Marrakech: 11 cose da sapere prima di partire

Sono da poco rientrata da un soggiorno a Marrakech. Ho imparato tante cose, tante cose ho visto e osservato. Alla luce della mia esperienza, qui condivido 10 cose da sapere prima di partire per Marrakech, per organizzare al meglio il proprio viaggio.

1 – Sopravvivere a Place Jemaa el-Fna

Place Jemaa el-Fna è croce e delizia per il viaggiatore a Marrakech: o la ami incondizionatamente o la odi. Il motivo è semplice: è casino, è frastuono, è caos totale. Ma soprattutto è una piazza piena di vita in ogni ora del giorno e della notte.

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Place jemaa-el-fna

Durante il giorno, fino circa alle 16.30, la piazza è relativamente sgombra: ci sono alcuni banchi fissi che vendono frutta fresca e secca e poco altro. Ma è il regno di venditori ambulanti e degli incantatori di serpenti. Guardatevi da questi ultimi, a meno che non siate disposti a pagare quanto vi verrà chiesto.

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Place Jemaa-el-Fna

Gli incantatori di serpenti infatti suonano il piffero col quale intrattengono dei cobra disgraziatissimi, mentre altri personaggi tengono in mano dei serpentelli. Mentre voi vi incuriosite a guardare i cobra, e probabilmente, ingenuamente, tirate fuori la macchina fotografica, loro vi si fanno incontro, vi mettono addosso un serpente e mentre voi o vi divincolate o vi fate fotografare, vi chiedono soldi. Allora – vabbè, siete in vacanza, che saranno mai du’ spicci – vi fregate in tasca. Ma loro no, pretendono più soldi e più ancora, perché quando vi ricapita di fotografare un serpente? Fuggire subito da questi soggetti.

Lo stesso dicasi per gli ammaestratori di scimmie. Le povere scimmiette fanno anche pena: costrette al guinzaglio, inutilmente strattonano e morsicano il loro ammaestratore nel vano tentativo di liberarsi (ma vi diranno che le scimmiette giocano): se vi avvicinate vi chiederanno soldi su soldi. Il mio consiglio è di evitare caldamente. Poi vedete voi come comportarvi.

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Un instante di Place Jemaa el-Fna di notte

La sera Place Jemaa el-Fna diventa un’enorme festa di paese: una serie di ristorantini occupa la piazza: il modello è quello, per capirci, dei banchi dello street food nelle nostre feste di paese. Qui ogni sera è un trionfo dello street food marocchino. Mangiarci almeno una volta è d’obbligo. Occhio però: perché si rischia di spendere più che a mangiare in uno dei ristoranti che affacciano sulla piazza.

A tal proposito, il modo migliore per godere di Jemaa el-Fna è dalla terrazza di uno dei tanti ristoranti che vi si affacciano. Dall’alto si riesce ad abbracciare con lo sguardo questo macrocosmo apparentemente incasinato, in cui però il suono ossessivo di pifferi e tamburi si tace nel momento in cui il muezzin chiama alla preghiera. Allora cala il silenzio. Ed è bellissimo.

2 – Thé alla menta mon amour

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Il té alla menta servito ad uno dei ristoranti che danno su Place Jemaa el-Fna

Non assaggiare il té alla menta durante un soggiorno in Marocco è semplicemente impensabile! La bevanda tipica marocchina è ambrata, calda e profumata. Viene servita in eleganti bicchieri di vetro e versata da altrettanto eleganti teiere in argentone, peltro o acciaio. La bravura di chi versa il té sta nel versarlo dall’alto direttamente nel bicchiere, che è stretto, senza sprecarne una goccia. Cosa per me impossibile a farsi, è invece quanto di più facile per chi è cresciuto a pane e té alla menta.

Il té alla menta a Marrakech si può bere ovunque: per strada, preparato in grandi bollitori da veri e propri ambulanti del té; nei ristoranti e nei café; in casa, dove assume i toni di una vera e propria cerimonia, magari in occasione di una colazione marocchina tradizionale.

Il té alla menta marocchino si ottiene mettendo in infusione té verde cinese del tipo gunpowder (il più diffuso) e ramoscelli profumatissimi di menta. Il tutto viene abbondantemente zuccherato e servito dall’alto della teiera perché nel bicchiere si formi una bella schiuma, mentre si sprigiona nell’aria tutto il profumo della menta.

