Diario di viaggio a Marrakech – da Place Jemaa el-Fna ai Jardins La Menara

27.10.2019

Il nostro hotel Mogador Menzah si trova nel quartiere de La Menara, un quartiere in espansione che fa da raccordo tra il centro città e il Jardin de La Menara, il parco pubblico in cui si ritrovano le famiglie di Marrakech la domenica. E oggi è proprio domenica.

Andiamo a piedi in centro, che dista circa 2,5 km dall’hotel. Arrivati all’incrocio con Avenue de La Menara ci guida come un faro il minareto della Koutoubia. Giunti in prossimità della città vecchia ci accolgono le mura rosse in mattoni rudi che cingono Marrakech. Una cortina lunga km, inframmezzata da torri e aperta presso Bab Jdid, la porta urbica attraverso la quale passiamo.

marrakech_bab-jdid
Le mura di Marrakech presso porta Bab Jdid

Appena superate le mura, superato l’hotel La Mamounia (lasciate ogni speranza o voi che sperate di affacciarvi: questo è un vero top di gamma, completo di casinò), entriamo nel Parc Lalla Hasna, che conduce diritto alla Koutoubia. Il parco è un giardino verde, elegante, con fontane e giochi d’acqua. Dovrò rivedere il mio concetto di Marocco desertico in questi giorni a Marrakech.

koutoubia
Il minareto della Koutoubia visto attraverso le palme di Parc Lalla Hasna

Decidiamo per il momento di tenerci fuori dalla piazza Jemaa el-Fna. Percorriamo un tratto di Avenue Hommane Al  Fatouaki, poi ci infiliamo in una viuzza laterale e dopo aver cambiato un po’ di euro in dirham (con un cambio decisamente favorevole) ci avventuriamo per la prima volta nel souk.

souk_marrakech
Teiere per il té tradizionale marocchino in vendita nel souk di Marrakech

Che poi, si fa presto a dire souk: una miriade di vicoli e stradine strette su cui affacciano le botteghe, a migliaia, in cui c’è un viavai continuo di persone, biciclette e motorini (nonostante ci sia il divieto!).

Il primo incontro con il souk è comunque piuttosto rilassato: ci infiliamo in qualche bottega, in particolare in un negozio di spezio e affini che è un accalappia-turisti: la sua non è una tecnica di vendita, il suo è uno show al termine del quale è riuscito a venderci cose altrimenti improponibilì e con un suo ottimo guadagno. Perché la regola numero 1 nel souk di Marrakech è che puoi pure giocare a contrattare, ma anche quando penserai di aver strappato un ottimo affare, in realtà ti accorgerai che il guadagno è stato tutto del tuo venditore. Ma fa parte del gioco, va detto, anche perché altrimenti non avremmo avuto modo ulteriore di scoprire la miscela del té berbero, un mix di spezie ed essenze particolarissimo, né avremmo potuto apprendere altre amenità su spezie ed essenze varie. Per esempio sono entrata in possesso di un “rossetto berbero” che lo stesso Kamal non conosceva, ma che invece pare essere in voga tra le fanciulle di Marrakesh…

marrakech_souk
Passeggiando nel souk di Marrakech

La nostra passeggiata nel souk percorre Passage Prince Moulay Rachid, che ci fa sbucare direttamente in Place Jemaa el-Fna precisamente per l’ora di pranzo. Sulla piazza pressoché tutti i ristoranti hanno l’accesso alla terrazza da cui godere in tranquillità della vista della piazza dall’alto, lasciando in lontananza il fin troppo vivace bordello di Jemaa el-Fna. Noi però non conosciamo ancora le potenzialità della terrazza e ci fermiamo sul dehors a livello della strada. Mossa sbagliata: come una processione ogni 30 secondi si fermano ambulanti improvvisati, uomini, donne, bambini, che vendono sigarette, rolex falsi, rayban falsi e altre amenità oppure semplicemente chiedono qualche dirham di elemosina.

I ristoranti sulla piazza hanno menù variegati che spaziano dalla cucina marocchina (tajine in pole position) alla pizza, passando per hamburger e omelettes. Non azzardatevi a chiedere vino o birra, perché non ce l’hanno. L’alternativa è il té alla menta. E io infatti mi butto su quello e provo la mia prima tajine: pollo al limone in cui il limone è trattato in salamoia e assume un sapore particolarissimo, salaterrimo, ma privo dell’acido che invece in genere caratterizza polpa e buccia. Esperimento riuscito.

marrakech_jemaa-el-fna_2
Ops! Mi è piovuto in mano un serpentello!

