico.

Dei due templi sopravvive poco e nulla, giusto una piccola porzione di podio incorporato in un edificio ben più tardo. Lo stesso duomo di Aosta si imposta direttamente sulla platea del foro, e percorrendo il criptoportico si possono cogliere proprio le prime fasi costruttive di questo luogo di culto cristiano, tra i più antichi noti per il Nord Italia.

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L’interno del criptoportico del foro di Aosta: due corridoi coperti da volta a botte e separati da una serie di archi retti da possenti pilastri
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Un pilastro davvero interessante! ROcchi di colonna di reimpiego alternati per costituire le fondamenta della cattedrale paleocristiana di Aosta

Percorrere il criptoportico è davvero suggestivo. Si scende nel cuore della città romana, addirittura al di sotto del foro antico. Si tratta di un doppio corridoio coperto da volte a botte sostenute da possenti pilastri in blocchi di tufo. Si possono percorrere due lati del corridoio e sul lato lungo, in corrispondenza all’incirca della cattedrale attuale, si possono vedere i livelli più antichi dell’edificio di culto di età paleocristiana: pilastri assemblati reimpiegando elementi architettonici di reimpiego, come i rocchi di colonne di edifici romani preesistenti. Sembra di avere davanti agli occhi la torre del gioco Jenga!

Museo civico archeologico

Per completare la scoperta di Aosta romana, Augusta Praetoria Salassorum, occorre visitare il Museo Archeologico Regionale di Aosta, in piazza Roncas, ospitato nei locali di un edificio dalla storia lunghissima e che si imposta sui resti della Porta Principalis Sinistra, ovvero la porta urbica aperta nelle mura sul lato ovest della città romana. Il percorso museale si distingue in due grandi capitoli: la sezione sotterranea che è un percorso suggestivo nelle viscere della città antica, inframmezzato da citazioni di grandi nomi dell’archeologia e della filosofia e da vetrine che raccontano e spiegano il mestiere dell’archeologo attraverso reperti rinvenuti proprio ad Aosta.

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Il plastico della città romana di Aosta al Museo Archeologico Regionale

Il percorso espositivo vero e proprio parte dall’inizio, ovvero dalla preistoria, dalle più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio in avanti, con l’avvento dei Romani che occupano la valle e “romanizzano” la terra abitata dalla tribù dei Salassi. Molto importante per orientarsi in città il grande plastico che propone la città romana, con i suoi monumenti ricostruiti, ma che si possono movimentare, in modo da vedere le strutture archeologiche oggi sopravvissute. Un video spiega l’urbanistica di Aosta romana, svelando monumento per monumento gli edifici scoperti dagli archeologi o noti dalle fonti.

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Balteo (cintura per il garrese del cavallo) decorata ad altorrilievo con Augusto che sconfigge i nemici

La collezione archeologica è piuttosto interessante, a partire dal corredo della Tomba dello Scriba, in cui si distingue un abaco e alcuni stili per scrivere; splendido un balteo, cioè un cinturone per cavallo, scolpito ad altorilievo con la figura del comandante Augusto vittorioso sui Salassi. Gli elementi in osso lavorato di un letto restituiscono figure di cavalli alati e di divinità danzanti.

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Il corredo della tomba dello scriba: un abaco, gli stili e la boccetta

Le divinità hanno un ruolo importante, così come importanti sono le statuette in bronzo di Giunone, Mercurio, Giove. Anche gli oggetti del mondo femminile hanno il loro spazio: uno specchio, un set completo di pinzette ci racconta tantissimo della bellezza delle donne di Aosta nel I-II secolo d.C.

La visita al museo archeologico regionale completa l’esperienza della città romana di Aosta.

Aosta romana: passeggiando lungo il cardine e il decumano

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Via Croce di Città ricalca l’antico cardine massimo, strada cittadina principale con andamento Nord-Sud

La città romana di Aosta era percorsa da due vie principali, il cardine in senso nord-sud e il decumano in senso est-ovest. Oggi le due vie corrispondono a via di Porta Pretoria, che dalla Porta Praetoria scende verso Piazza Chanoux e oltre e via Croce di Città, dove nel giorno del Solstizio d’inverno, guardando verso la montagna di fronte, si assiste al sorgere del sole in asse con la via: è il giorno del compleanno della città, fondata proprio nel solstizio d’inverno dall’imperatore Augusto nel 25 a.C.: senz’altro uno degli eventi cui prendere parte se si è ad Aosta durante le feste natalizie.

Sei mai stato ad Aosta? Pensi che un itinerario archeologico sia interessante per scoprire la città? Parliamone nei commenti oppure sulla pagina fb di Maraina in viaggio!

3 risposte a "Aosta: un itinerario archeologico nel centro cittadino"

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