Per saperne di più su tutti i té alla menta che si possono bere a Marrakech ecco tutti i té alla menta ché ho bevuto a Marrakech

té alla menta
Té alla menta

3 – Dove cambiare i soldi

La moneta nazionale del Marocco è il dirham. Per semplificare vi diranno che un euro equivale a 10 dirham. In realtà il cambio è più favorevole per l’euro e ciò lo si scopre facilmente andando a cambiare i soldi in uno dei cambi che si trovano in città, anche nel souk.

Il primo luogo dove si possono cambiare i soldi è l’aeroporto Marrakech Menara: una volta ritirato il bagaglio dal nastro, poco prima di avviarsi all’uscita, il banco del cambio è il luogo necessario al quale rivolgersi per cominciare ad avere un po’ di contante locale in tasca (necessario, ad esempio, per pagare il taxi che ci porterà in hotel).

Anche negli hotel è possibile cambiare gli euro in dirham. Tuttavia, rispetto al cambio in hotel o in aeroporto, i cambi più convenienti si trovano in città. Quello al quale ci siamo rivolti noi si trova immediatamente alle spalle delle Poste di Place Jeema el-Fna: posizione centralissima, ideale per ricaricare il portafogli prima di andare a fare shopping nel souk.

4 – Internet: scheda sim e reti wifi

10 euro e passa la paura. All’aeroporto Marrakech Menara, appena passato il controllo passaporti, si può subito acquistare una simcard marocchina – Orange – con 10 gb di internet. Per chi si ferma in città o in Marocco per una vacanza questo è più che sufficiente. La ricezione è buona e se lo smartphone lo consente, può essere utilizzata come diffusore di internet tramite hotspot a qualunque altro dispositivo si connetta.

Se non si acquista la sim, tranquilli che non si muore di isolamento: negli hotel la rete wifi è garantita, così anche nei ristoranti e nei café, persino in centro a Marrakech, in Place Jemaa el-Fna e nella Medina. Tranquilli, riusciamo ad essere iperconnessi anche qui. Del resto Marrakech è una città assolutamente al passo coi tempi. Anzi, è più facile trovare il wifi nei ristoranti di Marrakech che non in quelli italiani.

5 – Abbigliamento femminile

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Maraina a Marrakech: il mio abbigliamento nonostante i 30°: camicia a maniche lunghe e pantalone largo

A Marrakech gira di tutto. Essendo abituati ai turisti occidentali, non ci sono particolari restrizioni all’abbigliamento femminile. Resta il fatto che se si vuole evitare di attirarsi addosso gli sguardi di tutta la popolazione maschile della Medina è opportuno mantenere un basso profilo: sì a pantaloni larghi e gonne lunghe, sì a magliette e camicie anche a manica lunga. Bocciati gli shorts o le canottiere succinte anche perché il sole picchia, e rischiate di bruciarvi senza accorgervene. Il velo invece non va messo: siamo europee, si vede, non dobbiamo né scimmiottare le donne del luogo né confonderci, tanto veniamo sgamate subito.

6 – (Non) perdersi nei souk

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Esplorando il souk di Marrakech

Non è facile. Se si va da soli, mi raccomando di munirsi di una buona mappa e di prendere, magari, dei punti di riferimento. Se si è acquistata all’aeroporto una sim card marocchina con il traffico internet, si potrà sfruttare la connessione per il navigatore. Se invece amate l’idea di camminare senza meta prego, fate pure: ma poi non vi lamentate se non riuscite a uscire dal dedalo di viuzze strette percorse da gente indaffarata e da motorini strafottenti. Se si va da soli, consiglio di studiarvi un percorso di massima, in modo da capire indicativamente in che direzione andate e da che parte vorrete sbucare. E nel dubbio ricordate sempre che tutte le strade portano in Place Jeema el-Fna 😉

7 – Cosa mangiare e cosa bere

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tajine di pollo al limone e olive

La cucina marocchina ha diverse frecce al suo arco: le tajine di carne, sia esso manzo, pollo o agnello, e di verdura; il couscous; le polpette di carne e gli spiedini; la pastilla, ovvero una torta salata ripiena. L’insalata marocchina è fresca, a base di verdure crude croccanti; le olive in salamoia sono buone, conservate insieme al limone in salamoia anch’esso, che viene impiegato in cucina per insaporire il pollo. Infine i dolciumi, carichi di miele, acqua di fiori d’arancio, datteri. E l’amlou, chiamata “Nutella del Marocco” a base di frutta secca e olio di argan commestibile. C’è poi la crêpe marocchina, c’è la pagnotta tipica rotonda… Insomma, la varietà non manca.

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thé_à_la_menthe

Quanto al bere, il té alla menta è la bevanda nazionale. Scordatevi gli alcoolici, almeno nei locali di Marrakech: nonostante il Marocco produca vini, essi sono commercializzati molto poco anche nei quartieri più occidentali. Il Marocco produce anche birra, la Casablanca, ma io sono dovuta arrivare ad Essaouira per poterne bere una.

Nel souk poi vi capiterà di imbattervi in banchini che servono sul momento succo di melograno: rosso e dissetante, ci sta proprio bene in pieno giorno a Marrakech.

Non è consigliabile bere l’acqua del rubinetto o di una fontana: una distrazione del genere può comportare dissenteria e in viaggio è un’eventualità non piacevole. I ristoratori lo sanno, per cui riceverete sempre acqua sigillata in bottiglia. In barba ad ogni discorso sul consumo di plastica, addirittura ogni volta che si ordina un caffè viene fornita una bottiglietta d’acqua da 33 cl: in questo modo non si rischia di rimanere disidratati.

8 – Come muoversi (a piedi, taxi, bus) – attraversare la strada

Marrakech è una città molto grande. Sia vedendola dall’alto dell’aereo mentre atterrate che viaggiando in auto per le strade al di fuori delle mura, vi potete rendere conto anzi che si amplia a macchia di leopardo, sottraendo terre al deserto che sta lì fuori, in attesa. Può così accadere di attraversare zone quasi disabitate e subito dopo, lungo la stessa direttrice, quartieri residenziali di un certo pregio. Una città in espansione.

Tuttavia, se siete in viaggio, troverete alloggio non di certo nelle periferie, ma o in un Riad in centro, all’interno delle mura, oppure in uno dei grandi hotel all’occidentale che si trovano nella Ville Nouvelle e nel quartiere di Menara.

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Muoversi a piedi nel souk di Marrakech: impensabile fare diversamente

Il mio consiglio è, in assoluto, quello di muovervi a piedi. Dal quartiere de la Menara alla moschea della Koutoubia ci sono 3 km circa: una passeggiata lunga, certo, ma in pianura e assolutamente affrontabile. In fondo, se non si cammina quando si è in viaggio quando lo si fa?

Camminare a piedi offre l’occasione di osservare sul serio le strade che si percorrono: costringe a prendere dei punti di riferimento: un incrocio, un palazzo, una palma; costringe a tenere il tempo e il passo. Costringe a ottimizzare le forze, e allo stesso tempo ad assaporare lentamente la città che scorre accanto. Viaggiare non è soltanto recarsi nei luoghi, vederli rapidamente e fuggire altrove, ma è anche arrivarci, in quei luoghi: arrivare in Place Jemaa el-Fna in taxi o a piedi fa la sua bella differenza.

Nel souk, poi, occorre muoversi a piedi e non è pensabile utilizzare un altro mezzo di trasporto.

Se però preferite risparmiare le forze, il taxi è il mezzo di locomozione più efficace. Davanti agli hotel ne stazionano sempre, per cui sarà facile procurarsi un mezzo. L’importante, però, è sapere in anticipo quanto si spenderà e provare quantomeno a contrattare.

L’alternativa è il bus di linea. Se siete abituati ai mezzi Atac di Roma non vi farete impressionare. Autobus pieni, non necessariamente nuovi, anzi. Ma state certi che quando salite dovete pagare il biglietto al conducente (7 dirham a corsa). Per chiamare la fermata non troverete il campanello. Bisogna, invece, bussare energicamente sopra la porta d’uscita. Nonostante il casino, l’autista vi sente e si ferma. Il consiglio? Prendete il bus se siete in compagnia di locals, oppure se avete studiato talmente bene la linea bus da potervi confondere con la comunità locale.

E torniamo ai pedoni. Sì, perché anche se per me i piedi sono il miglior mezzo di trasporto, va detto che occorre fare grande attenzione quando si attraversa la strada. Gli incroci sono tutti piuttosto difficili, ma gli attraversamenti pedonali tra la Koutoubia, la grande moschea di Marrakech, e Place Jemaa el-Fna mettono alla prova la sopravvivenza di ciascuno.

La soluzione? Non è buttarsi, no. Ma è portarsi avanti con arroganza, con fare deciso: la legge del più forte implica che a meno di non voler passare tutta la giornata su un lato della strada occorre farsi avanti con piglio deciso. Vedrete che, a un cm dal vostro naso, si fermeranno sia automobili che motociclisti. Comunque attraversare la strada è un’impresa, io ve lo dico.

9 – Da non perdere: le Tombe Saadite ( o Saadiane)

Marrakech è città storica. Tuttavia sono pochi i monumenti, per intenderla all’occidentale, che testimoniano la sua storia più antica.Tra questi merita ognuno dei suoi 70 dirham di biglietto il sito delle Tombe Saadite (Tombeaux Saadiens). Si tratta di tombe monumentali, un vero e proprio cimitero racchiuso nel cuore della Kasbah. Realizzato nel XVI secolo, poi obliterato un secolo dopo, fu riscoperto solo agli inizi del Novecento. In effetti è un luogo di pace racchiuso tra mura che accoglie le tombe dei principi della dinastia Saadita che governò il Marocco a cavallo tra il 1500 e il 1600. Questo cimitero fu obliterato dalla dinastia che prese il potere immediatamente dopo. Era un luogo sacro, non poteva distruggerlo, ma ne nascose talmente bene le tracce che solo nel 1917 esso tornò alla luce.

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ll complesso monumentale delle Tombe Saadite
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Uno degli ingressi alle Tombe Saadite

Il cimitero accoglie le tombe dei rappresentanti della dinastia Saadita, è costituito da due complessi architettonici distinti. Il primo si articola su tre sale e si apre su un oratorio a tre navate. Un mirhab – ovvero l’abside nell’architettura araba – traccia una nicchia pentagonale sormontata da un arco a ferro di cavallo aperto che poggia su quattro semicolonne in marmo grigio inquadrate da altre quattro colonnette simili e sormontato a sua volta da una cupoletta a muqarnas. Questo edificio dà il meglio di sé nell’adiacente sala mediana, detta “delle 12 colonne”. Si tratta di uno spazio fastoso coperto da una cupola che poggia su quattro gruppi di tre colonne in marmo di Carrara che sostengono un soffitto in legno scolpito e decorato con grandi archi decorati a muqarnas. In questa sala è sepolto Ahmed al Mansour, il costruttore di questo complesso. L’accesso a questa sala è vietato, ci si può affacciare uno per volta rimanendo allibiti di fronte a tanto splendore per i colori e le geometrie che i zellij, le piastrelle colorate (nient’altro che gli azulejos europei) disegnano sulle pareti.

Per approfondire leggi l’estratto dal mio diario di viaggio dedicato proprio alle Tombe dei Saaditi e alla Kasbah

10 – Non si entra nelle moschee

Le moschee sono innanzitutto luoghi religiosi. Luoghi in cui i fedeli si recano a pregare secondo precisi riti e regole. A Marrakech i non mussulmani non possono accedere alle moschee, neanche a quelle monumentali, come la Koutoubia o la moschea Moulay el-Yazid, adiacente alle Tombe dei Saaditi. Mentre in alcune città del Marocco, a Casablanca, per esempio, è possibile accedere alla grande Moschea (bisogna togliere le scarpe e le donne devono velare la testa), a Marrakech ciò non è possibile.

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Il minareto della Koutoubia visto attraverso le palme di Parc Lalla Hasna

Possiamo vedere la Koutoubia da fuori, ma non possiamo accedere. Va detto che non c’è bisogno di entrare per ammirarne la bellezza architettonica: l’edificio nel suo impianto originale era immenso, come dimostra l’ampio spazio all’esterno, oggi considerata area archeologica, ma in tutto e per tutto parte del grande complesso religioso. Il minareto della Koutoubia, poi, è uno dei pochi grandi minareti di epoca almohade al mondo: con i suoi 70 m di altezza se la gioca con la Giralda di Siviglia, per monumentalità e bellezza. La Giralda infatti oggi è il campanile della cattedrale di Siviglia, ma un tempo era il minareto della moschea: l’edificio fu riconvertito e pesantemente rinnovato, ma la Giralda mantenne il suo aspetto ispano-moresco.

11 – Babouches, olio di argan e teiere: cosa acquistare a Marrakech

Ecco i consigli per gli acquisti a Marrakech.

Babouches, olio di argan e teiere in peltro con il rispettivo corredo di bicchieri in vetro decorati sono ciò che io consiglio di acquistare nel souk di Marrakech.

Babouches

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La meraviglia delle babouches esposte nel souk des babouches di Marrakech

A Marrakech uno dei souk è dedicato proprio alle babouches. Le babouches sono letteralmente le babbucce, ciabatte di cuoio conciato, tinto, impunturato e/o decorato. Le babouches tradizionali sono maschili e tinte di giallo: senza tacco ovviamente, basse e a punta. Naturalmente nel tempo i modelli si sono evoluti e così ora se ne trovano di tutti i tipi, di tutti i colori, con tutte le decorazioni possibili e immaginabili. E per i modelli femminili è previsto anche il tacco, in varie forme e dimensioni.

Attraversare il souk delle babouches per me è stato come andare sulle giostre: la meraviglia continua, la voglia di comprarle tutte, quelle ciabattine/sabot che qui sono di uso quotidiano e che per me sono così tanto fashion! Nel souk se ne trovano di vario prezzo e di varia qualità: sta a voi scegliere il modello che più vi si aggrada.

Olio di argan

L’olio di argan è un po’ il prodotto tipico nazionale del Marocco. Estratto tradizionalmente da donne che macinano le mandorline estratte dai gusci fino ad ottenere una pasta variamente filtrabile, è noto tra le donne di tutto il mondo per le sue proprietà lenitive e rassodanti per la pelle. L’olio di argan è prodotto sia a fini cosmetici, ciò per cui è più noto fuori dal Marocco, che a fini alimentari. La differenza la fa la condizione della mandorlina racchiusa nel seme: se tostata, si produce olio di argan per alimenti. Se fresca l’olio di argan che si ottiene ha proprietà cosmetiche (e viene giustamente venduto a peso d’oro).

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Donne di una cooperativa femminile di produzione di olio di argan nella bottega/atelier della Kasbah di Marrakech

L’olio di argan cosmetico è la base per ulteriori altri prodotti: creme, saponi e saponette sono prodotti richiestissimi sul mercato internazionale. L’olio di argan per uso alimentare ha invece una circolazione nazionale nelle cucine tradizionali. Inoltre dal trito di frutta secca variamente assortita, miele di argan e olio si ottiene l’amlou, la cosiddetta “nutella del Marocco” che con la nutella non ha niente a che fare, ma che è comunque un interessante prodotto da spalmare sul pane o sulle crepes marocchine a colazione.

L’olio di argan è prodotto principalmente da cooperative femminili che curano tutti gli aspetti della produzione, dalla macina grezza della mandorlina di argan alla produzione dei cosmetici fino al marketing e alla vendita: un buon modo, almeno a vederlo dall’esterno, di promuovere l’imprenditoria femminile in Marocco.

Teiere

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Teiere per il té tradizionale marocchino in vendita nel souk di Marrakech

Qui entriamo nel mio territorio preferito. Le teiere per il té alla menta marocchino sono in metallo, argentone, peltro, acciaio inox, ed hanno una forma particolarmente esotica: sono panciute, spesso decorate a sbalzo sulla pancia, hanno poi un coperchietto a punta che termina con un pegullo che agevola l’apertura. Il manico è anch’esso piuttosto elaborato, per aggiungere una nota di stile ad un oggetto già abbastanza decorato. Le teiere per il té alla menta hanno poi il beccuccio che le contraddistingue: il té va versato dall’alto nei bicchieri, pertanto occorre che la curvatura e il diametro del beccuccio siano tali da favorire la trasmigrazione del té dalla teiera al bicchiere.

E veniamo al bicchiere. Ne esistono di due categorie. La prima è un bicchiere liscio, ma variamente decorato in oro e damascature varie, sovradipinto oppure stampato, o ancora inciso. L’altra categoria prevede una bombatura nella parte alta: in questa stretta fascia deve andarsi a formare la schiuma del té alla menta quando viene versato. Questa caratteristica si apprende soltanto osservando bicchieri e bicchieri nel souk e nei negozi di Marrakech.

servizio da té marocchino
Servizio da té marocchino, completo dei caratteristici bicchieri in vetro decorati

Questi 11 dettagli faranno la differenza tra l’andare a Marrakech alla ventura e avere un pochino un’idea di cosa fare e come fare. Io ho dato il mio contributo, ma ora tocca a voi: cosa vorreste sapere su Marrakech nel momento in cui programmerete un viaggio? 

14 risposte a "Marrakech: 11 cose da sapere prima di partire"

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  1. Ho visitato Marrakech diverso tempo fa e hai dato degli ottimi consigli per la visita della città. Mi fai venire voglia di tornare per provare ancora l’emozione di girovagare nei suk e sulla piazza Djemaa el-Fnaa, mi è piaciuto tutto di Marrakech, riad compreso.

    1. Marrakech mi ha effettivamente affascinato! Place Djema-el-Fnaa mi ha attratto ma anche ispirato repulsione: troppo accanimento contro i turisti europei a mio modo di vedere. L’ho apprezzata la sera, quando seduti alle tavolate dei ristorantini non siamo altro che tante persone che mangiano insieme

  2. Adoro il tè alla menta marocchino e pure l’olio di argan!
    Anche se devo dire che il marocco in sé non mi attira molto…la tradizione culinaria sì.

  3. Molto interessante questo articolo, ho scoperto cose e particolari di Marrakech che ignoravo! Anche se sono più per altre tipologie di città, mi piacerebbe prima o poi visitare Marrakech, deve essere proprio speciale!!

    1. Lo è. La mia impressione è quella di una città attraente ma allo stesso tempo respingente almeno per noi viaggiatori occidentali. Ma il suo fascino del resto è proprio questo

  4. Marrakech era una delle mete papabile del 2019, ahimè non siamo riusciti ad andare alla fine e me ne pento ancora. Mi affascina molto il luogo e la cucina farò tesoro dei tuoi preziosi consigli se riuscissi ad andare quest’anno.

  5. Marrakech è uno di quei posti in cui vorrei andare l’anno prossimo. Dovrei scegliere per forza una stagione intermedia (o fredda) perché io al caldo mi sciolgo come un vampiro.

  6. Hai dato davvero tante informazioni utili! Io amo molto il te’ alla menta e i tajin (mio cognato è marocchino e ogni tanto ce li prepara, ne ha regalato uno anche a mia mamma). Comprerei sicuramente l’olio di argan!

  7. Ci ho cenato una sera a Jemaa el-Fna ma non è stata un’esperienza piacevolissima perché è difficile scegliere dove sedersi. I vari commercianti sono molto insistenti – a dire il vero non abbiamo neanche mangiato benissimo e loro cercano insistentemente di venderti di tutto. Però è un’esperienza e sono contenta di averla fatta 🙂
    Di tè alla menta ne ho bevuto tantissimo…mancando in molti posti gli alcolici e non amando le bevande gassate è un’ottima alternativa locale.

    1. Place Jeema el-Fna è un posto davvero difficile, soprattutto se non si è abituati ad affrontare la bolgia e se si è insofferenti all’insistenza locale. Però sono d’accordo con te: è un’esperienza che va fatta, anche perché riassume l’essenza stessa di Marrakech

  8. Marrakech e il Marocco mi affascinano tantissimo e spero di organizzare presto un viaggio in questo paese. Grazie per gli ottimi consigli e le tante info utili che hai raccolto in questo articolo!
    Lo tengo come memorandum in attesa di…😊

  9. Marrakech è la mia ossessione. Mi piace tantissimo: ci sono già stata più volte e posso ci torno. Forse un incantatore di serpenti mi ha fatto un maleficio o forse mi hanno versato una pozione nella tajine!

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