Diario di viaggio a Marrakech – gita fuori porta a Essaouira

1.09.2019

Escursione a Essaouira

Oggi abbandoniamo Marrakech in direzione di Essaouira, la città fortificata sull’oceano, oggi terra amata da surfisti e amanti del kitesurf. Il perché è preso detto: il forte vento che spira ad ogni ora del giorno e della notte e in qualunque stagione.

maroc
Da qualche parte in Marocco tra Marrakech ed Essaouira

Ma andiamo con ordine.

Ci mettiamo in marcia al mattino relativamente presto. La strada è abbastanza lunga, 180 km per un totale di 2 ore e 30 di viaggio circa. Più le soste.

Sì, perché la gita in giornata ad Essaouira prevede tre soste durante il percorso, più una prima pausa colazione a Chichaoua, nel Complexe Alfoulki che consiste in una tavola calda più bazar: il luogo più gettonato per le escursioni organizzate per gli Europei.

La strada che porta fuori da Marrakech passa accanto alla nuova stazione del treno, la Gare de Marrakech, un’architettura strabiliante che mixa in modo equilibrato l’eredità architettonica araba con l’architettura funzionale contemporanea. Un analogo buon mix lo abbiamo già visto – e lo rivedremo – all’aeroporto di Marrakech.

on the road Marocco
In viaggio da qualche parte tra Marrakech e Essaouira

Fuori da Marrakech il territorio è piatto, deserto, la strada sempre dritta, praticamente; attraversiamo ogni tanto qualche piccolo villaggio in cui la moschea è solitamente in costruzione; in lontananza le colline sono basse e desertiche; qua e là asini sul ciglio della strada si inventano l’erba da brucare. Superata Chichaoua, l’altra cittadina che attraversiamo è Sid  el-Mokhtar: qui lungo la strada affacciano botteghe e attività commerciali di una certa rilevanza. Di fatto è la cittadina di dimensioni più rilevanti da Marrakech a Essaouira.

L’albero delle capre

Procedendo lungo la strada cominciamo a vedere alberi spogli con le capre bianche poste sui rami e dei pastori – o presunti tali – sul ciglio della strada che invitano a fermarsi.

Le capre nella loro condizione più selvatica si arrampicano anche sugli alberi di argan per mangiarne i frutti. Siccome questo comportamento è stato notato, è stato fotografato ed è diventato una cartolina, si è ovviamente trasformato in fenomeno turistico. Ecco così che a fronte di coltivazioni di argan che si estendono per ettari, lungo la strada che conduce verso Essaouira ci sono almeno tre punti in cui fermarsi perché guarda caso su quegli alberi sul ciglio della strada un intero gregge di capre ha deciso di arrampicarsi.

goat tree
Goat Tree, l’albero delle capre che mangiano le bacche di argan. Un fenomeno naturale che è diventato sfruttamento animale a fini turistici

Peccato però che le capre siano caricate ad arte su quei rami ed abbiano il terrore di muoversi. Non fanno un movimento, un cenno della testa, non muovono una zampa e soprattutto non mangiano neanche una bacca di argan. Sono messe lì in posa per la curiosità dei turisti affascinati che pagano i sedicenti pastori in cambio di qualche foto sullo sfondo delle capre. L’immagine senza dubbio spacca. Però mi chiedo se sia proprio necessario maltrattare gli animali in nome di questo stupido – ma redditizio, occorre dirlo – modo di fare profitto.

Arganomade, la cooperativa femminile che produce olio di argan

Procediamo sul tema dell’argan e arriviamo ad Arganomade, sede di una cooperativa femminile che produce olio di argan e tutti i derivati, cosmetici e alimentari, di questa pianta che è davvero l’albero principale del Marocco.

Nella cooperativa ci ricevono alcune ragazze che ci fanno da guida nelle diverse lingue – italiano compreso – e che ci mostrano per cominciare il processo di estrazione dell’olio dalla bacca di argan: innanzitutto si estrae il seme dal frutto vero e proprio che, essiccato, è quello che mangiano le capre. Il seme ha un guscio che viene rotto per estrarne la mandorla interna. Il concetto è, per capirci, lo stesso della pesca: frutto esterno, seme duro e mandorlina interna. Ecco, per estrarre l’olio di argan occorre la mandorla interna.

arganomade_maroc
La cooperativa Arganomade produce olio e altri derivati dall’argan a fini cosmetici e alimentari

Qui il processo si differenzia: vuoi ottenere olio per alimenti (buonissimo, tra l’altro, versato sul pane o sulle crêpes marocchine)? devi tostare le mandorle. Vuoi ottenere olio per cosmetici? Vai liscio allora, puoi cominciare a torchiare le mandorle senza nessun trattamento ulteriore. Le mandorle vengono schiacciate e tritate da una pesante macina che versa su un mortaio/colatoio da cui il fluido generato percola. Il fluido verrà ulteriormente passato e ripassato, filtrato e strafiltrato – oggi con strumenti più o meno meccanici, una volta completamente a mano- e da esso si ottiene l’olio alimentare o cosmetico a seconda del trattamento iniziale delle mandorle.

Con il frutto di argan, però, si fanno anche altri prodotti. Un prodotto alimentare che si ottiene, per esempio, e che le donne fanno ancora in casa secondo la propria ricetta tradizionale, è l’amlou, che ai turisti viene venduta come “nutella del Marocco”: una crema semiliquida a base di frutta secca (mandorle oppure arachidi), miele di argan e olio di argan. Il sapore non ha niente a che vedere con la nutella originale, sia chiaro, però il sapore è decisamente interessante e ben si sposa con il pane e le crepes della colazione tipica marocchina.

arganomade_maroc
La prima fase della lavorazione dell’argan: la rottura del guscio per ottenere la mandorlina da cui estrarre l’olio

Ad Arganomade si vendono numerosi derivati dell’olio di argan, dalle saponette alle creme per viso e corpo ai cosmetici più sofisticati. La gamma di prodotti è in effetti vasta, così com’è sempre più ampia la popolarità dell’argan fuori dai confini del Marocco.

Finalmente Essaouira

Prima di scendere ad Essaouira il gruppo ferma su un punto panoramico dove inevitabilmente sono piazzati due dromedari completi di padrone che vuole soldi per la foto. Sono passati i bei tempi in cui ti offrivano cammelli e si compravano la tua fidanzata! Oggi paghi per la foto, e ogni idea romantica di commercio berbero è svanita nel nulla. Il panorama poi, detto tra noi, non è ‘sto granché. Molto meglio scendere subito a Essaouira, e buttarci nelle vie della medina.

Essaouira
Essaouira, l’ingresso alla medina su place Moulaiy Assan

Sole, vento, il mare con le onde e i kite surf che vi danzano al di sopra. Essaouira ci accoglie come non potrebbe essere diversamente: le mura risplendono alla luce abbacinante del sole di mezzogiorno, il cielo blu si staglia contro le sagome dei muri.

essaouira_souk
Comprerei tutto! Una delle straordinarie botteghe colorate di Essaouira

Ci affacciamo alle mura del porto, poi ci buttiamo definitivamente nella Medina.

Rispetto a Marrakech, la Medina di Essaouira appare fin da subito più ordinata, più luminosa, con le strade più ampie e senza gli odiosi motorini. Pur nella varietà della merce in vendita nelle varie botteghe che si susseguono, i colori ricorrenti sono il bianco e l’azzurro. Poi ci sono le porte di certi palazzi che sono una meraviglia. Ogni tanto lungo le vie si aprono piccole piazzette occupate principalmente da ristorantini. Essaouira è decisamente più turistica rispetto a Marrakech. Questo è dovuto sicuramente alla fama di Essaouira come meta per surfisti.

essaouira_medina
Nella medina di Essaouira

Ma io non vi ho detto una cosa curiosissima che ho scoperto sulla storia di Essaouira! Sapete che le sue mura furono costruite da un … Cornut? Ebbene sì! L’architetto francese che progettò Essaouira per volere del sultano del Marocco Mohammed ben Abdallah si chiamava Théodore Cornut. E niente, a me questa cosa fa ridere tantissimo e non vedevo l’ora di scriverla!

Restiamo ad Essaouira fino al tramonto.

Non è la prima volta che vedo il tramonto sull’Oceano Atlantico. Ma è stata ugualmente una grande intensa emozione. Col vento freddo, con l’isola di Mogador sullo sfondo, con i gabbiani che volano bassi e i kite surf che dominano le onde. Il mio tramonto sull’Oceano è arancio violaceo, a tratti malinconico. Il mio viaggio in Marocco sta per terminare.

essaouira_sunset
Il tramonto a Essaouira, sull’oceano Atlantico

3 risposte a "Diario di viaggio a Marrakech – gita fuori porta a Essaouira"

Add yours

  1. Ogni volta che leggo articoli come il tuo mi stupisco sempre di come all’estero riescano a valorizzare i loro monumenti o le loro peculiarità.
    Mi chiedo sempre come sarebbe il nostro paese se facessimo lo stesso.
    Bel post, ben descritto anche nei punti di vista personali.
    👍😉👋👋👋

    1. Ti ringrazio ♥️
      Guarda, io lavoro nel campo dei beni culturali e ti assicuro che il nostro Paese fa tantissimo per il proprio patrimonio. Certo, si può e si deve fare sempre di più e di meglio, però non mi sento, vedendo dall’interno, di criticare troppo e in assoluto. Il fatto è che, fuor di retorica, in Italia c’è davvero tantissimo da valorizzare e promuovere ed è impossibile condurre tutto alla stessa maniera. Ti assicuro però che stiamo costruendo giorno dopo giorno, stiamo ponendo tasselli per disseminare la conoscenza del nostro patrimonio.

      1. Grazie a tè.👍
        Non metto assolutamente in dubbio quello che dici, anzi.
        Io guardo con gli occhi da esterno, “come un turista” la sensazione è quella che in Italia quando vai in un luogo turistico non ci sia quella valorizzazione che meriterebbe.
        Bisogna dire che non sono tutti così, magari sbaglio ma la sensazione che ho è quella.
        Grazie per l’attenzione.
        Ciao 👋👋👋

Rispondi a Pinne in viaggio Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: