Diario di viaggio a Marrakech – colazione marocchina

2.11.2019

Questa è l’ultima mattina che trascorriamo a Marrakech. Alle 15 circa abbiamo l’aereo che dall’aeroporto di Marrakech ci farà rientrare in Italia.

Inutile dire che vorrei restare qui altri mille giorni almeno, ma mi tocca salutare tutti e ritornarmene a casa.

Colazione tradizionale marocchina

colazione marocchina
Alcune leccornie della colazione marocchina tradizionale: crepes marocchine fatte in casa e miele di argan

L’arrivederci (giammai un addio!) ci viene dato in grande stile: stamani siamo invitati a colazione a casa della famiglia dello sposo, Noaman. La sua famiglia abita in una casa all’interno delle mura di Marrakech, in una zona non turistica, dove alle 10 del mattino i negozi ancora non hanno aperto, mentre è già al lavoro al telaio il tappezziere nella sua bottega tradizionale. “Inizia a lavorare alle 4 del mattino” mi dice Aisha, sorella di Noaman “e i suoi prodotti sono costosissimi perché è rimasto uno degli ultimi a lavorare in maniera tradizionale”. Non ho alcuna difficoltà a crederlo.

Veniamo accolti in una casa accogliente, un piccolo corridoio immette in una stanza che, guardando in su non ha tetto, ma è piuttosto un cortiletto interno. Ci accomodiamo in un’alcova di divani calda e accogliente. Su un tavolino sono sistemati dolcini, crêpes e pane marocchino, fatto in casa dalla mamma dello sposo. Su un tavolinetto più basso, finemente inciso, sta la teiera del té alla menta con tutti i bicchierini disposti. Accanto un vassoio sopporta i contenitori del té verde – rigorosamente cinese – della menta, e dello zucchero, elemento fondamentale del té alla menta marocchino.

La sorella di Noaman Aisha ci serve il té e ci dice come viene preparato e come va servito. Ascoltarla è un piacere, mentre la vediamo compiere acrobazie con quella teiera: i bicchieri sono poggiati sul tavolino basso, lei è in piedi e versa dall’alto il té in ciascuno dei bicchieri, senza versarne una goccia. In ciascun bicchiere si forma una lieve schiumetta che però è fondamentale per un corretto servizio del té alla menta.

breakfast marocain
Datteri e tutto l’apprestamento per il té alla menta

Io sono estasiata. Assaggio qualunque cosa mi capiti a tiro perché semplicemente: ma quando mi ricapita? Tra l’altro l’amlou, la “nutella del Marocco” è fatta in casa a base di arachidi, miele e olio alimentare di argan. Il valore aggiunto è notevole e io mi sento davvero felice. Una vera colazione in un’autentica famiglia di Marrakech non è cosa che capiti a tutti i viaggiatori. E sì che noi siamo privilegiati, avendo la moglie dello sposo per parente! Per me è comunque un immenso privilegio essere ospite qui, oggi, in questa casa.

Andar via, verso l’aeroporto, ha per me il sapore amaro della tristezza. Aisha ci scorta attraverso le vie che da casa sua portano verso la grande piazza dove ci attende il taxi. Nel frattempo i negozi hanno aperto e ora le strade sono un brulicare di gente e di banchini che vendono anche frutta e verdura. Il profumo di certi mazzi di menta mi riempie i polmoni. E io respiro a pieni polmoni e trattengo il profumo finché posso.

Aeroport Menara, Marrakech

Lezione numero 1 che si impara all’aeroporto: anche se siete contro la deforestazione in Amazzonia, se imbarcate i bagagli avete bisogno della carta di imbarco stampata perché deve esserci apposto sopra un timbro. Scordatevi dunque tutte le meraviglie del check-in online che vi permette di risparmiare carta e alberi perché non c’è niente di meglio di apporre un bel timbro su un foglio di carta. È dai tempi di Banana Joe (con Bud Spencer) che non vedevo una cosa del genere. Per fortuna eravamo avvisati, per cui ci siamo risparmiati l’inutile stress di dover correre a stampare la carta d’imbarco lì per lì, avendolo fatto prima. Ma è bene saperlo per tempo, prima di fare casini. E noi lo abbiamo saputo solo perché gli sposi, abituati a viaggiare tra Marrakech e l’Europa, ci hanno informato per tempo.

L’aeroporto di Marrakech è un’architettura piuttosto recente in cui si fondono la tradizione architettonica marocchina con le esigenze funzionali proprie di un aeroporto internazionale e intercontinentale. Inaugurato a fine 2016, l’Aeroport Menara di Marrakech risponde pienamente a queste esigenze. Visto da fuori, sia per chi arriva che per chi parte, è un’architettura decisamente sublime che introduce immediatamente alla millenaria cultura araba di questa regione.

Marrakech
Marrakech al decollo

L’aeroporto non è così distante dal centro di Marrakech. Alzandosi in volo si vede distintamente il Jardin de la Menara col suo bacino acqueo e il suo oliveto ordinato, poi si sorvola la città vecchia, cinta dalle mura. Dall’alto si vedono anche i numerosi ampi giardini. La sensazione di una città che voglia strappare al deserto terra da antropizzare o, meglio, da ordinare ed educare, è ancora più evidente mentre decolliamo.

L’ultima immagine che ho di Marrakech è in lontananza, dall’alto. Una macchia rossastra del colore delle sue mura e delle sue case, il rossastro della terra circostante.

Guardo le mie mani tatuate con l’henné: il tatuaggio si sta già cancellando. I ricordi di questo viaggio no: quelli resistono forti e duraturi. Eccoli qui, fino all’ultima riga.

4 risposte a "Diario di viaggio a Marrakech – colazione marocchina"

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