Dopo pranzo ci avventuriamo nella piazza. La cosa più difficile è evitare i vari personaggi che si avventano su di te come falchi sulla preda: incantatori di serpenti e ammaestratori di scimmiette sono in cima alla lista dai soggetti da evitare. Solo che neanche il tempo di rendermente conto e mi ritrovo con un serpentello in mano: la conseguenza è questa: serpente – foto – pagare. Solo che non si accontentano della monetina, ma stabiliscono loro il prezzo, o almeno vorrebbero. Improvvisamente la piazza diventa un luogo in cui gli europei sono presi di mira come polli da spennare. E tutto perde di spontaneità.

Kamal ci raggiunge nel primo pomeriggio e ci porta ben lontano dalla piazza, in un luogo che solo i locali frequentano la domenica: Jardins de la Menara. Un parco pubblico, un immenso rettangolo coltivato a olivi per un centinaio di ettari in mezzo al quale si trova un immenso bacino risalente al XII secolo che alimenta la rete di canalizzazione grazie alla quale l’oliveto è irrigato. Sulle rive del bacino sorge un elegante padiglione che regala a tutto l’insieme un’atmosfera senza tempo. Per raggiungere i giardini de la Menara, che sono vicini all’aeroporto, prendiamo l’autobus: un’esperienza, non c’è dubbio, soprattutto perché per chiamare la fermata bisogna bussare sopra la porta di uscita e perché l’autobus è strapieno di un’umanità variegata. Però tutti fanno il biglietto, direttamente sul bus, e in fondo la qualità del trasporto non è peggiore di quella sui bus Atac di Roma, anzi.

jardins_la_menara
Jardins de la Menara, la bella residenza che affaccia sul grande bacino idrico che fa da riserva alla piantagione di olivi all’intorno
koutoubia
Il minareto della Koutoubia, vero faro che ci guida verso il centro di Marrakech

Il parco de La Menara è una splendida pausa di quiete nel verde, animata da un gruppetto di ragazzi che ballano una danza berbera vestiti di bianco e con le babbucce gialle ai piedi. Trascorriamo qui un po’ di tempo, fin quasi al calar del sole. Poi ci avviciniamo verso il centro, verso la Koutoubia. A piedi, questa volta: la strada è facilissima, sempre dritto fino alla porta  Bab el Jdid. Il minareto della Koutoubia ancora ci guida e ci guiderà in questi giorni.

Si fa l’ora di cena e da Place Jemaa el-Fna giungiamo in in Place des Epices, al Café des Epices. Per arrivare in Place des Epices, la piazza delle spezie, ci infiliamo un un dedalo di viuzze, quelle del souk ancora piene di vita ed estremamente trafficate. Anche Place des Epices è ancora piena di vita, zeppa di banchini che vendono oggetti in paglia e tessuti. Anche a cena scelgo una tajine di pollo.

Marrakech_place_des_epices
Place des Epices by night

Al ritorno riattraversiamo il souk e le sue stradine, mentre le varie botteghe iniziano a chiudere. Da Place Jemaa el-Fna riprendiamo la via del ritorno, ancora a piedi: ormai la strada la sappiamo: dritta fino al Menara Mall, poi Avenue Ahmed VI ed è fatta. E si conclude il primo giorno pieno a Marrakech.

3 risposte a "Diario di viaggio a Marrakech – da Place Jemaa el-Fna ai Jardins La Menara"

Add yours

  1. Fosse capitato a me sai che fine avrebbe fatto quel serpentello? Gli sarebbero spuntate le ali! Il Marocco non ha ancora convinto del tutto il mio cuore. Vivo un tormento, una indecisione sull’andare si e sull’andare no. Lo scorso inverno mi ero quasi deciso di raggiungerlo. Una visita alternativa in moto, con la mia moto. Forse questa può diventare la soluzione giusta per la visita di questo Paese

    1. Ho avuto modo di parlare con persone che hanno visitato il Marocco proprio con un on the Road in moto e sono rimasti tutti entusiasti, quindi sì, credo potrebbe essere il modo migliore per apprezzarlo. Io trovo il Marocco per la mia esperienza (ora una settimana a Marrakech, in precedenza un giorno a Tangeri) estremamente intrigante ma anche molto respingente. Non so esattamente come spiegare questa sensazione

Rispondi a marina lo blundo Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: